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La menopausa: come si manifesta

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La menopausa: come si manifesta

La menopausa non è una malattia, ma alcuni dei sintomi che presenta possono essere fastidiosi. Come si manifesta, quali sono i rischi e i vantaggi dei trattamenti ormonali sostitutivi, quanto fidarsi delle medicine dolci…

La menopausa è un fenomeno naturale. Il termine “menopausa” significa etimologicamente “arresto delle mestruazioni”, e designa il periodo che inizia nel momento in cui le ovaie arrestano la produzione degli ormoni della riproduzione, gli estrogeni e il progesterone. La menopausa inizia nel 505 delle donne in Italia a 51 anni e  l’assunzione della pillola contraccettiva non ne modifica l’età di insorgenza.

La menopausa non ha un inizio brutale, anzi è preceduta da un periodo più o meno lungo chiamato perimenopausa; essa dura in media 4 anni e si prolunga per i 12 mesi che seguono l’ultima mestruazione.

Questo periodo corrisponde alla diminuzione della produzione degli ormoni sessuali femminili. Durante questa fase, le donne hanno dei disturbi del ciclo (troppo lungo, troppo breve, troppo abbondante, troppo scarso…) e altre manifestazioni note con il nome di sindrome premestruale (gonfiore dei seni, gonfiori addominali, instabilità dell’umore, insonnia…). Se queste manifestazioni non sono eccessivamente disturbanti, in genere non richiedono alcun trattamento; se al contrario esse perturbano la qualità di vita della paziente, il medico valuterà l’inizio di un’eventuale terapia. L’età media della menopausa è 51 anni, ma la menopausa si può manifestare del tutto naturalmente tra i 40 e i 55 anni. In genere è anticipata di 1-2 anni nelle grandi fumatrici ed può essere condizionata da alcuni fattori genetici. La menopausa può accompagnarsi a sintomi più o meno difficili da tollerare, e favorisce l’insorgenza dell’osteoporosi e delle malattie cardiovascolari. I sintomi della menopausa variano da una donna all’altra, e nella stessa paziente possono variare nel tempo. Possono essere di intensità diversa ed essere sperimentati da donne diverse in modi diversi.

Il climaterio segna il periodo dei cambiamenti endocrini (ormonali), fisici e psicologici che intervengono con la menopausa. I disturbi climaterici non sono gravi in sé e non  rappresentano un pericolo per la salute. Si tratta in genere di vampate di calore, secchezza vaginale, disturbi urinari, disturbi dell’umore (irritabilità e ansia, malinconia), disturbi del sonno (insonnia). Questi sintomi sono, secondo le statistiche, lievi o inesistenti in una donna su due; quando si manifestano, per contro, possono essere fastidiosi e difficili da tollerare. La loro durata può variare da qualche mese a molti anni.

I disturbi del climaterio

le vampate di calore
Si tratta del sintomo più frequente, dovuto all’arresto della produzione di estrogeni. Le vampate si manifestano con una sensazione diffusa di calore talvolta associato a rossore della pelle che inizia dal viso e dal collo per poi estendersi al torace e alle spalle, ed eventualmente a tutto il resto del corpo. In alcune donne, le vampate si accompagnano a un’intensa sudorazione. Possono manifestarsi durante il giorno o durante la notte, non sono pericolose ma possono essere fastidiose e imbarazzanti:

i disturbi vaginali
la carenza di estrogeni può rendere le pareti della vagina più sottili, più secche (secchezza vaginale) e meno elastiche. I rapporti sessuali (possono diventare problematici (dispareunia);

i disturbi urinari
il controllo della vescica può essere meno efficace, con comparsa di piccole perdite urinarie in particolare durategli sforzi (starnuti, risate…). È importante valutare l’incontinenza urinaria dal suo insorgere, per evitare che si aggravi;


i cambiamenti della pelle
la struttura e la tesatura della pelle sono influenzati dagli ormoni sessuali e da modificazioni biologiche più generali legate all’invecchiamento. Dopo la menopausa, la pelle diventa più sottile e più fragile;

l’aumento di peso
Spesso, durante la menopausa le donne tendono a guadagnare qualche chilo e trovano maggiori difficoltà a smaltire il peso in eccesso. L’aumento di peso non è direttamente legato alle modificazioni ormonali della menopausa, tuttavia la menopausa comporta una modificazione nella ripartizione dei grassi, che si accumulano più frequentemente a livello del ventre che a livello delle cosce e dei glutei;

gli altri disturbi della menopausa
al momento della menopausa possono comparire anche altri disturbi, quali mal di testa, sensazione di grande stanchezza, turbe del sonno, dolori articolari. Alcune donne possono presentare una tendenza alla depressione. Non esiste alcuna prova formale che la menopausa possa in sé provocare una depressione; questa malattia non sembra più frequente in questo periodo della vita rispetto ad altri momenti.

Menopausa e depressione
”Gli studi che hanno valutato l’incidenza della depressione nel climaterio hanno correlato la depressione non tanto alla menopausa come cambiamento ormonale, quanto alla menopausa come particolare momento della vita e ai problemi socio-culturali che la donna affronta in quella età. Secondo questi autori l’eventuale depressione che compare in questa età può essere solo favorita dai mutamenti endocrini, che renderebbero più evidente una preesistente condizione accentuando un tratto distimico proprio del soggetto. Il rischio di sviluppare disturbi affettivi durante il climaterio è del tutto sovrapponibile con quello rilevato negli altri periodi della vita, tanto che il DSM IV (Diagnostic Statistical Manual, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, IV edizione) non identifica nessuna condizione patologica riconducibile alla menopausa, mentre cita il post-partum tra le condizioni associate alla depressione. Uno stato depressivo tuttavia viene riferito da circa il 50% delle donne in climaterio, ma se la diagnosi viene suffragata da adeguati test diagnostici, solo il 9-11% risulta realmente affetta da depressione. La depressione risulta più frequente nelle donne in menopausa chirurgica e in quelle con un cattivo stato di salute o che lo giudicano tale, in quelle che avevano già avuto un episodio depressivo prima della menopausa, in quelle che avevano avuto depressione dopo il parto e in quelle con una cattiva relazione con il marito o il cui marito si sia recentemente pensionato. Precedenti depressivi personali, scarsa autostima, un’ identità personale costruita sul ruolo materno o erotico relazionale, algie inspiegabili  costituiscono gli indicatori della donna particolarmente a rischio per depressione durante il climaterio” (G. Tresoldi, citato da Flavia Facco, L’invisibile in menopausa, Franco Angeli, 2005).

Dopo la menopausa, la perdita ossea si accelera perché la capacità del corpo di produrre tessuto osseo diminuisce. Le ossa diventano più fragili, al punto che le fratture si possono produrre anche a seguito di un trauma lieve, soprattutto a livello dei polsi  e della colonna vertebrale, e con l’avanzare dell’età anche a livello del collo del femore. Dopo i 70, la frattura del collo del femore riguarda una donna su sei. L’osteoporosi non riguarda tutte le donne, tuttavia il rischio aumenta se la donna:
- ha avuto una menopausa precoce;
- ha dei precedenti di fratture senza trauma (per esempio, caduta…) in età adulta;
- è particolarmente magra;
- segue o ha seguito alcuni trattamenti, soprattutto a base di corticoidi;
- fuma e beve alcolici;
- ha un deficit di calcio e/o di vitamina D;
- è sedentaria o fa pochissima attività fisica.

Prima della menopausa, le donne sono meno esposte degli uomini alle malattie cardiovascolari, ma con l’arrivo del climaterio questa protezione relativa diminuisce, e il rischio di insorgenza delle patologie cardiovascolari aumenta regolarmente con l’età. Il rischio personale dipende dalla presenza di alcuni fattori. Il rischio di essere colpite da una malattia cardiovascolare aumenta se la donna:

- fuma;
- è in soprappeso o obesa;
- ha una storia familiare di malattia cardiovascolare;
- soffre di diabete, di ipertensione arteriosa o ha un tasso elevato di colesterolo nel sangue;
- ha un stile di vita sedentario

Il trattamento ormonale sostitutivo: un cenno
I vantaggi del trattamento ormonale sostitutivo sono duplici e riguardano principalmente la cura dei disturbi del climaterio (vampate di calore, sudorazione, disturbi vaginali e urinari…) e la prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture (diminuzione della perdita ossea, riduzione del rischio di fratture dell’anca e del collo del femore). I benefici attesi riguardo ai disturbi cognitivi (perturbazioni della memoria e della capacità di concentrazione…) sono invece discutibili. Come tutti i farmaci, anche il trattamento ormonale sostitutivo ha effetti indesiderabili: alcuni studi hanno messo in luce un aumento di rischio di cancro del seno e delle malattie cardiovascolari. Come risultato di questo allarme, le indicazioni del trattamento ormonale sostitutivo sono state rivalutate, e le prescrizioni sono oggi estremamente personalizzate. La decisione di iniziare questo tipo di terapia avviene in seguito ad un adeguato counselling tra il medico e la paziente in funzione dello stato di salute e dei desideri di quest’ultima. Le indicazioni generali sono:

sintomi climaterici fastidiosi
in presenza di vampate di calore o di altri sintomi disturbanti, il Tos della più breve durata possibile può essere di aiuto, se la donna lo desidera. Dopo una chiara ed esauriente informazione sui rischi, il trattamento verrà regolarmente rivalutato (almeno una volta all’anno) con la possibilità di sospensione temporanea per controllare la persistenza dei sintomi e la loro gravità;

fattori di rischio dell’osteoporosi
il Tos non viene prescritto sistematicamente. Per prevenire l’osteoporosi esistono altri mezzi, in particolare una buona igiene di vita, una dieta ricca di calcio e un apporto sufficiente di vitamina D. Solo il medico può decidere se prescrivere o meno il Tos a una paziente con rischio elevato di osteoporosi e quindi di frattura, a condizione che la donna non abbia tollerato altri trattamenti indicati per la prevenzione dell’osteoporosi;

Le alternative naturali per attenuare i sintomi della menopausa sono quelle classiche: omeopatia, agopuntura, fitoterapia. Le medicine dolci rappresentano una possibilità che però fatica a dimostrare la propria efficacia. Solo i derivati di soia, che però hanno effetti controversi secondo alcuni autori, e nello specifico  i fitoestrogeni, possono avere un’azione sulle vampate di calore, ma possono presentare, secondo alcuni studi, gli stessi rischi degli estrogeni di sintesi senza garantirne la stessa efficacia. L’affidabilità dei prodotti cosiddetti “naturali” non è garantita, e la loro sicurezza non è valutata.

pubblicato il 23 dicembre 2005

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