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Buona notte, oggi è mercoledì 8 febbraio 2012

Fantasie erotiche: come metterle in pratica?

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Il Tantra

Fantasie erotiche: come metterle in pratica?

a cura dell'istituto Maithuna

Quali sono i miei simboli chiusi?

Per simboli chiusi (il termine viene dal mondo sciamanico) intendiamo una parte del sé che è chiusa, che contiene una porzione di energia vitale che non è completamente a disposizione del sé e che non è condivisa con gli altri esseri umani. E’ chiusa alla propria coscienza ed è chiusa verso il mondo. Nella psicoterapia corporea è chiamato un blocco che inibisce il libero flusso energetico. Si manifesta anche nel corpo sotto forma di contrazioni muscolari croniche in un certo segmento del corpo con i rispettivi sintomi di malessere: schiena rigida, spalle tese, pancia contratta, gambe poco vitali, respiro piatto, ecc. Si manifesta pure nella mente: non si osa pensare una certa cosa, si pensa che qualcosa non mi appartiene, non si può parlarne apertamente ad altri.

Facciamo un esempio: chi vive in monogamia ed è contento così, vive la forma di rapporto che desidera. Questo è un simbolo aperto. Chi invece vive in una stretta monogamia e si accorge che la sua mente gira ripetutamente intorno all’idea di fare l’amore con qualcun altro, vive questi pensieri come simboli chiusi. Quando pensa a un’altra persona che lo interessa, che guarda di nascosto, che sogna la notte e che pensa di giorno, sente subito dopo un “no” interiore, una voce che frena il pensiero, che frena il concedersi all’emozione che prova per la persona desiderata, che frena l’azione. Lo può inibire con un pensiero del tipo “Ora non è il momento giusto” o “Ma perché rischiare, in fondo sto bene con il mio partner” oppure distraendosi guardando da un’altra parte. Allora la sua vitalità non è più spontanea, si sente tirato di qui e di là, senza sentirsi completo da nessuna parte. Il desiderio diventa un simbolo chiuso.

Anche per la coppia fedele molte emozioni sono dei simboli chiusi, come: la rabbia verso il partner, la gelosia, l’impotenza, la tristezza, l’abbandonarsi ecc. Fanno di tutto per evitarle, per non essere arrabbiati, gelosi, per tirarsi su e così via.

In generale riconosci un simbolo chiuso, perché comprende uno o più dei seguenti elementi:

1) una categoria di pensieri che difficilmente ti permetti o, se ti permetti di pensarli non li dici a nessuno.

2) una serie di sensazioni corporee che non conosci, che senti vagamente, che hai provato una volta quasi per sbaglio, che ti sono “capitate in un momento di debolezza”

3) una particolare emozione che conosci poco o per niente, ma che ti sembra molto affascinante, che attira la tua attenzione magicamente e che lascia una profonda traccia nella tua memoria

4) Un’apertura energetica che hai provato raramente o che pensi di poter provare, se soltanto la situazione/il partner/le stelle/…… te lo permettessero.

Nella sessualità i simboli chiusi si fanno strada sotto forma di desideri e languori ricorrenti oppure sotto forma di fantasie erotiche.

La fantasia erotica è più di una semplice idea che passa per la testa. Invece rappresenta un intero vissuto visivo, emozionale, energetico, sessuale, affettivo con una quantità enorme di energia vitale che si manifesta nel nostro organismo, appena rivolgiamo la coscienza al simbolo, lo prendiamo sul serio e gli permettiamo di svilupparsi.

I sogni di notte ci rilevano in modo innegabile i nostri simboli chiusi. “Oltre il 50% delle donne ha sogni erotici, ma molte di queste iniziano ad averli solo dopo i vent’anni. Per gli uomini è diverso. I maschi hanno sogni erotici da ragazzi, e la loro frequenza tende a diminuire con l’aumento dell’età.” In seguito ci occuperemo meno dei sogni notturni, perché di loro ci accorgiamo soltanto dopo, una volta svegliati, quando il sogno è già passato.  Tratteremo in modo più esauriente invece i cosiddetti “sogni ad occhi aperti”, che sono dei simboli chiusi più vicini alla coscienza. Di loro ci possiamo accorgere mentre li facciamo e perciò si prestano meglio a essere considerate e curate.

Le fantasie erotiche hanno molte facce:

  • “A volte le fantasie sono singoli immagini, e altre volte vere e proprie sequenze, piccoli film a luci rosse per uso personale. In loro il sognatore può raffigurarsi così come è in realtà, oppure modificato: gli uomini possono per esempio sognare di avere un pene enorme, le donne magari si vedono più belle, o formose.”

  • Chi ha una fantasia erotica può sentirsi partecipe nell’azione fantasticata, allora è associato. Per esempio fare l’amore con una donna mora e leccare la sua amica con i capelli rossi. Oppure può veder la stessa scena come uno spettatore esterno che si eccita pur non partecipando; allora è dissociato.

  • Nella fantasia erotica posso essere attivo e intraprendente conquistando la donna che mi attrae e facendo con lei ciò che desidero, oppure posso essere ricettivo: lei mi seduce e fa con me tutte le cose piacevoli che nessuna donna vera ha mai fatto.

  • La fantasia può agganciarsi a un ricordo concreto come: Sono coccolata nelle braccia di Nello, il mio ultimo grande amore, sento ancora le sue parole suadenti e le mani che accarezzano dolcemente il mio seno. Oppure la fantasia può essere una mera costruzione mentale come: fare l’amore con Richard Gere all’aperto sul Mount Everest con vista su tutto l’Himalaya.

  • La fantasia può essere evocata intenzionalmente per aumentare l’eccitazione durante la masturbazione, oppure può arrivare improvvisamente comparendo come dal nulla, lasciandoci piacevolmente sorpresi, oppure turbati, da noi stessi.

Inoltre non a tutti si mostrano sotto forma di un immagine.

Le persone visive le vedono come un immagine che può essere statica o movimentata, vedono davanti all’occhio interiore una o più persone che fanno sesso con loro, vedono il rosso della lingua che lecca, osservano gli occhi che li guardano e i contorni del viso, vedono il colore purpureo di un grande letto con le forme di corpi avvinghiati, un vero cinema insomma.

Gli auditivi vivono le fantasie più sotto forma di parole eccitanti che loro stessi o qualcuno dice, sentono i gemiti e mentre fantasticano si raccontano ciò che sta avvenendo come se leggessero un romanzo erotico.

Le persone emotive e cinestetiche vivono le fantasie principalmente come un susseguirsi di sensazioni erotiche ed eccitanti, si sentono addosso la mano di qualcuno che li accarezza, sentono l’umido di una vagina avvolgere il loro pene o si sentono penetrate se sono donne. Percepiscono la pelle d’oca, le pulsioni e si muovono fisicamente stringendo il cuscino, allargando le gambe, ecc come se si trovassero veramente nella situazione fantasticata.

BIBLIOGRAFIA:

Pau Joannides, Generazione sex, Milano 1998, orig: The Guide To Getting It On, p. 294

Emma Chiaia, Sessualità e crescita personale, Milano 1997, p. 76

Citato da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore, Edizioni Mediterranee 2005.

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