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Ci
capita spesso, durante seminari, conferenze o
dimostrazioni, di imbatterci in persone che hanno
avuto occasione di fare dei viaggi in Shrilanka
o in India (chi nel Nord, chi nel Sud) oppure
di assistere ad altre dimostrazioni di massaggi
Ayurvedici magari eseguiti da Indiani. Coloro che
hanno avuto modo di vivere tutte queste situazioni
hanno potuto constatare che vi sono talvolta
anche enormi differenze tra l'esecuzione di un
trattamento ayurvedico e un'altra. I meno
esperti, al contrario, hanno visto spesso una sola
versione di massaggio e sono convinti che quello sia
il "vero" massaggio Ayurvedico,
concludendo, per ciò stesso, che qualunque altra
sequenza sia falsa. La convinzione è tanto più
radicata se l'unica sequenza che conoscono è stata
effettuata da un Indiano.
È un
po' come se uno di noi andasse in India ad insegnare
la tarantella e, per il semplice fatto che è
italiano, gli Indiani concludessero che il suo modo
di ballare la tarantella è l'unico vero! Purtroppo,
sappiamo perfettamente che non è sufficiente essere
italiani per essere esperti di tarantella! Abbiamo
come il sospetto che una tarantella danzata da
Nureyev o Barishnikov, risulterebbe in realtà un
po' migliore (appena un poco!) di una ballata da
noi! Tutto ciò, anche senza considerare il fatto
che l’esecuzione di un ballo, così come quella di
un massaggio, lascia ampio spazio alla sensibilità
di chi lo esegue.
In sostanza, come non è necessario avere gli occhi
a mandorla per eseguire un buon trattamento shiatsu
o per vincere il campionato del mondo di karate, così
non è necessario essere indiani per eseguire
"l'ayurveda perfetto".
Forse
è ora di fare un po' di chiarezza!
Prima di tutto bisogna dire che il massaggio
ayurvedico si può eseguire a terra o sul lettino.
In India spesso viene effettuato su un particolare
tavolo da massaggio, basso, che viene chiamato Taila
Thron (= "trono dell'olio"), pensato
per effettuare anche i dhara, ovvero le
terapie di "colata" e quindi presenta dei
sistemi di raccolta dei liquidi. Qui da noi, spesso,
ci si deve "arrangiare" con quello che c'è.
L'ayurvedico si pratica sia con i piedi che con
le mani e non mancano tecniche di gomito,
avambraccio, ginocchia, come nello shiatsu e nel
tuina cinese. Lo si può iniziare dalla testa
piuttosto che dall’addome ovvero dai piedi….
Occorre una competenza e un'esperienza di anni per
capire le varianti e i perché.
Basta andare nell’India delle cliniche Ayurvediche
per toccare con mano quante modalità diverse e
possibilità di esecuzione esistano. Inoltre un
massaggio ayurvedico tradizionale e completo può
durare fino a 2 ore e mezzo, mentre esistono
diversi metodi parziali i cui tempi variano a
seconda delle circostanze. Le varianti si presentano
per un’infinità di ragioni. Innanzitutto ci sono
diverse "scuole di pensiero", ciascuna
delle quali ha sviluppato tecniche sue; spesso, poi,
le modalità di intervento variano a seconda delle "prakruti"
(cioè dei "dosha" predominanti nei
vari individui) e di eventuali alterazioni
"acute" dei dosha stessi; altre
differenze dipendono dal fatto che ogni Maestro
tende ad elaborare nel tempo sequenze proprie, sia
per scopi didattici sia per intuizioni ed esperienze
nate "sul campo", che danno origine a
metodi che – pur potendo prendere diversi nomi –
restano pur sempre autentici massaggi ayurvedici. Vi
sono poi tecniche avanzate che manipolano
maggiormente le articolazioni oppure i punti "marman"
o i "bindu", mentre, quando si ha a
che fare con problematiche psicosomatiche, è spesso
necessario riequilibrare le sottili energie dei chakra,
con particolari manovre energetiche.
In una
parola: l'ayurveda non è una sequenza che si
impara a memoria e si ripete sempre uguale
qualunque sia la persona che ci troviamo davanti! Le
capacità di osservazione, la sensibilità e,
vorremmo dire, le capacità empatiche del maestro di
ayurveda, lo portano a comprendere cos'ha bisogno
l'assistito, modificando tecniche e manipolazioni a
seconda delle esigenze. Sono le
"personalizzazioni", non certo frutto di
improvvisazione, ma spontaneo fiorire (in uno
spirito che è analogo a quello Zen) del background
di conoscenze che il Maestro si è creato in anni di
studio e di ricerca.
Il fatto che ai livelli elementari tutti i Maestri
insegnino sequenze, non deve ingannare. La sequenza
svolge nel massaggio la stessa funzione dei "kata"
o dei "lu" nelle arti marziali. Sono gli
esercizi indispensabili per dare una struttura
all'allievo, insegnargli le tecniche base e
fargliele assimilare in modo ordinato: ma nessuno
effettua il combattimento libero usando i kata!
Nell'arte del massaggio quest'esigenza di conoscere
moltissime tecniche per poter usare poi
spontaneamente quella "giusta", è persino
ovvia. Se il nostro ricevente soffre di ernia
lombare migrata, gli praticheremo disinvoltamente lo
stretching delle gambe (tipo "manovra di
Lasegue") o gli imporremo dure flessioni del
rachide per il solo fatto che in alcune sequenze
ayurvediche queste tecniche sono previste? E se
trattiamo un'anziana donna che soffre di grave
osteoporosi le praticheremo le manovre di pressione
forte e rapida a due mani sulle vertebre che in
certe sequenze ayurvediche si usano per attivare le
energie del canale dei chakra (sushumna)?
L'ayurveda
ha sviluppato le manovre più "strane",
pensate per le più diverse ragioni. La sensibilità
del maestro, istantaneamente, sceglie. Ecco allora
che non occorre poi aver studiato gran che per
capire che non può esistere "un"
massaggio ayurvedico che debba essere considerato
quello "giusto". Ciò che è importante è
trasmettere una conoscenza il più possibile ampia,
possibilmente scevra da istruzioni che potrebbero
rivelarsi pericolose per gli operatori e soprattutto
per coloro che desiderano gustarsi un piacevole
massaggio ayurvedico senza dover correre il rischio
di farsi procurare gravi lesioni.
Occorre progressività nell'insegnare e
consapevolezza nell'eseguire. Non dimentichiamo che
l’ayurveda, di per sé, è conoscenza, (VEDA =
Conoscenza, scienza, sapienza) intesa nel suo
significato più ampio; la conoscenza è qualcosa
che è dentro ciascuno di noi ed è nostro dovere
adoperarci per risvegliarla. Non esiste nessuno che
ci possa dire cosa è giusto e cosa è sbagliato;
nessuno che abbia il potere di decidere cosa è bene
e cosa è male.
Perciò, affermazioni del tipo: "Quello è
il massaggio ayurvedico vero, quell'altro non lo è",
oppure "Io l'ho visto fare e non era così",
e ancora, "Io sono andato in Shrilanka e mi
hanno massacrato", "Sono stato in
India ed era completamente diverso" non
hanno alcun senso. Testimoniano soltanto una scarsa
consapevolezza di quanto sia complesso
"praticare l'ayurveda".
Attenzione,
però! Ciò che siamo venuti dicendo non significa
affatto che l'ayurveda possa essere "qualsiasi
cosa". Non si praticano massaggi ayurvedici
utilizzando la farina di mais (come ci è capitato
di vedere!), per il semplice fatto che il mais è
venuto dall'America nel XVI secolo dopo Cristo e l'ayurveda
è nato nel XV secolo avanti Cristo in un Paese in
cui il mais non esisteva. Dai testi antichi non ci
risultano varianti ayurvediche valtellinesi
effettuate con la farina per la polenta taragna! L'ayurveda
ha una sua tradizione seria, che si fonda su
testi classici, insegnamenti di illustri maestri,
ricette per la creazione di olii medicati, terapie
di massaggio particolari che fanno uso di
fomentazioni, ecc. Ci vuole umiltà, tanto studio e
la convinzione che, prima di inventare alcunché, è
opportuno conoscere a fondo ciò che hanno creato
gli altri, soprattutto quelli che hanno fatto dell'ayurveda
la loro vita e quindi gli hanno dedicato anni di
ricerche e di prove "sul campo". Non basta
un corso di trenta ore per proclamare che "si
sa l'ayurveda" e, magari, insegnarlo, solo
perché questa o quella scuola alla moda ha
rilasciato comunque una compiacente
"patacca" da attaccare al muro. Non esiste
nessuno al mondo, qualunque sia il titolo che
possiede, che possa decidere chi ha realizzato la
conoscenza e chi no! Non esiste alcun Diploma,
Attestato o Laurea che possa in concreto certificare
la Conoscenza.
Il mondo è pieno di "Titolati", ma,
nondimeno, tanti disastri ed errori vengono
commessi; negli ospedali, nei cantieri, nelle
progettazioni. E questo, è più che normale perché,
che ci piaccia o meno, siamo davvero esseri Divini
ma in forma umana e come tale con profondi limiti
nonostante i pezzi di carta appesi alle pareti.
Nessuna Università potrà mai laureare un padre
affinché sia autorizzato a fare il genitore; nessun
organismo giuridico potrà mai certificare chi
riesca a trasmettere un po’ d’amore con un
massaggio e chi no!
Un
ultima riflessione…
Purtroppo, quando qualcosa – per quanto sacro
e dominio millenario di trasmissioni orali il più
delle volte segrete – fa moda, ecco che il
business incalza e tutti diventano Maestri di x, y,
z... Purtroppo questa mentalità che privilegia
sempre e comunque la dimensione
economico-consumistica, questa rincorsa al business
che niente risparmia, interessa anche gran parte
dell’ayurveda attuale in Italia. In attesa della
creazione di un organismo ufficiale che, pur con
tutti i suoi limiti, possa riconoscere i docenti in
materia, almeno per quanto riguarda la legalità (e,
si spera, non in base ad assurdi parametri eteronomi
rispetto alla disciplina!), non resta altro da fare
che fidarsi del proprio istinto, del proprio
sentire, del proprio cuore... Se andate dal vostro
"terapista ayurvedico" per dieci volte
consecutive ed egli ripete sempre le stesse
identiche manovre, probabilmente c'è qualcosa che
non va... È poco probabile che voi siate andati a
ricevere il massaggio sempre nel medesimo stato
psicofisico. Se quando avete finito il trattamento
non avete provato nulla, c'è qualcosa che non va...
Se nel vostro "terapista" non scorgete
una profonda armonia interiore, c'è qualcosa che
non va...
Imparate
a "percepirlo": vivete il senso di
profonda accoglienza che vi regalano le sue mani
cariche di energia positiva. E se sperimentate un
senso di fusione, se vi sentite immersi in una bolla
di energia, se percepite che, durante il massaggio,
state in realtà compiendo una meditazione in due,
allora, forse, avete incontrato un Maestro.
...
"Possiate fidarvi solo e soltanto del Vostro
cuore,...
possiate fidarvi di Voi Stessi"
M°
Stefano Paggini (Satya Narayana) e Dr. Luigi
Lacchini - dell’Accademia
Ayurveda Ayuseva
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