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Fertilità:
La IUI
(inseminazione intrauterina) è la tecnica cui
ricorrere in prima battuta in tutti i casi di
infertilità...
Come si valutano i risultati della
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Per una coppia, ma anche per l'équipe medica, il
solo risultato che conta veramente è ottenere un
bambino in buona salute. Tuttavia, non è
sufficiente fornire i risultati di un'attività di
fecondazione assistita solo in termini di bambini
nati...
Capire e interpretare i risultati della
fecondazione medicalmente assistita
In effetti, i risultati globali non sono altro che
medie statistiche che possono essere molto lontane
dalle probabilità individuali, ogni nascita
è il risultato di un'intera catena di eventi
che rappresentano altrettanti ostacoli da superare,
ogni tappa presenta le sue difficoltà, e le coppie
non sono tutte uguali. Perciò, per ogni metodo di
fecondazione assistita si dovranno valutare i
risultati delle diverse tappe, i risultati globali,
i fattori di successo che regolano le probabilità
individuali, e infine i rischi a breve e lungo
termine.
L'inseminazione intrauterina (IUI)
La IUI è la tecnica cui ricorrere in prima battuta
in tutti i casi di infertilità in cui le
tube sono permeabili e lo sperma è di qualità
corretta. A condizione di associarla a una stimolazione
ovarica minima e controllata, la IUI offre
dei tassi di gravidanza nell'ordine del 13% per
ciclo, con un rischio di gravidanza multipla
inferiore al 10%, essenzialmente di gemelli. I casi
di gravidanza multipla,
trigemellare o superiore, sono eccezionali, meno di
1 su 1000. Poiché la procedura è poco impegnativa,
le IUI possono essere ripetute su più cicli. Le
statistiche mostrano che l'80% delle gravidanze è
ottenuto nei primi quattro tentativi, e che il 50%
delle coppie che arrivano fino al sesto tentativo
ottiene una gravidanza.
L'indicazione elettiva dell'inseminazione
intrauterina è la sterilità cervicale per assenza
di muco o per muco ostile, perché il trattamento
consente di superare l'ostacolo rappresentato dal
collo dell'utero. Si tratta di un'eventualità rara,
che rappresenta solo un'infima parte delle
innumerevoli IUI realizzate nella pratica corrente.
Le altre indicazioni sono l'infertilità femminile,
maschile o senza causa. In questo caso, l'idea
generale è di garantire nelle tube la presenza di
un numero massimo di spermatozoi al momento preciso
dell'ovulazione, per ottimizzare le probabilità di
fecondazione. Bisogna iniettare almeno 500.000
spermatozoi per avere delle buone probabilità di
gravidanza. I risultati dell'inseminazione
intrauterina dipendono da numerosi fattori:
l'indicazione, l'età della donna, il numero di
tentativi, il tipo di stimolazione ovarica se
effettuata, il monitoraggio del ciclo e la
cronologia dell'inseminazione in rapporto
all'ovulazione, il metodo di preparazione dello
sperma, la qualità dello sperma
prima e dopo la preparazione, il numero di
spermatozoi iniettati, e così via. Come risultato
del gran numero di variabili, i risultati mostrano
una estrema diversità. Nelle serie controllate, per
tutte le indicazioni, le percentuali di gravidanza
variano dallo 0 al 23% per ciclo, con una media
intorno all'8% per ciclo. I migliori risultati
vengono ottenuti nelle sterilità cervicali (15%) e
in quelle inspiegate (13%). I risultati sono meno
soddisfacenti nelle indicazioni maschili: 5%. Queste
cifre rappresentano delle medie ottenute dalla
letteratura disponibile, e hanno un valore puramente
indicativo perché le tecniche, le stimolazioni e i
criteri per definire le indicazioni, soprattutto
maschili, sono molto diversificate. Con una
stimolazione poliovulante, le percentuali di
gravidanza sono più spesso intorno al 15-18% per
ciclo, con un 20% di gravidanze gemellari e un
numero imprecisato di gravidanze
trigemellari, fino al 6% secondo alcune
statistiche. Con una stimolazione monoovulante è
possibile ottenere percentuali di gravidanza di
circa il 12% per ciclo, evitando le complicazioni:
senza stimolazione, meno del 5% di gravidanze
gemellari, gravidanze trigemellari eccezionali. E'
importante osservare che la quasi totalità delle
gravidanze viene ottenuta durante i primi 4-6 cicli
di IIUI; in caso di fallimento, si sconsiglia di
proseguire oltre con il trattamento. La superiorità
della IUI in rapporto all'inseminazione
intracervicale, anche nel caso in cui non esista
alcuna anomalia del muco, è stata dimostrata nel
modello rappresentato dal dono di sperma, con
percentuali di gravidanza per ciclo del 19.4% dopo
IUI contro il 6.7% dopo inseminazione intracervicale.
La stimolazione con IUI cerca di riprodurre un
ciclo normale, cioè di ottenere l'emissione di uno
solo o eventualmente di due ovuli al fine di ridurre
i rischi di gravidanza multipla. La percentuale
globale di successo di circa l'11% può sembrare
modesta, ma non riflette l'interesse reale della
metodica: ciò che caratterizza la IUI in rapporto a
tutte le altre tecniche di fecondazione medicalmente
assistita, è che essa è semplice e
può essere facilmente ripetuta. Le
probabilità cresceranno in proporzione al numero di
tentativi. L'impiego elettivo è quindi quello
dell'utilizzo in serie, sia ripetendo le IUI nel
corso dei cicli successivi, sia intervallandole in
funzione delle possibilità della copia. Più che il
risultato per singolo ciclo, quindi, contano i
risultati per serie. Il 30% circa delle coppie
ottiene la gravidanza alla fine della terza IUI, più
del 40% dopo il quarto tentativo.
Queste cifre possono essere confrontate con
quelle della FIV: una serie di tre cicli di IUI dà
maggiori probabilità di gravidanza che un ciclo di
FIV, con costi e impegno inferiori. Questa è la
ragione per la quale si propone in prima battuta il
ricorso alla IUI a tutte le coppie che ne possono
beneficiare. Le probabilità dipendono
principalmente da tre fattori:
l'indicazione, il tipo di stimolazione e l'età
della donna. L'indicazione è la ragione
per la quale si è ricorsi all'inseminazione. Nella
maggior parte dei casi non si è in presenza di una
vera infertilità, ma di una ipofertilità,
cioè è possibile una gravidanza spontanea le cui
probabilità sono però diminuite dalla presenza di
anomalie maschili o femminili: tube permeabili ma
leggermente alterate, ovulazione imperfetta,
diminuzione del numero e della mobilità degli
spermatozoi, alterazioni della loro forma. In realtà
la IUI non può essere considerata un vero
trattamento, poiché una volta concluso il ciclo
tutto resterà com'era in origine. Il suo
obiettivo non è terapeutico, ma sostanziale:
la IUI mira a ottimizzare le probabilità di
gravidanza garantendo un'ovulazione perfetta per
quanto possibile, e portando in prossimità della
tuba un numero di spermatozoi leggermente superiore
a quello che sarebbe presente dopo un semplice
rapporto sessuale. In questo contesto, è
impossibile valutare con precisione l'influenza dei
diversi fattori di infertilità perché nella
maggioranza dei casi essi sono associati. I casi
puri, in cui è presente un unico fattore, sono
troppo rari per autorizzare un calcolo statistico se
non nel caso della IUI con sperma del donatore,
poiché in questo caso lo sperma ha una provata
fertilità e i risultati sono infatti nettamente
superiori alla media: 15.6% globalmente, ma 20.3%
per le donne con meno di 35 anni, 9.1% tra 35 e 39
anni di età, 6.4% dopo i quarant'anni.
pubblicato
il 19 aprile 2006
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