Esiste
un’altra forma del segreto, che è ancora più
subdola della scappatella non dichiarata:
il
cosiddetto “amante fantasma”[i].
Di amante fantasma si parla quando pensi tra te e te
che il tuo partner non è proprio quello giusto, ma
che l’uomo giusto o la donna giusta potrà ancora
arrivare. Quando intimamente, soltanto nel pensiero,
speri che prima o poi entrerà nella tua vita
qualcuno che renderà insignificante tutto ciò che
finora in campo amoroso e sessuale hai vissuto.
Quell’uomo o quella donna che trasformerà
completamente la tua vita, con il quale il rapporto
sarà una sinfonia perfetta fatta di amore, serenità,
passione, affetto, comprensione, divertimento e
altri begli ingredienti.
Spesso,
se vai a chiedere nella tua famiglia di provenienza,
trovi degli amanti fantasma oppure amanti veri anche
tra i genitori e, se vai ancora più indietro, tra i
nonni. Nelle generazioni precedenti erano, e questo
bisogna dirlo, più frequenti gli eventi che
portavano alla creazione di amanti fantasmi. Basta
pensare a
tutti gli innamorati che non potevano
sposarsi perché uno veniva da una famiglia ricca o
nobile e l’altro non era ritenuto degno per
l’unione, oppure a quelle donne che avevano perso
il marito in guerra. Le persone amate, ma
irraggiungibili,in tal caso venivano idealizzate e
continuavano ad aleggiare come fantasmi nella mente,
apparivano sulle foto del comodino, e in tempi
difficili ci si rivolgevaloro con occhi luminosi e la sospirata frase:
“se potessi essere con te, ..... Perché il
destino è così crudele?”.
L’amante
fantasma è uno dei cosiddetti “temi segreti”
che vengono trasmessi da generazione a generazione.
La nonna da giovane era innamorata di un ragazzo che
si è trasferito insieme alla sua famiglia in
Francia. Anni dopo ha incontrato il suo futuro
marito, ma le cose non andavano bene. Quando era giù
di morale, andava a rileggere le vecchie lettere
d’amore che aveva nascosto nella doppia parete di
un cassettino. La mamma aveva diverse avventure
extraconiugali che non aveva mai ammesso a nessuno;
la figlia è arrivata all’undicesimo fidanzamento
e sta aspettando ancora l’uomo giusto.
Torniamo
al presente.
Se conosci un tale amante nella tua
mente e se lo ricordi volentieri, se in ogni momento
di crisi con il tuo partner reale, pensi: “Oooohh,
con lui / con lei, sarebbe tutto diverso!”, allora
stai facendo una cosa deleteria per il vostro
rapporto: trasformi la tua relazione in una specie
di sala d’attesa dove fai quattro chiacchiere con
il tuo partner per passare il tempo tra oggi e
l’arrivo del treno. La tua attenzione non è
rivolta al partner, ma al fischio del treno che
potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Perciò nel
rapporto ti dai a metà, non investi troppo e sei
sempre pronto a ritirarti. Conosciamo coppie che
hanno vissuto 20 o 30 anni in questa condizione,
finché in tarda età si sono accorti che hanno
vissuto un sogno, che hanno passato una vita in sala
d’attesa e che la loro relazione aveva preso il
colore grigio-marrone di quelle sale d’attesa
ferroviarie di seconda classe.
Vivere
in un rapporto con Mirco in attesa del sognato
principe senza nome è un continuo offenderlo, perché
implicitamente gli dici: “tu sei un uomo di serie
B, rimango con te finché non arriva uno
migliore.” Ma l’aspetto veramente tragico è che
l’amante fantasma è più persistente di un
tradimento vero. Se tradisci Mirco con Leonardo,
prima o poi ti accorgerai che anche lui ha qualche
difetto, forse rutta dopo aver mangiato. E se la
prossima volta vai con Cristian, troverai che ha i
suoi problemi con i soldi. Poi passi una notte con
Fabio per accorgerti quanto è insensibile, mentre
Danilo è uno stallone a letto ma poco spirituale.
Noterai pure che Vincenzo è poco raffinato, Cosimo
non ti ascolta, Oscar è molto attento ma anche un
po’ noioso, Guido è in gamba, ha pepe, stile e
fascino, ma ti tradisce con un’altra.
Attraversando vari letti, puoi fare molte verifiche
e osservare che gli altri uomini, come pure il tuo,
hanno tutti i loro pregi e difetti. Ma con
l’amante fantasma questo non lo puoi fare, lui
rimane sempre perfetto nel mondo dei sogni, continua
a essere fedele, ricco, fantasioso, intelligente,
passionale, forte, e al contempo sensibile,
creativo, eccitante,........ (puoi continuare tu
l’elenco), senza doversi mai paragonare con uomini
veri. Così l’amante fantasma non è mai stanco o
torna stressato dal lavoro, non si ammala mai, non
arriva alla crisi di mezza età, ma rimane sempre al
di sopra di tutto ciò che è umano. Conosciamo
donne che stanno con un amante fantasma da
vent’anni e che non lo hanno mai immaginato nelfare pipì. Un uomo veramente eccezionale!
Molti
sopravvalutano il triangolo reale, dove c’è un
vero atto sessuale con un altro partner, esottovalutano il triangolo interiore, quella
relazione segreta con l’amante fantasma. Invece
queste figure impalpabili sono più problematici
degli amanti veri. Prima di tutto perché non se ne
vanno. Mentre molti amanti veri dopo alcuni incontri
o dopo qualche anno escono dalla vita, i fantasmi
rimangono. E, poiché non devono mai confrontarsi
con le difficoltà della vita, possono rimanere
intatti, belli, suadenti come i semidèi.
Una
consolazione per fortuna c’è, perché anche loro
arrivano spesso in due: mentre la moglie sogna il
principe azzurro, il marito pensa come sarebbe stare
con la principessa rosa. E quando marito e moglie
fanno l’amore, non si trovano, come si potrebbe
pensare, in due a letto, ma sono in quattro! Perciò
le statistiche, secondo le quali circa il 5% pratica
lo scambio di coppia[ii],
andrebbero corrette: la percentuale va aumentata
sicuramente, se comprendiamo anche lo scambio con
quei due spiriti che girano sopra il letto coniugale
e che ogni tanto, quando il partner fa una mossa
sbagliata, vengono richiamati con un sospiro.
In
sintesi:
il triangolo con il fantasma può togliere
alla relazione di coppia più energia che dieci
tradimenti reali messi insieme!
[i]
Jack Lee Rosenberg and Beverly Kitaen-Morse, The
Intimate Couple, Atlanta 1996, p. 174
[ii] Rapporto Asper 1998, in:
Panorama del 22.7.1999, p. 33
Citato
da: Elmar e Michaela Zadra, Trasgredire con amore,
Edizioni Mediterranee 2005.
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