|
Fertilità:
Lui è
quello giusto, andrà tutto bene. Anzi, forse è
perfino arrivato il momento giusto per fare un
figlio…
Il cinema, la discoteca, le serate
eccitanti che durano fino all'alba: tutto finito?
Appiccicate al vostro amore, sognate solo che duri
per sempre. Lui è quello giusto, andrà tutto bene.
Anzi, forse è perfino arrivato il momento giusto
per fare un figlio…
Siete affascinate dalla rotondità delle future
mamme e vi commuovete alla vista di un bambino
paffuto, pensate già al nome che darete a vostro
figlio e state soppesando i pro e i contro della
maternità? Anche se il cammino che ogni donna
percorre verso la nascita di un figlio è di certo
soggettivo, ci sono condizioni più propizie di
altre per "mettere su famiglia". Un
bambino è una felicità immensa, ma una donna
avvisata…
Tra i fatti da considerare prima di lanciarsi
nell'avventura, un elemento non trascurabile è
la coppia. Vi sentirete dire che non ci si
sposa più, ed è in parte vero. Ma essere in coppia
è ancora un fatto importante quando si decide di
dar vita a un bambino, non fosse altro che per
condividerne oneri e piaceri. Che cosa significa?
Che si desidera poter chiudere un rapporto a due che
non funziona più, ma che l'amore e la coppia
esistono ancora, o forse più che mai. Quello che è
davvero cambiato nella coppia è il ruolo dell'uomo
nella vita quotidiana e in rapporto ai figli. Oggi
le donne cercano un amante, un amico, un padre che
condividerà con loro i compiti della vita
quotidiana e gli alti e bassi della vita. I criteri
di selezione di un compagno "per sempre"
non sono più gli stessi del passato, e oggi un uomo
che non si occupi dei suoi figli è decisamente
malvisto. Specie se una donna lavora e intende
continuare a farlo, ci vuole un uomo che la aiuti.
Il ruolo maschile non è cambiato solo a livello di
condivisione dei compiti, ma è diventato finalmente
molto più importante anche nel quotidiano affettivo
dei bambini. La missione paterna si è modificata,
ma come succede con ogni evoluzione, ci vuole molta
pazienza…
Come sapere se si è pronte per la
maternità? Le donne sembrano arrivare
tutte alla stessa conclusione: il desiderio di avere
un figlio è molto intenso, e non sempre razionale.
Ci sono motivazioni di tutti i generi, e il
desiderio di avere un bambino è sì legato a quello
di dare la vita, ma anche al tentativo di risolvere
dei problemi personali. Avere un figlio implica una
trasformazione profonda, bisogna essere pronte a
legarsi a un'altra persona per tutta la vita. Ma
avere un figlio significa anche sperare che la
nostra vita cambi, che tutto andrà meglio, che il
bambino darà un senso nuovo alla nostra esistenza.
Durante la gravidanza e anche dopo, ciascuna donna
vivrà la propria storia. Al terzo mese sarete forse
distrutte mentre la vostra migliore amica ha vissuto
lo stesso periodo come una vera luna di miele, o il
contrario… quello che conta è prepararsi
interiormente a vivere un cambiamento e ad
accogliere il bambino lasciando la porta aperta
all'inaspettato. Il bambino avrà la sua personalità,
e non sempre è quella che sognavamo. Mettere al
mondo un figlio significa anche rivivere per
interposta persona una parte della propria storia
personale. Se il vostro passato è stato difficile,
le emozioni tenderanno a essere più forti. La
maternità fa riflettere, si pensa a ciò che si è
amato, a ciò che non si amato, ci si rende conto
del peso dell'eredità familiare, e se non si vuole
trasmettere ciò che si è ricevuto, il lavoro su se
stesse sarà molto più lungo e complesso.
Le età della maternità
Il desiderio di avere un bambino non ha più
età: ciò che la donna desidera, lo desidera anche
la medicina. Ma la maternità viene vissuta allo
stesso modo a 20, 30 o quarant'anni ? Se c'è un'età
imposta dalla natura, sempre più sfidata dalle
nuove tecnologie, forse non esiste un'età ideale
per avere un figlio. Molte donne rimanderanno la
scelta a vantaggio della loro vita professionale,
altre faranno prima i figli, e poi si dedicheranno
al lavoro. Tuttavia, è impossibile non notare la
crescita nel numero di donne che hanno il primo
figlio intorno ai 35 anni. Ma a livello psicologico,
oltre che medico, la maternità a vent'anni è
tutt'altra cosa da quella a 30 o 40.
20 anni
Sotto il profilo medico una donna avrà in linea di
massima meno problemi a concepire rispetto a una
donna più adulta, senza contare che i rischi di
aborto spontaneo e di deficit cromosomico del feto
è meno elevato nelle donne di questa età. A 20
anni, la probabilità di concepire un bambino con un
difetto cromosomico come la sindrome di Down è di 1
su 526, di 1 sur 417 a 29 anni. Questo spiega perché
i test genetici come l'amniocentesi non sono
routinari nelle gravidanze delle giovani donne, a
meno che esista un serio dubbio sulla salute del
feto. L'80% delle giovani mamme partorisce
naturalmente senza ricorso al cesareo, una
percentuale che diminuisce in modo esponenziale a
partire dai 35 anni. I test di base e la
sorveglianza medica sono identici per tutte le
gravidanze, indipendentemente dall'età della donna,
ma un vantaggio è certo: più il corpo è giovane,
più in fretta recupera la fatica della gravidanza,
lasciando alla neomamma molte energie in più da
dedicare al neonato. I medici tuttavia avvertono:
una ventenne in cattive condizioni di salute, che
mangia male, fuma e beve non avrà una gravidanza
migliore di una trentacinquenne sana, sportiva e che
sta attenta a ciò che mangia.
30 anni
La maggior parte delle donne che arrivano alla
laurea rimanda la maternità. Così, sempre più
donne scelgono di diventare madri per la prima volta
all'inizio della trentina, che in genere rappresenta
un periodo di grande stabilità emotiva e
professionale. Anche se il medico si occuperà della
madre trentenne allo stesso modo di quella di
vent'anni, dopo i 35 anni la prudenza è
obbligatoria, e aumenta con il crescere dell'età
della donna. Oggi sappiamo che il rischio di aborto
spontaneo cresce con l'età, e che dopo i 35 la
qualità degli ovuli è meno buona. L'amniocentesi
è routinaria dopo i 35 anni per scoprire la
presenza di eventuali malattie ereditarie: il
rischio di sindrome di Down, per esempio, è di 1 su
365 nelle donne di 35 anni, di 1 su 109 per le donne
di quaranta. Praticata intorno alla diciottesima
settimana di gravidanza, l'amniocentesi permette di
confermare o di escludere i sospetti di anomalia
fetale come la spina bifida o il mongolismo. L'amniocentesi
aumenta il rischio di aborto spontaneo: in media, 1
caso su 400. Per le donne di età compresa tra i 35
e 40 anni, la gravidanza è sempre molto più
medicalizzata.
40 anni
Oggi le donne che decidono di fondare una famiglia a
40 anni vivono in genere in buon ambiente
socioeconomico, e sono molto prudenti
e ben consapevoli che il figlio che avranno è quasi
probabilmente l'unico. In passato, quando un medico
vedeva arrivare una donna incinta di 35 anni
scattava l'allarme, ma ai nostri giorni una
quarantenne che decide di avere il suo primo figlio
è spesso una donna lanciata nella professione, in
pieno possesso dei suoi mezzi, che sa gestire la sua
vita e lo stress, si nutre in modo sano e pratica
regolarmente almeno uno sport. Malgrado tutto ciò,
il numero di cesarei aumenta con l'età della
puerpera, e non a caso. A questa età i muscoli sono
meno tonici, ed è bene evitare rischi inutili. La
tendenza alla prima gravidanza tardiva è ancora
recente, ed è difficile predire quali ne saranno le
conseguenze mediche e sociali.
Dati OMS,
Organizzazione Mondiale della Sanità
pubblicato
il 19 aprile 2006
|