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Buon pomeriggio, oggi è mercoledì 9 luglio 2008

La frase magica: ti prendo come sei

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Il Tantra

La frase magica: ti prendo come sei

a cura dell'istituto Maithuna

Nello scorso articolo abbiamo iniziato a parlare dell’amore come “Il grande SI’”. Ma come è vissuto questo sentimento nelle coppie di oggi?

Quando le coppie superano i primi anni di convivenza, spesso il “ti amo” iniziale diventa un “ti amerei, se.....” e si aggiungono le condizioni più diverse: se tu fossi più attento, più deciso, più sexy, meno irruente, più dolce, più serio, meno critica, più indipendente, se non mi avessi tradito quella volta, se mi potessi fidare di te,..... In breve: l’amore non c’è più, invece è rimasta la continua pretesa di cambiare e di diventare un’altra persona. Il messaggio continuo sotto le parole è: “così come sei, non vai bene.”

Il piccolo “sì” significa: “Sto con te e ti voglio anche bene, ma lo faccio nella speranza che una volta sarai così come ti voglio avere.” In pratica manda due messaggi: il primo è di affetto, il secondo è di una condizione. Ma l’amore non è mai condizionato, il cuore si chiude sotto la minima pressione. Il detto “al cuore non si comanda” non esiste a caso. Il piccolo “sì” infatti non riesce a toccare il cuore, arriva al secondo e al terzo chakra evocando al doppio messaggio anche due risposte. Dal secondo chakra il partner di pancia risponde “sì, anch’io ti amo” mentre al terzo chakra prende le distanze cercando nel mittente criticamente quei punti che a sua volta non gli piacciono. Perciò la gran parte delle relazioni sono basate su un amore di pancia e non di cuore. Purché il piccolo “sì” è sufficiente per tenere insieme le coppie e le famiglie, lascia in fondo la sensazione di qualcosa che manca.

Il sentimento indefinito di “qualcosa che manca” si manifesta in alcuni periodi più che in altri. Nella fase dell’innamoramento non lo avvertiamo ma quando i bimbi stanno crescendo, con alta probabilità arriva e rimane con una certa insistenza. Non viene solo a nuocere, ci dà anche l’occasione per riflettere sul rapporto di coppia, sulla sessualità, permettendoci di andare oltre a ciò che finora abbiamo raggiunto e costruito. C’è chi lo vive più come una domanda irrisolta, chi come dubbi continui sull’amore, chi come un sentimento di carenza, chi come stanchezza di relazione, chi come un languore, ma la sensazione fisica è comune a tutti: un vuoto nel petto, le costole contratte, il respiro costantemente corto. Rimane la domanda di fondo: è questo l’amore?

Come il petto di ogni partner intrappolato nel proprio piccolo “sì” rimane contratto e non riesce a respirare liberamente, così la coppia stessa rimane ingabbiata in una specie di “corazza sistemica”. L’ego dell’uomo più l’ego della donna formano nel loro insieme un “ego della coppia” che li inibisce a comunicare liberamente con il mondo e in particolar modo con i figli.

Lui critica lei e lei critica lui, così sono costantemente indaffarati, litigano e poi si riconciliano, ma  rimangono sempre molto concentrati sulla relazione, vivono in un loro piccolo mondo di coppia. In questa corazza la coppia non si può aprire sessualmente ad altri, ma non si può aprire nemmeno emozionalmente ai figli e agli amici. Intorno alla coppia si è creato uno scudo di paura che su un piano profondo li separa dal resto del mondo. Chiaramente allevano i figli, hanno amici e comunicano con il mondo, ma non sono mai completamente disponibili con i sentimenti, c’è sempre qualcosa che tira indietro. Spesso le coppie si accorgono del loro ego sistemico soltanto quando i figli adolescenziali li rimproverano con “tanto, voi non mi capite” o “cosa vuoi che vi dica, mi rispondete sempre nella stessa maniera” oppure smettono di parlare dei loro sentimenti limitando la comunicazione alle cose pratiche come “Mamma, a che ora si mangia?” o “Papa, non mi aspettare, stasera torno a casa tardi”.

Solo con il legame del grande “SI” la coppia può aprirsi verso altri sessualmente e ai propri sentimenti profondi, perché non deve più dubitare della propria coerenza. Questo legame si percepisce come una vibrazione sottile tra l’uomo e la donna, che traspare quando stanno insieme, ma che si avverte anche nei momenti che sono separati e parlano del loro partner. C’è sempre un sottofondo di “sì” verso di lui. Questo legame vibrante con il partner dà una grande fiducia nella relazione e libera tanta energia che si può rivolgere anche verso l’esterno: verso i figli, i progetti che ognuno realizza per sé, i sogni comuni, gli amici, il mondo. Per la tradizionale famiglia italiana può sembrare un’affermazione incredibile, ma: poter fare sesso con altri e poter amare i propri figli si basano sullo stesso presupposto. La coppia legata da una grande “SI” è generosa sul piano affettivo ed energetico in tutte le direzioni, non dovendosi costantemente confermare nella loro relazione hanno molto da dare agli altri.

La coppia intrappolata nella corazza del piccolo “sì” invece percepisce in modo insistente la pressione di dover sembrare una coppia felice. La loro visione stretta li induce a far funzionare la relazione in apparenza, a cercare l’armonia e la stabilità a tutti i costi. Proprio per la carenza di un legame vibrante e profondo deve fare molti sforzi mentali ed emozionali per tenere insieme la relazione e considera soltanto l’idea della “coppia aperta” un pericolo. E se uno dei due prova attrazione per un’altra persona emerge subito la domanda: “Se cerchiamo altrove, vuol dire che abbiamo dei problemi?” Non riesce a concepire come si possa essere intimi nella coppia e avere simultaneamente relazioni sessuali con altri. Invece è proprio l’appiattimento della passione e la mancanza di profondità che fa cercare amanti. Ma non è l’unico motivo.

E’ una semplificazione non corretta pensare che nella coppia felice uomo e donna fanno sesso soltanto tra di loro, mentre nella coppia infelice tradiscono. Mettere intimità e trasgressione sullo stesso asse vale solo per quelle coppie monogame che confondono attaccamento con intimità. Invece attaccamento è frutto della paura, mentre intimità è frutto di una scelta. Appena aprono lo sguardo nelle due direzioni dell’asse, vedono che in verità si dimenano in una fascia molto stretta tra questi due poli, che non gli consente di oscillare nel pieno della vita: non possono trasgredire, perché diventerebbero subito gelosi, ma non riescono nemmeno a essere intimi, perché  frammentano emozionalmente e non sono più presenti nel corpo e nella mente. Notiamo spesso nei nostri corsi, che proprio quelle coppie che rifiutano i giochi spinti per “tutelare la loro intimità”, poi quando si fanno le meditazioni tantriche, nelle quali potrebbero essere profondamente intimi e uniti, smettono dopo un quarto d’ora con qualche scusa banale.

In verità la trasgressione e l’intimità sono due dimensioni che non centrano nulla l’una con l’altra, siamo solo abituati a vederli in modo contrapposto. Osservando le due dimensioni distintamente, arriviamo a un modello che spiega molto meglio le conformazioni delle coppie: infatti ogni coppia può essere poco o molto intima, come può essere poco o molto trasgressiva. La cosiddetta coppia spenta non è né intima né trasgressiva, ha rinunciato su tutti i fronti. Poi c’è la coppia intima che non cerca stimoli esterni, sono armoniosi tra di loro, rifugiandosi talvolta in una specie di nido protetto. Ci sono poi quelle coppie trasgressive che lo fanno con tutti, sempre a caccia di nuovi stimoli, ma che non riescono a essere intimi tra loro. Infine ci sono le coppie aperte che con il legame del grande “SI” vivono l’intimità all’interno e condividono avventure sessuali con altri, trovando l’intensità in entrambe le dimensioni.    

Muovendoci nelle due dimensioni in modo differenziato, troviamo una maggiore libertà sia all’interno che all’esterno della coppia. Benché negli ultimi decenni abbiamo acquisito una maggior individualità e una maggior consapevolezza sulle dinamiche relazionali e sulla sessualità, non di rado davanti a un orizzonte più ampio ci spaventiamo e ci rifugiamo nella nostalgia dello spazio  ristretto di una volta, più raccolto e sicuro, come è successo negli anni ’90. Il prossimo passo per le coppie sembra quello di imparare a gestire la più ampia scelta nelle forme di convivenza per realizzare i propri desideri in una coppia disegnata su misura. Se sperimentate con la coppia aperta nelle due dimensioni, fatelo con cura e pazienza dandovi il tempo per abituarvi alla nuova condizione. Prendete dal passato ciò che vi è diventato caro e, curiosi, aprite il cuore a quel nuovo spazio intimo che si mostra davanti a voi.

Mentre nell’idea molti aspirano all’intimità e temono la trasgressione, passando dalla teoria alla  pratica, si accorgono che essere intimi e amare è altrettanto difficile come concedersi la libertà di trasgredire. Finché amiamo dalla pancia, riusciamo a dire “amo solo te e nessun altro”, perché il secondo chakra conosce la direzione dei sentimenti, conosce il legame di tipo “solo io e tu”. Quando arriviamo all’amore del cuore la direzione sparisce, perché il quarto chakra ama a 360°, in modo sferico. L’amore va all’interno verso se stessi come radia all’esterno verso altri, include il partner come si rivolge alle persone in generale, e pure agli animali, alla natura, agli oggetti.

Gesù lo espresse bene, quando alla domanda quali fossero i comandamenti più importanti rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.” (Matteo 22, 37-39)[i] Nel primo comandamento espose il grande “SI”, l’amore verso il divino universale con tutto se stessi. Nella seconda frase delineò l’amore del cuore che non fa distinzione tra l’io e il tu.

Tornando alla coppia dei giorni d’oggi, notiamo che il grande “SI” è molto legato al messaggio “Ti amo per quello che sei e non per quello che fai.” Ricevendo questo messaggio il partner finalmente si può rilassare. Non deve fare più nulla per guadagnarsi l’amore, non deve più essere diverso da come è, non deve più fingere di essere una persona migliore. Quando diciamo al partner “Ti amo così come sei, con la cellulite, con le rughe, con la tua irascibilità, con la tua insicurezza, con i tuoi atteggiamenti insensibili, con il tuo modo di pensare,.....” allora il cuore si può aprire, perché non divide più il partner in due parti, ma lo ama nella sua integrità. La nostra accettazione aiuta il partner ad amarsi e a diventare intero: a riconoscere e accettare sia il suo io che il suo non-io, la parte di sé con la quale è identificato, come la parte di sé che non conosce ancora. L’amore guarisce, perché supera le divisioni interne. Il grande “SI” è un “sì” senza “se” e senza “ma”.


[i] Matteo 22, 37-39, in La Bibbia – Testo ufficiala CEI, Casale Monferrato 1988

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