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Giovani madri e depressione post-partum

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Giovani madri e depressione post-partum

Sempre più numerose sono le madri che, subito dopo il parto, vivono sensazioni di tristezza e stati depressivi di vario tipo, anche se solo il 15% di esse rappresenta una reale condizione di depressione post–partum. "Una o due madri ogni mille, appartenenti a quel 15%, arriva anche ad uccidere il proprio neonato" – dice la D.ssa Ann Dunnewold, psicologa responsabile dell’ associazione Postpartum Support International, che si è interessata recentemente anche al caso della giovane donna di Houston ( Texas – Usa ) che ha ucciso i suoi cinque figli……

"Il marito della donna – racconta la D.ssa Dunnewold - riferì alla polizia che la moglie era allora in trattamento psicologico e farmacologico per uno stato di depressione derivante dall’ ultimo parto affrontato poco tempo prima."

Le donne che compiono questi crimini soffrono solitamente di un tipo particolarmente accentuato di depressione post–partum, che sfocia in uno stato psicotico solitamente denominato PSICOSI POST–PARTUM proprio per differenziare questa condizione estrema che si manifesta con una sintomatologia grave di tipo delirante e allucinatorio, con confusione mentale, ideazione persecutoria, etc, da quella relativamente meno intensa e pericolosa conosciuta, tradizionalmente, come lo stato depressivo che compare in alcuni casi dopo un parto.

"In questi casi gravi si possono avere comportamenti dettati da una forte componente di frustrazione soggettiva vissuta dalla madre, accompagnata da sentimenti di delusione rispetto ai familiari e sentimenti contrastanti verso il nascituro" – aggiunge il Dott. Chris Heath, docente di psichiatria presso la facoltà universitaria del Texas Medical Center di Dallas.

"La forma depressiva post–partum tradizionale – continua la Dunnewold si manifesta con diminuzione generalizzata del tono dell’ umore e apatia, spesso accompagnata da cambiamenti delle abitudini alimentari, del sonno, riduzione del desiderio sessuale, pensieri pessimistici che nei casi più gravi giungono ad idee suicidarie. Questo dura solitamente per circa un anno con intensità variabile, e spesso fino al momento dello svezzamento dal seno del neonato...".

La depressione post–partum è una forma di sofferenza psichica ancora "sommersa", dice la Dunnewold, poiché si è soliti considerare nella nostra cultura il periodo della nascita dei figli come quello più eclatante della propria vita di donna. Di conseguenza molte donne appaiono restie a parlare delle proprie difficoltà psicologiche e delle proprie ansie e paure nell’ affrontare questo momento ed il rapporto col nascituro e, semplicemente, nascondono agli altri le proprie emozioni e preoccupazioni…

La terapia della depressioni p.p. è, solitamente, di tipo psicoterapeutico – farmacologico, dove all’ intervento psicoterapeutico propriamente detto si affiancano tecniche specifiche di controllo degli eventi stressanti, supportate all’occorrenza da adeguati farmaci antidepressivi.

"Negli Stati Uniti – aggiunge Jane Hanikman dell’ associazione Postpartum Support International – molte donne che hanno commesso delitti nell’ uccidere i propri bimbi sono in carcere". Continua dicendo che "queste donne sono in carcere perché si tende ancora a criminalizzare la malattia mentale. Ma le cose stanno lentamente cambiando anche qui – dice – e la malattia mentale è quindi invocata dagli avvocati della difesa nei casi in cui la madre sopprima il proprio bambino"!

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Pagina aggiornata al 13/12/2010

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