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Buona sera, oggi è martedì 13 maggio 2008

Hammam

benessere
 
 

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Relax!

Hammam

a cura di Manuela Minelli

... ovvero rinascere con l'acqua
I colori della terra, del deserto e delle spezie, un sottofondo musicale di campanelli e nenie arabe, aromi di rosa e cannella, gelsomino e thé alla menta e, soprattutto, vapore. Caldo umido vapore profumato che avvolge il 
corpo e la mente fino a sciogliere dei nodi interiori, che talvolta fanno uscire lacrime che si mischiano ai vapori, fino a  scatenare correnti emotive che trascinano con sé detriti di infelicità antiche. Questa più o meno la scenografia di un hammam, ovvero un bagno orientale dove si va per rilassarsi, lasciandosi massaggiare da mani materne con essenze antiche. "Il bagno turco induce a sdraiarsi, ad abbandonarsi, e semmai a riprendere possesso del proprio corpo, lasciandosi massaggiare per rimuovere le cellule morte e aggiungere ai benefici dell'acqua, quelli degli olii essenziali. Alla fine la pelle é più morbida e più luminosa, il rilassamento evidente persino nei movimenti". Così un manuale inglese di epoca vittoriana descrive l'hammam. Scrittori innamorati del mondo orientale, come Paul Bowles, amavano questa atmosfera, i suoi rituali, e ora questa moda torna come un antidoto a tutto ciò che, fuori dalle mura del bagno, ci affligge e ci opprime. Si aprono hammam a Parigi, Genova, Roma, Milano, Mantova (in Italia il primo nacque a Torino), mentre in Spagna si restaurano gli splendidi bagni arabi o se ne inaugurano dei nuovi, come i sontuosi palazzi dei califfi a Granada e Cordoba. Sulle Alpi come in Toscana, in Bretagna come in Carinzia, il bagno turco sembra essere l'ultimo grido in fatto di trattamenti estetici di sapore new-age, preferiti da uomini, ma soprattutto da donne in carriera che lo inseriscono tra un consiglio d'amministrazione e una lezione di spinning.

In realtà, nei paesi orientali l'hammam é una pratica diffusissima anche nelle classi sociali più basse, costa pochi spiccioli, si trovano hammam molto spartani e altri arredati in maniera più sontuosa in ogni quartiere. Ci sono hammam per uomini ed altri per donne, pochi sono quelli misti e comunque hanno ambienti separati. In Iran l'hammam é un luogo di purificazione, ma anche di incontro, soprattutto per le donne. Un tempo le madri ci andavano per scegliere la moglie giusta per il figlio, le nuore ci vanno con le suocere, le amiche della sposa con la sposa prima del matrimonio, e lì, nelle sale poco illuminate e dense di vapori profumati, fluttuano segreti tutti femminili, risuonano risate argentine, silenzi magici, confidenze inconfessabili. Come tutte le pratiche nate dall'esperienza delle antiche medicine orientali, e di quella araba in particolare, l'hammam attraverso il corpo arriva alla mente. Ecco perché, nei tempi antichi, la civiltà di una città veniva misurata anche attraverso il numero e la qualità degli hammam. Erano migliaia nella Bagdad del X secolo, cento a Damasco due secoli più tardi, ottocento a Cordoba durante la dominazione araba.

Per entrare nel magico mondo dell'hammam non bisogna avere fretta, come non ne avevano le donne di Istanbul o le cortigiane di Siviglia: due o tre ore sono il tempo giusto da ritagliare nella propria banca-ore settimanale. "Nelle novelle delle Mille e una notte, l'hammam era spesso il prologo di una storia d'amore, così anche da noi vengono spesso coppie che vogliono ritrovarsi e tornare ad amarsi - racconta Franca Sinopoli, colei che con "La culla del benessere" ha portato nella capitale le magie mediorientali. La culla che dà il nome all'hammam romano é una vasca di legno, detta "culla di Olos", che attraverso l'acqua manda calore e vapore e riconduce il fortunato bagnante nel grembo materno.

"In realtà la culla é soltanto un mezzo, ma é la persona che ti trasmette certe emozioni. Noi abbiamo una persona assolutamente speciale, che lavora sulle emozioni, sulle energie recondite, su sensazioni vissute in tempi lontanissimi, su tutto ciò che ognuno di noi ha di profondo. Questo si chiama "Massaggio Sensitivo Gestaltico" ed é un massaggio che dura un'ora e quaranta minuti, una tecnica usata da medici e psicologi californiani per sciogliere nodi della psiche altrimenti irraggiungibili. Io stessa l'ho fatto ed ho rivissuto la rabbia che avevo verso gli uomini, a causa di tutta una serie di vicende infantili. In seguito l'ho analizzata, ci ho lavorato e ho mitigato certi miei atteggiamenti".

Lavare le persone è un dono...
Hasna, questa ragazzona maghrebina soffice e materna, é arrivata qui proponendosi come parrucchiera e, senza mai prendere un pettine in mano, é diventata la vera anima dell'hammam romano. "Lavare le persone é un dono, a lei é stato dato", dice di lei un signore che all'hammam di Roma viene regolarmente per lavare via i veleni del quotidiano. "Hasna é la dolcezza, Hasna é la madre, lei ti accarezza e tu ti senti rinascere", racconta una ragazza che é qui insieme al fidanzato per un originale regalo di anniversario.- Dove ha imparato l'arte del bagno e del massaggio? - chiediamo alla Sherezade dell'hammam. "L'hammam é parte integrante della nostra cultura, io lo praticavo assieme a mia madre e alle mie sorelle, per noi é un qualcosa di domestico, di familiare. Quando si sposa una ragazza poi, le amiche più intime e le sorelle passano tre giorni a lavarla, a ungerla di olii alla rosa, gelsomino e cannella e a profumarla di spezie per prepararla al matrimonio", racconta Hasna, avvolta in un magnifico telo orientale, seduta su una poltrona di damasco che, come altri mobili de "La culla del benessere", fa parte degli arredi del film "Harem Suaré" di Ozpetek. - Può descriverci una seduta all'hammam? - "La persona deve spogliarsi, restando con gli slip, infilarsi un accappatoio e delle ciabattine, quindi viene accompagnata nella sala di vapore, a 40 - 45°, secondo il suo fisico e la sua salute. Poi le viene spalmato un sapone a base di olio di dattero e viene fatto un scrub con un guanto marocchino, il kiss, per tutto il corpo, dal viso ai piedi. Allora la persona viene sciacquata con diciotto secchiate di acqua, come una cascata, per scaricare tutte le tensioni. Quindi si inizia il lavaggio dei capelli con un massaggio delicato sulla cute, usando un ristrutturante con olii essenziali naturali ed hennée che con il vapore nutre i capelli. Alla fine si spalma su tutto il corpo un fango vellutante e purificante che va sciacquato dopo dieci minuti con acqua fredda per riattivare la circolazione". Finito l'hammam, per rientrare nella realtà in maniera dolce, ancora con l'asciugamano addosso, ci si accomoda in un ambiente che ricrea fedelmente uno spaccato d'Oriente, sorseggiando un thé alla menta e spiluccando pistacchi e uva passita. Alla "Culla del benessere" é previsto anche l'hammam per quelle coppie che vogliono dire stop alla routine quotidiana e ritagliarsi una mezza giornata tutta per  loro, magari per ritrovare quella complicità e quella confidenza che, così facilmente, si dissolvono nella vita di tutti i giorni. Così Mario Rossi e Giovanna Bianchi in Rossi, possono farsi un regalo davvero speciale e dopo l'hammam, dulcis in fundo: una vera cena maghrebina, cucinata dagli chéf della vicina ambasciata del Marocco, con tajine ripiene di cous cous, pollo e vitello con le mandorle, verdure condite con sesamo e curcuma, dolcissimi dolci marocchini a base di mandorle e miele e thé alla menta. "Le coppie possono fare l'hammam assieme, io li massaggio e li intrattengo, raccontando loro le storie della mia cultura, ma poi li lascio fare tra loro perché sciacquandosi a vicenda - so che a voi occidentali può sembrare strano - ritrovano se stessi e il senso della coppia". Qui dentro tutto é magico, quasi si spera di non uscire mai da questa favola delle Mille e una notte, con il sottofondo di kawwal, ney, derbouka, musiche evocative che ti fanno sentire come i sufi dervisci un attimo prima di cadere in trance. C'é un unico pericolo, ed é il Mal d'Oriente: pare che l'hammam dia dipendenza e che una volta provato, non se ne possa più fare a meno.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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