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Il prezzo del segreto

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Il Tantra

Il prezzo del segreto

a cura dell'istituto Maithuna

Molti, quando si trovano in una simile situazione a Giacinto, il protagonista del precedente articolo, cosa fanno? Si identificano completamente con il bambino interiore ferito, non voluto, abbandonato e tradito, che non conosce più ragione. Questo avviene, ed è lecito. Ciò che non funziona, è se poi iniziamo a disegnare la relazione dalla posizione del nostro strato più infantile della psiche. Per fare progetti, dobbiamo essere in uno stato sereno, dove comprendiamo le nostre esigenze, quelle del partner come le nostre dinamiche di coppia più frequenti.

Allora sappiamo che, quando una relazione è stanca, e non trova più le risorse per rinnovarsi all’interno della coppia, il triangolo (e la conseguente gelosia) diventano un modo per uscire dal vicolo cieco dell’indifferenza e per sentire di nuovo emozioni forti. Per sentirsi finalmente desiderato, prezioso, per sentire se stesso.

Molte coppie non affrontano mai questo argomento, non decidono mai se vogliono avere esperienze al di fuori della relazione o no, per illudersi che la scappatella nel loro rapporto non esista. Allora non devono mai occuparsi della gelosia, perché non accade nei fatti. Ma nelle menti è già accaduta da tempo. Dal punto di vista della coscienza la scappatella e la gelosia sono  sempre presenti, non importa se uno tradisca fisicamente o se “non è successo niente”. Appena un pensiero erotico, un desiderio sessuale verso un’altra persona attraversa la nostra mente, appena il corpo reagisce alla voce suadente, alla scollatura che lascia intravedere, allo sguardo lungo e intenso, all’ancheggiare, qualcosa è già successo, che ce lo ammettiamo o non. L’energia è già captata dalla persona che ci interessa e la mente è già lì, nell’immaginare come sarebbe... hmm.

E in fondo giochiamo con il fuoco tutti i giorni. Le donne si rendono attraenti non solo per il marito, ma per attrarre anche altri uomini, per essere osservate. E tutti gli uomini si sentono attratti anche da altre donne oltre la moglie. In fondo tutti cercano le scappatelle, ma ammettendolo a metà, sono costretti a fermarsi all’immaginario.

I media, i film, i libri, la televisione, riprendono questo desiderio e lo accendono ulteriormente, dandoci l’impressione che la trasgressione sia alla portata di mano. La serie di immagini aumenta le nostre fantasie e ci carica energeticamente nel corpo attraverso una continua stimolazione mentale e visiva. Questa carica si scontra poi con la barriera sociale dei divieti di mettere in atto ciò che desideriamo. Cosi la scissione tra immaginario e realtà diventa sempre più insopportabile, ingrandisce la frattura dentro di noi. Durante le vacanze, dove siamo ancora più esposti a stimoli erotici esterni, ma dove spesso stiamo con la famiglia e i bambini, dove trasgredire per motivi esterni diventa difficile, “68% delle donne sognano un colpo di fulmine travolgente ma passeggero e 56% degli uomini un‘avventura di pochi giorni, tutti e due desiderano sentire la scossa in un ‘mordi e fuggi’ senza complicazioni.”

Il nostro intento in questo argomento non è quello di aprire ulteriormente il divario, ma di aiutarti a chiuderlo, a creare sempre più ponti tra quello che ti immagini e quello che fai, tra quello che desideri e ciò che ti permetti di vivere, tra il coniugale e l’extraconiugale. Vogliamo fornirti dei metodi per passare da uno stato di separazione interna a un senso di integrità.

Sembra che la sessualità abbia la tendenza ad allargarsi, a voler andare oltre tutti i limiti. In questo movimento si scontra contro i tabù istituzionali all’esterno e contro le paure all’interno. Chi, per esempio, per motivi religiosi vive in celibato e ha posto dei limiti molto stretti alla propria vita sessuale, si troverà a masturbarsi segretamente o ad avere qualche incontro occasionale che cercherà poi di dimenticare. Chi vive in coppia e perciò ha la possibilità di vivere la sua passione con un partner, si trova a urtare contro il limite della monogamia e di voler espandere la sua sessualità anche ad altre persone.

Il limite tra ciò che ci permettiamo e ciò che è al di là, è molto individuale ed è connesso con il limite assoluto che poniamo al nostro piacere. E’ costituito da una serie di pensieri e convinzioni ed è pure un limite corporeo. Quando ci avviciniamo sentiamo come il corpo inizia a stringersi e il respiro si trattiene. In questo momento siamo sull’orlo della frammentazione, specialmente se non ce ne accorgiamo e seguiamo il partner che, per le sue caratteristiche, “sopporta” più piacere. Apparentemente sembra che uno nella coppia sia disposto ad andare molto più in là, mentre l’altro sta già tirando il freno. Questa differenza ci sembra molto grande, quando stiamo entrambi al limite e uno dice “dai, facciamo qualche altro passo”, mentre l’altro con il fiato sospeso chiede pietà. Come coppia in questa situazione siamo estremamente vulnerabili e se questa situazione si ripete spesso, crea una certa frustrazione. Quel partner che si sente continuamente frenato, raffinerà le sue antenne verso altre persone più disposte a mettere il peperoncino nel sugo sulla pasta sessuale, mentre il partner che si sente repentinamente spinto oltre i limiti arriva facilmente alla conclusione che l’altro lo voglia abbandonare, che non lo ami, ecc. Siamo portati a pensare che solo il partner che viene tradito prova dolore, ma se comprendiamo tutti i processi che hanno portato al tradimento, vediamo che anche il partner che ha tradito ha sofferto altrettanto.

Proviamo a vedere la faccenda da un’altra ottica.

Pur amando il paese dove vivi, ogni tanto ti troverai con il desiderio di viaggiare in un altro, di vedere altri tipi di case, di scalare montagne se abiti in pianura, di andare al mare, se vivi in montagna, di visitare la riva di un fiume o un delta paludoso se vivi in mezzo ai boschi. La mente umana ama un certo grado di sicurezza, ma non gradisce la monotonia, vuole essere stimolata da nuove sensazioni. Di solito, le persone, quando vanno in vacanza in un paese diverso, qualche settimana dopo non trasferiscono lì la loro abitazione, la famiglia e il loro lavoro ma, rinfrescati e con nuove idee, ritornano a casa.

I rapporti extraconiugali possono essere la stessa cosa, se ci diamo il permesso di viverli come una vacanza, se il marito può dire alla moglie: “senti cara, le tue colline mi piacciono, ma ora vorrei frequentare un paesaggio più montagnoso o più piatto del tuo. L’umore della tua vulva è dolcissimo, ma ogni tanto ho voglia di salato o di leggermente acido.” Se la moglie in quel momento può dire: “Buon viaggio, divertiti e ricordati di scrivermi una cartolina.” troverà al ritorno un marito riposato, rinvigorito e pieno di iniziativa.

L’avventura erotica con l’altra non è, come molti la chiamano, un “tradimento”, che implica che  qualcosa nel rapporto venga rotto o danneggiato, ma è un suo arricchimento. Non è l’opposto della relazione principale, ma è parte integrante del matrimonio. La voglia di cambiare può nascere solo lì dove c’è qualcosa di solido e di valido prima, come può permettersi di andare in vacanza soltanto chi ha una casa, un lavoro e un reddito. O hai mai visto andare un senzatetto in vacanza? La cosiddetta relazione “extraconiugale” in verità fa parte del matrimonio come l’uvetta fa parte del panettone.

Citato da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore, Edizioni Mediterranee 2005.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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