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È
la patologia più frequente del piede
dell’adulto e rappresenta la prima causa
di consultazione presso l’ambulatorio
del chirurgo del piede. L’alluce valgo
è una deviazione verso l’esterno del
primo dito, e può essere classificato in
due grosse sottocategorie: alluce
valgo semplice e alluce
valgo complesso.
Il
primo dito del piede, l’alluce, e il
primo metatarso devono sopportare la
maggior parte del peso corporeo (durante
le fasi di accelerazione e decelerazione
si può raggiungere fino tre volte il peso
corporeo di un individuo,
p. es. passando da un peso di 70 kg
fino a un peso di 210 kg) e devono
sostenere la funzione del passo. La deviazione
in valgo del primo dito porta a
un’insufficienza dell’appoggio, e di
conseguenza il peso viene trasferito sui
metatarsi minori che non sono in grado di
sopportare tutto il peso corporeo;
conseguentemente, si avranno l’alluce
valgo, il “cedimento metatarsale” e le
dita a martello. L’alluce valgo, perciò,
non è semplicemente un fatto estetico, ma
un vero e proprio problema di biomeccanica.
L’intervento
La
correzione dell’alluce valgo evita, se
fatta precocemente, una evoluzione da
alluce valgo semplice ad alluce valgo
complesso. L’intervento di alluce valgo
semplice viene eseguito in anestesia
locoregionale con una semplice
iniezione praticata dall’anestesista a
livello del ginocchio e che addormenta
tutta la gamba.
L’intervento
da me praticato consta in una osteotomia
(incisione dell’osso) a livello della
testa del primo metatarso, che riallinea
il metatarso e il primo dito, in
particolare la mia tecnica prevede
l’utilizzo per la sintesi, cioè per la
stabilizzazione dei due segmenti
interrotti, di una vite riassorbibile.
Questa vite viene riassorbita
dall’organismo in un periodo di alcuni
mesi, variabile in funzione del soggetto.
L’utilizzo di questa vita rappresenta un
vantaggio poiché la vite metallica
altrimenti utilizzata potrebbe nel tempo
dare intolleranza o sporgere dorsalmente
provocando fastidio.
L’intervento
chirurgico di alluce valgo semplice ha una
durata di circa 30’, la deambulazione è
immediata in particolare con una scarpa
adatta (detta “talus”) che sposta il
peso sul calcagno. Questa scarpa e un
bendaggio contenitivo vengono tenuti per
circa 18 giorni. Il dolore post operatorio
è minimo, in quanto al termine
dell’intervento viene praticata una
infiltrazione a livello dell’incisione
con un anestetico locale a lunga durata,
circa 20 ore. Successivamente, il poco
dolore residuo è controllato dai comuni
analgesici. L’ospedalizzazione è di
circa 24 ore.
pubblicato
il 23 luglio 2007 |