scorso articolo
abbiamo iniziato a parlare dell’amore come “Il
grande SI’”. Ma
come è vissuto questo sentimento nelle coppie di
oggi?
Quando
le coppie superano i primi anni di convivenza,
spesso il “ti amo” iniziale diventa un “ti
amerei, se.....” e si aggiungono le condizioni più
diverse: se tu fossi più attento, più deciso, più
sexy, meno irruente, più dolce, più serio, meno
critica, più indipendente, se non mi avessi tradito
quella volta, se mi potessi fidare di te,..... In
breve: l’amore non c’è più, invece è rimasta
la continua pretesa di cambiare e di diventare
un’altra persona. Il messaggio continuo sotto le
parole è: “così come sei, non vai bene.”
Il
piccolo “sì” significa: “Sto con te e ti
voglio anche bene, ma lo faccio nella speranza che
una volta sarai così come ti voglio avere.”
In pratica manda due messaggi: il primo è di
affetto, il secondo è di una condizione. Ma
l’amore non è mai condizionato, il cuore si
chiude sotto la minima pressione. Il detto “al
cuore non si comanda” non esiste a caso. Il
piccolo “sì” infatti non riesce a toccare il
cuore, arriva al secondo e al terzo chakra evocando
al doppio messaggio anche due risposte. Dal secondo
chakra il partner di pancia risponde “sì,
anch’io ti amo” mentre al terzo chakra prende le
distanze cercando nel mittente criticamente quei
punti che a sua volta non gli piacciono. Perciò la
gran parte delle relazioni sono basate su un amore
di pancia e non di cuore. Purché il piccolo “sì”
è sufficiente per tenere insieme le coppie e le
famiglie, lascia in fondo la sensazione di qualcosa
che manca.
Il
sentimento indefinito di “
qualcosa
che manca”
si manifesta in alcuni periodi più che in altri.
Nella fase dell’innamoramento non lo avvertiamo ma
quando i bimbi stanno crescendo, con alta probabilità
arriva e rimane con una certa insistenza. Non viene
solo a nuocere, ci dà anche l’occasione per
riflettere sul rapporto di coppia, sulla sessualità,
permettendoci di andare oltre a ciò che finora
abbiamo raggiunto e costruito. C’è chi lo vive più
come una domanda irrisolta, chi come dubbi continui
sull’amore, chi come un sentimento di carenza, chi
come stanchezza di relazione, chi come un languore,
ma la sensazione fisica è comune a tutti: un vuoto
nel petto, le costole contratte, il respiro
costantemente corto. Rimane la domanda di fondo: è
questo l’amore?
Come
il petto di ogni partner intrappolato nel proprio
piccolo “sì” rimane contratto e non riesce a
respirare liberamente, così la coppia stessa rimane
ingabbiata in una specie di “corazza sistemica”.
L’ego dell’uomo più l’ego della donna formano
nel loro insieme un “ego della coppia” che li
inibisce a comunicare liberamente con il mondo e in
particolar modo con i figli.
Lui
critica lei e lei critica lui, così sono
costantemente indaffarati, litigano e poi si
riconciliano, marimangono sempre molto concentrati sulla
relazione, vivono in un loro piccolo mondo di
coppia. In questa corazza la coppia non si può
aprire sessualmente ad altri, ma non si può aprire
nemmeno emozionalmente ai figli e agli amici.
Intorno alla coppia si è creato uno scudo di paura
che su un piano profondo li separa dal resto del
mondo. Chiaramente allevano i figli, hanno amici e
comunicano con il mondo, ma non sono mai
completamente disponibili con i sentimenti, c’è
sempre qualcosa che tira indietro. Spesso le coppie
si accorgono del loro ego sistemico soltanto quando
i figli adolescenziali li rimproverano con “tanto,
voi non mi capite” o “cosa vuoi che vi
dica, mi rispondete sempre nella stessa maniera”
oppure smettono di parlare dei loro sentimenti
limitando la comunicazione alle cose pratiche come
“Mamma, a che ora si mangia?” o “Papa, non mi
aspettare, stasera torno a casa tardi”.
Solo
con il legame del grande “SI” la coppia può
aprirsi verso altri sessualmente e ai propri
sentimenti profondi, perché non deve più dubitare
della propria coerenza. Questo legame si percepisce
come una vibrazione sottile tra l’uomo e la donna,
che traspare quando stanno insieme, ma che si
avverte anche nei momenti che sono separati e
parlano del loro partner. C’è sempre un
sottofondo di “sì” verso di lui. Questo legame
vibrante con il partner dà una grande fiducia nella
relazione e libera tanta energia che si può
rivolgere anche verso l’esterno: verso i figli, i
progetti che ognuno realizza per sé, i sogni
comuni, gli amici, il mondo. Per la tradizionale
famiglia italiana può sembrare un’affermazione
incredibile, ma: poter fare sesso con altri e poter
amare i propri figli si basano sullo stesso
presupposto. La coppia legata da una grande “SI”
è generosa sul piano affettivo ed energetico in
tutte le direzioni, non dovendosi costantemente
confermare nella loro relazione hanno molto da dare
agli altri.
La
coppia
intrappolata
nella corazza del piccolo “sì” invece
percepisce in modo insistente la pressione di dover
sembrare una coppia felice. La loro visione stretta
li induce a far funzionare la relazione in
apparenza, a cercare l’armonia e la stabilità a
tutti i costi. Proprio per la carenza di un legame
vibrante e profondo deve fare molti sforzi mentali
ed emozionali per tenere insieme la relazione e
considera soltanto l’idea della “coppia
aperta” un pericolo. E se uno dei due prova
attrazione per un’altra persona emerge subito la
domanda: “Se cerchiamo altrove, vuol dire che
abbiamo dei problemi?” Non riesce a concepire come
si possa essere intimi nella coppia e avere
simultaneamente relazioni sessuali con altri. Invece
è proprio l’appiattimento della passione e la
mancanza di profondità che fa cercare amanti. Ma
non è l’unico motivo.
E’
una semplificazione non corretta pensare che nella
coppia felice uomo e donna fanno sesso soltanto tra
di loro, mentre nella coppia infelice tradiscono.
Mettere intimità e trasgressione sullo stesso asse
vale solo per quelle coppie monogame che confondono
attaccamento con intimità. Invece attaccamento è
frutto della paura, mentre intimità è frutto di
una scelta. Appena aprono lo sguardo nelle due
direzioni dell’asse, vedono che in verità si
dimenano in una fascia molto stretta tra questi due
poli, che non gli consente di oscillare nel pieno
della vita: non possono trasgredire, perché
diventerebbero subito gelosi, ma non riescono
nemmeno a essere intimi, perchéframmentano emozionalmente e non sono più
presenti nel corpo e nella mente. Notiamo spesso nei
nostri corsi, che proprio quelle coppie che
rifiutano i giochi spinti per “
tutelare
la loro intimità”,
poi quando si fanno le meditazioni tantriche, nelle
quali potrebbero essere profondamente intimi e
uniti, smettono dopo un quarto d’ora con qualche
scusa banale.
In
verità la trasgressione e l’intimità sono due
dimensioni che non centrano nulla l’una con
l’altra, siamo solo abituati a vederli in modo
contrapposto. Osservando le due dimensioni
distintamente, arriviamo a un modello che spiega
molto meglio le conformazioni delle coppie: infatti
ogni coppia può essere poco o molto intima, come può
essere poco o molto trasgressiva. La cosiddetta
coppia spenta non è né intima né trasgressiva, ha
rinunciato su tutti i fronti. Poi c’è la coppia
intima che non cerca stimoli esterni, sono armoniosi
tra di loro, rifugiandosi talvolta in una specie di
nido protetto. Ci sono poi quelle coppie
trasgressive che lo fanno con tutti, sempre a caccia
di nuovi stimoli, ma che non riescono a essere
intimi tra loro. Infine ci sono le coppie aperte che
con il legame del grande “SI” vivono l’intimità
all’interno e condividono avventure sessuali con
altri, trovando l’intensità in entrambe le
dimensioni.
Muovendoci
nelle due dimensioni in modo differenziato, troviamo
una maggiore libertà sia all’interno che
all’esterno della coppia. Benché negli ultimi
decenni abbiamo acquisito una maggior individualità
e una maggior consapevolezza sulle dinamiche
relazionali e sulla sessualità, non di rado davanti
a un orizzonte più ampio ci spaventiamo e ci
rifugiamo nella nostalgia dello spazioristretto di una volta, più raccolto e
sicuro, come è successo negli anni ’90. Il
prossimo passo per le coppie sembra quello di
imparare a gestire la più ampia scelta nelle forme
di convivenza per realizzare i propri desideri in
una coppia disegnata su misura. Se sperimentate con
la coppia aperta nelle due dimensioni, fatelo con
cura e pazienza dandovi il tempo per abituarvi alla
nuova condizione. Prendete dal passato ciò che vi
è diventato caro e, curiosi, aprite il cuore a quel
nuovo spazio intimo che si mostra davanti a voi.
Mentre
nell’idea molti aspirano all’intimità e temono
la trasgressione, passando dalla teoria allapratica, si accorgono che essere intimi e
amare è altrettanto difficile come concedersi la
libertà di trasgredire. Finché amiamo dalla
pancia, riusciamo a dire “
amo
solo te e nessun altro”,
perché il secondo chakra conosce la direzione dei
sentimenti, conosce il legame di tipo “solo io e
tu”. Quando arriviamo all’amore del cuore la
direzione sparisce, perché il quarto chakra ama a
360°, in modo sferico. L’amore va all’interno
verso se stessi come radia all’esterno verso
altri, include il partner come si rivolge alle
persone in generale, e pure agli animali, alla
natura, agli oggetti.
Gesù
lo espresse bene, quando alla domanda quali fossero
i comandamenti più importanti rispose: “Amerai
il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta
la tua anima e con tutta la mente. Questo è il più
grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è
simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te
stesso.” (Matteo 22, 37-39)[i]
Nel primo comandamento espose il grande “SI”,
l’amore verso il divino universale con tutto se
stessi. Nella seconda frase delineò l’amore del
cuore che non fa distinzione tra l’io e il tu.
Tornando
alla coppia dei giorni d’oggi, notiamo che il
grande “SI” è molto legato al messaggio “Ti
amo per quello che sei e non per quello che fai.”
Ricevendo questo messaggio il partner finalmente si
può rilassare. Non deve fare più nulla per
guadagnarsi l’amore, non deve più essere diverso
da come è, non deve più fingere di essere una
persona migliore. Quando diciamo al partner “Ti
amo così come sei, con la cellulite, con le rughe,
con la tua irascibilità, con la tua insicurezza,
con i tuoi atteggiamenti insensibili, con il tuo
modo di pensare,.....” allora il cuore si può
aprire, perché non divide più il partner in due
parti, ma lo ama nella sua integrità. La nostra
accettazione aiuta il partner ad amarsi e a
diventare intero: a riconoscere e accettare sia il
suo io che il suo non-io, la parte di sé con la
quale è identificato, come la parte di sé che non
conosce ancora. L’amore guarisce, perché supera
le divisioni interne. Il grande “SI” è un “sì”
senza “se” e senza “ma”.
[i]
Matteo 22, 37-39, in La Bibbia – Testo ufficiala
CEI, Casale Monferrato 1988
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