|
Circa
il 35% della popolazione italiana soffre o ha
sofferto di forme gravi di cefalea in un periodo
della propria vita, mentre episodi lievi si
presentano almeno una volta all’anno con una
incidenza dell’80% sul totale della popolazione.
Nella cefalea muscolo-tensiva, più che in altre
forme, la componente psichica del disturbo è posta
in primo piano rispetto alle cause di natura
fisologica.
Questa
tipologia di cefalea si presenta con un mal di testa
non molto intenso, ma persistente, in cui il dolore
è – solitamente – diffuso su tutta la
superficie ed apporta una sensazione di "stretta" alla testa; nelle forme più severe si possono
avere altri sintomi correlati, quali nausea e
vomito, sensazioni di fastidio per luce e rumori. I
rimedi, solitamente, usati in questi casi sono di
natura farmacologia e consistono, tradizionalmente,
negli analgesici a base di acido acetilsalicilico,
ma si può ricorrere anche a varie tecniche di
rilassamento psicofisico che interrompono lo stato
di tensione e l’azione dei fattori di stress
producendo sollievo ed arrivando anche a debellare
il dolore.
Tra
le tecniche "naturali" più conosciute che si
basano, soprattutto, sul cambiamento del ritmo
respiratorio possiamo citare il training autogeno
con bio-feedback o, il più recente metodo,
denominato “ rebirthing “.
Altre
tecniche alternative ai farmaci sono quelle basate
aull’azione diretta del massaggio curativo, come
avviene nell’ agopuntura e nello shiatsu.
Il
training autogeno con biofeedback è una tecnica di
rilassamento che unisce agli esercizi di
respirazione propri del trainin autogeno, la
possibilità di misurare la tensione muscolare del
soggetto attraverso degli elettrodi che vengono
applicati sulla fronte o sul collo (biofeedback
significa appunto segnale biologico). Lo strumento
rivela il grado di tensione muscolare presente nel
soggetto momento per momento, traducendola in un
segnale sonoro che è più intenso in presenza di
una maggiore tensione.
Ci
si propone di arrivare lentamente ad uno stato di
rilassamento psicofisico, in cui il soggetto riesce
a rilasciare, in maniera progressiva, la propria
muscolatura.
Anche
il "rebirthing" (letteralmente: rinascita) è
una tecnica recente che si basa sulla respirazione,
o meglio sulla correzione del proprio ritmo
respiratorio, che diventa progressivamente più
lento e profondo in modo da consentire l’ aumento
della ossigenazione sanguigna e l’eliminazione
delle tossine, arrivando quindi a sensazione di
benessere generale ed al successivo rilassamento
della muscolatura.
Altre
tecniche non farmacologiche basate questa volta
sull’ azione diretta del massaggio o sulla
stimolazione di determinati "centri nervosi"
sono il massaggio shiatzu e l’ agopuntura.
Sono
antichissime forme di terapia cinese che, attraverso
la pressione degli aghi o delle dita sul corpo del
paziente, stimolano la produzione di sostanze
biochimiche come le endorfine ed alcuni mediatori
cerebrali implicati nei processi fisilogici
antidolorifici. In queste tecniche lo scopo è
quello di ristabilire un equilibrio energetico
adeguato, laddove lo stato di malessere ha alterato
le correnti energetiche dell’ organismo.
Nella
cefalea si verificherebbero ristagno o accumulo
energetico nella parte alta del corpo e nella testa,
che deve essere quindi ridistribuito nell’ intero
corpo attraverso una canalizzazione dell’ energia
verso il basso, le spalle, il tronco e gli arti. In
conclusione, oltre alla possibilità, da un punto di
vista psicologico, di approfondire il discorso sul
sintomo, fondamentale è il riuscire a cambiare
alcune delle proprie abitudini dannose, cercare cure
non farmacologiche, migliorare la conoscenza del
proprio disturbo.
Nelle
cefalee più recidive certamente l’ utilizzo di
antidolorifici può essere inevitabile: fra questi
analgesici da banco o ancora le più specifiche
molecole di indometacina o l’ utilizzo della
ultima generazione dei triplani. certo, resistere al
farmaco può essere un’ ottima prova di sfida con
se stessi, ma non a costo di dolori impietosi che
spesso si placano solo con l’ utilizzo precoce del
farmaco.
Necessario
è, credo, raggiungere una conoscenza maggiore del
proprio disturbo, rivolgersi a professionisti
esperti in grado di far raggiungere al soggetto –
in breve tempo – un buon .livelo di rilassamento.
L’aspetto
di somatizzazione riveste un ruolo chiaro ed
accertato, quindi il soggetto dovrebbe lentamente
restituire a sé stesso un ritmo di vita più sereno
e "personalizzato" che gli consenta di uscire
dalle svariate costrizioni (auto ed eteroimposte)
del quotidiano.
La
cefalea costa mediamente centocinquantamila lire
annue ad ogni individuo nei suoi costi farmacologici.
Cerchiamo di scoprire, anche in virtù di questi
alti costi individuali, lo stato di malessere che può
aver alterato le nostre correnti energetiche.
Importante è guardare in noi stessi, analizzare
anche parti di noi lasciate per molto tempo
incontrollate: tutto questo, di certo, predispone ad
un miglioramento muscolo censivo.
Anche
l’ aiuto di un terapeuta con il quale rivisitare
il "nostro rimosso" può molto aiutarci,
migliorando il nostro vivere alle alte frequenze.
pubblicato
il
18 gennaio 2010
|