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Fertilità:
Quando
il trattamento con la procreazione assistita
fallisce
Il tentativo di curare
l’infertilità è un grande impegno in termini di
tempo, di denaro e di energia emotiva. Talvolta,
quando la cura continua per mesi e mesi, tecnica
dopo tecnica, può diventare difficile capire quando
è ora di fermarsi. Alcuni pazienti possono per
esempio convincersi che il successo è proprio
dietro l’angolo, con il prossimo ciclo o il
prossimo intervento...
Cause del fallimento
E' necessario anzitutto precisare che i
risultati dei cicli di riproduzione assistita in
generale dipendono principalmente da 2 o 3 fattori:
(1) la qualità del centro (ci sono centri che
hanno meno del 10% di gravidanze e centri che hanno
oltre il 50%)
(2) L'età della donna (maggiore è l'età minori
sono i risultati specialmente dopo i 50 anni
(3) La risposta ovarica alla stimolazione (che in
genere è legata all'età della donna)
Perciò le cause principali di fallimento
sono dovute:
- a scarsa qualità del centro cui ci si affida
- età avanzata della donna
- cattiva risposta alla stimolazione ovarica.
- l'embrione
Questi fattori incidono negativamente sulla
qualità dell'embrione dal quale dipende
principalmente l'insuccesso del ciclo. Infatti si sa
che l'impianto è legato anche all'utero però a
quest'ultimo in misura molto minore che
all'embrione. La qualità dell'embrione a sua volta
dipende principalmente da quella dell'ovocita (in
misura notevolmente più ridotta dello spermatozoo).
Cattivi ovociti dipendono in genere da una cattiva
stimolazione. Anche un numero ridotto di embrioni
trasferiti è spesso causa di insuccesso. E' noto
che specialmente nelle donne di età più avanzata
bisogna trasferire molti embrioni per avere buone
possibilità.
Cosa facciamo in caso di fallimento di
FIVET o ICSI
La cosa più importante è quella di personalizzare
al massimo l'intervento in tutte le sue fasi perché
ogni paziente è diverso dall'altro ed è necessario
adattare tutte le fasi del ciclo di Riproduzione
Assistita all'organismo che in quel momento vi si
sottopone per massimizzare i risultati ottenibili.
Ciò impegna al massimo l'equipe ma riteniamo sia
una fatica che vale la pena di fare! Possiamo così
elencare il nostro programma nei casi di precedenti
fallimenti.
Studio che precede il tentativo
Eseguiamo uno studio ormonale molto
approfondito prima di iniziare la stimolazione.
Questo ci consente di impostare il tipo di
stimolazione più idoneo per la paziente( tipo di
farmaci, quantità, modalità di somministrazione).
Nello stesso ciclo di studio facciamo la cosiddetta
"prova del transfer" che consiste in una
simulazione del transfer vero per scegliere il tipo
di catetere da usare, sapere esattamente dove
posizionare gli embrioni (perché non tutti gli
uteri hanno le stesse dimensioni), conoscere in
precedenza l'esatto percorso che il catetere deve
percorrere, specialmente a livello uterino) prima di
giungere ad un cm prima del fondo. Se troviamo
ostacoli importanti che rendono difficile il
transfer questi vengono rimossi. Infatti il transfer
vero dovrebbe essere una manovra assolutamente
indolore e veloce. E' necessaria una particolare
abilità e sensibilità per eseguire il transfer
embrionario che è una manovra delicata e molto
critica. La prova del transfer fa parte di uno
studio accurato dell'utero che comprende l'isteroscopia.
Eventuali polipi o fibromi sottomucosi devono essere
rimossi, come pure devono essere curate condizioni
di endometriosi (infiammazione dell'endometrio) che
sono diagnosticati con l'isteroscopia e se presenti
possono impedire l'impianto embrionario. Indagini
approfondite le eseguono per cercare anticorpi e
patologie che potrebbero ostacolare l'impianto degli
embrioni. In caso di ritrovamento di questi
anticorpi vengono eseguite particolari terapie.
Cosa facciamo durante l'esecuzione cel
ciclo di Fivet o Icsi
La stimolazione prevede l'uso di vari tipi di
farmaci da adattare al "tipo di endocrino"
di paziente che abbiamo in cura. Attenzione
particolare viene data al paziente che tendono a
sviluppare pochi follicoli ("low responder")
utilizzando particolari preparazioni che precedono
la stimolazione vera e propria. Anche chi tende a
rispondere con un eccessivo numero di follicoli
viene trattato con protocolli particolari di
terapia, non tanto per evitare la sindrome da
iperstimolazione ma soprattutto per migliorare la
qualità degli ovuli che vengono raccolti, che in
questo casi spesso sono immaturi o dismaturi dando
così luogo ad embrioni di cattiva qualità. Il
cuore della stimolazione perché ci consente di
renderla efficace al massimo, è il suo monitoraggio
che viene eseguono con estrema cura ed attenzione.
Infatti ogni giorno viene fatta sia l'ecografia che
il dosaggio di almeno 3 ormoni contemporaneamente,
in modo da adattare e modificandoli eventualmente i
tipi e le qualità di farmaci per ottenere lo
sviluppo ottimale dei follicoli che diano ovuli
della qualità più elevata possibile. Questo
programma ci consente di valutare molto meglio se
qualcosa "non va" e così di interrompere
la stimolazione senza arrivare al prelievo degli
ovociti ed al transfer di embrioni che avrebbero
pochissime o nessuna possibilità di impianto. Il
monitoraggio che eseguiamo viene anche sottoposto
all'analisi computerizzata mediante particolari
programmi informatici che ci aiutano nelle decisioni
da prendere sui farmaci da usare giorno per giorno.
Cosa facciamo in laboratorio per
migliorare
Anzitutto realizziamo un controllo strettissimo
delle condizioni di coltura cellulare sia per
l'inquinamento batterico sia per quello di sostanze
potenzialmente tossiche per gli ovociti e per gli
embrioni con l'uso di filtri particolari per l'aria
ambientale. Per migliorare la qualità degli
embrioni possiamo utilizzare un certo numero di
tecniche particolari. L'Hatching che consiste nel
praticare un taglietto nel guscio esterno dell'ovocita
che si chiama "zona pellucida" mediante
l'uso di particolari sostanze e di idonei
microutensili. Questo avrebbe lo scopo di far uscire
meglio l'embrione quando si deve impiantare nell'endometrio.
La coltura è una tecnica di laboratorio
Che consiste nel mantenere l'embrione non immerso da
solo in un liquido idoneo bensì insieme ad altre
cellule che svolgono la funzione di assorbire le
sostanze tossiche prodotte dell'embrione stesso o
dall'ambiente e produrre fattori di crescita che lo
aiutino a formarsi meglio. Poiché la qualità
ovocitaria rappresenta l'elemento più critico per
la riuscita del tentativo di FIVET o ICSI quando gli
ovociti prodotti sono scadenti nonostante tutti gli
sforzi fatti in precedenza con la stimolazione, le
probabilità di ottenere buoni embrioni sono quasi
inesistenti. Poiché il citoplasma dell'ovocita, cioè
quella parte che circonda il nucleo con i cromosomi
è spesso in questi casi molto difettoso sono
evidenti molti vacuoli (granuli scuri) L'unica
possibilità può essere quella di trasferire una
certa quantità di citoplasma proveniente da un
ovocita buono in quello di cattiva qualità; si
tratta di eseguire un transfer di citoplasma. E' una
tecnica complessa che può dare però in alcuni casi
buoni risultati. Poiché non viene toccato né
trasferito materiale genetico dei cromosomi dagli
ovociti di un'altra persona, questa tecnica è
bioticamente valida: si tratta in pratica di donare
sostanze nutritive buone provenienti dall'ovulo di
una paziente più fertile (in genere più giovane).
E' possibile eseguire la coltura degli embrioni per
5 giorni fino cioè allo stadio di blastocisti che
hanno maggior possibilità di impiantarsi. Tuttavia
se l'embrione di partenza è buono dall'inizio si
trasformerà comunque in blastociti anche nell'utero
dopo il transfer. Invece se è di cattiva qualità
iniziale non si trasformerà in blastocisti né in
coltura esternamente né all'interno del corpo.
Dal Transfer in poi
Il numero di embrioni che vengono trasferiti
nell'utero influenza in modo importante la
percentuale di gravidanza. Indubbiamente con
l'aumento degli embrioni trasferiti la probabilità
di gravidanza gemellare è maggiore. Tuttavia quando
molti tentativi non sono riusciti specialmente in età
più avanzata trasferiamo un numero più elevato di
embrioni rispetto alla media. Infatti pensiamo che
non si possa fissare un limite di numero di embrioni
(ammettiamo 3) da trasferire perché dopo una certa
età (riteniamo da 40 in poi) e la qualità degli
ovuli non è molto buona è necessario trasferire più
embrioni per avere più possibilità che almeno uno
si impianti. Il transfer è un momento molto
delicato che può essere difficile anche perché si
tratta di una manovra eseguita "in genere alla
cieca". Infatti il catetere quando entra
nell'utero non si vede e ogni casa è legata alla
sensazione o punti di riferimento indiretti. Per
essere sicuri che il catetere sia effettivamente
all'interno dell'utero e nel punto giusto noi lo
seguiamo con l'ecografia durante il suo percorso. E'
possibile vedere addirittura la gocciolina del
liquido contenente gli embrioni che fuoriesce dal
catetere. Dopo il transfer, oltre al progesterone
che viene prescritto eseguiamo una terapia
farmacologica particolare variabile da caso a caso
che serve per rendere l'endometrio più recettivo
agli embrioni.
pubblicato
il 19 aprile 2006
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