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Buona sera, oggi è venerdì 8 agosto 2008

In coppia con te, e un'avventura con un'altra (II parte)

benessere
 
 

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Il Tantra

In coppia con te, e un'avventura con un'altra (II)

a cura dell'istituto Maithuna

Abbiamo visto nel precedente articolo quale è la situazione migliore per affrontare una relazione extraconiugale.

Ci sono tre fattori che ostacolano questo processo:

  1. Il primo è la gelosia. Quando si innesca la gelosia si spengono tutti i programmi razionali e sembra che tutta la fiducia nel partner, la sicurezza nel rapporto, la comprensione, vengano a mancare.

  2. Il secondo è che non c’è mai la sicurezza assoluta che il partner non mi lasci, che non mi abbandoni. Questa assicurazione non viene a mancare a causa della dichiarazione di desiderare un’avventura con qualcun altro, ma non esiste neanche nel matrimonio monogamo, come dimostrano le alte percentuali di separazioni e di divorzi. In quest’ultimo piuttosto si tenta di conservare l’illusione che sia così.

  3. La terza cosa è che spesso il rapporto con un nuovo partner si aggancia proprio in quel punto nel quale il rapporto con il partner principale si è arenato. Se per esempio la passione nella relazione principale si è spenta e gli incontri da diverso tempo sono diventati piuttosto funzionali, mediocri o  freddi, per l’uomo può essere molto frustrante sapere che la sua partner nelle braccia dell’amante, da un giorno all’altro, ha avuto un orgasmo sconvolgente; vederla ritornare il giorno dopo con una faccia diversa e un’espressione luminosa. Sarebbe come allevare un albero, annaffiarlo, concimarlo, proteggerlo dagli animali, prendersi cura e dargli tanta attenzione per vedere poi come un altro raccoglie i frutti.

Non condividiamo l’opinione di alcuni psicologi che consigliano di non comunicare al partner le avventure extraconiugali per non ferirlo. Prima di tutto, perché il partner lo sente comunque se siete connessi profondamente. Può darsi che in fondo lo intuisce e che finge di non vederlo e non sentirlo, di tollerare le tue avventure extraconiugali clandestine, perché forse anche lui ne ha o vorrebbe averle. Come può darsi che il vostro rapporto sia diventato talmente superficiale che veramente non si accorge della tua connessione intima con un altro, ma in tal caso la scappatella non è il vero problema, semmai è la conseguenza della mancante intimità nella relazione principale.

In secondo luogo, per tenere segreta una seconda relazione, devi mettere in atto molte strategie, devi pensare a non telefonare a una certa ora, ma a lasciare un messaggio dove il partner non lo possa trovare, devi tenere una doppia agenda, devi riflettere se certi dettagli li puoi dire o no, ricordarti se sei stato in quel ristorante con il marito o con l’amante, ecc. Mantenere un segreto comporta mille pensieri e un alto costo energetico. Quando condividiamo apertamente il desiderio con il partner e lo seguiamo fino alla realizzazione, talvolta ci ritroviamo di fronte a dei risultati inaspettati che a prima vista ci sembrano paradossali:

  • Facciamo un esempio per il primo. Una donna sente l’irrefrenabile voglia di incontrare un altro uomo, soltanto per provarlo sessualmente, in modo carnale, passionale, per puro primo chakra, senza relazione, senza amore. Potrebbe osservare che dopo alcuni notti passionali passate insieme, qualcosa anche al livello del cuore entra in risonanza, che inizia una vibrazione di un diciamo, piccolo amore. Forse a questo punto diventa un po’ ansiosa e irrequieta e la prospettiva del futuro di questo rapporto la rende almeno pensierosa, se non addirittura angosciata. Se continua a osservare la seconda relazione, potrebbe notare dopo un po’ come quell’uomo, che inizialmente sembrava talmente diverso da suo marito, che sembrava avere tutto quello che lui non ha, comincia sempre più ad assomigliargli, che le produce una vibrazione sempre più simile a quella che sente quando è con il marito. A questo punto riesce anche ad ammettere che in fondo non è la persona che cerca quando entra in una relazione intima, ma che è una certa costellazione energetica che le fa bene, che la attrae magicamente, che la ispira e la fa sentire completa. Questa comprensione toglie la forza al mito della persona, all’idea di ‘solo tu sei l’uomo giusto per me. Solo con te riesco a essere felice. Solo te posso amare,....’, ma che l’attrazione che prova verso gli uomini è semplicemente fondata su una certa vibrazione, che la aiuta a crescere, di certe energie che si attraggono come calamite. Inizialmente è un po’ deludente, ma aiuta molto a vedere le cose come sono e a vivere i rapporti in modo più sereno.

  • Facciamo un esempio per un altro risultato inaspettato. Mettiamo che un uomo abbia avuto una relazione extraconiugale e che dopo il primo entusiasmo ritorna a casa per accorgersi che dopo ogni avventura vede la stessa moglie in un’altra ottica e che inizia a stimare di nuovo aspetti di lei, che prima aveva preso per scontato, ma che ora nel riflesso dell’incontro con l’altra riesce a gradire di nuovo. Allora è importante comunicarglielo, per dirle non solo quello che gli è mancato nel rapporto principale, ma pure quello che ci trova, che tiene caro e che apprezza. Aiuta molto a mettere le cose in una luce realistica e a non stuzzicare gelosie inutili.”

Sentiamo ora il racconto di Giacinto, che ci descrive il terzo paradosso che possiamo incontrare nei rapporti triangolari: “Proposi alla mia compagna diverse volte di provare un rapporto anale, perché mi dava l’idea di possederla tutta, che in quel momento sarebbe tutta mia. Lei mi disse sempre di no, perché lo trovava un po’ sporco e perché in quell’unico tentativo che abbiamo provato le aveva fatto male. Così non insistetti più e lasciai perdere l’idea. Sono passati alcuni mesi e sia io che lei avevamo avuto anche qualche avventura extra. Siccome abbiamo un rapporto molto aperto, ce li raccontiamo pure. Un giorno è tornata a casa tutta pimpante e mi racconta quanto era stato divertente con quel tipo che aveva conosciuto su quella fiera dove lavorava come modella. ‘E fra l’altro’ mi disse ‘ho provato anche il rapporto anale....’ Per me è crollato un mondo.

Simili fenomeni succedono a molte coppie. Per Giacinto ovviamente, la notizia non è facile da digerire e si chiederà: perché con me no e con lui sì? Perché con me, che l’ho aspettata pazientemente, non ha voluto riprovare un’altra volta, e con lui ha funzionato al primo incontro? Cosa ha lui che io non ho? E così via: mille domande senza una risposta. E la risposta non può arrivare, perché Giacinto la cerca su un piano dove non c’è, la cerca sul piano personale. Fa un confronto tra lui e l’altro. Invece ciò che ha aiutato la sua compagna nell’avventura con l’altro a fare quel passo, che con Giacinto non è riuscita a fare, non è la persona, ma il tipo di rapporto. Se fosse stata fidanzata con l’altro, e Giacinto fosse stato l’amante di una notte, sarebbe riuscita con lui. Questa non è una speculazione ipotetica per consolare Giacinto, ma per fargli capire che spesso in relazioni consolidate non riusciamo a fare passi nuovi. Non perché il partner sia sbagliato o perché la relazione non ci faccia sentire sicuri, anzi. Ma perché associamo la relazione di tutti i giorni con abitudine, con l’essere coerenti, con schemi ripetitivi, con essere la stessa persona che siamo stati tre anni fa. Mentre in un incontro nuovo tutto questo non c’è. Non c’è neanche stata la discussione del rapporto anale, lei non si è sentita sotto pressione, non ha dovuto  essere coerente alla prima reazione. Lui nella danza passionale è semplicemente entrato e non le ha neanche fatto tanto male, perché lei si è lasciata andare, proprio perché nella libertà dell’incontro con uno sconosciuto se la sentiva di fare cose inaspettate.

Citato da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore, Edizioni Mediterranee 2005.

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