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Il Tantrismo
è una tradizione millenaria nata nel sub-continente
indiano. Anche lì il suo includere la sensualità
e l’erotismo nella sfera del mistico e spirituale
portò non pochi problemi, prima con alcuni
Induisti, poi con i colonizzatori inglesi. La
visione europea che ostacolò il Tantra era la
stessa, di base, quando quest’arte iniziò a
diffondersi in modo massiccio in Occidente, negli
anni '60/'70. Da una parte c’erano coloro che,
scandalizzati dalla presenza di certi elementi
considerati volgari, offensivi e simbolo di
dissolutezza, notavano solo quelli; dall’altra
c’erano coloro che, stanchi del pudore ipocrita e
assetati di apertura, disinibizione e fisicità,
guardavano con massimo interesse ed entusiasmo a ciò
che il Tantra offriva. In entrambi i casi, tuttavia,
di questa ricchissima e variegatissima tradizione
veniva presa in considerazione solo una porzione
limitatissima, quella inerente la sessualità.
Oggi
rispetto ad allora, sebbene sia trascorso mezzo
secolo, la situazione è pressoché identica… I
limiti della cultura occidentale che impedivano di
vedere e vivere il Tantra per quel che realmente è
si sono protratti nel tempo, alleggerendosi ma
rivelandosi radicati molto profondamente nella
mentalità.
Qual
è, dunque, il punto? Nel Tantra c’è, è
vero, un’attenzione alla sfera erotica, ma
nello stesso grado in cui viene considerato ogni
altro aspetto dell’esistenza, come manifestazione
dell’energia creatrice e dell’amore. La
differenza, rispetto ad altre vie, è che in molte
di esse la sessualità è tabù, laddove non è
addirittura demonizzata… Nel Tantra invece questo
ambito ha un suo spazio dignitoso, sacro e
ritualizzato. Oso aggiungere che è difficile
trasmettere il vero Tantra in una società in cui
centinaia di persone sono interessate a ricevere con
questo mezzo soltanto delle prestazioni sessuali
un po’ esotiche, e altrettante mirano solo
a vendere le stesse, ammantandole di un’aura più
affascinante… Molti altri, seppure non limitino il
Tantra a dei così angusti spazi, lo praticano in
modo ludico, superficiale e approssimativo, puntando
sui suoi aspetti più sensazionali, trasgressivi e
ricreativi – a mio avviso sempre perché in questo
modo si vende meglio. Non di meno, proprio grazie
alla presenza di tutti questi individui, per me
nasce una sfida assai stimolante e appassionante:
togliere il velo a tutte queste forme e trasmettere
il vero Tantra. E’ in questo terreno, infatti,
fatto di ambiguità e istinti malsoddisfatti, che i
pregiudizi continuano a fiorire…
Detto
ciò, ci sono sempre state e tuttora ci sono persone
dedite a percorrere un sentiero spirituale vero e
profondo e che hanno trovato nel Tantra una modalità
che ben corrisponde alle loro caratteristiche;
costoro lo praticano con serietà, passione e
piacere. Questa via, infatti, lascia
ampio respiro ai sensi, al fuoco interiore e al
contatto con l’intimità, che procura una diffusa
e stabile sensazione di benessere; l’ottica con
cui tutto ciò avviene però non è quella del
soddisfacimento dei propri desideri e degli impulsi
individuali collegati all’effimero, ma quella
della connessione col divino che libera, emana e
condivide se stesso, fondendosi nell’amore,
nell’accettazione e nella naturalezza dei ritmi
umani e cosmici.
Il
Tantra è una trama di base, su cui ogni
singolo praticante e insegnante intesse la sua
propria e unica tela – ed è giusto che sia
così, perché solo il maestro interiore, che si
appella ai frutti delle proprie esperienze vissute,
è in ultimo il vero guru… Passiamo quindi al
Tantra insegnato da Maya
Swati Devi, che riflette quasi
perfettamente ciò che proviene dalla mia voce
interiore più profonda…
Maya
propone il Tantra come la via dell’amore, nel
senso di un percorso di apertura del cuore, di
connessione con la sua energia e di espressione di
verità, semplicità e amore. Tale pratica non può
essere confinata a qualche ora di lezione, ma va
necessariamente ad interagire con tutta la propria
vita, trasformandola alla radice. Questo ovviamente
accade solo nel caso in cui il praticante sia pronto
e aperto ad un simile cambiamento. Gli strumenti che
Maya mette a disposizione sono il Pranayama
(l’arte del respiro), i Mantra (suoni
sacri), i Mudra (posizioni delle mani per
canalizzare l’energia in modi specifici), le Asanas
(posizioni del corpo; hanno lo stesso scopo dei
mudra), le danze meditative, il Sound Healing (tecnica
di guarigione attraverso il suono) e il Tocco
Sacro (massaggio rituale).
Ognuno
di noi nel suo reame interiore custodisce una parte
maschile e una femminile, Shiva e Shakti.
Queste manifestazioni dell’energia divina,
quando sono in armonia tra loro, si sostengono a
vicenda, agendo come potenti alleate
nell’evoluzione nel cammino spirituale. E’
importante perciò innanzitutto conoscere il proprio
lato maschile e quello femminile, e poi avviare
l’armonizzazione che conduce ad un vero e proprio
matrimonio cosmico. Tale unione avviene dentro di
noi, e tutte le pratiche tantriche che si fanno in
coppia non sono altro che stimoli, emanazioni,
riflessi del processo interiore. Per questo il
Tantra prevede anche una serie di tecniche
individuali e di gruppo: le prime con lo scopo di
farci concentrare su noi stessi, staccandoci da
tutto ciò che proiettiamo fuori, come un vero e
proprio potentissimo film, le seconde col fine di
perseguire un’unione che vada anche oltre quella
di coppia, per espandersi all’umanità intera.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con
masturbazione, sesso e orge, o ce l’ha per coloro
che riescono a perseguire l’unione solo su un
piano fisico. Il Tantra di Maya insegna che il corpo
è un tempio del divino, il sacro spazio in cui
avviene la magica alchimia della trasmutazione. E’
nel corpo che passa tanta della nostra energia, è
il nostro mezzo per essere presenti nel mondo
terreno; ma l’energia va oltre il corpo, gli passa
attraverso per trascenderlo, trasformando ciò che
è denso in sottile, grazie alla purificazione e
soprattutto grazie all’amore. Nel Tantra di Maya
c’è contatto fisico, ma la sua qualità non è
quella animalesca; si tratta di un tocco dolce,
sensibile, tenero, che dà un nutrimento profondo
sia a chi lo dà che a chi lo riceve.
Riferendosi
a ciò che è naturale per l’uomo, il Tantra
prevede anche delle pratiche sessuali, ma quando si
arriva al livello necessario per intraprenderle non
ha neanche più senso parlare di sesso… A quel
livello ogni atto è pregno di sacralità, e in
quanto tale è offerto come sacrificio alla divinità,
in segno di adorazione. In questo stato anche
l’atto sessuale è magico, è un modo per
trasmutare le proprie energie più potenti, quelle
che danno origine alla vita, in energie spirituali,
rivivendo sulla terra il processo di unione cosmica
che continuamente crea l’universo. Facendo questo
noi esprimiamo al massimo la nostra divinità
interiore, partecipando consapevolmente, in modo
sano e con immensa gioia alla creazione cosmica.
Maya,
conoscendo il Tantra, lo trasmette come una via
femminile. In questa tradizione infatti è molto
importante il ruolo delle dieci dee della saggezza
e, in senso lato, delle facoltà dell’ascolto,
della sensibilità, della trasformazione e
dell’accoglienza amorevole – collegate al nostro
lato femminile. Nel Tantra inoltre, vista la
profondità dello spazio in cui conduce la pratica,
inevitabilmente si entra in contatto intimo con
l’inconscio e con l’oscurità. Attenzione: qui
non parliamo di Ombra in senso psicologico, ma di oscurità
in senso lunare, misterioso, sottile - tutti
ambiti, anche questi, culturalmente ascrivibili al
femminile. Altrettanto lo è l’intuizione
immediata che risveglia, il potere della forza
selvaggia che riscatta dalla condizione di limite,
la coraggiosa esplorazione degli spazi bui che
libera e porta conoscenza. E’ questa nel Tantra la
via per l’illuminazione: la potenza dell’impulso
irrazionale intrisa di amore per ogni creatura
dell’universo. In questo stato è sì benvenuto
l’erotismo: l’unione non è più semplicemente
sessuale, ma è pura alchimia, contatto essenziale
con il fulcro della creazione, esperienza mistica
che apre spazi inimmaginabili per chi si muove nel
limitato spazio della materia.
E
laddove le parole e le tecniche non potranno più
arrivare, lì è il vero Tantra…
articolo scritto da Ilaria Cusano
sociologa e scrittrice
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