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Buon pomeriggio, oggi è venerdì 9 maggio 2008

Check-up

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Check-up: la donna dai 40 ai 49 anni

Probabilmente già a quarant'anni sei più consapevole della salute e della prevenzione rispetto a prima, e questo è anche il periodo in cui cominci ad avvicinarti alla menopausa. Nelle donne si produce un calo nella produzione di estrogeni, e con quello, un aumento dei rischi di malattie cardiache e di osteoporosiSe non ti sei mai sottoposta regolarmente a esami e test, questo è il momento giusto per cominciare - ecco quindi la lista dei controlli e la frequenza raccomandata.

La cadenza dei controlli:

Ogni mese

Autoesame del seno
(a cura del dr. Duccio Cellini)

Pochi minuti ogni mese possono salvarti la vita: ecco cosa devi fare e come farlo.

Con quale frequenza bisogna effettuare l’autoesame? L’ autoesame del seno dovrebbe essere eseguito ogni mese, almeno dai 30 anni fino ai 75. E’ una tecnica relativamente semplice che deve essere inizialmente mostrata dal medico alla donna per consentirle di apprendere correttamente come si procede e cosa si cerca.

Perché l’autoesame è importante? L’autoesame è una procedura che ha una bassa sensibilità ma che mantiene importanza perché consente comunque una valutazione mensile del seno, soprattutto per le donne che non hanno la buona abitudine di recarsi dal medico per una visita senologica con cadenza triennale dai 20 ai 39 anni e annuale dai 40 in poi.  

Come si fa, e qual è il momento ideale per farlo? L’autoesame prevede 3 momenti importanti: ispezione (guardare il proprio seno allo specchio), palpazione (è il momento più delicato, richiede corretta posizione del corpo e corretta manualità), spremitura del capezzolo (anche una secrezione mammaria può essere un segno da tenere in debita considerazione). La corretta procedura in 3 tempi, deve necessariamente essere mostrata dal medico. Qualsiasi altra fonte potrebbe ingenerare errori di metodo e abbassare molto il livello di accuratezza. Solo il medico può rispondere ai tuoi dubbi come - Che cosa devo cercare o vedere? Cosa costituisce anormalità nella valutazione visiva del seno? Dove devo palpare? Con quale forza? Come devo posizionare la mano? RICORDA - il momento migliore per eseguire l’esame è subito dopo il flusso mestruale.

Quando consultare il medico. In caso di riscontro, anche dubbio, di noduli dolenti o no, anomalie della superficie della mammella o della areola, fuoriuscita di secreto dal capezzolo è buona norma rivolgersi al proprio medico per una valutazione. Il medico eseguirà un esame clinico e qualora necessario prescriverà ulteriori accertamenti.

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Autoesame della pelle
(a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori)

Dall’esperienza della Lega Italiana per la Lotta contro il cancro, consigli e istruzioni per tenere la pelle sotto controllo

Con quale frequenza devo fare l'autoesame? Oltre a farti periodicamente controllare la pelle dal tuo medico, tutte le Associazioni mondiali di Dermatologia raccomandano di esaminare la propria pelle una volta al mese: è questa la maniera migliore per tenere sotto controllo l’eventuale sviluppo di patologie.

Come si fa l'autoesame della pelle. Nell'analizzare la tua pelle dovrai cercare variazioni dei nei o delle macchie, nuove formazioni asimmetriche, che hanno più di un colore o che sono più grandi di 1 mm, o il cui bordo è irregolare. Per procedere all'autoesame in maniera corretta e completa ti serviranno: uno specchio a figura intera, uno specchio portatile, una luce forte, due sedie e un asciugacapelli. Inizia a guardare con attenzione il tuo viso e la pelle sotto i capelli (scalpo); per quest'ultima l'asciugacapelli che ti aiuterà a spostare i capelli man mano che procedi con l'esame. Prosegui poi con le mani, le unghie, i gomiti, le braccia e le ascelle, poi guarda il collo, il busto e la zona sotto i seni; aiutati con uno specchio per guardarti la schiena, le spalle, la nuca, i glutei e le gambe. Infine, siediti e ispeziona le gambe e i piedi, soprattutto la pianta dei piedi, i talloni e le unghie. Con lo specchio portatile guarda con attenzione i genitali. Se riscontri anomalie o variazioni rispetto all'autoesame precedente, consulta immediatamente il tuo medico

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Ogni 8-12 mesi

Ecografia Total-Body
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato)

Con quale frequenza bisogna effettuare questa indagine? 
Gli intervalli consigliati si riferiscono a individui senza particolari problematiche cliniche e sintomatologiche e sono inscritti in un contesto di ragionevole prevenzione. La frequenza degli esami ecografici potrà anche essere maggiore in presenza di evidenze cliniche e laboratoristiche patologiche. Risulta inoltre ovvio che per alcuni quadri morbosi a rapida evoluzione non e’ possibile proporre un “timing” ecografico standard, in quanto, anche se con relativa rarità, tali processi patologici potrebbero anche comparire e palesarsi in tempi assai brevi.

Donne di età compresa fra i 20 e i 39 anni
Ogni anno eseguire le seguenti ecografie:

  1. ecografia addominale completa (ecografia del fegato e delle vie bilari, del pancreas e della milza, dei reni e della vescica, dei grossi vasi addominali, del peritoneo e del retroperitoneo, dello stomaco e dell’intestino -eventualmente integrata con eco transvaginale per lo studio del sigma retto e dell’intestino pelvico quando necessario). Potrà essere opportuno, in alcuni casi, integrare l’esame con il doppler e il color doppler.

  2. ecografia pelvica (utero, ovaie, tube, ed altre strutture pelviche) eseguita preferibilmente sia per via sovrapubica che per via endovaginale (ovviamente in assenza di controindicazioni es. verginità)

  3. ecografia del seno e dei cavi ascellari

  4. ecografia e doppler  - color doppler della tiroide e delle altre strutture presenti nel collo e nel pavimento buccale (ghiandole salivari, parotidi comprese –vasi del collo, esofago cervicale, linfoghiandole, tessuti perilaringei)

Perché questa indagine è importante? L’ecografia attualmente rappresenta, soprattutto se eseguita con apparecchi potenti e da ecografisti esperti, “la visita” dei nostri tempi. E’ completamente innocua, visualizza le strutture interne in tempo reale, e i dettagli anatomici e funzionali che può fornire sugli organi e le strutture che è in grado di studiare, sono infinitamente superiori a quelli ottenibili mediante una normale visita (anche se eseguita dal più esperto dei medici). Nonostante molti credano il contrario, l’ecografia non riveste il ruolo di “Cenerentola” nel confronto con la tomografia assiale computerizzata (TAC) o con la risonanza magnetica nucleare (RMN). Spesso, anche se non sempre, e con variazioni da caso a caso, la sua attendibilità è superiore o sovrapponibile a quella offerta dalle altre metodiche citate. Inoltre tali approcci diagnostici nella maggioranza dei casi si rivelano complementari.

Come si svolge l’ecografia total body

  • L’ecografia addominale richiede preferibilmente 8 ore di digiuno. Il cibo, infatti, riempie lo stomaco ostacolando la sua visualizzazione e causa la contrazione della colecisti (che é preferibile studiare non contratta). In soggetti particolarmente meteorici potrà essere opportuno eseguire per qualche giorno un trattamento farmacologico (non indispensabile però) antimeteorico, ed evitare o ridurre cibi che facilitano la produzione di aria in addome (frutta, verdura, legumi, formaggi, bevande gassate). A volte, per un corretto studio dello stomaco potrà essere utile assumere lentamente, circa mezz’ora prima dell’esame, un bicchiere di acqua non gassata. I pazienti particolarmente stitici potranno assumere un blando lassativo, del tipo non osmotico, due giorni prima dell’esame.  I pazienti diabetici in trattamento con insulina o antidiabetici orali, potranno assumere regolarmente sia i farmaci antidiabetici che il cibo, a meno di variazioni effettuate sotto controllo medico. Altri eventuali farmaci potranno essere assunti normalmente.

  • L’ecografia della vescica e quella pelvica (per via sovrapubica) richiedono la vescica piena. Livelli eccessivi di riempimento vescicale però ostacolano generalmente l’esame. E’ quindi consigliabile un riempimento vescicale medio.

  • L’ecografia transvaginale si esegue generalmente a vescica vuota.

  • L’ecografia del collo e mammaria non richiedono alcuna preparazione. La sonda ecografica (dispositivo a forma quasi di microfono che invia e riceve gli ultrasuoni), viene fatta “scivolare” sulla pelle del paziente nel distretto da esaminare, mediante la interposizione di un gel che normalmente non macchia i vestiti, anche se per i più pignoli consiglio di rimuovere eventuali residui sugli abiti appena a casa. Alcuni organi dell’addome superiore richiedono, per una perfetta visualizzazione, una apnea inspiratoria di qualche secondo. Si chiederà quindi al paziente di respirare trattenendo per qualche istante l’aria nei polmoni. L’ecografia addominale andrebbe eseguita prima esaminando il paziente in posizione eretta e successivamente supina ed in decubito laterale destro e sinistro. L’ecografie del collo e mammaria, si eseguono sostanzialmente in posizione supina con modiche variazione di inclinazione. L’ecografia transvaginale si esegue in posizione supina con gli arti inferiori lievemente flessi. L’ecografia transrettale si esegue di solito facendo sistemare il paziente su di un fianco. I portatori di Pace Maker potranno effettuare tranquillamente l’esame avvertendo però il medico ecografista.

Che cosa significa il risultato. L’ecografia ed il color doppler - doppler consentono la visualizzazione dell’anatomia e della vascolarizzazione degli organi, elementi più che sufficienti per esprimere un giudizio spesso probante sulle condizioni cliniche di un dato individuo. I reperti ecografici saranno ad ogni modo integrati dal ragionamento clinico, da esami ematochimici appropriati ed eventualmente da ulteriori indagini diagnostiche, quando necessario.

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Ogni anno

Visita ginecologica (esame pelvico)
(a cura del dr. Duccio Cellini)

Un appuntamento da non rimandare!

Con quale frequenza bisogna farsi visitare? La visita ginecologica è consigliata ogni volta si presenti o si sospetti un problema ginecologico e, anche in assenza di disturbi, è comunque consigliata una cadenza annuale, infatti non tutte le patologie ginecologiche, purtroppo, danno segno precoce di se, come nel caso di cervice uterina e ovaio. Non raramente il riscontro di un problema ginecologico è il risultato di una semplice visita di controllo (a tal proposito teniamo sempre ben presente che una diagnosi precoce consente spesso un trattamento più semplice ed una maggior garanzia di guarigione).

Perché questa visita è importante? La visita ginecologica, nonostante il sempre maggior ricorso alla ecografia, mantiene una sua insostituibile importanza, infatti consente la valutazione di distretti anatomici non esplorabili dall’ecografia come perineo, vulva, vagina, cervice uterina.

Come si svolge la visita? La visita è solitamente preceduta da un colloquio che consenta una indagine sulla storia clinica della paziente e sul problema in atto. La visita ginecologica si esegue previa sistemazione della donna sul lettino ginecologico ed inizia con la valutazione visiva dei genitali esterni, si continua poi con la valutazione del collo uterino (cervice), per far questo il medico inserisce uno “speculum vaginale”, uno strumento bivalve che dilatando le pareti della vagina mette in luce la cervice. Si potrà così rilevare la presenza di secrezioni anomale o modificazioni del colore o aspetto dei tessuti. La visita ginecologica termina con l’esame pelvico, il medico rimuove lo speculum e inserisce 2 dita all’interno della vagina mentre con l’altra mano preme dall’esterno sul basso ventre per valutare sede e caratteristiche dei genitali interni (corpo dell’utero ed ovaie) e tramite palpazione bimanuale il riscontro di aree di resistenza pelvica o di dolorabilità.

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Esame della vista
(a cura del dr. Antonio Laveneziana, oftalmologo)

Con quale frequenza bisogna effettuare il test? Una volta all’anno

Perché questo test è importante? L’esame della vista permette la diagnosi precoce delle patologie dell’apparato oculare

Come si svolge il test
L’esame della vista: tutti i test
Queste prove servono a misurare quanto vedi bene da vicino e da lontano. Per misurare la vista da lontano starai in piedi a una distanza predeterminata da un pannello con lettere che diventano progressivamente sempre più piccole; prima con un occhio coperto, poi con l’altro, dovrai cercare di leggere le lettere più piccole che puoi. Anche se porti gli occhiali questa prova è comunque utile per verificare che la correzione fornita dalle lenti funzioni correttamente. La vista ottimale è rappresentata da una cifra (per esempio 10/10) in cui il primo numero rappresenta la distanza di lettura dal pannello, e il secondo la distanza alla quale una persona con vista normale sarebbe stata capace di leggere la riga di caratteri più piccola che hai letto tu. L’aumento del secondo numero indica quindi una diminuzione della vista da lontano, o in altri termini significa che hai bisogno di essere più vicino alla riga di caratteri più piccola per riuscire a leggerli.  L’esame della vista da vicino avviene in una stanza ben illuminata nella quale sei invitato a leggere dei cartoncini con caratteri di varia grandezza alla distanza normale alla quale leggi di solito; anche questo test viene in genere effettuato con un occhio per volta, e se porti gli occhiali, indossandoli. La vista da vicino è calcolata allo stesso modo di quella da lontano, ma la cifra che esprime il rapporto è diversa perché il primo numero è più piccolo, in quanto normalmente le persone tendono a mantenere una distanza di lettura relativamente breve. E anche in questo caso il crescere del secondo numero del rapporto è indice di indebolimento della vista. L’esito favorevole di un normale esame della vista non è una garanzia assoluta, perché alcuni problemi possono sfuggire a questa analisi e richiederne altre più approfondite. Se i tuoi risultati sono inferiori alla media, molto probabilmente dovrai ricorrere a ulteriori prove

Misura dell’errore di rifrazione. Valuta l’entità del difetto di refrazione da correggere. Si effettua con schiascopia o autorefrattometria

Esame della palpebra e dei muscoli dell’occhio. Si effettua a occhio nudo invitando il paziente a muovere le palpebre e i bulbi oculari in tutte le direzioni valutandone la funzionalità

Tonometria. Misura la pressione endoculare con fonometro a soffio o di Goldman o di Shotz

Esame con slit lamp. Permette di osservare a grande ingrandimento le strutture del bulbo oculare

Esame oftalmoscopico. Permette di valutare la retina

Esame del campo visivo. Serve a studiare la funzionalità di retina, nervo ottico e corteccia cerebrale occipitale

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Controllo specialistico del cavo orale
(a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori)

Le cifre

  • l’incidenza cresce con l’età  
  • è maggiore nelle aree alpine e nel Nord Est, a causa del maggior consumo di alcool e di tabacco  
  • rappresenta il 4% dei tumori maligni nell’uomo, e l’1% nella donna

Fattori di rischio

  • abuso di alcool e uso di tabacco in tutte le sue forme  
  • scarsa igiene orale  
  • microtraumatismi dentari (denti rotti, scheggiati) e protesici, lesioni pretumorali (placchette biancastre non dolenti)

Come si previene

  • eliminando i fattori di rischio: alcool e tabacco  
  • cura della lesioni pretumorali
  • cura dell’igiene orale  
  • controllo annuale della dentatura presso lo specialista

Diagnosi precoce

  • autoesame del cavo orale  
  • visita specialistica stomatologica e orotrinolaringoiatrica delle lesioni di nuova insorgenza che non regrediscono spontaneamente entro 15 giorni

I soliti sospetti

  • ulcerazioni persistenti
  • macchie bianche o rosse persistenti all’interno della bocca  
  • indurimento localizzato.
    spesso queste lesioni insorgono in prossimità di un dente cariato o rotto, o nei punti di appoggio delle protesi dentarie. Le sedi più colpite sono la lingua, il pavimento della bocca, la mucosa della guancia e la regione tonsillare

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Mammografia
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato e Società Italiana Radiologia Medica)

Con quale frequenza bisogna effettuare la mammografia? Secondo le prescrizioni della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, la mammografia va eseguita annualmente a partire dai 40 anni

Perché la mammografia è importante? La mammografia è una particolare radiografia delle mammelle che impiega una bassissima dose di raggi X, grazie alle moderne apparecchiature e alla particolare sensibilità delle pellicole utilizzate, e proprio per questo è possibile eseguire periodicamente mammografie senza significativi rischi. La mammografia non è dolorosa e al massimo può procurare un lieve e momentaneo disagio per il delicato sistema di compressione sulla mammella, necessario per ottenere immagini più nitide e precise.

La mammografia, se eseguita e letta da personale esperto ed eseguita con apparecchiature della ultima generazione, è una delle metodiche che permette al medico di diagnosticare neoplasie della mammella anche in fase precocissima, quando cioè il loro trattamento determina la completa guarigione. Questa tecnica permette infatti di individuare i tumori quando ancora sono iniziali, di dimensioni a volte di pochi millimetri, ancora non palpabili. Proprio per la capacità della mammografia di diagnosticare tumori molto piccoli essa diventa l'esame ideale e in alcuni casi indispensabile per il controllo di tutte le donne oltre i 40 anni, età in cui il rischio di ammalarsi aumenta in modo significativo.

Il cancro della mammella è la principale causa di morte per tumore, pari al 16.3% delle morti per tumore nelle donne. L'incidenza di tale tumore, cioè il numero di nuovi casi, equivale al 24% di tutti i nuovi casi di tumore. L'incidenza del tumore cresce gradualmente con l' età a partire dai 25 anni, ed è maggiore nelle donne più anziane. I tassi di incidenza (standardizzati sulla popolazione italiana) del Centro-Nord del Paese superano in genere i 90 casi x 100.000 residenti per anno.

Come si svolge la mammografia. La fase del ciclo mestruale non è condizionante ai fini della qualità delle immagini; tuttavia è preferibile eseguire l'esame mammografico evitando la fase periovulatoria (metà ciclo) e/o premestruale qualora la mammella risultasse in tali periodi particolarmente dolente. E' opportuno evitare l'uso locale di qualsiasi tipo di cosmetico, olio, crema e soprattutto talco, nelle ore precedenti l'esame. Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X è opportuno che non venga eseguita in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre; evitare quindi l'esame se non è possibile escludere con sicurezza un'eventuale gravidanza. L'esame mammografico viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito ripiano ad altezza regolabile. L'apparecchio determina una leggera compressione sulla ghiandola che migliora la qualità dell'immagine mammografica. Normalmente vengono eseguite due radiografie per ciascuna mammella con riprese dall'alto verso in basso ed obliquamente, per una completa visione di tutta la ghiandola. L'esame dura pochi minuti e può essere completato anche da una valutazione clinica della mammella.

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Pap Test
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato)

Con quale frequenza bisogna sottoporsi al Pap Test? Le raccomandazioni della CEE, recentemente approvate dalla Commissione Oncologica nazionale, identificano la popolazione bersaglio in quella di età compresa tra i 25 e i 64 anni con un intervallo di screening di tre anni. Secondo la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, è comunque raccomandabile l'inizio dell'esecuzione del Pap test a partire dai primi rapporti sessuali indipendentemente dall'età. Il Pap test effettuato regolarmente, cioè possibilmente ogni anno, è raccomandato per tutte le donne che sono o che sono state sessualmente attive. Anche in donne che hanno subìto la asportazione chirurgica della cervice uterina. Lo screening dovrebbe iniziare in corrispondenza del primo rapporto sessuale. Nel caso di adolescenti con una storia sessuale difficilmente accertabile bisogna presumere che a 18 anni siano sessualmente attive.

Perché questo test è importante? Il Pap-test è' in grado di identificare con una buona accuratezza le lesioni che precedono il tumore. Tali lesioni definite nel corso degli anni in vario modo possono essere facilmente curate impedendo l'insorgenza del tumore.

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