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Buona sera, oggi è giovedì 15 maggio 2008

Check-up

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Check-up: la donna dai 20 ai 39 anni

Quando si è giovani è facile pensare alla salute come un fatto scontato, ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro corpo ci accompagnerà per tutta la vita. Uno dei modi migliori per preparare un futuro sano è senz’altro quello di programmare regolarmente test e analisi, e di attenersi alle scadenze. Esami ormai semplici e poco invasivi sono un buon passaporto per un’efficace prevenzione, ecco quindi la lista dei controlli e la frequenza raccomandata.

La cadenza dei controlli:

Ogni mese

Autoesame del seno
(a cura del dr. Duccio Cellini)

Pochi minuti ogni mese possono salvarti la vita: ecco cosa devi fare e come farlo.

Con quale frequenza bisogna effettuare l’autoesame? L’ autoesame del seno dovrebbe essere eseguito ogni mese, almeno dai 30 anni fino ai 75. E’ una tecnica relativamente semplice che deve essere inizialmente mostrata dal medico alla donna per consentirle di apprendere correttamente come si procede e cosa si cerca.

Perché l’autoesame è importante? L’autoesame è una procedura che ha una bassa sensibilità ma che mantiene importanza perché consente comunque una valutazione mensile del seno, soprattutto per le donne che non hanno la buona abitudine di recarsi dal medico per una visita senologica con cadenza triennale dai 20 ai 39 anni e annuale dai 40 in poi.  

Come si fa, e qual è il momento ideale per farlo? L’autoesame prevede 3 momenti importanti: ispezione (guardare il proprio seno allo specchio), palpazione (è il momento più delicato, richiede corretta posizione del corpo e corretta manualità), spremitura del capezzolo (anche una secrezione mammaria può essere un segno da tenere in debita considerazione). La corretta procedura in 3 tempi, deve necessariamente essere mostrata dal medico. Qualsiasi altra fonte potrebbe ingenerare errori di metodo e abbassare molto il livello di accuratezza. Solo il medico può rispondere ai tuoi dubbi come - Che cosa devo cercare o vedere? Cosa costituisce anormalità nella valutazione visiva del seno? Dove devo palpare? Con quale forza? Come devo posizionare la mano? RICORDA - il momento migliore per eseguire l’esame è subito dopo il flusso mestruale.

Quando consultare il medico. In caso di riscontro, anche dubbio, di noduli dolenti o no, anomalie della superficie della mammella o della areola, fuoriuscita di secreto dal capezzolo è buona norma rivolgersi al proprio medico per una valutazione. Il medico eseguirà un esame clinico e qualora necessario prescriverà ulteriori accertamenti.

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Autoesame della pelle
(a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori)

Dall’esperienza della Lega Italiana per la Lotta contro il cancro, consigli e istruzioni per tenere la pelle sotto controllo

Con quale frequenza devo fare l'autoesame? Oltre a farti periodicamente controllare la pelle dal tuo medico, tutte le Associazioni mondiali di Dermatologia raccomandano di esaminare la propria pelle una volta al mese: è questa la maniera migliore per tenere sotto controllo l’eventuale sviluppo di patologie.

Come si fa l'autoesame della pelle. Nell'analizzare la tua pelle dovrai cercare variazioni dei nei o delle macchie, nuove formazioni asimmetriche, che hanno più di un colore o che sono più grandi di 1 mm, o il cui bordo è irregolare. Per procedere all'autoesame in maniera corretta e completa ti serviranno: uno specchio a figura intera, uno specchio portatile, una luce forte, due sedie e un asciugacapelli. Inizia a guardare con attenzione il tuo viso e la pelle sotto i capelli (scalpo); per quest'ultima l'asciugacapelli che ti aiuterà a spostare i capelli man mano che procedi con l'esame. Prosegui poi con le mani, le unghie, i gomiti, le braccia e le ascelle, poi guarda il collo, il busto e la zona sotto i seni; aiutati con uno specchio per guardarti la schiena, le spalle, la nuca, i glutei e le gambe. Infine, siediti e ispeziona le gambe e i piedi, soprattutto la pianta dei piedi, i talloni e le unghie. Con lo specchio portatile guarda con attenzione i genitali. Se riscontri anomalie o variazioni rispetto all'autoesame precedente, consulta immediatamente il tuo medico

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Ogni anno

Visita ginecologica (esame pelvico)
(a cura del dr. Duccio Cellini)

Un appuntamento da non rimandare!

Con quale frequenza bisogna farsi visitare? La visita ginecologica è consigliata ogni volta si presenti o si sospetti un problema ginecologico e, anche in assenza di disturbi, è comunque consigliata una cadenza annuale, infatti non tutte le patologie ginecologiche, purtroppo, danno segno precoce di se, come nel caso di cervice uterina e ovaio. Non raramente il riscontro di un problema ginecologico è il risultato di una semplice visita di controllo (a tal proposito teniamo sempre ben presente che una diagnosi precoce consente spesso un trattamento più semplice ed una maggior garanzia di guarigione).

Perché questa visita è importante? La visita ginecologica, nonostante il sempre maggior ricorso alla ecografia, mantiene una sua insostituibile importanza, infatti consente la valutazione di distretti anatomici non esplorabili dall’ecografia come perineo, vulva, vagina, cervice uterina.

Come si svolge la visita? La visita è solitamente preceduta da un colloquio che consenta una indagine sulla storia clinica della paziente e sul problema in atto. La visita ginecologica si esegue previa sistemazione della donna sul lettino ginecologico ed inizia con la valutazione visiva dei genitali esterni, si continua poi con la valutazione del collo uterino (cervice), per far questo il medico inserisce uno “speculum vaginale”, uno strumento bivalve che dilatando le pareti della vagina mette in luce la cervice. Si potrà così rilevare la presenza di secrezioni anomale o modificazioni del colore o aspetto dei tessuti. La visita ginecologica termina con l’esame pelvico, il medico rimuove lo speculum e inserisce 2 dita all’interno della vagina mentre con l’altra mano preme dall’esterno sul basso ventre per valutare sede e caratteristiche dei genitali interni (corpo dell’utero ed ovaie) e tramite palpazione bimanuale il riscontro di aree di resistenza pelvica o di dolorabilità.

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Controllo specialistico del cavo orale
(a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori)

Le cifre

  • l’incidenza cresce con l’età  
  • è maggiore nelle aree alpine e nel Nord Est, a causa del maggior consumo di alcool e di tabacco  
  • rappresenta il 4% dei tumori maligni nell’uomo, e l’1% nella donna

Fattori di rischio

  • abuso di alcool e uso di tabacco in tutte le sue forme  
  • scarsa igiene orale  
  • microtraumatismi dentari (denti rotti, scheggiati) e protesici, lesioni pretumorali (placchette biancastre non dolenti)

Come si previene

  • eliminando i fattori di rischio: alcool e tabacco  
  • cura della lesioni pretumorali
  • cura dell’igiene orale  
  • controllo annuale della dentatura presso lo specialista

Diagnosi precoce

  • autoesame del cavo orale  
  • visita specialistica stomatologica e orotrinolaringoiatrica delle lesioni di nuova insorgenza che non regrediscono spontaneamente entro 15 giorni

I soliti sospetti

  • ulcerazioni persistenti
  • macchie bianche o rosse persistenti all’interno della bocca  
  • indurimento localizzato.
    spesso queste lesioni insorgono in prossimità di un dente cariato o rotto, o nei punti di appoggio delle protesi dentarie. Le sedi più colpite sono la lingua, il pavimento della bocca, la mucosa della guancia e la regione tonsillare

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Ecografia Total-Body
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato)

Con quale frequenza bisogna effettuare questa indagine? 
Gli intervalli consigliati si riferiscono a individui senza particolari problematiche cliniche e sintomatologiche e sono inscritti in un contesto di ragionevole prevenzione. La frequenza degli esami ecografici potrà anche essere maggiore in presenza di evidenze cliniche e laboratoristiche patologiche. Risulta inoltre ovvio che per alcuni quadri morbosi a rapida evoluzione non e’ possibile proporre un “timing” ecografico standard, in quanto, anche se con relativa rarità, tali processi patologici potrebbero anche comparire e palesarsi in tempi assai brevi.

Donne di età compresa fra i 20 e i 39 anni
Ogni anno eseguire le seguenti ecografie:

  1. ecografia addominale completa (ecografia del fegato e delle vie bilari, del pancreas e della milza, dei reni e della vescica, dei grossi vasi addominali, del peritoneo e del retroperitoneo, dello stomaco e dell’intestino -eventualmente integrata con eco transvaginale per lo studio del sigma retto e dell’intestino pelvico quando necessario). Potrà essere opportuno, in alcuni casi, integrare l’esame con il doppler e il color doppler.

  2. ecografia pelvica (utero, ovaie, tube, ed altre strutture pelviche) eseguita preferibilmente sia per via sovrapubica che per via endovaginale (ovviamente in assenza di controindicazioni es. verginità)

  3. ecografia del seno e dei cavi ascellari

  4. ecografia e doppler  - color doppler della tiroide e delle altre strutture presenti nel collo e nel pavimento buccale (ghiandole salivari, parotidi comprese –vasi del collo, esofago cervicale, linfoghiandole, tessuti perilaringei)

Perché questa indagine è importante? L’ecografia attualmente rappresenta, soprattutto se eseguita con apparecchi potenti e da ecografisti esperti, “la visita” dei nostri tempi. E’ completamente innocua, visualizza le strutture interne in tempo reale, e i dettagli anatomici e funzionali che può fornire sugli organi e le strutture che è in grado di studiare, sono infinitamente superiori a quelli ottenibili mediante una normale visita (anche se eseguita dal più esperto dei medici). Nonostante molti credano il contrario, l’ecografia non riveste il ruolo di “Cenerentola” nel confronto con la tomografia assiale computerizzata (TAC) o con la risonanza magnetica nucleare (RMN). Spesso, anche se non sempre, e con variazioni da caso a caso, la sua attendibilità è superiore o sovrapponibile a quella offerta dalle altre metodiche citate. Inoltre tali approcci diagnostici nella maggioranza dei casi si rivelano complementari.

Come si svolge l’ecografia total body

  • L’ecografia addominale richiede preferibilmente 8 ore di digiuno. Il cibo, infatti, riempie lo stomaco ostacolando la sua visualizzazione e causa la contrazione della colecisti (che é preferibile studiare non contratta). In soggetti particolarmente meteorici potrà essere opportuno eseguire per qualche giorno un trattamento farmacologico (non indispensabile però) antimeteorico, ed evitare o ridurre cibi che facilitano la produzione di aria in addome (frutta, verdura, legumi, formaggi, bevande gassate). A volte, per un corretto studio dello stomaco potrà essere utile assumere lentamente, circa mezz’ora prima dell’esame, un bicchiere di acqua non gassata. I pazienti particolarmente stitici potranno assumere un blando lassativo, del tipo non osmotico, due giorni prima dell’esame.  I pazienti diabetici in trattamento con insulina o antidiabetici orali, potranno assumere regolarmente sia i farmaci antidiabetici che il cibo, a meno di variazioni effettuate sotto controllo medico. Altri eventuali farmaci potranno essere assunti normalmente.

  • L’ecografia della vescica e quella pelvica (per via sovrapubica) richiedono la vescica piena. Livelli eccessivi di riempimento vescicale però ostacolano generalmente l’esame. E’ quindi consigliabile un riempimento vescicale medio.

  • L’ecografia transvaginale si esegue generalmente a vescica vuota.

  • L’ecografia del collo e mammaria non richiedono alcuna preparazione. La sonda ecografica (dispositivo a forma quasi di microfono che invia e riceve gli ultrasuoni), viene fatta “scivolare” sulla pelle del paziente nel distretto da esaminare, mediante la interposizione di un gel che normalmente non macchia i vestiti, anche se per i più pignoli consiglio di rimuovere eventuali residui sugli abiti appena a casa. Alcuni organi dell’addome superiore richiedono, per una perfetta visualizzazione, una apnea inspiratoria di qualche secondo. Si chiederà quindi al paziente di respirare trattenendo per qualche istante l’aria nei polmoni. L’ecografia addominale andrebbe eseguita prima esaminando il paziente in posizione eretta e successivamente supina ed in decubito laterale destro e sinistro. L’ecografie del collo e mammaria, si eseguono sostanzialmente in posizione supina con modiche variazione di inclinazione. L’ecografia transvaginale si esegue in posizione supina con gli arti inferiori lievemente flessi. L’ecografia transrettale si esegue di solito facendo sistemare il paziente su di un fianco. I portatori di Pace Maker potranno effettuare tranquillamente l’esame avvertendo però il medico ecografista.

Che cosa significa il risultato. L’ecografia ed il color doppler - doppler consentono la visualizzazione dell’anatomia e della vascolarizzazione degli organi, elementi più che sufficienti per esprimere un giudizio spesso probante sulle condizioni cliniche di un dato individuo. I reperti ecografici saranno ad ogni modo integrati dal ragionamento clinico, da esami ematochimici appropriati ed eventualmente da ulteriori indagini diagnostiche, quando necessario.

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Misura della pressione
(a cura del dr. Alessandro Littara)

Con quale cadenza bisogna controllare la pressione? Si può avere la pressione alta e non accorgersene, perché l’ipertensione è asintomatica. La causa dell’ipertensione è ignota nella maggior parte dei casi, anche se si ritiene che questa condizione patologica sia responsabile di molte malattie. L’ipertensione è la malattia cronica più diffusa negli anziani, ed è nota anche come “killer silenzioso” perché soprattutto agli stadi iniziali non produce sintomi pur danneggiando il cuore, le vene, i reni, gli occhi e la funzione erettile. L’ipertensione è un problema molto serio che va riconosciuto e curato per prevenire l’infarto, l’ictus e altri problemi cardiaci e renali gravi. La prova della pressione deve essere effettuata a tutte le età almeno una volta all’anno, ma con maggiore frequenza se si è anche solo moderatamente sovrappeso, si è diabetici, si ha una storia familiare o personale di ipertensione, o il valore della pressione diastolica all’ultima misura era ³ 85 mmHg

Perché è importante tenere la pressione sotto controllo? Quando scorre nelle arterie dal cuore lungo tutto il resto del corpo, il sangue esercita una certa pressione lungo le pareti dei vasi arteriosi; questa pressione si misura in millimetri di mercurio (mmHg), e la lettura è espressa da due numeri – la pressione mentre il cuore batte (pressione sistolica) in rapporto alla pressione misurata tra un battito cardiaco e l’altro (pressione diastolica). I numeri si scrivono uno di seguito all’altro o uno sopra l’altro, il primo valore è sempre quello della pressione sistolica, il secondo è sempre quello della pressione diastolica. Nelle persone anziane il valore della pressione sistolica è spesso elevato, cioè >140 mmHg, mentre quello della pressione diastolica è normale, cioè <85 mmHg; questa condizione è nota come ipertensione sistolica isolata (ISH). La pressione sistolica tende ad aumentare con l’età nella maggior parte delle persone, mentre la pressione diastolica aumenta in genere fino ai 55 anni per poi iniziare una rapida discesa. L’ISH è la forma più diffusa di ipertensione negli anziani e può provocare notevoli problemi alla salute, perciò deve essere curata. Il trattamento dell’ISH salva la vita e la migliora, riducendo le probabilità di ammalarsi di certe malattie

I fattori di rischio dell’ipertensione. Oltre alle predisposizioni familiari, nello sviluppo dell’ipertensione sono coinvolti molti fattori ambientali che sono sotto il nostro stretto controllo, come il tipo di alimentazione, il sovrappeso, la sedentarietà, l’eccessivo consumo di sale o di alcol. Oltre che attraverso lo stile di vita, l'ipertensione può essere curata farmacologicamente, talvolta per tutta la vita

Come avviene il test. La pressione si misura con un bracciolo di gomma avvolto intorno alla parte superiore del braccio. Il bracciolo viene gonfiato interrompendo per qualche secondo il flusso del sangue nell’arteria, e in questa fase il medico usa lo stetoscopio per ascoltare il flusso che ricomincia a pulsare. Le due misure (pressione sistolica e pressione diastolica) si ottengono con la lettura dei valori indicati dallo sfigmomanometro – il primo valore indica la pressione diastolica ottenuta quando il cuore si contrae e spinge il sangue nel corpo, il secondo si ottiene quando il cuore si rilassa e si riempie di sangue tra un battito e l’altro. Prima del test è meglio evitare il caffè, la nicotina e alcuni farmaci come gli anti-infiammatori non steroidei, che possono aumentare artificiosamente i valori

Che cosa significa il risultato del test. Valori elevati sono indice che il cuore lavora molto, alla lunga usurandosi e usurando le arterie, tuttavia la lettura di valori elevati in una sola misura non è significativa. Sono nella norma valori £ 130 mmHg per la pressione sistolica, e £ 85 mmHg per la pressione diastolica, perciò è ottimale una lettura equivalente a 120/80, mentre inizia a essere preoccupante una lettura ³140/90 mmHg. Valori equivalenti a 130-139/85-89 sono già indice di rischio di ipertensione. Per una diagnosi definitiva di ipertensione sono necessarie più letture ripetute nel tempo

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All'inizio dell'attività sessuale

Pap Test
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato)

Con quale frequenza bisogna sottoporsi al Pap Test? Le raccomandazioni della CEE, recentemente approvate dalla Commissione Oncologica nazionale, identificano la popolazione bersaglio in quella di età compresa tra i 25 e i 64 anni con un intervallo di screening di tre anni. Secondo la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, è comunque raccomandabile l'inizio dell'esecuzione del Pap test a partire dai primi rapporti sessuali indipendentemente dall'età. Il Pap test effettuato regolarmente, cioè possibilmente ogni anno, è raccomandato per tutte le donne che sono o che sono state sessualmente attive. Anche in donne che hanno subìto la asportazione chirurgica della cervice uterina. Lo screening dovrebbe iniziare in corrispondenza del primo rapporto sessuale. Nel caso di adolescenti con una storia sessuale difficilmente accertabile bisogna presumere che a 18 anni siano sessualmente attive.

Perché questo test è importante? Il Pap-test è' in grado di identificare con una buona accuratezza le lesioni che precedono il tumore. Tali lesioni definite nel corso degli anni in vario modo possono essere facilmente curate impedendo l'insorgenza del tumore.

Come si svolge il Pap Test. Il test è indolore e velocissimo: dopo aver inserito in vagina lo speculum (strumento a forma di “becco d’anatra” che ha lo scopo di esporre alla vista del medico il collo uterino o “portio”) con una speciale spatolina, si effettua una delicata manovra di “strofinamento” sull’orifizio uterino esterno e nei fornici vaginali, per prelevare un campione di cellule, che vengono in seguito inviate, previo allestimento di idonei vetrini, ad un laboratorio specializzato per l’analisi. Per ottenere risultati ancora più attendibili, il prelievo andrebbe effettuato mediante colposcopia. Per la paziente non cambia praticamente nulla in quanto tale metodica consiste nella osservazione a forte ingrandimento del collo uterino mediante uno strumento, il colposcopio, che non richiede l’inserimento di alcuno strumento supplementare. Utilizzando la guida colposcopica, potranno essere effettuati prelievi citologici (ed in caso di necessità anche istologici) su eventuali zone anomale spesso invisibili dalla normale visita.

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Ogni due anni

Colesterolo (totale e HDL)
(a cura del d.ssa Chiara Galli)

Con quale cadenza bisogna effettuare il test? Dipende; la determinazione del colesterolo è raccomandata se si hanno fattori di rischio : età