Con
l’età aumentano i rischi di malattia, ecco perché
il miglior modo per restare sani e prevenire i
problemi è rappresentato dai controlli
regolari: questi sono gli esami ai quali
sottoporsi, e la frequenza raccomandata.
La
cadenza dei controlli:
Ogni
mese
Autoesame
dei testicoli
(a
cura del dr. Alessandro
Littara)
Con
quale cadenza bisogna effettuare l'autoesame? I
testicoli devono essere palpati frequentemente, e
ogni uomo dovrebbe conoscere perfettamente la loro
conformazione per identificare precocemente ogni
possibile variazione di forma, consistenza e
sensibilità.
Perché
questo autoesame è importante? Perché
ogni tipo di patologia può essere trattata con
maggiore efficacia quanto più precocemente viene
diagnosticata.
Come
si svolge l'autoesame. In posizione sdraiata,
con entrambe le mani si palpa prima il polo
inferiore di ogni singolo testicolo e poi il
resto, facendo attenzione ad eventuali
modificazioni di forma e consistenza.
Successivamente, si ripete l’autoesame in
posizione eretta.
Quando
consultare il medico. Ogni
qual volta di identifica una variazione di forma,
consistenza o sensibilità
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Autoesame
della pelle
(a cura
della Lega
italiana per la lotta contro i tumori)
Dall’esperienza della Lega Italiana per la
Lotta contro il cancro, consigli e istruzioni per
tenere la pelle sotto controllo
Con quale frequenza devo fare l'autoesame? Oltre
a farti periodicamente controllare la pelle dal
tuo medico, tutte le Associazioni mondiali di
Dermatologia raccomandano di esaminare la propria
pelle una volta al mese: è questa la maniera
migliore per tenere sotto controllo l’eventuale
sviluppo di patologie.
Come
si fa l'autoesame della pelle. Nell'analizzare
la tua pelle dovrai cercare variazioni dei nei
o delle macchie, nuove formazioni asimmetriche,
che hanno più di un colore o che sono più grandi
di 1 mm, o il cui bordo è irregolare. Per
procedere all'autoesame in maniera corretta e
completa ti serviranno: uno specchio a figura
intera, uno specchio portatile, una luce forte,
due sedie e un asciugacapelli. Inizia a guardare
con attenzione il tuo viso e la pelle sotto i
capelli (scalpo); per quest'ultima
l'asciugacapelli che ti aiuterà a spostare i
capelli man mano che procedi con l'esame. Prosegui
poi con le mani, le unghie, i gomiti, le braccia e
le ascelle, poi guarda il collo, il busto e la
zona sotto i seni; aiutati con uno specchio per
guardarti la schiena, le spalle, la nuca, i glutei
e le gambe. Infine, siediti e ispeziona le gambe e
i piedi, soprattutto la pianta dei piedi, i
talloni e le unghie. Con lo specchio portatile
guarda con attenzione i genitali. Se riscontri
anomalie o variazioni rispetto all'autoesame
precedente, consulta immediatamente il tuo medico
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Ogni
8
mesi
Ecografia
Total-Body
(a cura del
dr. Domenicantonio
Comparato)
Con
quale frequenza bisogna effettuare questa indagine?
Gli
intervalli consigliati si riferiscono a individui
senza particolari problematiche cliniche e
sintomatologiche e sono inscritti in un contesto di ragionevole
prevenzione. La frequenza degli esami ecografici
potrà anche essere maggiore in presenza di evidenze
cliniche e laboratoristiche patologiche. Risulta
inoltre ovvio che per alcuni quadri morbosi a rapida
evoluzione non
e’ possibile proporre un “timing” ecografico
standard, in quanto, anche se con relativa rarità,
tali processi patologici potrebbero anche comparire
e palesarsi in tempi assai brevi.
Donne
di età compresa fra i 20 e i 39 anni
Ogni
anno eseguire le seguenti ecografie:
-
ecografia
addominale completa
(ecografia del fegato e delle vie bilari, del
pancreas e della milza, dei reni e della
vescica, dei grossi vasi addominali, del
peritoneo e del retroperitoneo, dello stomaco e
dell’intestino -eventualmente integrata con
eco transvaginale per lo studio del sigma retto
e dell’intestino pelvico quando necessario).
Potrà essere opportuno, in alcuni casi,
integrare l’esame con il doppler
e il color
doppler.
-
ecografia
pelvica (utero, ovaie, tube, ed altre
strutture pelviche) eseguita preferibilmente sia
per via sovrapubica che per via endovaginale
(ovviamente in assenza di controindicazioni es.
verginità)
-
ecografia
del seno e dei cavi ascellari
-
ecografia
e doppler
- color
doppler della tiroide e delle altre
strutture presenti nel collo e nel pavimento
buccale (ghiandole salivari, parotidi comprese
–vasi del collo, esofago cervicale,
linfoghiandole, tessuti perilaringei)
Perché
questa indagine è importante? L’ecografia
attualmente rappresenta, soprattutto se eseguita con
apparecchi potenti e da ecografisti esperti, “la
visita” dei nostri tempi. E’ completamente
innocua, visualizza le strutture interne in
tempo reale, e i dettagli anatomici e funzionali
che può fornire sugli organi e le strutture che è
in grado di studiare, sono infinitamente superiori a
quelli ottenibili mediante una normale visita (anche
se eseguita dal più esperto dei medici). Nonostante
molti credano il contrario, l’ecografia
non riveste il ruolo di “Cenerentola” nel
confronto con la tomografia assiale computerizzata
(TAC) o con
la risonanza magnetica nucleare (RMN). Spesso,
anche se non sempre, e con variazioni da caso a
caso, la sua
attendibilità è superiore o sovrapponibile
a quella offerta dalle altre metodiche citate.
Inoltre tali approcci diagnostici nella maggioranza
dei casi si rivelano complementari.
Come
si svolge l’ecografia total
body
-
L’ecografia
addominale richiede preferibilmente 8
ore di digiuno. Il cibo, infatti, riempie lo
stomaco ostacolando la sua visualizzazione e
causa la contrazione della colecisti (che é
preferibile studiare non contratta). In soggetti
particolarmente meteorici potrà essere
opportuno eseguire per qualche giorno un
trattamento farmacologico (non indispensabile
però) antimeteorico, ed evitare o ridurre cibi
che facilitano la produzione di aria in addome
(frutta, verdura, legumi, formaggi, bevande
gassate). A volte, per un corretto studio dello
stomaco potrà essere utile assumere lentamente,
circa mezz’ora prima dell’esame, un
bicchiere di acqua non gassata. I pazienti
particolarmente stitici potranno assumere un
blando lassativo, del tipo non osmotico, due
giorni prima dell’esame.
I pazienti diabetici in trattamento con
insulina o antidiabetici orali, potranno
assumere regolarmente sia i farmaci
antidiabetici che il cibo, a meno di variazioni
effettuate sotto controllo medico. Altri
eventuali farmaci potranno essere assunti
normalmente.
-
L’ecografia
della vescica e quella pelvica (per via
sovrapubica) richiedono la vescica
piena. Livelli eccessivi di riempimento
vescicale però ostacolano generalmente
l’esame. E’ quindi consigliabile un
riempimento vescicale medio.
-
L’ecografia
transvaginale si esegue generalmente a
vescica vuota.
-
L’ecografia
del collo
e mammaria
non richiedono alcuna preparazione. La sonda
ecografica (dispositivo a forma quasi di
microfono che invia e riceve gli ultrasuoni),
viene fatta “scivolare” sulla pelle del
paziente nel distretto da esaminare, mediante
la interposizione di un gel che normalmente
non macchia i vestiti, anche se per i più
pignoli consiglio di rimuovere eventuali
residui sugli abiti appena a casa. Alcuni
organi dell’addome superiore richiedono, per
una perfetta visualizzazione, una apnea
inspiratoria di qualche secondo. Si
chiederà quindi al paziente di respirare
trattenendo per qualche istante l’aria nei
polmoni. L’ecografia addominale andrebbe
eseguita prima esaminando il paziente in
posizione eretta e successivamente supina ed
in decubito laterale destro e sinistro.
L’ecografie del collo e mammaria, si
eseguono sostanzialmente in posizione supina
con modiche variazione di inclinazione.
L’ecografia transvaginale si esegue in
posizione supina con gli arti inferiori
lievemente flessi. L’ecografia transrettale
si esegue di solito facendo sistemare il
paziente su di un fianco. I portatori di Pace
Maker potranno effettuare tranquillamente
l’esame avvertendo però il medico
ecografista.
Che
cosa significa il risultato. L’ecografia
ed il color
doppler - doppler
consentono la visualizzazione dell’anatomia e
della vascolarizzazione degli organi, elementi più
che sufficienti per esprimere
un giudizio spesso probante
sulle condizioni cliniche di un dato individuo.
I reperti ecografici saranno ad ogni modo
integrati dal ragionamento clinico, da esami
ematochimici appropriati ed eventualmente da
ulteriori indagini diagnostiche, quando
necessario.
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Ogni
anno
Esame
rettale (prevenzione del cancro alla prostata)
(a cura del
dr. Alessandro
Littara)
Con
quale cadenza bisogna effettuare questo test? Annualmente,
dopo i 50 anni
Perché
questo test è importante? Perché
è estremamente semplice, non invasivo,
ripetibile, e permette spesso l’identificazione
precoce di un carcinoma prostatico
Come
si svolge il test. Mediante
introduzione nel retto del dito esploratore,
previa lubrificazione dell’orificio anale
Che
cosa significa il risultato del test. Può
essere il primo passo verso l’esecuzione di
metodiche diagnostiche più complete e precise
Test
dell'antigene specifico della prostata (PSA)
(a cura del
dr. Alessandro
Littara)
Il dosaggio ematico del PSA rappresenta un
indicatore di carcinoma
prostatico. L’antigene prostatico specifico
(PSA) è una proteina prodotta dalle cellule
normali della prostata. Il tasso di PSA può
aumentare leggermente in caso di iperplasia
(ingrossamento) benigna
della prostata e crescere ancora in presenza
di un tumore
della prostata. E’ tuttavia
possibile rilevare un tasso normale di PSA anche
in un uomo affetto da tumore alla prostata, e
rilevarne uno elevato in un uomo sano.
Misura
della pressione
(a cura del
dr. Alessandro
Littara)
Con
quale cadenza bisogna controllare la pressione?
Si può avere la pressione alta e non
accorgersene, perché l’ipertensione
è asintomatica. La causa dell’ipertensione è
ignota nella maggior parte dei casi, anche se si
ritiene che questa condizione patologica sia
responsabile di molte malattie. L’ipertensione è
la malattia cronica più diffusa negli anziani, ed
è nota anche come “killer
silenzioso” perché soprattutto agli stadi
iniziali non produce sintomi pur danneggiando il
cuore, le vene, i reni, gli occhi e la funzione
erettile. L’ipertensione è un problema molto
serio che va riconosciuto e curato per prevenire
l’infarto, l’ictus e altri problemi cardiaci e
renali gravi. La prova della pressione deve essere
effettuata a
tutte le età almeno una volta all’anno,
ma con maggiore frequenza se si è anche solo
moderatamente sovrappeso, si è diabetici, si ha una
storia familiare o personale di ipertensione, o il
valore della pressione diastolica all’ultima
misura era ³
85 mmHg
Perché
è importante tenere la pressione sotto controllo?
Quando scorre nelle arterie dal cuore lungo
tutto il resto del corpo, il sangue esercita una
certa pressione lungo le pareti dei vasi arteriosi;
questa pressione si misura in millimetri di mercurio
(mmHg), e la lettura è espressa da due numeri –
la pressione mentre il cuore batte (pressione
sistolica) in rapporto alla pressione misurata
tra un battito cardiaco e l’altro (pressione
diastolica). I numeri si scrivono uno di seguito
all’altro o uno sopra l’altro, il primo valore
è sempre quello della pressione sistolica, il
secondo è sempre quello della pressione diastolica.
Nelle persone anziane il valore della pressione
sistolica è spesso elevato, cioè >140
mmHg, mentre quello della pressione diastolica è
normale, cioè <85
mmHg; questa condizione è nota come ipertensione
sistolica isolata (ISH). La pressione sistolica
tende ad aumentare con l’età nella maggior parte
delle persone, mentre la pressione diastolica
aumenta in genere fino ai 55 anni per poi iniziare
una rapida discesa. L’ISH
è la forma più diffusa di ipertensione negli
anziani e può provocare notevoli problemi alla
salute, perciò deve essere curata. Il trattamento
dell’ISH salva la vita e la migliora, riducendo le
probabilità di ammalarsi di certe malattie
I
fattori
di rischio dell’ipertensione.
Oltre alle predisposizioni
familiari, nello sviluppo dell’ipertensione
sono coinvolti molti fattori
ambientali che sono sotto il nostro stretto
controllo, come il tipo di alimentazione, il
sovrappeso, la sedentarietà, l’eccessivo consumo
di sale o di alcol. Oltre che attraverso lo stile di
vita, l'ipertensione può essere curata
farmacologicamente, talvolta per tutta la vita
Come
avviene il test.
La pressione si misura con un bracciolo di gomma
avvolto intorno alla parte superiore del braccio. Il
bracciolo viene gonfiato interrompendo per qualche
secondo il flusso del sangue nell’arteria, e in
questa fase il medico usa lo stetoscopio per
ascoltare il flusso che ricomincia a pulsare. Le due
misure (pressione sistolica e pressione diastolica)
si ottengono con la lettura dei valori indicati
dallo sfigmomanometro – il primo valore indica la
pressione diastolica ottenuta quando il cuore si
contrae e spinge il sangue nel corpo, il secondo si
ottiene quando il cuore si rilassa e si riempie di
sangue tra un battito e l’altro. Prima del test è
meglio evitare il caffè, la nicotina e alcuni
farmaci come gli anti-infiammatori non steroidei,
che possono aumentare artificiosamente i valori
Che
cosa significa il risultato del test.
Valori elevati sono indice che il cuore lavora
molto, alla lunga usurandosi e usurando le arterie,
tuttavia la lettura di valori elevati in una
sola misura non è significativa. Sono nella
norma valori £
130 mmHg per la pressione sistolica, e £
85 mmHg per la pressione diastolica, perciò è
ottimale una lettura equivalente a 120/80,
mentre inizia a essere preoccupante una lettura ³140/90
mmHg. Valori equivalenti a 130-139/85-89 sono già
indice di rischio di ipertensione. Per una diagnosi
definitiva di ipertensione sono necessarie più
letture ripetute nel tempo
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Controllo
specialistico del cavo orale
(a cura
della Lega
italiana per la lotta contro i tumori)
Le
cifre
- l’incidenza cresce con l’età
- è maggiore nelle aree
alpine e nel Nord Est, a causa del maggior
consumo di alcool e di tabacco
- rappresenta il 4%
dei tumori maligni nell’uomo, e l’1% nella
donna
Fattori
di rischio
- abuso
di alcool e uso
di tabacco in tutte le sue forme
- scarsa igiene
orale
- microtraumatismi
dentari (denti rotti, scheggiati) e protesici,
lesioni pretumorali (placchette biancastre non
dolenti)
Come
si
previene
- eliminando
i fattori di rischio: alcool
e tabacco
- cura della lesioni
pretumorali
- cura dell’igiene
orale
- controllo
annuale
della dentatura presso lo specialista
Diagnosi
precoce
- autoesame
del cavo orale
- visita
specialistica
stomatologica e orotrinolaringoiatrica delle
lesioni di nuova insorgenza che non
regrediscono spontaneamente entro 15 giorni
I
soliti sospetti
- ulcerazioni
persistenti
- macchie
bianche o rosse persistenti all’interno
della bocca
- indurimento
localizzato.
spesso queste lesioni insorgono in prossimità
di un dente
cariato o rotto, o nei punti di appoggio
delle protesi dentarie. Le sedi
più colpite sono la lingua, il pavimento
della bocca, la mucosa della guancia e la
regione tonsillare
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Colesterolo
(totale e HDL)
(a cura del
d.ssa Chiara
Galli)
Con
quale cadenza bisogna effettuare il test?
Dipende; la determinazione del colesterolo è
raccomandata se si hanno fattori di rischio : età
superiore a 45 anni per gli uomini e 55 per le
donne; fumo; pressione alta;
diabete mellito, obesità viscerale; storia
familiare di malattie di cuore in giovane età;
storia personale di malattie di cuore. Se il test è
normale non è necessario un ulteriore controllo; se
è borderline occorre controllarlo ogni 3-4 mesi
(applicando anche i dovuti cambiamenti dietetici e
di stile di vita); se è alterato occorre seguire le
indicazioni del medico
Perché
questo test è importante?
Perchè l’ipercolesterolemia
alla lunga causa
l’arteriosclerosi
Come
avviene il test.
Tramite prelievo di sangue
Che
cosa significa il risultato del test.
Che o per motivi costituzionali o per eccessiva
introduzione di colesterolo con l’alimentazione il
nostro organismo non riesce a depurare il sangue
dall’eccesso di questo grasso che va così a
depositarsi sulle arterie, le ostruisce danneggiando
così gli organi (cervello, cuore, fegato etc)
valori
di riferimento
colesterolo totale: 140-200 mg/dl
colesterolo HDL: 46-65 mg/ml
colesterolo LDL: 65-160 mg/ml
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Esame
della vista
(a cura del
dr. Antonio Laveneziana, oftalmologo)
Con
quale frequenza bisogna effettuare il test? Una
volta all’anno
Perché
questo test è importante? L’esame della vista
permette la diagnosi precoce delle patologie
dell’apparato oculare
Come
si svolge il test
L’esame
della vista: tutti i test
Queste prove servono a misurare quanto
vedi bene da vicino e da lontano. Per misurare
la vista da lontano starai in piedi a una distanza
predeterminata da un pannello con lettere che
diventano progressivamente sempre più piccole;
prima con un occhio coperto, poi con l’altro,
dovrai cercare di leggere le lettere più piccole
che puoi. Anche se porti gli occhiali questa prova
è comunque utile per verificare che la correzione
fornita dalle lenti funzioni correttamente. La
vista ottimale è rappresentata
da una cifra (per esempio 10/10) in cui il primo
numero rappresenta la distanza di lettura dal
pannello, e il secondo la distanza alla quale una
persona con vista normale sarebbe stata capace di
leggere la riga di caratteri più piccola che hai
letto tu. L’aumento del secondo numero indica
quindi una diminuzione della vista da lontano, o in
altri termini significa che hai bisogno di essere più
vicino alla riga di caratteri più piccola per
riuscire a leggerli. L’esame
della vista da vicino avviene in una stanza ben
illuminata nella quale sei invitato a leggere dei
cartoncini con caratteri di varia grandezza alla
distanza normale alla quale leggi di solito; anche
questo test viene in genere effettuato con un occhio
per volta, e se porti gli occhiali, indossandoli. La
vista da vicino è calcolata allo stesso modo di
quella da lontano, ma la cifra che esprime il
rapporto è diversa perché il primo numero è più
piccolo, in quanto normalmente le persone tendono a
mantenere una distanza di lettura relativamente
breve. E anche in questo caso il crescere del
secondo numero del rapporto è indice di
indebolimento della vista. L’esito
favorevole di un normale esame della vista non è
una garanzia assoluta, perché alcuni problemi
possono sfuggire a questa analisi e richiederne
altre più approfondite. Se i tuoi risultati sono
inferiori alla media, molto probabilmente dovrai
ricorrere a ulteriori prove
Misura
dell’errore di rifrazione. Valuta
l’entità del difetto di refrazione da correggere.
Si effettua con schiascopia o autorefrattometria
Esame
della palpebra e dei muscoli dell’occhio. Si
effettua a occhio nudo invitando il paziente a
muovere le palpebre e i bulbi oculari in tutte le
direzioni valutandone la funzionalità
Tonometria.
Misura
la pressione endoculare con fonometro a soffio o di
Goldman o di Shotz
Esame con slit
lamp. Permette
di osservare a grande ingrandimento le strutture del
bulbo oculare
Esame
oftalmoscopico. Permette
di valutare la retina
Esame del campo
visivo. Serve
a studiare la funzionalità di retina, nervo ottico
e corteccia cerebrale occipitale
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Ogni
tre
anni
Fasting
Plasma Glucose (Glicemia)
(a cura del
d.ssa Chiara
Galli)
Fasting
Plasma Glucose o determinazione del glucosio nel
sangue
Tieni sotto controllo il diabete, questo test è il
primo, semplicissimo passo per farlo.
Con
quale cadenza bisogna effettuare il test?
Una determinazione della glicemia a digiuno è
consigliata ad intervalli non inferiori a 3 anni in
tutti i soggetti di età superiore a 45 anni
Perché
questo test è importante?
Serve a fare diagnosi di diabete mellito
Come
avviene il test.
Tramite prelievo di sangue
Che
cosa significa il risultato del test.
Il pancreas con è
in grado di produrre sufficiente insulina per
metabolizzare (cioè utilizzare ) tutto lo zucchero
che assumiamo con l’alimentazione
valori di riferimento: 70-110 mg/100 ml
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Periodicità
variabile
HIV
(a cura
della LILA)
Chi deve sottoporsi a questo
test?
Chiunque
pensi di aver tenuto un comportamento a rischio, o
di potersi essere infettato. Raccomandiamo
di sottoporsi al test in questi casi:
-
si
è fatto uso di stupefacenti per via endovenosa,
o si ha un partner che lo ha fatto
-
si
è già contratta un’altra malattia a
trasmissione sessuale
-
si
è praticato sesso non protetto con una persona
che non si conosce o che può aver tenuto
comportamenti sessuali a rischio
-
si
è in gravidanza, o si sta pianificando una
gravidanza
L'infezione
è trasmissibile per contatto diretto con liquidi
biologici infetti che devono trovare una porta di
accesso nell'organismo di una persona sana (ferite,
lesioni). Gli unici liquidi biologici dell'organismo
umano in grado di trasmettere l'infezione sono
sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno.
L'infezione
da HIV si trasmette in tre modi:
-
Per
via sessuale, sia omosessuale che eterosessuale
Il virus è presente nello sperma e nelle
secrezioni vaginali quindi ogni rapporto
sessuale non protetto è potenzialmente a
rischio di infezione.
-
Per
via ematica
(scambio di siringhe, utilizzo in comune di
oggetti taglienti quali rasoi, forbicine,
strumenti per la manicure/pedicure, esecuzione
di tatuaggi e piercing con strumenti non
sterilizzati, ecc.)
-
Per
via verticale
(dalla madre al figlio durante la gravidanza, al
momento del parto o durante l'allattamento). La
possibilità che questo avvenga si riduce
fortemente se la madre è in terapia con
antiretrovirali, fino ad essere meno del 2%. Il
bambino non avendo anticorpi propri eredita gli
anticorpi della madre, quindi può nascere
sieropositivo, ma non avere il virus. In questo
caso il bambino ritornerà sieronegativo durante
i primi mesi di vita. Studi recenti dimostrano
una notevole riduzione di casi di trasmissione
dell'HIV nel caso in cui la madre sia sottoposta
ad idonea terapia durante la gravidanza e
partorisca con parto cesareo
Quando va eseguito il test dopo
un presunto comportamento a rischio? È
possibile sottoporsi a un primo test già a tre mesi
di distanza dal rapporto a rischio, la cui
attendibilità è del 90% circa. Nel caso in cui il centro
screening a cui ci si rivolge abbia in
dotazione kit di ultima generazione, è possibile
sottoporsi al test in tempi più brevi (8/10
settimane). Per ottenere un risultato certo e
definitivo è comunque necessario che siano
trascorsi i sei mesi del periodo finestra, come
indicato dalle linee guida dell'OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità). Trascorsi sei mesi dal
comportamento a rischio, quindi, è bene
risottoporsi al test
Quando è utile sottoporsi a
questo test? Prepararsi mentalmente a sottoporsi
a un test HIV, specialmente se si ritiene di essere
a rischio, non è un compito facile: il test ricerca
le tracce dell’anticorpo del virus HIV, quello che
causa la sindrome da immunodeficienza acquisita
(AIDS), per la quale non esistono ancora cure
risolutive. Se hai tenuto un comportamento a rischio
o pianifichi una gravidanza, ignorare il problema
non lo farà scomparire, e se scoprirai di essere
infetto la rilevazione precoce può evitarti di
trasmettere il virus al tuo partner o ad altre
persone. Sapere se sei sieropositivo è l’unica
risorsa esistente per accedere ai trattamenti medici
che prolungano la vita e ne migliorano la qualità
Capire i risultati del test. L'unico
modo per accertare se si è entrati in contatto con
il virus HIV è quello di sottoporsi ad un test
specifico. Il
test ELISA (Enzime Linked Immuno Sorbent Assay)
che è quello comunemente utilizzato per accertare
l'infezione e che garantisce il più elevato grado
di attendibilità e affidabilità, non indica la
presenza del virus ma degli anticorpi specifici che
il nostro sistema immunitario ha sviluppato dopo il
contatto col virus HIV.
Gli anticorpi diventano rilevabili da questo test dopo
circa 8/10 settimane dal momento del contagio.
Il periodo che intercorre dal momento del contagio
alla rilevabilità di anticorpi da parte del test è
detto periodo finestra, e può durare in alcuni casi
fino a sei mesi. Un persona che risulta positiva al
test ELISA, viene sottoposta al test di conferma
chiamato Western Blot.
Il test PCR
(Polymerase Chain Reaction) è un test che
attraverso una tecnica di amplificazione molecolare
di quantità molto piccole di Rna o Dna è in grado
di rilevare la presenza del virus HIV nel sangue. È
un test complesso e costoso e con un livello di
attendibilità diagnostica inferiore al test ELISA.
Quando si è sieropositivi? Quando viene
rilevata, attraverso un prelievo di sangue, la
presenza di anticorpi specifici per l'HIV. L'esame
in questione è chiamato ELISA ed è un test
anticorpale: va a ricercare direttamente gli
anticorpi anti-HIV che si formano a seguito
dell'infezione. I tempi per la formazione degli
anticorpi variano da persona a persona. Si è però
determinato un "tempo massimo" dopo il
quale un individuo contagiato dall'HIV ha certamente
prodotto gli anticorpi specifici - un periodo
trascorso il quale, quindi, è possibile avere un
esito certo del test. Questo "tempo" è
detto periodo finestra ed è stimato in sei mesi,
secondo le indicazioni dell'OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità)
Il test è anonimo? Il test è anonimo nel
caso in cui ci si rivolga a particolari centri – i
cosiddetti centri
screening – in cui non vengono richiesti né
documenti di identità, né la tessera sanitaria.
Per conoscere quali sono i centri screening, è
possibile telefonare alle associazioni che si
occupano di HIV/AIDS.
Se invece, ci si rivolge a un normale
ospedale o a un laboratorio di analisi cliniche,
bisogna dare i propri documenti personali/esibire la
tessera sanitaria.
Il risultato del test può essere comunicato
esclusivamente alla persona interessata.
C’è una legge specifica (Legge 135/1990)
che vieta la divulgazione dello stato sierologico di
una persona a terzi.
La Legge 135/90 rafforza quella sulla
privacy, che tutela più in generale la sfera
personale di ogni individuo
Il test è gratuito? Il test è gratuito
nei centri screening sopra citati.
Nel caso in cui, invece, ci si rivolga a un
ospedale o a un laboratorio di analisi cliniche, si
deve pagare il ticket dietro presentazione della
tessera sanitaria, oppure l’intero costo
dell’esame se ci si rivolge a un centro privato
Depistaggio
istantaneo del virus dell’AIDS
Sul
mercato americano è in arrivo un nuovo test per
il depistaggio dell’HIV, si chiama Oraquick
e consente di fare la diagnosi a partire da una
semplice goccia di sangue prelevata dal dito,
in soli 20 minuti. Il dispositivo è
semplicissimo: il sangue viene posto in una
provetta che contiene prodotti capaci di rilevare
la presenza degli anticorpi al virus – se il
test è positivo compaiono in una piccola finestra
due bande violacee. L’affidabilità del test è
del 99.6%, secondo il produttore, la Orasure
Technologies. La FDA ha appena autorizzato il test
che per ora potrà essere utilizzato negli Stati
Uniti solo dai professionisti e per usi molto
precisi quando la velocità della diagnosi è
vitale, come per esempio nel caso di una
partoriente della quale non si conosce lo stato
sierologico. La situazione negli Stati Uniti è
grave, perché un quarto dei 950.000 portatori del
virus non sa di essere infetto.
Epatite
C: il trattamento che cambierà tutto
a
cura di Domenicantonio
Comparato
I
trattamenti attuali sono basati
sull’associazione di due componenti,
l’interferone e la ribavirina. Forme sempre più
potenti di queste molecole consentono di guarire
molti malati, ma i risultati non sono ancora
sufficienti, perché se permettono di guarire
l’80% dei malati affetti da un tipo di virus,
curano solo il 50% di quelli malati degli altri
tipi. La soluzione viene da una nuova molecola, l’antiproteasi,
in grado di bloccare alcuni enzimi del virus
impedendogli di moltiplicarsi una volta che è
entrato nella cellula. I risultati ottenuti sui
primi 41 pazienti dimostrano che il composto è
capace di diluire da 100 a 1000 volte la
concentrazione del virus nel sangue. La
sperimentazione sull’uomo è agli inizi, ma i
risultati sono incoraggianti. Il rischio, come per
il virus dell’AIDS, è rapprsentato dalla
comparsa delle resistenze. Oltrettutto, l’antiproteasi
in questione è difficile da produrre, e ci
vorranno perciò ancora molti anni prima che sia
disponibile in grande scala. Nel frattempo
un’azienda farmaceutica belga ha messo a punto
un nuovo vaccino, che sperimentato su 24 pazienti
ha arrestato la progressione delle aggressioni al
fegato, anche se non ha diminuito la carica
virale.
Fonte:
New Scientist, novembre 2002
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Ricerca
di sangue occulto nelle feci
(a cura del
dr. Alessandro
Littara)
Con
quale cadenza bisogna effettuare
questo test?
Ogni qual volta si sospetta la possibilità di
un sanguinamento dell’apparato digerente superiore
e inferiore, e in presenza di sospetto di carcinoma
gastrico, esofageo e del colon
Perché
questo
esame è importante?
Perché permette di valutare la presenza di un
sanguinamento non evidente visivamente in patologie
quali gastriti, ulcere peptiche, varici esofagee,
tumori dello stomaco, dell’esofago e del colon,
diverticolosi, polipi del colon, malattie
infiammatorie intestinali, emorroidi.
Come
si
svolge
il test.
Previa dieta priva di carne, pesce, spinaci,
rape e lenticchie, si raccolgono tre campioni di
feci in tre giorni differenti
Che
cosa significa il risultato del test.
È un importante test di screening
per la diagnosi precoce del carcinoma
del colon
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Epatite
B
(a cura del
dr. Domenicantonio
Comparato)
Che
cos'è l'epatite B. L’epatite B è una
malattia del fegato dovuta a un virus a DNA.
L’epatite B è considerata dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità come un problema importante
di salute pubblica: circa 350.000.000
di persone nel mondo sarebbero portatrici del
virus, che causa tra 1 e 2 milioni di morti ogni
anno.
Il virus dell’epatite B si
trasmette soprattutto per via sessuale o sanguigna:
le secrezioni o liquidi biologici che consentono la
trasmissione sono infatti il sangue, lo sperma, le
secrezioni vaginali, probabilmente la saliva e i
liquidi secreti dalle ferite. Perché vi sia
trasmissione, bisogna quindi che uno di questi
liquidi passi dal malato al sangue della persona
sana. E’ possibile anche la trasmissione dalla
madre al feto, ma un trattamento precoce con
immunoglobuline, seguito dalla vaccinazione,
permette di evitare la malattia. Come spesso accade,
alcuni paesi sono più toccati di altri, tenuto
conto delle difficoltà nel far applicare anche le
più elementari regole di prevenzione e della
mancanza di mezzi. L’Africa, l’Asia e il
Sudamerica sono infatti i continenti più colpiti.
Per evitare la contaminazione non resta che usare
sistematicamente i preservativi
durante i rapporti sessuali, ed evitare
lo scambio di siringhe usate. Se si convive con
un malato di epatite B, è buona regola evitare lo
scambio di oggetti che possono entrare in contatto
con il sangue, come lo spazzolino da denti, il
rasoio, la forbicina per le unghie, materiale
depilatorio, e così via.
L’infezione da epatite B inizia con un periodo di incubazione
(in genere asintomatica) che dura circa due
mesi, ma può arrivare anche a 6. Come per
l’epatite A, dopo l’incubazione la fase acuta
della malattia è asintomatica
nel 90% dei casi. Per il restante 10%, i segni
che compaiono possono essere anoressia, dolori al
fegato, nausea e ingiallimento della pelle (ittero);
quest’ultimo può durare un mese o anche più. In
rari casi l’epatite acuta può essere
particolarmente aggressiva, si parla allora di epatite
fulminante, mortale nel 90% dei casi. Questo
tipo di epatite richiede il trapianto del fegato.
Sulla base dei sintomi che abbiamo descritto
(occorre ancora precisare però che anche nelle
epatiti croniche i sintomi possono mancare del
tutto), il medico oltre ad effettuare una visita
accurata del paziente, richiederà una ecografia
epatica ed addominale sia perché a volte il reperto
ecografico del fegato “epatitico” è
caratteristico e sia per escludere altre patologie
addominali a volte responsabili di quadri clinici
simili. A questo stadio, l’osservazione orienterà
(o meno) la diagnosi in direzione di un’epatite.
Domande precise permetteranno di individuare di
quale tipo di epatite si tratta – virale,
medicamentosa (farmacologica), alcolica, ecc. In
seguito, solo gli esami complementari consentiranno
di verificare che si tratti proprio di un’epatite
B. I primi esami richiesti dal medico saranno uno
studio dei marcatori che segnalano l’esistenza di
una patologia del fegato: le transaminasi
e la bilirubina.
Il medico richiederà ovviamente i Markers epatite,
cioè una ricerca nel sangue di anticorpi specifici
e a volte degli antigeni presenti nelle più diffuse
epatiti: gli anticorpi sono mezzi di difesa che
l’organismo impiega contro il virus, e sono
presenti in questi casi a titolo dosabile in caso di
infezione. Nella epatite B si valuteranno i seguenti
parametri:
-
HBsAg: è
l'antigene di superficie del virus. La sua
presenza indica lo stato di infezione.
In caso di positività HBsAg la persona dovrà
essere considerata potenzialmente infettante
-
HBsAb: è
l'anticorpo contro l'antigene di superficie. La
sua presenza indica protezione
dall'infezione (immunizzazione). Può
riscontrarsi dopo la guarigione dalla infezione,
oppure dopo la vaccinazione.
-
HBcAg: è
un antigene della parte centrale del virus
(core), ed è l'unico marcatore che non si
riscontra mai nel sangue, ma solo nelle cellule
del fegato.
-
HBcAb-IgM:
questo anticorpo si riscontra unicamente nelle
fasi di attiva replicazione virale. Risulterà
perciò positivo nelle forme acute e nelle forme
croniche riacutizzate.
-
HBcAb-IgG:
dopo un contatto con il virus, questo anticorpo
rimane positivo per tutta la vita, per cui la
sua presenza indica l'avvenuto contatto virale.
-
HBeAg: è
l'antigene del nucleocapside del virus (core), e
la sua presenza indica attiva replicazione
virale. E’ presente nella fase iniziale delle
epatiti acute ma anche in alcune forme di
epatite cronica.
-
HBeAb: è
l'anticorpo diretto contro l'HBeAg; purtroppo la
sua presenza non impedisce il cronicizzarsi
della malattia
- HBV-DNA: è il genoma del
virus, ed è indice sensibile della replicazione
virale. La sua positività indica
sempre attività dell'infezione. Il
portatore sano dovrà sempre essere
HBV-DNA negativo.
Transaminasi.
AST/Aspartato
Amino Transferasi (GOT);
ALT/Alanine Amino Transferasi (GPT)
L’esame avviene con un semplice prelievo del
sangue. Le transaminasi sono enzimi che hanno
un’attività metabolica importante all’interno
delle cellule. Il loro aumento riflettere una
lesione cellulare, in particolare a livello epatico,
cardiaco, renale o muscolare
valori
nella norma: GOT 10-40 UI/l a 37°C
valori nella
norma: GPT 10-45 UI/l a 37°C
(i valori normali sono leggermente inferiori se il
dosaggio è effettuato a 30°C). Valori differenti
possono ottenersi in laboratori differenti.
variazioni
fisiologiche e patologiche:
› diminuzione:
gravidanza, carenza di vitamina B6
› aumento:
sovrappeso, obesità (soprattutto GPT), epatite
virale acuta, epatite farmacologica e tossica,
ischemia epatica, attacco epatico secondario a una
malattia autoimmune (lupus, poliartite reumatoide,
sclerodermia…), emocromatosi, malattia di Wilson
(degenerazione epatolenticolare, una rara malattia
di carattere ereditario), tumori epatici, alcolismo
(con cirrosi, epatite o steatosi [aumento eccessivo
di grasso nel tessuto epatico, dovuto a un processo
infiltrativo o degenerativo]), infarto del miocardio
(soprattuto GOT), miopatie, citolisi muscolare
farmaci
che possono interferire con il dosaggio:
anticonvulsivanti, contraccettivi orali, farmaci
epatotossici in trattamento prolungato
Bilirubina.
L’esame avviene con un semplice
prelievo del sangue. La bilirubina è un pigmento
presente nella bile e in piccola quantità nel
siero. Quando la bilirubina aumenta la sua
concetrazione nel sangue, ha luogo l’ittero. La
bilirubina deriva in buona parte dal metabolismo dei
globuli rossi (bilirubina indiretta) e circola in
parte legata alla albumina, essendo liposolubile può
in caso di concetrazioni elevate superare la
barriera emato encefalica ed interessare il cervello
con effetti tossici.
Viene in parte captata dal fegato e modificata
(bilirubina diretta) ed escreta con la bile.
In alcuni neonati la bilirubina indiretta può
risultare notevolmente aumentata: si tratta di ittero
fisiologico del neonato che in genere si autolimita
spontaneamente. La bilirubina detta coniugata
(o diretta)
aumenta prevalentemente nelle colestasi (arresto o
rallentamento del flusso della bile provocato da un
ostacolo nelle vie biliari). L’insieme di bilirubina
libera + bilirubina
coniugata costituisce la bilirubina
totale
| ›
bilirubina
totale, valori nella norma: |
|
alla
nascita :
1a. settimana :
2a. settimana :
3a. settimana :
4a. settimana :
>1 mese e adulti :
|
14
- 45 µmol /l
45 - 210 µmol /l
17 - 190 µmol /l
10 - 50 µmol /l
5 - 25 µmol /l
5 - 17 µmol /l
|
8
- 25 mg /l
25 - 120 mg /l
10 -110 mg /l
6 - 30 mg /l
3 - 15 mg /l
3 -10 mg /l
|
| ›
bilirubina
libera o indiretta |
|
adulti
:
|
3
-12 µmol /l
|
2
- 7 mg /l
|
| ›
bilirubine
coniugata o diretta |
|
adulti
:
|
2
- 5 µmol /l
|
1
-3 mg /l
|
L'epatite
B. L’esame avviene con un semplice
prelievo del sangue. Non è indispensabile essere a
digiuno. Il virus dell’epatite B è responsabile
di un epatite acuta o cronica, con danni al fegato
più o meno importanti che possono arrivare fino
alla cirrosi o al tumore del fegato. La ricerca
degli anticorpi anti-V E B (Virus dell’Epatite B)
consente di diagnosticare l’epatite B.
Nell’esame vengono ricercati diversi tipi di anticorpi
(anti-HBs, anti-HBc, anti-HBe) oltre all’antigene
HBs Ag (chiamato antigene Australia) e a quello
HbeAg. L’insieme di questi marcatori
consente di valutare lo stato della malattia.
|
|
Ag
EBs
|
Ac
anti-EBs
|
Ac
anti- EBc
|
Ag
EBe
|
Ac
anti-EBe
|
|
inizio
dell’epatite B acuta; soggetto contagioso
|
+
|
-
|
-
poi +
|
+
|
-
|
|
convalescenza;
epatite B acuta
|
+
|
-
|
+
|
-
|
+
|
|
fine
della convalescenza
|
-
|
+
|
+
|
-
|
+
|
|
forma
di vecchia data
|
-
|
+
|
+
|
-
|
+/-
|
|
soggetto
vaccinato
|
-
|
+
|
-
|
-
|
-
|
|
epatite
B cronica attiva
|
+
|
-
|
+
|
+/-
|
-/+
|
|
portatore
cronico
|
+
|
-
|
+
|
-
|
+/-
|
In caso di epatite cronica si
effettuerà una biopsia
per conoscere lo stato del tessuto epatico:
fibrosi, cirrosi, cancro. Il virus dell’epatite può
evolvere verso la cronicità nel 10% dei casi;
questo significa che il paziente sarà portatore
del virus per tutta la vita, anche se non
necessariamente si ammalerà. Nel restante 90%
dei casi, la
malattia evolve spontaneamente verso la guarigione.
Questa evoluzione non è influenzata dal fatto che
la fase acuta sia stata sintomatica o asintomatica.
In seguito, i portatori cronici hanno circa 2
probabilità su 3 di presentare un’epatite cronica
attiva, e il terzo rimanente resta invece
asintomatico e fuori pericolo per tutta la vita. Una
volta su due, l’epatite cronica evolve in cirrosi,
la quale a sua volta può evolvere e trasformarsi in
cancro..
Il vaccino: perché, per chi?
Contro l’epatite B esistono i vaccini, che sono
efficaci e assicurano un’immunità durevole. Il
richiamo deve
essere effettuato ogni 10 anni. La vaccinazione
è raccomandata per le
persone a rischio (per esempio i medici e il
personale paramedico), e per i bambini. L’epatite
B è la sola
malattia sessualmente trasmissibile che può essere
prevenuta dal vaccino.
Epatite C: il trattamento che cambierà tutto. I
trattamenti attuali sono basati sull’associazione
di due componenti, l’interferone e la ribavirina.
Forme sempre più potenti di queste molecole
consentono di guarire molti malati, ma i risultati
non sono ancora sufficienti, perché se permettono
di guarire l’80% dei malati affetti da un tipo di
virus, curano solo il 50% di quelli malati degli
altri tipi. La soluzione viene da una nuova
molecola, l’antiproteasi,
in grado di bloccare alcuni enzimi del virus
impedendogli di moltiplicarsi una volta che è
entrato nella cellula. I risultati ottenuti sui
primi 41 pazienti dimostrano che il composto è
capace di diluire da 100 a 1000 volte la
concentrazione del virus nel sangue. La
sperimentazione sull’uomo è agli inizi, ma i
risultati sono incoraggianti. Il rischio, come per
il virus dell’AIDS, è rapprsentato dalla comparsa
delle resistenze. Oltrettutto, l’antiproteasi in
questione è difficile da produrre, e ci vorranno
perciò ancora molti anni prima che sia disponibile
in grande scala. Nel frattempo un’azienda
farmaceutica belga ha messo a punto un nuovo
vaccino, che sperimentato su 24 pazienti ha
arrestato la progressione delle aggressioni al
fegato, anche se non ha diminuito la carica virale.
Fonte:
New Scientist, novembre 2002
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