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Fertilità:
Il diabete deruba le donne della fertilità,
interferisce con la loro vita sessuale, aumenta il
rischio di cardiopatie.
Il diabete deruba le donne della fertilità,
interferisce con la loro vita sessuale, minaccia la
vista e aumenta il rischio di cardiopatie e di
infarto. E tutti i giovani che ritengono il
diabete una malattia "da anziani"
dovrebbero sapere che la percentuale dei trentenni
diabetici è salita al 76% negli ultimi 10 anni…
Anche se il diabete ha raggiunto proporzioni
epidemiche in entrambi i sessi (in Italia sono
affette 300.000 persone), la malattia sembra colpire
le donne con particolare cattiveria. Le
donne affette rappresentano circa il 60% del totale
e secondo le proiezioni la differenza è destinata
ad aumentare man mano che la popolazione invecchia.
Non si sa per quale motivo il diabete abbia un corso
più grave nelle donne che negli uomini, ma è ormai
statisticamente dimostrato che le donne diabetiche
sono più a rischio di sviluppare cardiopatie e
cecità legati al diabete rispetto agli uomini.
Un nuovo studio pubblicato su Diabetes
Care aggiunge l'interferenza con la
vita sessuale alla già lunga lista dei danni
collaterali provocati dal diabete. I ricercatori
belgi hanno recentemente completato il più ampio
studio mai eseguito sulla vita sessuale delle donne
diabetiche, e hanno dimostrato che il 27% delle
donne riportava disfunzioni sessuali contro il 15%
degli uomini.
Nello studio, i problemi collegati all'impatto
del diabete erano soprattutto di origine
psicologica, più che fisiologica: le donne con
disfunzioni sessuali tendevano a essere più
frustrate rispetto alla cura del diabete, ed erano
più inclini alla depressione in confronto agli
uomini diabetici, per i quali la disfunzione
sessuale è più spesso provocata da danni vascolari
o neurali che conducono alla disfunzione erettile.
Fino a oggi gli studiosi ritenevano che la
disfunzione sessuale nelle donne diabetiche avesse
la stessa origine di quella maschile, ma questa
nuova ricerca dimostra che anche agli stadi
iniziali il diabete può condizionare pesantemente
la vita sessuale femminile: se le donne si
sentono malate, impaurite o imbruttite dal diabete,
i problemi di natura sessuale emergono
immediatamente. E' da notare, scrive il dr.
Jovanovic, che "questo è solo il
quattordicesimo studio negli ultimi cinque anni
sulle disfunzioni sessuali nelle donne diabetiche.
Nello stesso periodo di tempo, sono stati condotti
quasi 2000 studi sulle disfunzioni sessuali degli
uomini diabetici…". Le ripercussioni
del diabete sulla fertilità femminile
sembrano essere uniche: ovaie policistiche e
gravidanze che si concludono con un aborto sono
fenomeni comuni nelle diabetiche, e si aggiungono al
diabete gestazionale, quello che insorge durante la
gravidanza e che si manifesta in circa il 5% di
tutte le gravidanze. Le sue conseguenze sono
rilevanti: ipertensione, infezioni della vescica,
dei reni e del tratto urinario, aborto spontaneo,
parto prematuro e difetti fetali sono minacce serie
per la mamma e per il bambino.
Diabete: sei a rischio?
Il diabete è una condizione patologica grave che
impedisce al corpo di controllare il livello di
zucchero nel sangue. La buona notizia è che il
diabete risponde ai tuoi sforzi, perciò puoi fare
molto per combatterlo mangiando bene, prestando
attenzione alla tua salute e dando ascolto al tuo
medico. Di Chiara Galli.
Sei a rischio?
Quasi il 50% delle persone che hanno il diabete
non sa di averlo…
i fattori di rischio
> età ³ 45 anni
> essere in sovrappeso/obesi
> genitori o parenti che hanno il diabete
> colesterolo alto (colesterolo totale ³ 200
mg/dl)
> elevati livelli di zucchero nel sangue
(glicemia ³ 110 mg/100 ml)
> pressione alta, malattia cardiaca
> diabete da gestazione (diabete durante la
gravidanza)
> aver partorito un figlio che pesava ³ 4 kg
i sintomi
> minzione frequente
> sete costante
> stanchezza costante
> visione alterata
> guarigione lenta delle ferite e delle
abrasioni
> frequenti infezioni o recidive di infezioni
> formicolio in mani e/o piedi
chi deve sottoporsi ai test, e quando
> tutti dopo i 45 anni
> al di sotto dei 45 anni tutti gli obesi, le
persone con parenti diabetici, gli ipertesi, chi
ha partorito un figlio che pesava ³ 4 kg (macrosomia
fetale), chi ha il colesterolo HDL <35 e/o i
trigliceridi (TGL) >250
Il diabete di tipo 2 può essere asintomatico,
perciò chiunque abbia raggiunto o superato i 45
anni di età dovrebbe sottoporsi all'analisi della
glicemia almeno ogni 3 anni, le persone a rischio
almeno una volta all'anno. Il diabete di tipo 2 può
essere asintomatico, perciò chiunque abbia
raggiunto o superato i 45 anni di età dovrebbe
sottoporsi all'analisi della glicemia almeno ogni
3 anni, le persone a rischio almeno una volta
all'anno.
Metodi per determinare la presenza del
diabete:
1) diagnosi del diabete mellito (tipo
2):
- chi presenta i
sintomi e ha una glicemia random maggiore di
200 mg%
- chi ha i valori
della glicemia a digiuno >126 mg%
- chi ha la
glicemia due ore dopo il pasto ³200 mg%
2) diagnosi di intolleranza glucidica:
glicemia a digiuno < 126, glicemia postcarico
tra 140 e 199
Se hai il diabete, il tuo medico sarà in grado
di identificare se si tratta di diabete di tipo 1
o di tipo 2: la maggior parte delle persone
affette da diabete di tipo 1 è magra e sviluppa
la malattia prima dei 30 anni, mentre le persone
affette dal diabete del tipo 2 sono in genere
sovrappeso oppure obese, e la malattia viene
diagnosticata dopo i 30 anni.
Diabete: i fatti
Il diabete si manifesta quando il
pancreas non riesce a produrre l'ormone insulina o
quando il corpo non riesce a impiegare
correttamente l'insulina prodotta. L'insulina
contribuisce all'assorbimento degli zuccheri che
assumiamo con l'alimentazione e che forniscono al
corpo l'energia che gli serve per vivere. Ogni
volta che mangiamo il nostro tasso di zucchero
(glucosio) nel sangue aumenta al di sopra dei
livelli normali, fino a quando il pancreas
rilascia l'insulina; ma se il corpo non riesce a
produrla o a utilizzarla, i livelli di zucchero
nel sangue crescono in maniera pericolosa, e ci si
ammala di diabete. Ci sono due tipi principali di
diabete:
> diabete tipo 1: il corpo
è incapace di produrre insulina, e il paziente ha
bisogno di iniezioni giornaliere di insulina per
regolare i livelli di glucosio nel sangue
> diabete tipo 2: il corpo non
produce sufficiente insulina o non riesce a
impiegarla correttamente. In genere il tipo 2 si
manifesta nell'età adulta, ed è il più diffuso
(90% dei casi di diabete). E' controllabile
farmacologicamente e attraverso la dieta, anche se
non si esclude il ricorso, nei casi più gravi,
alle iniezioni di insulina
Moltissime persone che hanno il diabete vivono
attivamente, tuttavia si tratta di una
malattia seria che richiede una costante
attenzione. I malati sono soggetti a
sbalzi nei livelli di zucchero nel sangue che
possono causare problemi a breve e a lungo
termine: nel breve termine, alti livelli di
glucosio nel sangue possono causare
l'iperglicemia, i cui sintomi sono la sete e la
minzione frequente; nel lungo termine, gli elevati
livelli di glucosio nel sangue possono danneggiare
seriamente i vasi sanguigni. La pericolosità del
diabete non è rappresentata dalla malattia in sé,
ma dalle sue conseguenze, perché non dobbiamo
dimenticare che il diabete è:
> la principale causa di cecità
> una delle più frequenti cause di attacco
cardiaco e di infarto
> un importante fattore nello sviluppo delle
malattie renali
> una delle principali cause di impotenza
maschile
> responsabile di metà delle amputazioni non
provocate da incidenti
> una delle principali cause di danno nervoso
che può condurre a formicolio costante o a
perdita della sensibilità periferica, in genere a
partire dai piedi
Gli studi hanno dimostrato che mantenere
i livelli di zucchero per quanto possibile entro i
valori normali può aiutare moltissimo a prevenire
i problemi a lungo termine che abbiamo
descritto. Non importa di quale tipo di diabete si
tratti, è importante misurare frequentemente e
regolarmente il livello di zucchero nel sangue, e
seguire con cura un trattamento che tenga questi
valori sotto controllo. Se hai il diabete, tutto
quello che non sai può danneggiarti, perché ogni
persona con il diabete è un caso a sé, con
livelli diversi di glucosio e uno stile di vita
assolutamente personale. Ecco perché imparare
tutto quello che puoi su questa condizione può
portarti molto lontano nel controllare la
malattia.
Il diabete nel XXI secolo
Nel 2028 il numero dei diabetici nel mondo
raggiungerà la spaventosa cifra di 333 milioni di
persone. Sono queste le sconsolanti conclusioni
dell'ultimo congresso della Federazione
Internazionale del Diabete.
Il congresso ha riunito più di 15.000
esperti, pazienti e associazioni di tutto il mondo.
L'incontro segue al rapporto Diabetes Atlas
2003, nel quale le previsioni sono davvero da
"allarme rosso". Nel mondo più di 300
milioni di persone sono a rischio di diabete,
secondo il Diabetes Atlas. Si stima che 314
milioni di persone, cioè l'8.2% della
popolazione mondiale adulta, soffre di ridotta
tolleranza al glucosio, uno stato spesso
precursore del diabete. Per la prima volta nella
storia della medicina sono state raccolte cifre
sulla ridotta tolleranza al glucosio su scala
mondiale; queste informazioni danno un'immagine più
corretta del fardello futuro del diabete, e provano
che ci stiamo dirigendo verso un problema di
dimensioni mai incontrate. Le persone affette da
bassa tolleranza al glucosio corrono il rischio di
evolvere verso il diabete del tipo 2 (non
insulino-dipendente) e di sviluppare una malattia
cardiovascolare. E' il caso di circa il 70% dei
pazienti che soffrono di questa condizione. La
proporzione dei diabetici dovrebbe passare
dall'attuale 5.1% al 6.3% del 2025; tra 25 anni, la
popolazione diabetica adulta mondiale passerà da
194 milioni a 333 milioni di persone. Due terzi
abitano nei paesi in via di sviluppo, dove ci si
attende che le cifre salgano più rapidamente. Nel
2025, la regione del mondo che conterà il maggior
numero di diabetici sarà il sud-est
asiatico, con 82 milioni di malati.
Il diabete del tipo 2 rappresenta
l'85-95% dei tutti i casi di diabete nei paesi
sviluppati, e una proporzione ancora più elevata
nei paesi in via di sviluppo. Questi ultimi devono
confrontarsi anche con un altro problema importante,
l'accesso limitato all'insulina. La
Task Force on Insulin della Federazione
Internazionale del Diabete ha condotto nel 2003
un'indagine sull'accesso globale all'insulina: su 74
paesi esaminati, 30 non sono in grado di fornire
l'insulina in maniera continuativa e ininterrotta ai
malati di diabete del tipo 1 (diabete
insulino-dipendente). In Africa, l'insulina non è
accessibile al 100% in alcuno stato, e la Repubblica
Democratica del Congo ha il triste privilegio di
essere il paese africano in cui il tasso di accesso
all'insulina è il più basso in assoluto, inferiore
al 25% per i malati di diabete del tipo 1. Tuttavia,
nessun continente è risparmiato:
in Europa, l'Ucraina ha un tasso molto simile a
quello del Congo, in Sudamerica solo un peruviano su
4 può procurarsi regolarmente l'insulina, e in
America centrale il tasso è compreso tra uno
scandaloso 26% per i paesi più poveri, e
l'insufficiente 49% del Salvador.
Prevenire per vivere
Nella maggior parte dei paesi, l'aumento del numero
di diabetici è il risultato di rapidi cambiamenti
sociali e culturali, dell'invecchiamento della
popolazione, di una incessante urbanizzazione, delle
variazioni nel regime alimentare, della riduzione
dell'attività fisica, e di altri modelli di
comportamento e di stili di vita non sani. Oggi, il
90% dei diabetici è obeso. Si stima che il
sovrappeso riguardi più di 1.1 miliardi di persone
nel mondo, delle quali 320 milioni sono obese.
Diversi studi hanno dimostrato che la pratica
regolare dell'esercizio fisico, associata ad altre
modifiche dello stile di vita, può ridurre
del 50% il rischio di diventare diabetici.
Una riduzione anche modesta del peso può prevenire
lo sviluppo del diabete del tipo 2 negli adulti
predisposti. In molti paesi, le autorità sanitarie
hanno adottato una politica mirata. Negli Stati
Uniti, il presidente Bush in persona si è
pronunciato per fare della lotta all'obesità una
priorità nazionale, in Italia sta per partire una
massiccia campagna di prevenzione che non riguarda
più soltanto gli individui, ma anche i luoghi nei
quali il cibo viene consumato, come i ristoranti e
le mense.
pubblicato
il 19 aprile 2006
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