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Fertilità:
L’ICSI
è indicata quasi esclusivamente alle infertilità
maschili...
Come si valutano i risultati della
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Per una coppia, ma anche per l'équipe medica, il
solo risultato che conta veramente è ottenere un
bambino in buona salute. Tuttavia, non è
sufficiente fornire i risultati di un'attività di
fecondazione assistita solo in termini di bambini
nati...
Capire e interpretare i risultati della
fecondazione medicalmente assistita
In effetti, i risultati globali non sono altro che
medie statistiche che possono essere molto lontane
dalle probabilità individuali, ogni nascita
è il risultato di un'intera catena di eventi
che rappresentano altrettanti ostacoli da superare,
ogni tappa presenta le sue difficoltà, e le coppie
non sono tutte uguali. Perciò, per ogni metodo di
fecondazione assistita si dovranno valutare i
risultati delle diverse tappe, i risultati globali,
i fattori di successo che regolano le probabilità
individuali, e infine i rischi a breve e lungo
termine.
FIV (Fecondazione in vitro) con microiniezione
(ICSI)
L'ICSI è indicata quasi esclusivamente alle
infertilità maschili: l'iniezione di un solo
spermatozoo nell'ovulo consente di ottenere una
fecondazione anche nel caso di insufficienza
spermatica estrema. I casi di infertilità femminile
trattabili con l'ICSI sono eccezionali, e si tratta
sempre di anomalie dell'ovulo che impediscono la
penetrazione dello spermatozoo. L'impiego
sistematico dell'ICSI in luogo della FIV classica
non migliora le probabilità di ottenere una
gravidanza.
I fallimenti della fecondazione erano numerosi
prima della comparsa della ICSI. La situazione è
molto migliorata e oggi la FIV classica non è più
impiegata nei casi di insufficienza spermatica
importante. I fallimenti della fecondazione con ICSI
sono rari, circa il 6%, e si tratta essenzialmente
di fallimenti di origine femminile, dovuti all'età
della donna e alla raccolta di un esiguo numero di
ovociti maturi. I risultati della ICSI sono migliori
di quelli della FIV classica, ma ciò non significa
che la ICSI è una tecnica migliore. In effetti, la
differenza non è dovuta alla tecnica in sé, ma
piuttosto al fatto che i casi trattati non
sono identici. Ricorrere alla ICSI per le
coppie che arrivano dalla FIV classica non migliora
i loro risultati, come mostrano numerosi studi
controllati. I risultati globali corrispondono a
medie statistiche, e hanno valore per l'insieme
della popolazione trattata. A livello di coppia, le
probabilità di successo dipendono principalmente da
tre fattori: l'indicazione, il numero di embrioni
trasferiti, l'età della donna.
L'inseminazione artificiale
L'inseminazione artificiale consiste nell'introdurre
gli spermatozoi nell'apparato genitale femminile,
sia a livello di collo dell'utero, sia al di là,
nella cavità uterina o nelle tube, cioè nella
cavità peritoneale. Nell'inseminazione
intracervicale lo sperma viene semplicemente deposto
nel muco con una cannula, prolungando il contatto e
proteggendo gli spermatozoi dall'acidità vaginale.
L'inseminazione deve avvenire appena prima
dell'ovulazione: quando i cicli sono regolari, il
momento propizio può essere determinato con
un'approssimazione sufficiente dalla curva
di temperatura e dal controllo del muco.
Questo momento rappresenta il nadir, cioè il giorno
del punto più basso della curva che precede
l'aumento della temperatura. Il muco è abbondante,
limpido e filante. Se invece il ciclo è irregolare
è necessario ricorrere al controllo ecografico e ai
dosaggi ormonali, e spesso anche
alla stimolazione dell'ovulazione. In questo caso,
il momento propizio si presenta 36 ore dopo l'inizio
dell'ovulazione.
L'inseminazione intracervicale
è indicata quando il post-coital test
(test di Hühner) è negativo mentre il test di
penetrazione del muco in vitro è positivo. Questa
eventualità può avere più cause:
disturbi dell'eiaculazione, eiaculazione retrograda,
basso volume dell'eiaculato, qualità insufficiente
dello sperma. Le statistiche riguardanti
l'inseminazione cervicale sono datate perché dal
1985 questo metodo è stato tendenzialmente
abbandonato a favore della IUI,
l'inseminazione intrauterina, che garantisce
risultati migliori. Tuttavia, questa tecnica può
essere molto efficace quando miri semplicemente a
correggere un difetto nell'incontro tra ovulo e
spermatozoo in presenza di muco, sperma e ovulazione
normali. Le percentuali di gravidanza sono
dell'ordine del 15-20% per ciclo in questa rara
indicazione, ma scendono al 4% quando l'indicazione
è per sperma di qualità insufficiente.
L'inseminazione intracervicale si impiega oggi in
un'unica indicazione principale: quella
dell'inseminazione con sperma del donatore, in
quanto essa rappresenta il metodo più semplice per
realizzare il dono di sperma, è la meno
medicalizzata perché può essere realizzata durante
un ciclo spontaneo, senza trattamento ormonale (cioè
senza stimolazione dell'ovulazione), a condizione
che l'ovulazione spontanea sia normale. Tuttavia,
quando l'ovulazione è anomala e si rende perciò
necessaria la stimolazione, questa lascia spesso
posto all'inseminazione intrauterina, che garantisce
risultati migliori.
L'inseminazione intrauterina
consiste nell'introdurre gli spermatozoi
direttamente nell'utero proprio al momento
dell'ovulazione. In ciclo spontaneo i risultati sono
scarsi. Il trattamento si associa sempre alla
stimolazione delle ovaie, e le percentuali di
gravidanza dipendono in gran parte del tipo di
stimolazione impiegato, e a seconda che si cerchi di
ottenere la formazione di uno solo o di più ovuli.
pubblicato
il 19 aprile 2006
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