Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buon pomeriggio, oggi è lunedì 21 maggio 2012

Check-up

pubblicità

pubblicità

Check-up: l'uomo dopo i 50 anni

Con l’età aumentano i rischi di malattia, ecco perché il miglior modo per restare sani e prevenire i problemi è rappresentato dai controlli regolari: questi sono gli esami ai quali sottoporsi, e la frequenza raccomandata.

La cadenza dei controlli:

Ogni mese

Autoesame dei testicoli
(a cura del dr. Alessandro Littara)

Con quale cadenza bisogna effettuare l'autoesame? I testicoli devono essere palpati frequentemente, e ogni uomo dovrebbe conoscere perfettamente la loro conformazione per identificare precocemente ogni possibile variazione di forma, consistenza e sensibilità.

Perché questo autoesame è importante? Perché ogni tipo di patologia può essere trattata con maggiore efficacia quanto più precocemente viene diagnosticata.

Come si svolge l'autoesame. In posizione sdraiata, con entrambe le mani si palpa prima il polo inferiore di ogni singolo testicolo e poi il resto, facendo attenzione ad eventuali modificazioni di forma e consistenza. Successivamente, si ripete l’autoesame in posizione eretta.

Quando consultare il medico. Ogni qual volta di identifica una variazione di forma, consistenza o sensibilità

[torna su]

Autoesame della pelle
(a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori)

Dall’esperienza della Lega Italiana per la Lotta contro il cancro, consigli e istruzioni per tenere la pelle sotto controllo

Con quale frequenza devo fare l'autoesame? Oltre a farti periodicamente controllare la pelle dal tuo medico, tutte le Associazioni mondiali di Dermatologia raccomandano di esaminare la propria pelle una volta al mese: è questa la maniera migliore per tenere sotto controllo l’eventuale sviluppo di patologie.

Come si fa l'autoesame della pelle. Nell'analizzare la tua pelle dovrai cercare variazioni dei nei o delle macchie, nuove formazioni asimmetriche, che hanno più di un colore o che sono più grandi di 1 mm, o il cui bordo è irregolare. Per procedere all'autoesame in maniera corretta e completa ti serviranno: uno specchio a figura intera, uno specchio portatile, una luce forte, due sedie e un asciugacapelli. Inizia a guardare con attenzione il tuo viso e la pelle sotto i capelli (scalpo); per quest'ultima l'asciugacapelli che ti aiuterà a spostare i capelli man mano che procedi con l'esame. Prosegui poi con le mani, le unghie, i gomiti, le braccia e le ascelle, poi guarda il collo, il busto e la zona sotto i seni; aiutati con uno specchio per guardarti la schiena, le spalle, la nuca, i glutei e le gambe. Infine, siediti e ispeziona le gambe e i piedi, soprattutto la pianta dei piedi, i talloni e le unghie. Con lo specchio portatile guarda con attenzione i genitali. Se riscontri anomalie o variazioni rispetto all'autoesame precedente, consulta immediatamente il tuo medico

[torna su]

Ogni 8 mesi

Ecografia Total-Body
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato)

Con quale frequenza bisogna effettuare questa indagine? 
Gli intervalli consigliati si riferiscono a individui senza particolari problematiche cliniche e sintomatologiche e sono inscritti in un contesto di ragionevole prevenzione. La frequenza degli esami ecografici potrà anche essere maggiore in presenza di evidenze cliniche e laboratoristiche patologiche. Risulta inoltre ovvio che per alcuni quadri morbosi a rapida evoluzione non e’ possibile proporre un “timing” ecografico standard, in quanto, anche se con relativa rarità, tali processi patologici potrebbero anche comparire e palesarsi in tempi assai brevi.

Donne di età compresa fra i 20 e i 39 anni
Ogni anno eseguire le seguenti ecografie:

  1. ecografia addominale completa (ecografia del fegato e delle vie bilari, del pancreas e della milza, dei reni e della vescica, dei grossi vasi addominali, del peritoneo e del retroperitoneo, dello stomaco e dell’intestino -eventualmente integrata con eco transvaginale per lo studio del sigma retto e dell’intestino pelvico quando necessario). Potrà essere opportuno, in alcuni casi, integrare l’esame con il doppler e il color doppler.

  2. ecografia pelvica (utero, ovaie, tube, ed altre strutture pelviche) eseguita preferibilmente sia per via sovrapubica che per via endovaginale (ovviamente in assenza di controindicazioni es. verginità)

  3. ecografia del seno e dei cavi ascellari

  4. ecografia e doppler  - color doppler della tiroide e delle altre strutture presenti nel collo e nel pavimento buccale (ghiandole salivari, parotidi comprese –vasi del collo, esofago cervicale, linfoghiandole, tessuti perilaringei)

Perché questa indagine è importante? L’ecografia attualmente rappresenta, soprattutto se eseguita con apparecchi potenti e da ecografisti esperti, “la visita” dei nostri tempi. E’ completamente innocua, visualizza le strutture interne in tempo reale, e i dettagli anatomici e funzionali che può fornire sugli organi e le strutture che è in grado di studiare, sono infinitamente superiori a quelli ottenibili mediante una normale visita (anche se eseguita dal più esperto dei medici). Nonostante molti credano il contrario, l’ecografia non riveste il ruolo di “Cenerentola” nel confronto con la tomografia assiale computerizzata (TAC) o con la risonanza magnetica nucleare (RMN). Spesso, anche se non sempre, e con variazioni da caso a caso, la sua attendibilità è superiore o sovrapponibile a quella offerta dalle altre metodiche citate. Inoltre tali approcci diagnostici nella maggioranza dei casi si rivelano complementari.

Come si svolge l’ecografia total body

  • L’ecografia addominale richiede preferibilmente 8 ore di digiuno. Il cibo, infatti, riempie lo stomaco ostacolando la sua visualizzazione e causa la contrazione della colecisti (che é preferibile studiare non contratta). In soggetti particolarmente meteorici potrà essere opportuno eseguire per qualche giorno un trattamento farmacologico (non indispensabile però) antimeteorico, ed evitare o ridurre cibi che facilitano la produzione di aria in addome (frutta, verdura, legumi, formaggi, bevande gassate). A volte, per un corretto studio dello stomaco potrà essere utile assumere lentamente, circa mezz’ora prima dell’esame, un bicchiere di acqua non gassata. I pazienti particolarmente stitici potranno assumere un blando lassativo, del tipo non osmotico, due giorni prima dell’esame.  I pazienti diabetici in trattamento con insulina o antidiabetici orali, potranno assumere regolarmente sia i farmaci antidiabetici che il cibo, a meno di variazioni effettuate sotto controllo medico. Altri eventuali farmaci potranno essere assunti normalmente.

  • L’ecografia della vescica e quella pelvica (per via sovrapubica) richiedono la vescica piena. Livelli eccessivi di riempimento vescicale però ostacolano generalmente l’esame. E’ quindi consigliabile un riempimento vescicale medio.

  • L’ecografia transvaginale si esegue generalmente a vescica vuota.

  • L’ecografia del collo e mammaria non richiedono alcuna preparazione. La sonda ecografica (dispositivo a forma quasi di microfono che invia e riceve gli ultrasuoni), viene fatta “scivolare” sulla pelle del paziente nel distretto da esaminare, mediante la interposizione di un gel che normalmente non macchia i vestiti, anche se per i più pignoli consiglio di rimuovere eventuali residui sugli abiti appena a casa. Alcuni organi dell’addome superiore richiedono, per una perfetta visualizzazione, una apnea inspiratoria di qualche secondo. Si chiederà quindi al paziente di respirare trattenendo per qualche istante l’aria nei polmoni. L’ecografia addominale andrebbe eseguita prima esaminando il paziente in posizione eretta e successivamente supina ed in decubito laterale destro e sinistro. L’ecografie del collo e mammaria, si eseguono sostanzialmente in posizione supina con modiche variazione di inclinazione. L’ecografia transvaginale si esegue in posizione supina con gli arti inferiori lievemente flessi. L’ecografia transrettale si esegue di solito facendo sistemare il paziente su di un fianco. I portatori di Pace Maker potranno effettuare tranquillamente l’esame avvertendo però il medico ecografista.

Che cosa significa il risultato. L’ecografia ed il color doppler - doppler consentono la visualizzazione dell’anatomia e della vascolarizzazione degli organi, elementi più che sufficienti per esprimere un giudizio spesso probante sulle condizioni cliniche di un dato individuo. I reperti ecografici saranno ad ogni modo integrati dal ragionamento clinico, da esami ematochimici appropriati ed eventualmente da ulteriori indagini diagnostiche, quando necessario.

[torna su]

Ogni anno

Esame rettale (prevenzione del cancro alla prostata)
(a cura del dr. Alessandro Littara)

Con quale cadenza bisogna effettuare questo test? Annualmente, dopo i 50 anni

Perché questo test è importante? Perché è estremamente semplice, non invasivo, ripetibile, e permette spesso l’identificazione precoce di un carcinoma prostatico

Come si svolge il test. Mediante introduzione nel retto del dito esploratore, previa lubrificazione dell’orificio anale

Che cosa significa il risultato del test. Può essere il primo passo verso l’esecuzione di metodiche diagnostiche più complete e precise

Test dell'antigene specifico della prostata (PSA)
(a cura del dr. Alessandro Littara)

Il dosaggio ematico del PSA rappresenta un indicatore di carcinoma prostatico. L’antigene prostatico specifico (PSA) è una proteina prodotta dalle cellule normali della prostata. Il tasso di PSA può aumentare leggermente in caso di iperplasia (ingrossamento) benigna della prostata e crescere ancora in presenza di un tumore della prostata. E’ tuttavia possibile rilevare un tasso normale di PSA anche in un uomo affetto da tumore alla prostata, e rilevarne uno elevato in un uomo sano.

Misura della pressione
(a cura del dr. Alessandro Littara)

Con quale cadenza bisogna controllare la pressione? Si può avere la pressione alta e non accorgersene, perché l’ipertensione è asintomatica. La causa dell’ipertensione è ignota nella maggior parte dei casi, anche se si ritiene che questa condizione patologica sia responsabile di molte malattie. L’ipertensione è la malattia cronica più diffusa negli anziani, ed è nota anche come “killer silenzioso” perché soprattutto agli stadi iniziali non produce sintomi pur danneggiando il cuore, le vene, i reni, gli occhi e la funzione erettile. L’ipertensione è un problema molto serio che va riconosciuto e curato per prevenire l’infarto, l’ictus e altri problemi cardiaci e renali gravi. La prova della pressione deve essere effettuata a tutte le età almeno una volta all’anno, ma con maggiore frequenza se si è anche solo moderatamente sovrappeso, si è diabetici, si ha una storia familiare o personale di ipertensione, o il valore della pressione diastolica all’ultima misura era ³ 85 mmHg

Perché è importante tenere la pressione sotto controllo? Quando scorre nelle arterie dal cuore lungo tutto il resto del corpo, il sangue esercita una certa pressione lungo le pareti dei vasi arteriosi; questa pressione si misura in millimetri di mercurio (mmHg), e la lettura è espressa da due numeri – la pressione mentre il cuore batte (pressione sistolica) in rapporto alla pressione misurata tra un battito cardiaco e l’altro (pressione diastolica). I numeri si scrivono uno di seguito all’altro o uno sopra l’altro, il primo valore è sempre quello della pressione sistolica, il secondo è sempre quello della pressione diastolica. Nelle persone anziane il valore della pressione sistolica è spesso elevato, cioè >140 mmHg, mentre quello della pressione diastolica è normale, cioè <85 mmHg; questa condizione è nota come ipertensione sistolica isolata (ISH). La pressione sistolica tende ad aumentare con l’età nella maggior parte delle persone, mentre la pressione diastolica aumenta in genere fino ai 55 anni per poi iniziare una rapida discesa. L’ISH è la forma più diffusa di ipertensione negli anziani e può provocare notevoli problemi alla salute, perciò deve essere curata. Il trattamento dell’ISH salva la vita e la migliora, riducendo le probabilità di ammalarsi di certe malattie

I fattori di rischio dell’ipertensione. Oltre alle predisposizioni familiari, nello sviluppo dell’ipertensione sono coinvolti molti fattori ambientali che sono sotto il nostro stretto controllo, come il tipo di alimentazione, il sovrappeso, la sedentarietà, l’eccessivo consumo di sale o di alcol. Oltre che attraverso lo stile di vita, l'ipertensione può essere curata farmacologicamente, talvolta per tutta la vita

Come avviene il test. La pressione si misura con un bracciolo di gomma avvolto intorno alla parte superiore del braccio. Il bracciolo viene gonfiato interrompendo per qualche secondo il flusso del sangue nell’arteria, e in questa fase il medico usa lo stetoscopio per ascoltare il flusso che ricomincia a pulsare. Le due misure (pressione sistolica e pressione diastolica) si ottengono con la lettura dei valori indicati dallo sfigmomanometro – il primo valore indica la pressione diastolica ottenuta quando il cuore si contrae e spinge il sangue nel corpo, il secondo si ottiene quando il cuore si rilassa e si riempie di sangue tra un battito e l’altro. Prima del test è meglio evitare il caffè, la nicotina e alcuni farmaci come gli anti-infiammatori non steroidei, che possono aumentare artificiosamente i valori

Che cosa significa il risultato del test. Valori elevati sono indice che il cuore lavora molto, alla lunga usurandosi e usurando le arterie, tuttavia la lettura di valori elevati in una sola misura non è significativa. Sono nella norma valori £ 130 mmHg per la pressione sistolica, e £ 85 mmHg per la pressione diastolica, perciò è ottimale una lettura equivalente a 120/80, mentre inizia a essere preoccupante una lettura ³140/90 mmHg. Valori equivalenti a 130-139/85-89 sono già indice di rischio di ipertensione. Per una diagnosi definitiva di ipertensione sono necessarie più letture ripetute nel tempo

[torna su]

Controllo specialistico del cavo orale
(a cura della Lega italiana per la lotta contro i tumori)

Le cifre

  • l’incidenza cresce con l’età  
  • è maggiore nelle aree alpine e nel Nord Est, a causa del maggior consumo di alcool e di tabacco  
  • rappresenta il 4% dei tumori maligni nell’uomo, e l’1% nella donna

Fattori di rischio

  • abuso di alcool e uso di tabacco in tutte le sue forme  
  • scarsa igiene orale  
  • microtraumatismi dentari (denti rotti, scheggiati) e protesici, lesioni pretumorali (placchette biancastre non dolenti)

Come si previene

  • eliminando i fattori di rischio: alcool e tabacco  
  • cura della lesioni pretumorali
  • cura dell’igiene orale  
  • controllo annuale della dentatura presso lo specialista

Diagnosi precoce

  • autoesame del cavo orale  
  • visita specialistica stomatologica e orotrinolaringoiatrica delle lesioni di nuova insorgenza che non regrediscono spontaneamente entro 15 giorni

I soliti sospetti

  • ulcerazioni persistenti
  • macchie bianche o rosse persistenti all’interno della bocca  
  • indurimento localizzato.
    spesso queste lesioni insorgono in prossimità di un dente cariato o rotto, o nei punti di appoggio delle protesi dentarie. Le sedi più colpite sono la lingua, il pavimento della bocca, la mucosa della guancia e la regione tonsillare

[torna su]

Colesterolo (totale e HDL)
(a cura del d.ssa Chiara Galli)

Con quale cadenza bisogna effettuare il test? Dipende; la determinazione del colesterolo è raccomandata se si hanno fattori di rischio : età superiore a 45 anni per gli uomini e 55 per le donne; fumo; pressione alta;  diabete mellito, obesità viscerale; storia familiare di malattie di cuore in giovane età; storia personale di malattie di cuore. Se il test è normale non è necessario un ulteriore controllo; se è borderline occorre controllarlo ogni 3-4 mesi (applicando anche i dovuti cambiamenti dietetici e di stile di vita); se è alterato occorre seguire le indicazioni del medico

Perché questo test è importante? Perchè  l’ipercolesterolemia alla lunga  causa l’arteriosclerosi

Come avviene il test. Tramite prelievo di sangue

Che cosa significa il risultato del test. Che o per motivi costituzionali o per eccessiva introduzione di colesterolo con l’alimentazione il nostro organismo non riesce a depurare il sangue dall’eccesso di questo grasso che va così a depositarsi sulle arterie, le ostruisce danneggiando così gli organi (cervello, cuore, fegato etc)

valori di riferimento
colesterolo totale:
140-200 mg/dl
colesterolo HDL: 46-65 mg/ml

colesterolo LDL: 65-160 mg/ml

[torna su]

Esame della vista
(a cura del dr. Antonio Laveneziana, oftalmologo)

Con quale frequenza bisogna effettuare il test? Una volta all’anno

Perché questo test è importante? L’esame della vista permette la diagnosi precoce delle patologie dell’apparato oculare

Come si svolge il test
L’esame della vista: tutti i test
Queste prove servono a misurare quanto vedi bene da vicino e da lontano. Per misurare la vista da lontano starai in piedi a una distanza predeterminata da un pannello con lettere che diventano progressivamente sempre più piccole; prima con un occhio coperto, poi con l’altro, dovrai cercare di leggere le lettere più piccole che puoi. Anche se porti gli occhiali questa prova è comunque utile per verificare che la correzione fornita dalle lenti funzioni correttamente. La vista ottimale è rappresentata da una cifra (per esempio 10/10) in cui il primo numero rappresenta la distanza di lettura dal pannello, e il secondo la distanza alla quale una persona con vista normale sarebbe stata capace di leggere la riga di caratteri più piccola che hai letto tu. L’aumento del secondo numero indica quindi una diminuzione della vista da lontano, o in altri termini significa che hai bisogno di essere più vicino alla riga di caratteri più piccola per riuscire a leggerli.  L’esame della vista da vicino avviene in una stanza ben illuminata nella quale sei invitato a leggere dei cartoncini con caratteri di varia grandezza alla distanza normale alla quale leggi di solito; anche questo test viene in genere effettuato con un occhio per volta, e se porti gli occhiali, indossandoli. La vista da vicino è calcolata allo stesso modo di quella da lontano, ma la cifra che esprime il rapporto è diversa perché il primo numero è più piccolo, in quanto normalmente le persone tendono a mantenere una distanza di lettura relativamente breve. E anche in questo caso il crescere del secondo numero del rapporto è indice di indebolimento della vista. L’esito favorevole di un normale esame della vista non è una garanzia assoluta, perché alcuni problemi possono sfuggire a questa analisi e richiederne altre più approfondite. Se i tuoi risultati sono inferiori alla media, molto probabilmente dovrai ricorrere a ulteriori prove

Misura dell’errore di rifrazione. Valuta l’entità del difetto di refrazione da correggere. Si effettua con schiascopia o autorefrattometria

Esame della palpebra e dei muscoli dell’occhio. Si effettua a occhio nudo invitando il paziente a muovere le palpebre e i bulbi oculari in tutte le direzioni valutandone la funzionalità

Tonometria. Misura la pressione endoculare con fonometro a soffio o di Goldman o di Shotz

Esame con slit lamp. Permette di osservare a grande ingrandimento le strutture del bulbo oculare

Esame oftalmoscopico. Permette di valutare la retina

Esame del campo visivo. Serve a studiare la funzionalità di retina, nervo ottico e corteccia cerebrale occipitale

[torna su]

Ogni tre anni

Fasting Plasma Glucose (Glicemia)
(a cura del d.ssa Chiara Galli)

Fasting Plasma Glucose o determinazione del glucosio nel sangue
Tieni sotto controllo il diabete, questo test è il primo, semplicissimo passo per farlo.

Con quale cadenza bisogna effettuare il test? Una determinazione della glicemia a digiuno è consigliata ad intervalli non inferiori a 3 anni in tutti i soggetti di età superiore a 45 anni

Perché questo test è importante? Serve a fare diagnosi di diabete mellito

Come avviene il test. Tramite prelievo di sangue

Che cosa significa il risultato del test. Il pancreas con è in grado di produrre sufficiente insulina per metabolizzare (cioè utilizzare ) tutto lo zucchero che assumiamo con l’alimentazione

valori di riferimento: 70-110 mg/100 ml

[torna su]

Periodicità variabile

HIV
(a cura della LILA)

Chi deve sottoporsi a questo test?
Chiunque pensi di aver tenuto un comportamento a rischio, o di potersi essere infettato. Raccomandiamo di sottoporsi al test in questi casi:

  • si è fatto uso di stupefacenti per via endovenosa, o si ha un partner che lo ha fatto

  • si è già contratta un’altra malattia a trasmissione sessuale

  • si è praticato sesso non protetto con una persona che non si conosce o che può aver tenuto comportamenti sessuali a rischio

  • si è in gravidanza, o si sta pianificando una gravidanza

L'infezione è trasmissibile per contatto diretto con liquidi biologici infetti che devono trovare una porta di accesso nell'organismo di una persona sana (ferite, lesioni). Gli unici liquidi biologici dell'organismo umano in grado di trasmettere l'infezione sono sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno.

L'infezione da HIV si trasmette in tre modi:

  • Per via sessuale, sia omosessuale che eterosessuale
    Il virus è presente nello sperma e nelle secrezioni vaginali quindi ogni rapporto sessuale non protetto è potenzialmente a rischio di infezione.

  • Per via ematica
    (scambio di siringhe, utilizzo in comune di oggetti taglienti quali rasoi, forbicine, strumenti per la manicure/pedicure, esecuzione di tatuaggi e piercing con strumenti non sterilizzati, ecc.)

  • Per via verticale
    (dalla madre al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento). La possibilità che questo avvenga si riduce fortemente se la madre è in terapia con antiretrovirali, fino ad essere meno del 2%. Il bambino non avendo anticorpi propri eredita gli anticorpi della madre, quindi può nascere sieropositivo, ma non avere il virus. In questo caso il bambino ritornerà sieronegativo durante i primi mesi di vita. Studi recenti dimostrano una notevole riduzione di casi di trasmissione dell'HIV nel caso in cui la madre sia sottoposta ad idonea terapia durante la gravidanza e partorisca con parto cesareo

Quando va eseguito il test dopo un presunto comportamento a rischio? È possibile sottoporsi a un primo test già a tre mesi di distanza dal rapporto a rischio, la cui attendibilità è del 90% circa. Nel caso in cui il centro screening a cui ci si rivolge abbia in dotazione kit di ultima generazione, è possibile sottoporsi al test in tempi più brevi (8/10 settimane). Per ottenere un risultato certo e definitivo è comunque necessario che siano trascorsi i sei mesi del periodo finestra, come indicato dalle linee guida dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Trascorsi sei mesi dal comportamento a rischio, quindi, è bene risottoporsi al test

Quando è utile sottoporsi a questo test? Prepararsi mentalmente a sottoporsi a un test HIV, specialmente se si ritiene di essere a rischio, non è un compito facile: il test ricerca le tracce dell’anticorpo del virus HIV, quello che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), per la quale non esistono ancora cure risolutive. Se hai tenuto un comportamento a rischio o pianifichi una gravidanza, ignorare il problema non lo farà scomparire, e se scoprirai di essere infetto la rilevazione precoce può evitarti di trasmettere il virus al tuo partner o ad altre persone. Sapere se sei sieropositivo è l’unica risorsa esistente per accedere ai trattamenti medici che prolungano la vita e ne migliorano la qualità

Capire i risultati del test. L'unico modo per accertare se si è entrati in contatto con il virus HIV è quello di sottoporsi ad un test specifico. Il test ELISA (Enzime Linked Immuno Sorbent Assay) che è quello comunemente utilizzato per accertare l'infezione e che garantisce il più elevato grado di attendibilità e affidabilità, non indica la presenza del virus ma degli anticorpi specifici che il nostro sistema immunitario ha sviluppato dopo il contatto col virus HIV.

Gli anticorpi diventano rilevabili da questo test dopo circa 8/10 settimane dal momento del contagio. Il periodo che intercorre dal momento del contagio alla rilevabilità di anticorpi da parte del test è detto periodo finestra, e può durare in alcuni casi fino a sei mesi. Un persona che risulta positiva al test ELISA, viene sottoposta al test di conferma chiamato Western Blot.

Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è un test che attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di Rna o Dna è in grado di rilevare la presenza del virus HIV nel sangue. È un test complesso e costoso e con un livello di attendibilità diagnostica inferiore al test ELISA.

Quando si è sieropositivi? Quando viene rilevata, attraverso un prelievo di sangue, la presenza di anticorpi specifici per l'HIV. L'esame in questione è chiamato ELISA ed è un test anticorpale: va a ricercare direttamente gli anticorpi anti-HIV che si formano a seguito dell'infezione. I tempi per la formazione degli anticorpi variano da persona a persona. Si è però determinato un "tempo massimo" dopo il quale un individuo contagiato dall'HIV ha certamente prodotto gli anticorpi specifici - un periodo trascorso il quale, quindi, è possibile avere un esito certo del test. Questo "tempo" è detto periodo finestra ed è stimato in sei mesi, secondo le indicazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Il test è anonimo? Il test è anonimo nel caso in cui ci si rivolga a particolari centri – i cosiddetti centri screening – in cui non vengono richiesti né documenti di identità, né la tessera sanitaria. Per conoscere quali sono i centri screening, è possibile telefonare alle associazioni che si occupano di HIV/AIDS.  Se invece, ci si rivolge a un normale ospedale o a un laboratorio di analisi cliniche, bisogna dare i propri documenti personali/esibire la tessera sanitaria.  Il risultato del test può essere comunicato esclusivamente alla persona interessata.  C’è una legge specifica (Legge 135/1990) che vieta la divulgazione dello stato sierologico di una persona a terzi.  La Legge 135/90 rafforza quella sulla privacy, che tutela più in generale la sfera personale di ogni individuo

Il test è gratuito? Il test è gratuito nei centri screening sopra citati.  Nel caso in cui, invece, ci si rivolga a un ospedale o a un laboratorio di analisi cliniche, si deve pagare il ticket dietro presentazione della tessera sanitaria, oppure l’intero costo dell’esame se ci si rivolge a un centro privato

Depistaggio istantaneo del virus dell’AIDS
Sul mercato americano è in arrivo un nuovo test per il depistaggio dell’HIV, si chiama Oraquick e consente di fare la diagnosi a partire da una semplice goccia di sangue prelevata dal dito, in soli 20 minuti. Il dispositivo è semplicissimo: il sangue viene posto in una provetta che contiene prodotti capaci di rilevare la presenza degli anticorpi al virus – se il test è positivo compaiono in una piccola finestra due bande violacee. L’affidabilità del test è del 99.6%, secondo il produttore, la Orasure Technologies. La FDA ha appena autorizzato il test che per ora potrà essere utilizzato negli Stati Uniti solo dai professionisti e per usi molto precisi quando la velocità della diagnosi è vitale, come per esempio nel caso di una partoriente della quale non si conosce lo stato sierologico. La situazione negli Stati Uniti è grave, perché un quarto dei 950.000 portatori del virus non sa di essere infetto.

Epatite C: il trattamento che cambierà tutto
a cura di Domenicantonio Comparato

I trattamenti attuali sono basati sull’associazione di due componenti, l’interferone e la ribavirina. Forme sempre più potenti di queste molecole consentono di guarire molti malati, ma i risultati non sono ancora sufficienti, perché se permettono di guarire l’80% dei malati affetti da un tipo di virus, curano solo il 50% di quelli malati degli altri tipi. La soluzione viene da una nuova molecola, l’antiproteasi, in grado di bloccare alcuni enzimi del virus impedendogli di moltiplicarsi una volta che è entrato nella cellula. I risultati ottenuti sui primi 41 pazienti dimostrano che il composto è capace di diluire da 100 a 1000 volte la concentrazione del virus nel sangue. La sperimentazione sull’uomo è agli inizi, ma i risultati sono incoraggianti. Il rischio, come per il virus dell’AIDS, è rapprsentato dalla comparsa delle resistenze. Oltrettutto, l’antiproteasi in questione è difficile da produrre, e ci vorranno perciò ancora molti anni prima che sia disponibile in grande scala. Nel frattempo un’azienda farmaceutica belga ha messo a punto un nuovo vaccino, che sperimentato su 24 pazienti ha arrestato la progressione delle aggressioni al fegato, anche se non ha diminuito la carica virale.

Fonte: New Scientist, novembre 2002

[torna su]

Ricerca di sangue occulto nelle feci
(a cura del dr. Alessandro Littara)

Con quale cadenza bisogna effettuare questo test? Ogni qual volta si sospetta la possibilità di un sanguinamento dell’apparato digerente superiore e inferiore, e in presenza di sospetto di carcinoma gastrico, esofageo e del colon

Perché questo esame è importante? Perché permette di valutare la presenza di un sanguinamento non evidente visivamente in patologie quali gastriti, ulcere peptiche, varici esofagee, tumori dello stomaco, dell’esofago e del colon, diverticolosi, polipi del colon, malattie infiammatorie intestinali, emorroidi.

Come si svolge il test. Previa dieta priva di carne, pesce, spinaci, rape e lenticchie, si raccolgono tre campioni di feci in tre giorni differenti

Che cosa significa il risultato del test. È un importante test di screening per la diagnosi precoce del carcinoma del colon

[torna su]

Epatite B
(a cura del dr. Domenicantonio Comparato)

Che cos'è l'epatite B. L’epatite B è una malattia del fegato dovuta a un virus a DNA. L’epatite B è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un problema importante di salute pubblica: circa 350.000.000 di persone nel mondo sarebbero portatrici del virus, che causa tra 1 e 2 milioni di morti ogni anno. Il virus dell’epatite B si trasmette soprattutto per via sessuale o sanguigna: le secrezioni o liquidi biologici che consentono la trasmissione sono infatti il sangue, lo sperma, le secrezioni vaginali, probabilmente la saliva e i liquidi secreti dalle ferite. Perché vi sia trasmissione, bisogna quindi che uno di questi liquidi passi dal malato al sangue della persona sana. E’ possibile anche la trasmissione dalla madre al feto, ma un trattamento precoce con immunoglobuline, seguito dalla vaccinazione, permette di evitare la malattia. Come spesso accade, alcuni paesi sono più toccati di altri, tenuto conto delle difficoltà nel far applicare anche le più elementari regole di prevenzione e della mancanza di mezzi. L’Africa, l’Asia e il Sudamerica sono infatti i continenti più colpiti. Per evitare la contaminazione non resta che usare sistematicamente i preservativi durante i rapporti sessuali, ed evitare lo scambio di siringhe usate. Se si convive con un malato di epatite B, è buona regola evitare lo scambio di oggetti che possono entrare in contatto con il sangue, come lo spazzolino da denti, il rasoio, la forbicina per le unghie, materiale depilatorio, e così via. L’infezione da epatite B inizia con un periodo di incubazione (in genere asintomatica) che dura circa due mesi, ma può arrivare anche a 6. Come per l’epatite A, dopo l’incubazione la fase acuta della malattia è asintomatica nel 90% dei casi. Per il restante 10%, i segni che compaiono possono essere anoressia, dolori al fegato, nausea e ingiallimento della pelle (ittero); quest’ultimo può durare un mese o anche più. In rari casi l’epatite acuta può essere particolarmente aggressiva, si parla allora di epatite fulminante, mortale nel 90% dei casi. Questo tipo di epatite richiede il trapianto del fegato. Sulla base dei sintomi che abbiamo descritto (occorre ancora precisare però che anche nelle epatiti croniche i sintomi possono mancare del tutto), il medico oltre ad effettuare una visita accurata del paziente, richiederà una ecografia epatica ed addominale sia perché a volte il reperto ecografico del fegato “epatitico” è caratteristico e sia per escludere altre patologie addominali a volte responsabili di quadri clinici simili. A questo stadio, l’osservazione orienterà (o meno) la diagnosi in direzione di un’epatite. Domande precise permetteranno di individuare di quale tipo di epatite si tratta – virale, medicamentosa (farmacologica), alcolica, ecc. In seguito, solo gli esami complementari consentiranno di verificare che si tratti proprio di un’epatite B. I primi esami richiesti dal medico saranno uno studio dei marcatori che segnalano l’esistenza di una patologia del fegato: le transaminasi e la bilirubina. Il medico richiederà ovviamente i Markers epatite, cioè una ricerca nel sangue di anticorpi specifici e a volte degli antigeni presenti nelle più diffuse epatiti: gli anticorpi sono mezzi di difesa che l’organismo impiega contro il virus, e sono presenti in questi casi a titolo dosabile in caso di infezione. Nella epatite B si valuteranno i seguenti parametri:

  • HBsAg: è l'antigene di superficie del virus. La sua presenza indica lo stato di infezione. In caso di positività HBsAg la persona dovrà essere considerata potenzialmente infettante

  • HBsAb: è l'anticorpo contro l'antigene di superficie. La sua presenza indica protezione dall'infezione (immunizzazione). Può riscontrarsi dopo la guarigione dalla infezione, oppure dopo la vaccinazione.

  • HBcAg: è un antigene della parte centrale del virus (core), ed è l'unico marcatore che non si riscontra mai nel sangue, ma solo nelle cellule del fegato.

  • HBcAb-IgM: questo anticorpo si riscontra unicamente nelle fasi di attiva replicazione virale. Risulterà perciò positivo nelle forme acute e nelle forme croniche riacutizzate.

  • HBcAb-IgG: dopo un contatto con il virus, questo anticorpo rimane positivo per tutta la vita, per cui la sua presenza indica l'avvenuto contatto virale.

  • HBeAg: è l'antigene del nucleocapside del virus (core), e la sua presenza indica attiva replicazione virale. E’ presente nella fase iniziale delle epatiti acute ma anche in alcune forme di epatite cronica.

  • HBeAb: è l'anticorpo diretto contro l'HBeAg; purtroppo la sua presenza non impedisce il cronicizzarsi della malattia

  • HBV-DNA: è il genoma del virus, ed è indice sensibile della replicazione virale. La sua positività indica sempre attività dell'infezione. Il  portatore sano dovrà sempre essere  HBV-DNA negativo.

Transaminasi. AST/Aspartato Amino Transferasi (GOT); ALT/Alanine Amino Transferasi (GPT) L’esame avviene con un semplice prelievo del sangue. Le transaminasi sono enzimi che hanno un’attività metabolica importante all’interno delle cellule. Il loro aumento riflettere una lesione cellulare, in particolare a livello epatico, cardiaco, renale o muscolare

valori nella norma: GOT 10-40 UI/l a 37°C
valori nella norma: GPT 10-45 UI/l a 37°C
(i valori normali sono leggermente inferiori se il dosaggio è effettuato a 30°C). Valori differenti possono ottenersi in laboratori differenti.

variazioni fisiologiche e patologiche:
diminuzione: gravidanza, carenza di vitamina B6
aumento: sovrappeso, obesità (soprattutto GPT), epatite virale acuta, epatite farmacologica e tossica, ischemia epatica, attacco epatico secondario a una malattia autoimmune (lupus, poliartite reumatoide, sclerodermia…), emocromatosi, malattia di Wilson (degenerazione epatolenticolare, una rara malattia di carattere ereditario), tumori epatici, alcolismo (con cirrosi, epatite o steatosi [aumento eccessivo di grasso nel tessuto epatico, dovuto a un processo infiltrativo o degenerativo]), infarto del miocardio (soprattuto GOT), miopatie, citolisi muscolare

farmaci che possono interferire con il dosaggio: anticonvulsivanti, contraccettivi orali, farmaci epatotossici in trattamento prolungato

Bilirubina. L’esame avviene con un semplice prelievo del sangue. La bilirubina è un pigmento presente nella bile e in piccola quantità nel siero. Quando la bilirubina aumenta la sua concetrazione nel sangue, ha luogo l’ittero. La bilirubina deriva in buona parte dal metabolismo dei globuli rossi (bilirubina indiretta) e circola in parte legata alla albumina, essendo liposolubile può in caso di concetrazioni elevate superare la barriera emato encefalica ed interessare il cervello con effetti tossici. Viene in parte captata dal fegato e modificata (bilirubina diretta) ed escreta con la bile. In alcuni neonati la bilirubina indiretta può risultare notevolmente aumentata: si tratta di ittero fisiologico del neonato che in genere si autolimita spontaneamente. La bilirubina detta coniugata (o diretta) aumenta prevalentemente nelle colestasi (arresto o rallentamento del flusso della bile provocato da un ostacolo nelle vie biliari). L’insieme di bilirubina libera + bilirubina coniugata costituisce la bilirubina totale

bilirubina totale, valori nella norma

alla nascita :
1a. settimana :
2a. settimana :
3a. settimana :
4a. settimana :
>1 mese e adulti :

14 - 45 µmol /l
45 - 210 µmol /l
17 - 190 µmol /l
10 - 50 µmol /l
5 - 25 µmol /l
5 - 17 µmol /l

8 - 25 mg /l
25 - 120 mg /l
10 -110 mg /l
6 - 30 mg /l
3 - 15 mg /l
3 -10 mg /l

bilirubina libera o indiretta

adulti :

3 -12 µmol /l

2 - 7 mg /l

bilirubine coniugata o diretta

adulti :

2 - 5 µmol /l

1 -3 mg /l

L'epatite B. L’esame avviene con un semplice prelievo del sangue. Non è indispensabile essere a digiuno. Il virus dell’epatite B è responsabile di un epatite acuta o cronica, con danni al fegato più o meno importanti che possono arrivare fino alla cirrosi o al tumore del fegato. La ricerca degli anticorpi anti-V E B (Virus dell’Epatite B) consente di diagnosticare l’epatite B. Nell’esame vengono ricercati diversi tipi di anticorpi (anti-HBs, anti-HBc, anti-HBe) oltre all’antigene HBs Ag (chiamato antigene Australia) e a quello HbeAg. L’insieme di questi marcatori consente di valutare lo stato della malattia.  

risultati

Ag EBs

Ac anti-EBs

Ac anti- EBc

Ag EBe

Ac anti-EBe

inizio dell’epatite B acuta; soggetto contagioso

+

-

- poi +

+

-

convalescenza; epatite B acuta

+

-

+

-

+

fine della convalescenza

-

+

+

-

+

forma di vecchia data

-

+

+

-

+/-

soggetto vaccinato

-

+

-

-

-

epatite B cronica attiva

+

-

+

+/-

-/+

portatore cronico

+

-

+

-

+/-

In caso di epatite cronica si effettuerà una biopsia per conoscere lo stato del tessuto epatico: fibrosi, cirrosi, cancro. Il virus dell’epatite può evolvere verso la cronicità nel 10% dei casi; questo significa che il paziente sarà portatore del virus per tutta la vita, anche se non necessariamente si ammalerà. Nel restante 90% dei casi, la malattia evolve spontaneamente verso la guarigione. Questa evoluzione non è influenzata dal fatto che la fase acuta sia stata sintomatica o asintomatica. In seguito, i portatori cronici hanno circa 2 probabilità su 3 di presentare un’epatite cronica attiva, e il terzo rimanente resta invece asintomatico e fuori pericolo per tutta la vita. Una volta su due, l’epatite cronica evolve in cirrosi, la quale a sua volta può evolvere e trasformarsi in cancro..

Il vaccino: perché, per chi?
Contro l’epatite B esistono i vaccini, che sono efficaci e assicurano un’immunità durevole. Il richiamo deve essere effettuato ogni 10 anni. La vaccinazione è raccomandata per le persone a rischio (per esempio i medici e il personale paramedico), e per i bambini. L’epatite B è la sola malattia sessualmente trasmissibile che può essere prevenuta dal vaccino.

Epatite C: il trattamento che cambierà tutto. I trattamenti attuali sono basati sull’associazione di due componenti, l’interferone e la ribavirina. Forme sempre più potenti di queste molecole consentono di guarire molti malati, ma i risultati non sono ancora sufficienti, perché se permettono di guarire l’80% dei malati affetti da un tipo di virus, curano solo il 50% di quelli malati degli altri tipi. La soluzione viene da una nuova molecola, l’antiproteasi, in grado di bloccare alcuni enzimi del virus impedendogli di moltiplicarsi una volta che è entrato nella cellula. I risultati ottenuti sui primi 41 pazienti dimostrano che il composto è capace di diluire da 100 a 1000 volte la concentrazione del virus nel sangue. La sperimentazione sull’uomo è agli inizi, ma i risultati sono incoraggianti. Il rischio, come per il virus dell’AIDS, è rapprsentato dalla comparsa delle resistenze. Oltrettutto, l’antiproteasi in questione è difficile da produrre, e ci vorranno perciò ancora molti anni prima che sia disponibile in grande scala. Nel frattempo un’azienda farmaceutica belga ha messo a punto un nuovo vaccino, che sperimentato su 24 pazienti ha arrestato la progressione delle aggressioni al fegato, anche se non ha diminuito la carica virale.

Fonte: New Scientist, novembre 2002

[torna su]


Le informazioni fornite da questo sito intendono supportare, e non sostituire, la relazione tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di riferimento.

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 13/02/2008

copyright © duepiu.net 2000-2012, tutti i diritti riservati