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Buona sera, oggi è martedì 13 maggio 2008

L'Antiginnastica

benessere
 
 

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Relax!

L'Antiginnastica

Libera la tua forza interiore! Adottando posizioni inabituali e con minuscoli movimenti mai tentati si prende coscienza delle tensioni e si rilassa la massa muscolare. Risultato: prevenzione e solido miglioramento della scoliosi, della lordosi e di altri dolori che ci rovinano la vita…

Nata come kinesiterapeuta, Thérèse Berherat si è ispirata a tre grandi per arricchire il suo metodo: da Wilhelm Reich, psicoanalista, per le sue scoperte sull’energia e le corazze corporee; a Françoise Mézières, incontrata nel 1972, per “riconoscere la forma perfetta, che è la sola morfologia sana”, e infine a Lili Ehrenfried, che già lavorava sull’equilibrio dei due lati del corpo. Anticonformista e intuitiva, Bertherat ha formato centinaia di allievi soprattutto in Italia e in Spagna. Inventata negli anni ’70 da Thérèse Bertherat, l’antiginnastica ha suscitato fin dagli inizi un interesse particolare in tutte quelle persone che stufe della ginnastica tradizionale, avevano voglia di vivere un’esperienza diversa. Oggi questa “esperienza diversa” è nel pieno del suo vigore: ecco i passi di un metodo ribelle che ha un solo obiettivo – incoraggiarci a “essere il nostro corpo”.

L’incontro con se stessi
In una seduta di antiginnastica si parte all’incontro con il proprio corpo, i propri sensi e le proprie emozioni. L’istruttore chiede agli allievi di mantenere posizioni normalmente accettabili per l’anatomia umana, un’occasione che gli dà la possibilità di descrivere la nostra organizzazione muscolare e articolare, e di mostrare a ciascun allievo i suoi punti di blocco. Attraverso piccoli movimenti – i preliminari – ciascun allievo è incoraggiato a sciogliere le tensioni della sua muscolatura e a entrare in contatto con le sue emozioni e sensazioni. Si fa il punto sulle parti di sé che si sentono pesanti o leggere, calde o fredde, si prende contatto con zone del corpo ignorate o dimenticate e si prende coscienza della diversità tra il lato sinistro e il lato destro del corpo. Insomma, ci si esplora…

Da sembrare a essere
Ossessionati dalla nostra immagine, molti di noi non vivono veramente il proprio corpo, e poiché ne abbiamo solo una visione parziale, ci percepiamo in maniera frammentaria. Quasi nessuno presta attenzione alle proprie parti basse (piedi, basso ventre…) che in genere disprezziamo, mentre stimiamo moltissimo la testa e le spalle, che teniamo perennemente contratte, perché queste parti del nostro corpo rappresentano la nostra autorità o la nostra dignità. Eppure, per “abitare” il proprio corpo bisogna percepirlo tutto, fino alle sue parti più “insignificanti”

Appropriarsi del corpo
Il corpo ha una memoria, secondo Bertherat, per cui ogni tensione muscolare è legata a una tensione emotiva – per esempio quando soffriamo psicologicamente tendiamo a contrarre i muscoli. Durante una seduta di antiginnastica si può ritrovare l’origine di una certa tensione

Liberare la propria forza
Non è nel motore che sta la nostra tigre, ma nella nostra schiena. Immaginando un felino, Bertherat ha voluto farci prendere coscienza di tutta l’energia concentrata nella parte posteriore del nostro corpo: la nuca, i reni, i glutei, il retro delle cosce e delle gambe, la pianta dei piedi e le loro dita formano una catena muscolare ininterrotta. In altre parole, esiste uno squilibrio tra la potenza della parte posteriore e quella della parte anteriore: inibita e resa inefficace, quest’ultima viene sottoposta a particolari movimenti: per esempio noi abbiamo solo 4 muscoli nella parte anteriore del collo, e ben 22 nella nuca… Allungare questi muscoli posteriori consente perciò di riequilibrare la forza, conferendo tono alla parte frontale del corpo. Così, invece di raccomandare di fare tanti addominali, Thérèse Bertherat suggerisce di fare il contrario: “sciogli la muscolatura della schiena, e solo dopo vedrai il ventre appiattirsi”

Percepirsi come un tutto
Tutti gli elementi della nostra muscolatura sono collegati tra di loro: se muoviamo la nuca, la schiena reagisce. Poiché esiste una corrispondenza tra gli orifizi del corpo, lavorare sull’apertura della bocca può esercitare un’azione sul perineo… Questa teoria è evidentemente ispirata alla riflessologia plantare, una pratica della medicina tradizionale cinese che come l’agopuntura promuove la coscienza del corpo come una totalità

Cambiare la forma significa migliorare la funzione
Non è solo una questione di estetica, ma di funzionalità: adottare certe posizioni dell’antiginnastica comporta una modificazione visibile del corpo ma agisce anche a livelli che noi non vediamo. Per esempio, se apriamo bene le dita dei piedi a ventaglio sul pavimento, modifichiamo l’equilibrio delle forze nella schiena, e questo si ripercuoterà sulla colonna vertebrale

Rispettare i propri ritmi
Certe posizioni dell’antiginnastica sono difficili da mantenere nel tempo, ma sono proprio quelle che ci consentono di scoprire le tensioni che spariranno seduta dopo seduta. Per alcune persone una sola seduta è già sufficiente a liberare il corpo da una postura sbagliata, per altre certe zone del corpo restano “morte” per mesi. Ciascuno deve accettare progressi e lentezze senza mai confrontarsi agli altri o a una norma fisica ideale

Diventare autonomi
Durante le sedute di antiginnastica ogni allievo può esprimere ciò che prova o tenere per sé le sue sensazioni e le sue scoperte, ma tutti gli allievi, silenziosi o espansivi, sono all’ascolto del proprio corpo e con il tempo imparano i gesti da fare quando arriva un dolore

Conoscere se stessi
L’antiginnastica è una scuola formidabile per incontrare se stessi e andare a guardare proprio là dove c’è il dolore per attraversarlo e liberarsene, e per scoprire le “zone morte” che più o meno tutti abbiamo. Nel suo primo libro, “Il corpo ha le sue ragioni” scritto nel 1976, Thérèse Bertherat descriveva gli effetti benefici di questa pratica in alcuni casi di frigidità femminile, perché questa tecnica “serve a liberarsi dei condizionamenti fisici, ma anche di quelli mentali”. In genere noi utilizziamo solo qualche centinaio dei duemila movimenti di cui l’essere umano è capace, ed ecco perché l’antiginnastica, che non trascura alcuna parte del corpo, è una porta aperta su una nuova libertà del corpo

Quanto dura una seduta?
Da 1 ora a 1.5, in genere con un ciclo di tre incontri individuali per esplorare i propri blocchi, seguito da sedute settimanali in gruppi di 4 o 6 persone

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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