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Fertilità:
La
fecondazione in vitro classica è rivolta in primo
luogo ai casi di infertilità femminile in cui le
tube...
Come si valutano i risultati della
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Per una coppia, ma anche per l'équipe medica, il
solo risultato che conta veramente è ottenere un
bambino in buona salute. Tuttavia, non è
sufficiente fornire i risultati di un'attività di
fecondazione assistita solo in termini di bambini
nati...
Capire e interpretare i risultati della
fecondazione medicalmente assistita
In effetti, i risultati globali non sono altro che
medie statistiche che possono essere molto lontane
dalle probabilità individuali, ogni nascita
è il risultato di un'intera catena di eventi
che rappresentano altrettanti ostacoli da superare,
ogni tappa presenta le sue difficoltà, e le coppie
non sono tutte uguali. Perciò, per ogni metodo di
fecondazione assistita si dovranno valutare i
risultati delle diverse tappe, i risultati globali,
i fattori di successo che regolano le probabilità
individuali, e infine i rischi a breve e lungo
termine.
FIV classica (Fertilizzazione in
vitro)
La fecondazione in vitro classica è rivolta in
primo luogo ai casi di infertilità femminile in cui
le tube sono ostruite o assenti, fatto che impedisce
l'incontro dello spermatozoo con l'ovulo. La FIV
instaura semplicemente un cortocircuito che permette
di ovviare a un ostacolo meccanico. In assenza di
anomalia degli ovociti e degli spermatozoi,
nient'altro impedisce la fecondazione. In questa
indicazione, i risultati sono soddisfacenti. Alla
FIV classica si ricorre anche nei casi di infertilità
maschile quando esista un'insufficienza spermatica,
cioè quando il numero degli spermatozoi è
insufficiente (oligospermia), la loro motilità è
diminuita (astenospermia), o la percentuale di
spermatozoi di forma anomala è eccessiva (teratospermia);
si osservi che queste tre anomalie sono spesso
associate (oligo-asteno-teratospermia). In questo
caso i risultati sono meno soddisfacenti, e
l'esperienza dimostra che la fecondità dello sperma
è molto ridotta e i fallimenti della fecondazione
sono relativamente numerosi. Infine, la FIV classica
può essere utilizzata in caso di infertilità
inspiegata, quando l'inseminazione intrauterina ha
fallito. Essa consente infatti di verificare che la
fecondazione sia avvenuta correttamente, cioè che
gli spermatozoi sono fecondanti e l'ovulo è
fecondabile. Tuttavia, questo test ha un valore
puramente positivo: se la fecondazione viene
ottenuta in vitro, si può ragionevolmente pensare
che si potrà fare anche in vivo. Per contro,
un'assenza di fecondazione in vitro non significa
che essa è impossibile in vivo: sono molte infatti
le gravidanze intervenute spontaneamente dopo il
fallimento della FIV in casi simili.
Interpretazione dei risultati di ogni
tappa della FIV
1a. tappa: il ciclo di stimolazione
ovarica
si pone l'obiettivo di ottenere in ciascuna ovaia lo
sviluppo di un numero sufficiente di follicoli
maturi, che quindi contengano un ovocita
fecondabile. Per raggiungere questo risultato, le
ovaie vengono sottoposte alla stimolazione ormonale.
Se la risposta ovarica è insufficiente o nulla
bisogna abbandonare il tentativo per ricominciarlo
più tardi con altri prodotti o altri dosaggi. La
frequenza degli abbandoni aumenta con l'età. Il
successo di questa tappa dipende dall'età della
donna, dal tasso di ormoni FSH (ormone
follicolostimolante), E2 (estradiolo) e inibina B
misurati all'inizio del ciclo, dal tipo di
stimolazione effettuata e dal patrimonio follicolare
esistente nella persona
2a. tappa: il prelievo ovocitario
(pick-up)
la puntura dei follicoli serve a raccogliere gli
ovociti che contengono, e gli ovociti raccolti
possono essere di qualità non uniforme : ovociti
fecondabili, cioé ovociti maturi chiamati anche M2
perché sono a uno stadio di sviluppo detto metafase
2 ; ovociti non fecondabili perché immaturi, non
completamente sviluppati e ancora allo stadio della
metafase 1 (M1) o che non hanno neppure iniziato la
maturazione (vescicola germinativa o GV); zone
pellucide vuote, cioè ovociti svuotati dal loro
contenuto perché la zona pellucida che li riveste
si è lacerata durante l'aspirazione. Il numero di
ovociti raccolti non corrisponde sempre al numero
dei follicoli visti con l'ecografia, perché alcuni
follicoli sono vuoti. Più esattamente, l'immagine
ecografica corrisponde a una cisti e non a un vero
follicolo. Alcuni prelievi sono chiamate
"bianchi", cioè non raccoglie alcun
ovocita. Nella FIV classica, la qualità degli
ovociti è difficile da valutare con precisione il
primo giorno, perché il loro esame al microscopio
è disturbato dalle cellule che li circondano e che
saranno eliminate il giorno successivo, nel quale è
possibile correggere la prima impressione. Nell'ICSI,
la tecnica impone di eliminare queste cellule (decoronizzazione)
per poter microiniettare. La valutazione sarà perciò
molto precisa
3a. tappa: la fecondazione
gli ovociti raccolti vengono messi in contatto con
gli spermatozoi (FIV classica) o microiniettati con
un unico spermatozoo (ICSI). La presenza di due
pronuclei testimonia dopo circa 17 ore la
fecondazione . Il pronucleo femminile proviene dal
nucleo dell'ovocita, il pronucleo maschile
corrisponde alla testa dello spermatozoo dove è
situato il DNA, e la sua presenza conferma la
penetrazione dello spermatozoo, quindi la
fecondazione ben avviata. A questo stadio di 2
Pronuclei, gli ovociti si chiamano pronucleati. Può
accadere che due o più spermatozoi penetrino
l'ovulo (polispermia), e in questo caso si avranno
più di due pronuclei cioè una situazione di
fecondazione anomala. Questi ovociti non sono
utilizzabili, e vengono subito eliminati perché in
seguito si trasformerebbero in embrioni e non
sarebbero più riconoscibili come embrioni anomali.
Le probabilità di fecondazione ovocitaria sono in
media nell'ordine del 60%, tanto nella FIV classica
che nella ICSI. Se si dispone solo di due o tre
ovociti, può avvenire che nessun embrione si formi
(fallimento della fecondazione). La probabilità di
fecondazione dipende dalla qualità degli
spermatozoi e degli ovociti, ed è calcolata a
partire dal numero di ovociti maturi (M2). Nella FIV
classica, il fattore limitante è soprattutto la
qualità dello sperma, nella ICSI la fecondazione può
essere ottenuta anche con un solo spermatozoo di
morfologia o mobilità anche anomale, purché sia
vivo. La qualità dell'ovulo in questo caso diventa
il principale fattore limitante. Spesso non c'è
corrispondenza tra la morfologia esterna dello
spermatozoo e la sua qualità interna (cioè il suo
DNA che è la parte più importante perché si deve
unire al DNA materno).
L'ultima fase della fecondazione consiste nella
fusione dei due pronuclei dopo che si sono
progressivamente avvicinati. I due pronuclei no si
vedono più e la cellula si chiama ora zigote
perché i cromosomi paterni e quelli materni si sono
cercati, trovati, appaiati e fusi definitivamente.
Questa cellula si può anche chiamare embrione
unicellulare
4a. tappa: la divisione
lo stadio successivo consiste nella trasformazione
in embrione a due o più cellule, visibili il
secondo giorno successivo al prelievo ovocitario. È
possibile ma raro che un blocco impedisca la
trasformazione dell'ovocita pronucleato o dello
zigote in embrione. Per contro, è frequente che un
embrione compaia il secondo giorno senza essere
stato prima osservato allo stadio di due pronuclei,
il che può corrispondere a due condizioni molto
diverse: l'osservazione ha "mancato" i
pronuclei perché la loro esistenza è limitata nel
tempo, oppure la divisione dell'ovocita è
intervenuta in assenza di fecondazione e le due
cellule osservate non corrispondono a un vero
embrione
5a. tappa: il transfer e l'impianto
dell'embrione
nell'utero vengono trasferiti uno o più embrioni.
La percentuale di impianto è la percentuale di
embrioni che riescono a impiantarsi, ed è
globalmente nell'ordine del 10%. La percentuale di
gravidanza per transfer è direttamente legata al
numero di embrioni trasferiti ma anche alla loro
qualità. Gli embrioni di tipo A e B (o anche I e II
secondo un altro tipo di classificazione) sono detti
tipici, e sono quelli che hanno le maggiori
probabilità di impiantarsi. Sono numerosi i tipi di
classificazione che mirano a definire la qualità
degli embrioni e di conseguenza le loro probabilità
di impianto. Tra i tanti metodi disponibili, ve ne
presentiamo uno. L'osservazione di un embrione
prende in conto due parametri essenziali, il numero
delle sue cellule (in media 4, 36 ore dopo la
fecondazione), e la percentuale di frammentazione
cellulare presente nell'embrione: tipo A, non c'è
frammentazione cellulare nel citoplasma
dell'embrione; tipo B, frammentazione poco
importante (meno del 20% della massa di cellule
visibili); tipo C, frammentazione media (tra il 21 e
il 50%); tipo D, frammentazione importante
(superiore al 50%). Ciò che conta perché un
embrione abbia buone probabilità di impiantarsi è
che il suo sviluppo corrisponda grossolanamente alla
sua età, per esempio da 3 a 5 cellule 36 ore dopo
la fecondazione, e che si sviluppi regolarmente. E'
importante osservare anche l'uguaglianza delle
cellule tra loro. In un buon embrione le dimensioni
delle sue cellule (blastomeri) sono molto simili.
L'embrione si impianta verso il 5° - 6° giorno
dalla fecondazione, allo stadio di blastocisti.
6a. tappa: la gravidanza
La prima manifestazione della gravidanza è la
comparsa nel sangue materno dell'ormone bgCG (gonadotropina
corionica umana), circa 14 giorni dopo la
fecondazione e 12 giorni dopo il transfer. Una
settimana dopo, sarà visibile all'ecografia
un'immagine liquida nella cavità uterina (il sacco
gestazionale), nel quale comparirà un'eco
embrionale che diventa pulsatile (attività
cardiaca). La gravidanza biochimica è una
gravidanza che viene rilevata solo dalla
positività transitoria del bhCG. La gravidanza
clinica è definita da un ritardo nelle mestruazioni
di almeno 10 giorni, con sacco gestazionale visibile
all'ecografia. Le gravidanze non evolutive sono
quelle che si interrompono prima di sei mesi:
gravidanze extrauterine, aborti spontanei che si
verificano tardivamente. Le gravidanze evolutive
sono invece quelle che raggiungono almeno il secondo
trimestre (sei o più mesi). L'espressione delle
percentuali di gravidanza variano in funzione del
tipo di gravidanza considerato . In genere non si
usa contare le gravidanze biochimiche ma
divulgare solo le percentuali di gravidanze cliniche
o ancor meglio quelle che terminano con la nascita
dei bambini. Si devono precisare in seguito i tassi
di aborto spontaneo, di gravidanze extrauterine e di
gravidanze evolutive che però non si sono ancora
concluse con la nascita. Le percentuali delle
gravidanze possono essere espresse per ciclo di
stimolazione iniziato, per prelievo ovocitario, per
transfer, e devono indicare il tipo di gravidanza
singola o multipla (gemellare,
trigemellare, ecc.)
7a. tappa: il parto
il parto si calcola a partire dal sesto mese di
gravidanza. Anche le percentuali di parto possono
essere espresse per ciclo, per prelievo ovocitario o
per transfer, e devono indicare il tipo di gravidanza
multipla (gemellare, trigemellare o
superiore).
pubblicato
il 19 aprile 2006
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