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Molti,
quando si trovano in una simile situazione a
Giacinto, il protagonista del precedente
articolo, cosa fanno? Si identificano completamente con il bambino
interiore ferito, non voluto, abbandonato e tradito,
che non conosce più ragione. Questo avviene, ed è
lecito. Ciò che non funziona, è se poi iniziamo a
disegnare la relazione dalla posizione del nostro
strato più infantile della psiche. Per fare
progetti, dobbiamo essere in uno stato sereno, dove
comprendiamo le nostre esigenze, quelle del partner
come le nostre dinamiche di coppia più frequenti.
Allora
sappiamo che, quando
una relazione è stanca,
e non trova più le risorse per rinnovarsi
all’interno della coppia, il triangolo (e la
conseguente gelosia) diventano un modo per uscire
dal vicolo cieco dell’indifferenza e per sentire
di nuovo emozioni forti. Per sentirsi finalmente
desiderato, prezioso, per sentire se stesso.
Molte coppie non affrontano mai questo argomento,
non decidono mai se vogliono avere
esperienze al di fuori della relazione
o no, per illudersi che la scappatella nel loro
rapporto non esista. Allora non devono mai occuparsi
della gelosia, perché non accade nei fatti. Ma
nelle menti è già accaduta da tempo. Dal punto di
vista della coscienza la scappatella e la gelosia
sono
sempre presenti, non importa se uno tradisca
fisicamente o se “non è successo niente”.
Appena un pensiero erotico, un desiderio sessuale
verso un’altra persona attraversa la nostra mente,
appena il corpo reagisce alla voce suadente, alla
scollatura che lascia intravedere, allo sguardo
lungo e intenso, all’ancheggiare, qualcosa è già
successo, che ce lo ammettiamo o non. L’energia è
già captata dalla persona che ci interessa e la
mente è già lì, nell’immaginare come sarebbe...
hmm.
E in fondo giochiamo con il fuoco tutti i giorni. Le
donne si rendono attraenti non solo per il marito,
ma per attrarre anche altri uomini, per essere
osservate. E tutti gli uomini si sentono attratti
anche da altre donne oltre la moglie.
In fondo tutti cercano le scappatelle,
ma ammettendolo a metà, sono costretti a fermarsi
all’immaginario.
I
media, i film, i libri, la televisione, riprendono
questo desiderio e lo accendono ulteriormente,
dandoci l’impressione che la trasgressione sia
alla portata di mano. La serie di immagini aumenta
le nostre fantasie e ci carica energeticamente nel
corpo attraverso una continua stimolazione mentale e
visiva. Questa carica si scontra poi con la barriera
sociale dei divieti di mettere in atto ciò che
desideriamo. Cosi la scissione tra immaginario e
realtà diventa sempre più insopportabile,
ingrandisce la frattura dentro di noi. Durante le
vacanze, dove siamo ancora più esposti a stimoli
erotici esterni, ma dove spesso stiamo con la
famiglia e i bambini, dove trasgredire per motivi
esterni diventa difficile, “68%
delle donne sognano un colpo di fulmine travolgente
ma passeggero e 56% degli uomini un‘avventura di
pochi giorni,
tutti e due desiderano sentire la scossa in un
‘mordi e fuggi’ senza complicazioni.”
Il
nostro intento in questo argomento non è quello di
aprire ulteriormente il divario, ma di aiutarti a
chiuderlo, a creare sempre più ponti tra quello che
ti immagini e quello che fai, tra quello che
desideri e ciò che ti permetti di vivere, tra il
coniugale e l’extraconiugale. Vogliamo fornirti
dei metodi per passare da uno stato di separazione
interna a un senso di integrità.
Sembra
che la sessualità abbia la tendenza ad allargarsi,
a voler andare oltre tutti i limiti. In questo
movimento si scontra contro i tabù istituzionali
all’esterno e contro le paure all’interno. Chi,
per esempio, per motivi religiosi vive in celibato e
ha posto dei limiti molto stretti alla propria vita
sessuale, si troverà a masturbarsi segretamente o
ad avere qualche incontro occasionale che cercherà
poi di dimenticare. Chi vive in coppia e perciò ha
la possibilità di vivere la sua passione con un
partner, si trova a urtare contro il limite della
monogamia e di voler espandere la sua sessualità
anche ad altre persone.
Il
limite tra ciò che ci permettiamo e ciò che è al
di là, è molto individuale ed è connesso con il
limite assoluto che poniamo al nostro piacere. E’
costituito da una serie di pensieri e convinzioni ed
è pure un limite corporeo. Quando ci avviciniamo
sentiamo come il corpo inizia a stringersi e il
respiro si trattiene. In questo momento siamo
sull’orlo della frammentazione, specialmente se
non ce ne accorgiamo e seguiamo il partner che, per
le sue caratteristiche, “sopporta” più piacere.
Apparentemente sembra che uno nella coppia sia
disposto ad andare molto più in là, mentre
l’altro sta già tirando il freno. Questa
differenza ci sembra molto grande, quando stiamo
entrambi al limite e uno dice “dai, facciamo
qualche altro passo”, mentre l’altro con il
fiato sospeso chiede pietà. Come coppia in questa
situazione siamo estremamente vulnerabili e se
questa situazione si ripete spesso, crea una certa
frustrazione. Quel partner che si sente
continuamente frenato, raffinerà le sue antenne
verso altre persone più disposte a mettere il
peperoncino nel sugo sulla pasta sessuale, mentre il
partner che si sente repentinamente spinto oltre i
limiti arriva facilmente alla conclusione che
l’altro lo voglia abbandonare, che non lo ami,
ecc. Siamo portati a pensare che solo il partner che
viene tradito prova dolore, ma se comprendiamo tutti
i processi che hanno portato al tradimento, vediamo
che anche il partner che ha tradito ha sofferto
altrettanto.
Proviamo
a vedere la faccenda da un’altra ottica.
Pur
amando il paese dove vivi, ogni tanto ti troverai
con il desiderio di viaggiare in un altro, di vedere
altri tipi di case, di scalare montagne se abiti in
pianura, di andare al mare, se vivi in montagna, di
visitare la riva di un fiume o un delta paludoso se
vivi in mezzo ai boschi. La mente umana ama un certo
grado di sicurezza, ma non gradisce la monotonia,
vuole essere stimolata da nuove sensazioni. Di
solito, le persone, quando vanno in vacanza in un
paese diverso, qualche settimana dopo non
trasferiscono lì la loro abitazione, la famiglia e
il loro lavoro ma, rinfrescati e con nuove idee,
ritornano a casa.
I
rapporti extraconiugali possono essere la stessa
cosa, se ci diamo il permesso di viverli come una
vacanza, se il marito può dire alla moglie:
“senti cara, le tue colline mi piacciono, ma ora
vorrei frequentare un paesaggio più montagnoso o più
piatto del tuo. L’umore della tua vulva è
dolcissimo, ma ogni tanto ho voglia di salato o di
leggermente acido.” Se la moglie in quel momento
può dire: “Buon viaggio, divertiti e ricordati di
scrivermi una cartolina.” troverà al ritorno un
marito riposato, rinvigorito e pieno di iniziativa.
L’avventura
erotica con l’altra non è,
come molti la chiamano, un
“tradimento”,
che implica che
qualcosa nel rapporto venga rotto o
danneggiato, ma è un suo arricchimento. Non è
l’opposto della relazione principale, ma è parte
integrante del matrimonio. La voglia di cambiare può
nascere solo lì dove c’è qualcosa di solido e di
valido prima, come può permettersi di andare in
vacanza soltanto chi ha una casa, un lavoro e un
reddito. O hai mai visto andare un senzatetto in
vacanza? La cosiddetta relazione
“extraconiugale” in verità fa parte del
matrimonio come l’uvetta fa parte del panettone.
Citato
da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore,
Edizioni Mediterranee 2005.
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