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ovvero rinascere con l'acqua
I colori della terra, del deserto e delle spezie, un
sottofondo musicale di campanelli e nenie arabe,
aromi di rosa e cannella, gelsomino e thé alla
menta e, soprattutto, vapore. Caldo umido vapore
profumato che avvolge il corpo
e la mente fino a sciogliere dei nodi interiori, che
talvolta fanno uscire lacrime che si mischiano ai
vapori, fino ascatenare correnti emotive che trascinano con
sé detriti di infelicità antiche. Questa più o
meno la scenografia di un hammam, ovvero un bagno
orientale dove si va per rilassarsi, lasciandosi
massaggiare da mani materne con essenze antiche. "Il
bagno turco induce a sdraiarsi, ad abbandonarsi, e
semmai a riprendere possesso del proprio corpo,
lasciandosi massaggiare per rimuovere le cellule
morte e aggiungere ai benefici dell'acqua, quelli
degli olii essenziali. Alla fine la pelle é più
morbida e più luminosa, il rilassamento evidente
persino nei movimenti". Così un manuale
inglese di epoca vittoriana descrive l'hammam.
Scrittori innamorati del mondo orientale, come Paul
Bowles, amavano questa atmosfera, i suoi rituali, e
ora questa moda torna come un antidoto
a tutto ciò che, fuori dalle mura del bagno, ciaffligge e
ci opprime. Si aprono hammam a Parigi, Genova,
Roma, Milano, Mantova (in Italia il primo nacque a Torino), mentre in Spagna si restaurano gli
splendidi bagni arabi o se ne inaugurano dei nuovi,
come i sontuosi palazzi dei califfi a Granada e
Cordoba. Sulle Alpi come in Toscana, in Bretagna
come in Carinzia, il bagno turco sembra essere
l'ultimo grido in fatto di trattamenti estetici di
sapore new-age, preferiti da uomini, ma soprattutto
da donne in carriera che lo inseriscono tra un
consiglio d'amministrazione e una lezione di
spinning.
In
realtà, nei
paesi orientali l'hammam é una pratica diffusissima
anche nelle classi sociali più basse, costa
pochi spiccioli, si trovano hammam molto spartani e
altri arredati in maniera più sontuosa in ogni
quartiere. Ci sono hammam per uomini ed altri per
donne, pochi sono quelli misti e comunque hanno
ambienti separati. In Iran l'hammam é un
luogo di purificazione, ma anche di incontro,
soprattutto per le donne. Un tempo le madri ci
andavano per scegliere la moglie giusta per il
figlio, le nuore ci vanno con le suocere, le amiche
della sposa con la sposa prima del matrimonio, e lì,
nelle sale poco illuminate e dense di vapori
profumati, fluttuano
segreti tuttifemminili,
risuonano risate argentine, silenzi magici,
confidenze inconfessabili. Come tutte le pratiche
nate dall'esperienza delle antiche medicine
orientali, e di quella araba in particolare, l'hammam
attraverso il corpo arrivaalla
mente. Ecco perché, nei tempi antichi, la
civiltà di una città veniva misurata anche
attraverso il numero e la qualità degli hammam.
Erano migliaia nella Bagdad del X secolo, cento a
Damasco due secoli più tardi, ottocento a Cordoba
durante la dominazione araba.
Per entrare nel magico mondo dell'hammam non
bisogna avere fretta, come non ne avevano le
donne di Istanbul o le cortigiane di Siviglia: due o
tre ore sono il tempo giusto da ritagliare nella
propria banca-ore settimanale. "Nelle novelle
delle Mille e una notte, l'hammam era spesso il
prologo di una storia d'amore, così anche da noi vengono
spesso coppie che vogliono ritrovarsi e tornare ad
amarsi - racconta Franca Sinopoli, colei che con
"La culla del benessere" ha portato nella
capitale le magie mediorientali. La culla che dà il
nome all'hammam romano é una vasca di legno, detta
"culla di Olos", che attraverso l'acqua
manda calore e vapore e riconduce il fortunato
bagnante nel grembo materno.
"In
realtà la culla é soltanto un mezzo, ma é la
persona che ti trasmette certe emozioni. Noi abbiamo
una persona assolutamente speciale, che lavora sulle
emozioni, sulle energie recondite, su sensazioni
vissute in tempi lontanissimi,
su tutto ciò che ognuno di noi ha di profondo.
Questo si chiama "Massaggio Sensitivo
Gestaltico" ed é un massaggio che dura un'ora
e quaranta minuti, una tecnica usata da medici e
psicologi californiani per sciogliere nodi della
psiche altrimenti irraggiungibili. Io stessa l'ho
fatto ed ho rivissuto la rabbia che avevo verso gli
uomini, a causa di tutta una serie di vicende
infantili. In seguito l'ho analizzata, ci ho
lavorato e ho mitigato certi miei
atteggiamenti".
Lavare le persone è un
dono... Hasna,
questa ragazzona maghrebina soffice e materna, é
arrivata qui proponendosi come parrucchiera e,
senza mai prendere un pettine in mano, é
diventata la vera anima dell'hammam romano. "Lavare
le persone é un dono, a lei é stato
dato", dice di lei un signore che all'hammam
di Roma viene regolarmente per lavare via i veleni
del quotidiano. "Hasna é la dolcezza, Hasna
é la madre, lei
ti accarezza e tu ti senti rinascere",
racconta una ragazza che é qui insieme al
fidanzato per un originale regalo di
anniversario.- Dove ha imparato l'arte del bagno e
del massaggio? - chiediamo alla Sherezade dell'hammam.
"L'hammam é parte integrante della nostra
cultura, io lo praticavo assieme a mia madre e
alle mie sorelle, per noi é un qualcosa di
domestico, di familiare. Quando si sposa una
ragazza poi, le amiche più intime e le sorelle
passano tre giorni a lavarla, a ungerla di olii
alla rosa, gelsomino e cannella e a profumarla di
spezie per prepararla al matrimonio",
racconta Hasna, avvolta in un magnifico telo
orientale, seduta su una poltrona di damasco che,
come altri mobili de "La culla del
benessere", fa parte degli arredi del film
"Harem Suaré" di Ozpetek. - Può
descriverci una seduta all'hammam? - "La
persona deve spogliarsi, restando con gli slip,
infilarsi un accappatoio e delle ciabattine,
quindi viene accompagnata nella sala di vapore, a
40 - 45°, secondo il suo fisico e la sua salute.
Poi le viene spalmato un
sapone a base di olio di dattero e viene fatto
un scrub con un guanto marocchino, il kiss, per
tutto il corpo, dal viso ai piedi. Allora la
persona viene sciacquata con diciotto secchiate di
acqua, come una cascata, per scaricare tutte le
tensioni. Quindi si
inizia il lavaggio dei capelli con un massaggio
delicato sulla cute, usando un ristrutturante
con olii essenziali naturali ed hennée che con il
vapore nutre i capelli. Alla fine si spalma su
tutto il corpo un
fango vellutante e purificante che va
sciacquato dopo dieci minuti con acqua fredda per
riattivare la circolazione". Finito l'hammam,
per rientrare nella realtà in maniera dolce,
ancora con l'asciugamano addosso, ci si accomoda
in un ambiente che ricrea fedelmente uno spaccato
d'Oriente, sorseggiando un thé alla menta e
spiluccando pistacchi e uva passita. Alla
"Culla del benessere" é previsto anche
l'hammam per quelle coppie che vogliono dire stop
alla routine quotidiana e ritagliarsi una mezza
giornata tutta perloro, magari per ritrovare quella complicità
e quella confidenza che, così facilmente, si
dissolvono nella vita di tutti i giorni. Così
Mario Rossi e Giovanna Bianchi in Rossi, possono
farsi un regalo davvero speciale e dopo l'hammam,
dulcis in fundo: una
vera cena maghrebina, cucinata dagli chéf
della vicina ambasciata del Marocco, con tajine
ripiene di cous cous, pollo e vitello con le
mandorle, verdure condite con sesamo e curcuma,
dolcissimi dolci marocchini a base di mandorle e
miele e thé alla menta. "Le
coppie possono fare l'hammam assieme, io li
massaggio e li intrattengo, raccontando loro le
storie della mia cultura, ma poi li lascio fare
tra loro perché sciacquandosi a vicenda - so che
a voi occidentali può sembrare strano - ritrovano
se stessi e il senso della coppia". Qui
dentro tutto é magico, quasi si spera di non
uscire mai da questa favola delle Mille e una
notte, con il sottofondo di kawwal, ney, derbouka,
musiche evocative che ti fanno sentire come i sufi
dervisci un attimo prima di cadere in trance. C'é
un unico pericolo, ed é il Mal d'Oriente: pare
che l'hammam dia dipendenza e che una volta
provato, non se ne possa più fare a meno.
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