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Il trattamento ormonale sostitutivo (Tos)

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Il trattamento ormonale sostitutivo (Tos)

Il principio del trattamento ormonale sostitutivo è, come dice il nome, di sostituire i due ormoni femminili, l’estrogeno e il progesterone, la cui produzione da parte delle ovaie termina con la menopausa.

Il trattamento consiste quindi nel “sostituire” degli ormoni a quelli che le ovaie secernevano quando la donna aveva il ciclo mestruale: estrogeno durante tutto il ciclo, e progesterone nella seconda metà del ciclo, fino alle mestruazioni successive. L’estrogeno è l’ormone efficace per i disturbi del climaterio e in materia di prevenzione dell’osteoporosi; l’assunzione di estrogeno in assenza di progesterone potrebbe condurre allo sviluppo di un cancro dell’utero. Il progesterone protegge l’organismo contro questo tipo di cancro, ed è quindi indispensabile rispettare l’associazione dei due ormoni. Tuttavia, il progesterone non è più indispensabile se l’utero è stato precedentemente rimosso chirurgicamente (isterectomia). Il trattamento ormonale sostitutivo è un farmaco, ma non può rallentare l’invecchiamento dell’organismo.

I vantaggi del Tos sono:

  • un’azione benefica per numerosi disturbi della menopausa
    il Tos è molto efficace per le vampate di calore e la sudorazione, ma agisce anche sulla parete vaginale, la vescica e le vie urinarie, migliorando gli eventuali disturbi vaginali e urinari;

  • un’azione protettrice verso l’osteoporosi postmenopausale e le fratture 
    numerosi studi mostrano che gli estrogeni frenano l’accelerazione della perdita ossea che interviene dopo la menopausa. Ciò spiega perché il Tos può diminuire il rischio di fratture del collo del femore e dell’anca. Le donne che seguono un Tos hanno meno fratture rispetto a quelle che non hanno mai seguito questo trattamento. Non appena il Tos viene sospeso, la perdita ossea ricomincia, e il rischio di frattura si riavvicina a quello delle donne non trattate.

Al pari di qualsiasi trattamento farmacologico, anche questo presenta degli effetti indesiderabili. Nel luglio 2002, la pubblicazione di uno studio americano relativo all’uso del Tos ha alimentato un grande dibattito. Lo studio condotto su più di 16.000 donne in menopausa ha consentito di precisare il rischio e i benefici del trattamento. Altri studi, soprattutto una ricerca condotta su più di un milione di donne inglesi, hanno apportato informazioni complementari sui rischi:

- rischio di cancro del seno
il Tos aumenta il rischio di insorgenza di cancro del seno in rapporto alle donne in menopausa non trattate. Attualmente si stima che tra i 50 e i 65 anni, tra 1.000 donne non sottoposte a Tos circa 32 svilupperanno un cancro del seno, e questo rischio aumenta con il progredire dell’età. Per 1.000 donne sottoposte a Tos, il numero di casi supplementari di cancro del seno è stimato a 6 per 5 anni di trattamento, e a 19 per 10 anni di trattamento. Il rischio di aumento di cancro del seno è stato dimostrato soprattutto per alcune forme di Tos assunto per via orale, ma non esiste a oggi alcun argomento che consenta di dichiarare che questo rischio è diverso con il Tos per via per cutanea (cerotto). Sembra tuttavia che questi cancri siano diagnosticati più tardivamente nelle donne trattate, e ciò potrebbe spiegarsi con un aumento della densità dei seni sotto trattamento che rendono lo screening più difficile sia alla palpazione, sia alla mammografia. A partire dai 50 anni, si raccomandata di sottoporsi in modo sistematico ogni due anni a una mammografia. I primi risultati di uno studio pubblicato in Francia nel novembre 2004 apportano indicazioni più precise: in totale, le utilizzatrici del Tos hanno un rischio più elevato di cancro del seno (+20%) anche quando il trattamento è di breve durata (inferiore a due anni); il rischio di cancro del seno sembra variare in funzione dell’associazione ormonale utilizzata. La combinazione estrogeno+progestinico di sintesi sarebbe più a rischio, con un 40% di aumento del rischio di cancro del seno, indipendentemente dalla modalità di somministrazione (orale o transcutanea). La combinazione estrogeno + progesterone micronizzato sembra priva di effetto cancerogeno, almeno a breve termine. I risultati dovranno essere ulteriormente essere confermati sul lungo termine. Quanto ai soli estrogeni impiegati per le donne sottoposte a isterectomia (rimozione chirurgica dell’utero), non si è osservato alcun aumento del rischio di cancro del seno;

- altri cancri
i dati disponibili non consentono di stabilire un nesso tra l’assunzione del Tos e l’insorgenza di altri cancri, soprattutto in relazione al tumore dell’ovaio. Non sono tuttavia disponibili dati sufficienti per affermare che il Tos protegge dall’insorgenza di questo tipo di cancro;

- il rischio cardiovascolare
il Tos non ha un effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari come l’infarto del miocardio, l’insufficienza coronarica, l’angina pectoris, l’ictus). Il rischio di trombosi venosa (formazione di un coagulo in una vena, provoca una flebite o un’embolia polmonare) aumenta con l’assunzione del Tos, soprattutto durante il primo anno di trattamento.

Gli effetti secondari del TOS
Durante il trattamento con il TOS è possibile che la donna provi dolore o dolenzia ai seni: tensione, gonfiore, fastidio, dolore vero e proprio. Questo tipo di sintomi non indica lo sviluppo di un cancro del seno dovuto al Tos, ma riflette in genere un sovradosaggio di estrogeni. Inoltre, il progestinico deve essere dosato con molta cura, perché un dosaggio non equilibrato tra progestinico ed estrogeno può provocare un lieve aumento di peso e una sensazione di gonfiore del ventre.

Per il Tos esistono controindicazioni specifiche:

  • cancro del seno noto o sospettato, o altri tumori (tumori ormonodipendenti) il cui sviluppo dipende dalla quantità di estrogeni, per esempio il cancro dell’utero;

  • trombosi venosa o arteriosa recente o in evoluzione, per esempio flebite, infarto del miocardio, ictus;

  • emorragia genitale di origine ignota, malattia del fegato, allergia specifica al Tos.

Il Tos deve durare il meno possibile, tenendo conto dei vantaggi e dei rischi. Nel quadro del trattamento dei disturbi climaterici, si raccomanda di assumere il Tos solo fin quando persistono i sintomi. Nel quadro della prevenzione dell’osteoporosi, il medico deciderà in base alla valutazione regolare dell’equilibrio tra benefici e rischi del trattamento, e stabilirà il momento dell’arresto della cura. Il Tos può essere interrotto in qualsiasi momento. Il trattamento è disponibile in diverse forme, che possono essere combinate tra di loro: gli estrogeni si presentano sotto forma orale (compressa), cutanea (gel o cerotto), vaginale (anello vaginale) e nasale (polverizzatore); i progestinici non associati ad altri ormoni si presentano unicamente sotto forma orale (compressa), l’associazione estrogeno + progestinico è disponibile in entrambe le forme, sia come compressa, sia come cerotto. La scelta di una forma o dell’altra dipende in parte dalle preferenze della donna, in quanto la via di somministrazione non modifica l’efficacia del trattamento.

Tipologie del Tos
Esistono due modi di assumere un Tos, con o senza “mestruazione”. Nel trattamento con “mestruazione” il progestinico viene aggiunto all’estrogeno solo alla fine del mese, per 12-14 giorni. L’estrogeno può essere assunto sia tra 21 e 28 giorni al mese, sia senza interruzione. Questo trattamento restaura artificialmente il ciclo mestruale all’arresto del trattamento progestinico.

oppure:

Il trattamento senza «mestruazione»: estrogeno e progestinico vengono prescritti insieme, senza interruzione.

La scelta tra questi due schemi spetta al medico.

Prima di iniziare un Tos, è richiesta una valutazione clinica completa, compresa la mammografia.

10 cose da ricordare
1 – la menopausa non è una malattia, ma il Tos è un farmaco. Esistono perciò indicazioni, controindicazioni, effetti secondari indesiderabili. Il TOS deve essere prescritto per una durata limitata;
2 – il Tos è il trattamento più efficace contro alcuni disturbi che possono intervenire in menopausa, come le vampate di calore, l’aridità vaginale, la sudorazione notturna. Non si tratta di una panacea per combattere l’invecchiamento, e probabilmente non soddisferà tutte le vostre aspettative. Inoltre, non ha alcun effetto protettivo rispetto ai disturbi cognitivi e al rischio di demenza;
3 – il Tos è efficace per la prevenzione di alcune fratture che avvengono in menopausa. Esistono alternative terapeutiche che devono essere discusse e valutate con il medico;
4 - se si ha bisogno o si desidera iniziare un TOS a base di soli estrogeni, si sappia che sulla base dei dati attualmente disponibili questo trattamento non sembra aumentare il rischio di cancro del seno, ma che per contro si sarà esposte a un maggior rischio cardiovascolare e di cancro dell’endometrio (rivestimento interno dell’utero);
5 – se si ha bisogno o si desidera iniziare un Tos che combina estrogeni e progestinici, si eviterà un accrescimento di rischio di cancro dell’endometrio e si potrà ridurre il rischio di cancro colorettale, ma si sarà esposte a un aumentato rischio di cancro del seno e a un aumentato rischio cardiovascolare;
6 – chi ha subito un’isterectomia non deve assumere il trattamento combinato, che sarebbe inutile, ma solo un trattamento a base di estrogeni. Non seguire questa prescrizione espone a un maggior rischio inutile di cancro del seno;
7 – se non si presentano particolari fattori di rischio, gli aumenti di rischio descritti nei punti precedenti non rimettono in causa la prescrizione di un Tos per il trattamento di alcuni disturbi della menopausa quali le vampate di calore, l’aridità vaginale o la sudorazione notturna; 
8 – si osservi che non seguire un Tos non farà evitare il rischio di cancro o il rischio cardiovascolare. Il cancro del seno o dell’endometrio e le malattie cardiovascolari possono manifestarsi anche in donne mai sottoposte a Tos;
9 – se si è interrotto un Tos, non si corrono maggiori rischi cardiovascolari supplementari. L’accresciuto rischio di cancro del seno scomparirà nei 5 anni successivi all’arresto del Tos;
10 – per evitare problemi, la cosa migliore da fare è consultare regolarmente il medico, per esempio due volte all’anno, in vista di un esame ginecologico e senologico completo e della mammografia.

pubblicato il 30 gennaio 2006

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