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Fertilità:
Talvolta
le cause dell’infertilità sono semplicemente
meccaniche; l’ovulo e gli spermatozoi
non riescono a incontrarsi e la fecondazione è resa
impossibile da un "ostacolo" a livello
dell'utero o delle tube. Cause e rimedi per aggirare
il problema.
Tra le cause dell'infertilità è possibile
trovare anche un'anomalia delle vie genitali
femminili. Circa un quarto dei disturbi della
fertilità sarebbe imputabile a un problema di
pervietà delle tube. Normalmente, quando un ovulo
viene espulso dall'ovaio durante l'ovulazione, esso
viene raccolto nelle tube, dove viene raggiunto
dagli spermatozoi che hanno attraversato l'utero e
seguito la tuba. Ma un ostacolo può impedire lo
svolgimento normale di questi eventi. Distinguiamo
tra un'ostruzione del padiglione uterino, sul
versante delle ovaie: l'ovulo non può essere
liberato in questo spazio. Ma l'ostacolo può
trovarsi anche all'ingresso delle tube, sul versante
dell'utero, e in questo sono gli spermatozoi che non
possono avanzare fino a raggiungere l'ovulo.
Altre cause
Nella maggior parte dei casi, le cause di ostruzione
derivano da infezioni delle vie genitali,
soprattutto delle trombe (salpingite),
quasi sempre provocate da malattie
sessualmente trasmissibili (MST), come per
esempio la clamidia, che sono passate inosservate ma
sono state sufficienti a causare un'ostruzione. Ecco
perché è importante per tutte le donne prevenire i
rischi di MST, proteggendosi adeguatamente nei
rapporti con i partner occasionali e facendosi
seguire con regolarità dal ginecologo. Oltre alle
infezioni troviamo tra le cause delle ostruzioni
anche le aderenze, che provocano l'incollamento
delle pareti delle tube, e i problemi legati all'endometriosi.
Scoprire il problema
Per identificare un problema di pervietà
tubarica, sono indicati i seguenti esami:
- la fertiloscopia, un nuovo metodo miniinvasivo
d'esplorazione della pelvi posteriore
che permette una valutazione completa dei
fattori meccanici dell'infertilità
femminile.
- l'isterosalpingografia è una
radiografia della pelvi che viene effettuata
dopo l'iniezione di un prodotto radioopaco
nell'utero, per via vaginale. L'esame viene in
genere condotto da un radiologo e da un ginecologo,
e prevede l'inserimento nel collo dell'utero di
un catetere collegato a una siringa che contiene il
prodotto di contrasto radiologico. Il prodotto
viene iniettato progressivamente e si realizzano
le lastre radiografiche. Normalmente
l'opacizzazione delle tube e dell'utero è
progressiva, fino a che il prodotto radioopaco
passa nella cavità peritoneale.
Al momento attuale l'utilizzo di tale metodica
è relegato quasi esclusivamente alla valutazione
della pervietà tubarica e
all'identificazione di eventuali anomalie
congenite uterine (es. Utero setto e subsetto, utero
didelfo etc.). A volte, la isterosalpingografia da
indagine diagnostica diventa anche presidio terapeutico.
Non è del tutto infrequente, infatti, che la
pressione utilizzata per l'iniezione del mezzo di contrasto,
determini la risoluzione di eventuali
restringimenti tubarici poco tenaci. L'esame può
essere relativamente doloroso, ma non richiede
anestesia. Può esserci indicazione di premecazione
antiallergica o di antibioterapia profilattica. I
rischi esistono ma sono molto rari: reazioni allergiche,
infezione (salpingite, endometrite, riattivazione
di una salpingite cronica).
-
l'isteroscopia: il suo
obiettivo è l'esame della cavità uterina per
mezzo di un endoscopio, passando per le vie
naturali. Può essere distinta in isteroscopia
diagnostica ed isteroscopia operativa. La
prima si effettua in maniera
completamente indolore e senza anestesia
utilizzando un sottile isteroscopio con
meccaniscmo ad acqua. Mediante tale
approccio sarà possibile a volte, eseguire
anche qualche piccolo intervento chirurgico (es.
rimozione di pokipi peduncolati). La seconda
si effettua in anestesia generale e consente
di effettuare importanti interventi
chirurgici come per esempio la rimozione di
fibromi sottomucosi, setti uterini, ecc. E' importante
ricordare che in alcune strutture, l'isteroscopia
diagnostica viene ancora eseguita con isteroscopi
di vecchia generazione che richiedono
l'anestesia totale o locale.
-
la isterosonosalpingografia,
che consiste nell'iniettare soluzione
fisiologica nell'utero e nel valutare la pervietà
tubarica mediante ecografia e color doppler.
La sua attendibilità é quasi sovrapponibile
alla isterosalpingografia (negli USA si
usa moltissimo) ed é meno fastidiosa. Di
contro ha il difetto di essere meno
riproducibile rispetto alla
isterosalpingografia stessa.
-
la celioscopia, un esame che
richiede l'anestesia. Il chirurgo pratica una
piccola incisione a livello dell'ombelico
e inserisce un apparecchio ottico per
esaminare le tube dall'interno, con o senza
l'aiuto di uno speciale liquido colorante
-
la ecografia, indispensabile
per una accurata valutazione della pelvi
(utero, ovaie, ecc.). E' in grado, soprattutto
utilizzando la metodica 3D - 4D, di scoprire e
misurare correttamente lo spessore di
eventuali setti uterini a volte causa di
problemi se ampi. Può identificare o
sospettare in un alto numero di casi l'endometriosi
ed eventuali aderenze pelviche (la diagnosi di
queste due condizioni a volte però richiede l'uso
della celioscopia). Ovviamente l'eco é
indispensabile per la diagnosi di polipi
endometriali, fibromi, masse ovariche,
alcune patologie tubariche. Purtroppo, l'unico
vero handicap della ecografia é che spesso viene
eseguita con superficialità, spesso come
breve epilogo di una visita. Come oramai
puntualizzo sempre, anche all'inizio di
congressi e corsi: in ecografia si
vede solo ciò che si cerca attentamente.
Molti degli insuccessi attribuiti alla
metodica sono in realtà fallimenti dell'ecografista.
Aggirare l'ostacolo
Le tube si possono ricanalizzare per
renderle di nuovo funzionanti, ma ciò richiede
un'azione diretta. In generale, si tratta di un
intervento chirurgico: si elimina la parte di tuba
ostruita e si "rincollano" i pezzi, si
riapre il padiglione ostruito. La percentuale di
riuscita di questo tipo di chirurgia è molto
variabile, e aumenta anche il rischio di gravidanza
extrauterina. Da qualche anno esiste un'alternativa
interessante: l'isterografia selettiva.
Si pone una sonda all'ingresso della tuba ostruita e
si inietta un prodotto con pressione progressiva. Ciò
consente di "disostruire" la tuba senza
ricorrere alla chirurgia.
pubblicato
il 19 aprile 2006
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