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Le arti marziali

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Le arti marziali

Come si sceglie un'arte marziale?
L’offerta di arti marziali, nella loro diversità, non è mai stata così abbondante, ma mentre Judo e Karate sono ormai da molto tempo patrimonio del paesaggio sportivo, altre tecniche entrano in voga: Aikido, Kendo, Taekwondo, Ju-jitsu, Autodifesa, Tai Chi… Come orientarsi tra tante proposte?

Nell’insegnamento prodigato agli allievi occidentali gli istruttori cercano di mettere in luce il lato spirituale e metafisico delle discipline, in risposta alla tendenza sempre più diffusa di una ricerca globale di senso, e di un’attrazione crescente verso la spiritualità orientale. Se sei tentato, ecco qualche spunto di riflessione per scegliere l’arte marziale più adatta a te.

Prima di tutto: sei pronto?
Davanti alla diversità delle arti marziali è necessario in primo luogo determinare le proprie aspettative e le pratiche corrispondenti prima di iscriversi in una palestra o un club . Questo è un passo fondamentale perché più della metà delle persone che si danno a un’arte marziale abbandona la palestra in capo a un mese o due, e solo un terzo degli iscritti termina l’annualità di corso. Ecco come valutare l’investimento personale richiesto. Dalle discipline tradizionali come il Tai-Chi, l’Aikido, ecc., alle tecniche più recenti adattate all’ambiente contemporaneo, come per esempio i corsi di autodifesa, le arti marziali conferiscono al corpo e allo spirito mezzi di espressione tanto variati quanto gli strumenti musicali. Per diminuire le probabilità di sbagliare, di perdere tempo e di iscriversi a un corso che poi non seguirai, dovresti valutare prima di tutto quanto sei disposto a impegnarti. Sei disposto a:

  • consacrare almeno due momenti della tua settimana (da 3 a 5 ore) alla pratica coerente e continuativa di un’arte marziale?

  • integrare questa priorità nel tuo impiego del tempo, nonostante la fatica e la difficoltà, per non dire lo scoraggiamento, che inevitabilmente proverai all’inizio di questa nuova attività?

  • a investire il tuo denaro per l’iscrizione a una palestra o a un club, oltre ai costi dell’eventuale attrezzatura (per esempio il kimono per il Karate)?

Se la risposta è sì a tutte e tre le domande, spingi oltre la tua riflessione, cercando di definire le tue aspettative e di trovare l’arte marziale che soddisfa meglio il tuo bisogno di espressione.

Definire aspettative e motivazioni
Per inserire durevolmente la pratica di un’arte marziale nella pianificazione del tuo tempo, devi stabilire qual è il tuo obiettivo iniziale, a cosa la tua sensibilità personale è più ricettiva, e qual è la tua motivazione.
Senza dimenticare di trovare un luogo adatto per praticare. Seguici:

definire le aspettative: qual è il tuo obiettivo iniziale?

  • ti senti stanco, svuotato, estenuato? Vuoi rilassarti, rifare il pieno di energie, ricentrarti su te stesso, insomma, ristabilire il tuo equilibrio interiore? In questo caso aspiri a un’arte marziale dolce e armoniosa. Il tuo approccio è più legato alla sensibilità che alla dimensione mentale e spirituale

  • sei troppo carico di energie, e hai bisogno di liberarti dell’eccesso? Hai voglia di sudare, di costruire muscolo, di superare te stesso, di lottare o di imparare a difenderti? In questo caso orientati verso un’espressione più dura delle arti marziali

che tipo di sensibilità hai?

  • vuoi colpire con i pugni, i piedi, le ginocchia un avversario reale o immaginario?

  • vuoi tenere stretto, immobilizzare, ridurre all’impotenza un avversario? Vuoi scaraventarlo per terra?

  • non ti piacciono balletti e coreografie e preferisci ripetere all’infinito sequenze o movimenti, da solo o in gruppo, che simulano la vita quotidiana o la lotta?

qual è la tua motivazione?

  • quali miglioramenti speri di ottenere? Sono di ordine energetico, emotivo, mentale, muscolare, sociale o psicologico?

  • vuoi lavorare sulla tua forza, la velocità, l’agilità, la coordinazione o la percezione interiore?

  • vuoi un risultato rapido o preferisci privilegiare la tua evoluzione personale a lungo termine? Preferisci un lavoro nell’armonia o nella sofferenza?

La tua assiduità ai corsi dipenderà anche dal contesto e dall’atmosfera della palestra in cui ti iscriverai. Chiediti se cerchi un club di tipo sportivo, oppure se in realtà preferisci una palestra “molto orientale”; intimista o con tanti iscritti? Famosa o sconosciuta? Dove c’è gente della tua età e con le tue stesse motivazioni, o dove c'è chi c’è? Dove l’igiene è irreprensibile? Dove le attrezzature sono il meglio del meglio dell’ultimo grido? E quanto al tuo istruttore, ti basta che sia qualificato o hai bisogno di un contatto ravvicinato e personale?

L'arte marziale che fa per te
Le arti marziali si dividono in quattro famiglie: quelle orientate al combattimento, quelle che simulano lo scontro, quelle che mirano al benessere, e quelle impossibili da classificare…

Cosa fare
Se la finalità di tutte le arti marziali è identica, cioè permettere a chi le pratica di affrontare qualsiasi aggressione interna o esterna, gli approcci sono invece molto diversi tra di loro. Queste sono le tre direzioni principali:

le arti marziali orientate al combattimento
in questo caso l’addestramento è basato sul lavoro muscolare dinamico e tonico, sull’apprendimento di una tecnica e la simulazione di un’aggressione fisica. I più noti sono: il Judo e lo Ju-Jitsu, entrambi giapponesi, dove il lavoro a terra, le prese e le proiezioni predominano; il Taekwondo e il Viet Vo Dao, entrambi coreani, e il Karate/autodifesa, giapponese il primo, di elaborazione occidentale il secondo, dove l’uso dei piedi e dei pugni è preponderante; il Penchak Silat indiano, il Kendo cinese, l’Aikido giapponese e la Boxe tailandese, le cui tecniche si orientano soprattutto verso il combattimento libero

le arti marziali che simulano lo scontro
mettono l’accento sull’agilità e la coordinazione dei movimenti durante il riscaldamento. L’addestramento consiste nell’apprendimento e nella ripetizione di sequenze che simulano le situazioni di scontro, chiamate Tao in cinese e Kata in giapponese. Le più note sono il Kung-fu cinese e il Karate giapponese, di cui esiste una molteplicità di stili

le arti marziali orientate al benessere e alla salute
il loro approccio è soprattutto fatto di sensibilità, la pratica consiste nella ripetizione di posizioni, sequenze e movimenti che mirano a rinforzare l’energia interiore e a sviluppare l’armonia gestuale e corporale del fisico. Le più note sono il
Tai-Chi e il Qi Gong, entrambe cinesi

le inclassificabili
Sono l’Aikido giapponese, o “via dell’armonia”, spesso legato allo Zen, dove si privilegiano grazia ed efficacia, e dal Brasile arriva il divertente Capoira, mezza danza afro-brasiliana e mezza arte marziale, il tutto al ritmo di musica. Se sei indeciso, chiedi una lezione di prova, puoi farlo in più palestre prima di prendere la tua decisione definitiva – solo così potrai scoprire qual è l’ambiente che ti piace di più, e l’istruttore che ti ispira più fiducia

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