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Seduta
in una caffetteria sento-pur non volendo perché ero
in scrittura di un nuovo articolo. Dicevo,sento
questa conversazione tra due amiche che parlavano di
protesi corporee. Parlavano del loro corpo come se
fosse un pupazzo da modellare,da riempire tutto di
silicone. Un pupazzo perfetto con il chirurgo più
di grido. I prezzi di cui parlavano per queste
protesi erano assolutamente esosi,ma nulla ferma le
donne che vogliono modellare il loro corpo.
Diventare un’altra immagine in realtà, si risulta
trasformati. Parecchie donne a lavoro finito -
raccontavano le due donne in caffetteria-poi
talvolta restavano deluse per bocche troppo
gonfiate che davano l’idea di finto o per visi
tirati per nascondere fino anche l’ultima rughetta
appena pronunciata che si vede ancora:insomma
reclamano anche per questi lavori di protesi e
tiraggio fatti male.
In
realtà diventano un’altra immagine,
interviene in molti casi una vera e proprio
disgregazione anche interiore oltre che estetica.
Bisogna fare i conti col proprio Io, spappolato da
un corpo che guardato allo specchio non coincide
affatto con quello di prima. Si lamentavano queste
due donne di un seno sesta misura che sembrava
finto,ma che oramai non si poteva ricambiare. Questo
seno così prorompente crea una persona diversa.
Sento raccontare all’amica che non sa quasi che
abbigliamento usare per uscire. Ora veste più di
nero,più accollata,insomma il silicone sembra
davvero sia stato un vero flop. C’è davvero
un’atleta americana, Jana Pittman di 27 anni che
si vedeva forse troppo muscolosa, troppo
piatta,senza nessun senso distintivo. Lei afferma
che quel silicone in più aiuterebbe ad essere(crede
lei)meno superficiale, meno anonima.
Non
ci si rende conto che è- in realtà - il contrario.
Perchè diventare una bambolotta gonfiabile con
zigomi, labbra e seno pieno di silicone? Molte
povere attrici del passato
sono coperte totalmente da sostanze per
gonfiare-tremo per loro. Sono diventate statuine
senza una identità.
Il
discorso qui fa la sua parte davvero. Dov’è
l’anima di chi c’era dentro prima? In realtà
molte donne hanno il coraggio di dirlo poi, altre
donne si nascondono ma poi labbra ipergonfiate e
seni da sesta misura parlano da soli. Si vergognano
nel dirlo. In realtà il bisturi collega le
imperfezioni,però pensateci ci ruba il nostro vero
Io o no?
Infine
scopriamo poi che
agli uomini queste barbie imbellettate e scombinate
non piacciono. Sono senza una identità. Agli uomini
piacciono le donne col loro seno, gli piacciono
anche le loro imperfezioni, i difetti. Gli piace
anche quella rughetta che si intravede e sta per
diventare ruga vera. Perchè comunque anche così la
donna è sempre molto misteriosa. Rughe e
silicone…… addio! Ma questo è un parere del
tutto personale,ovviamente.
Nei
racconti di psicoterapeuti – talvolta - si leggono
storie dall'aria assurda, donne che raccontano al
proprio terapeuta di voler fare un intervento di
protesi al seno per poi, dopo averlo fatto,
lamentarsi dell'enormità corporea a cui sono
arrivate. Donne in carne che non sanno più come
vestirsi. Donne spessissimo rifiutate dagli uomini
proprio per queste spropositate dimensioni. In una
signora, conoscente di vecchia data, fu alienato il
senso del proprio Io,ma chi sono....non mi riconosco
più, la mia identità vera....ma quale è? Il
proprio Io risulta fortemente disgregato, spappolato
dalle proprie vanità un po' ignoranti del sentito
dire e di altro ancora. Insomma questa signora
47enne si ritrova a parlare al proprio terapeuta di
come poter fare ora ad accettarsi,si sente
sgretolata, i figli la canzonano in casa, il marito
imbestialito di un intervento di cui nemmeno sapeva.
Questa persona si ritrova a fare i conti con la
propria personalità,tra l'altro già disturbata
dagli esordi di un disturbo bipolare.Il
suo terapeuta la invia ad un day hospital
psichiatrico. L'accettano quasi immediatamente e la
inseriscono all'interno di una serie di colloqui di
base. La signora con un bipolarismo non ancora
“scoperto”, lì....proprio in sede psichiatrica,
viene fuori col suddetto disturbo in maniera
eclatante. Il disturbo bipolare è già tra i
disturbi più subdoli nel venire a galla,in lei
ancora più subdolo. Alle sue smanie era spesso dato
un generico nome di nevrosi o del vecchio
esaurimento nervoso. In realtà solo lì,dopo
colloqui e colloqui, la signora risultò affetta da
un duplice disturbo, bipolarismo ed ance atrofia di
una zona cerebrare, dell'arteria cerebrale
anteriore.Quindi disturbo bipolare in piena regola.
Venne messa subito in cura con farmaci ovviamente
psichiatrici,ma il danno dell' ipergonfiabile era già
stato fatto e la segnava di continuo con malumori e
distruzione di oggetti in day hospital quando veniva
contraddetta a malappena sul suo ipergonfiabile.
Diventò una vita d'inferno, questa conoscente era
già anche nota per le sue stravaganze ed un
disturbo bipolare dietro le fila della sua vita
davvero non ci voleva.
Voleva
tornare indietro, riessere come era.Credo non
potesse essere più possibile, aveva subito anche
forti dosaggi ormonali che si scontravano per certi
versi con i dosaggi psichiatrici ora in atto. Quando
cominciò a spaccare mezza casa, a distruggere
oggetti, a colpire il marito con bottigliette di
plastica in maniera molto violenta ci si rese conto
che la patologia stava andando in una escalation non
più prevedibile. Fu inserita in reparto
psichiatrico d'urgenza, si ridusse ad una larva di
donna. Da quel suo seno rifatto partì tutta la sua
follia, forse un bene se si pensa che dietro la sua
vita si celava una patologia psichiatrica piuttosto
sostanziosa.
Ebbi
notizia che dopo parecchi mesi le fu trovato un
chirurgo in grado di.....”sgonfiare” questo seno
rifatto.Lei insisteva sulla impellente necessità di
questo intervento. Difatti lo era,per una persona
con tale patologia. A sgonfiamento avvenuto anche la
sua patologia,sempre in atto, pote' essere curata al
meglio pur con i sempre presenti segni di atrofia
locale cerebrale nella zona prima menzionata.
L'umore migliorò ma ci vollero diversi anni prima
che tutto rientrasse in”certi canoni”.
Quindi,
non rifatevi, è un piccolo urlo d'assalto da parte
mia. Di certo siete migliori con le vostre
imperfezioni ed i difetti che anche i vostri
uomini apprezzano di più. Basta a queste Barbie
davvero in forma perfetta. Il mito dell'imperfetto
dovrebbe essere la chiave di tutto. La stessa Gina
Lollobrigida che ogni tanto vedo passare per la coin
della mia città è una figura
gonfia,magra,devastata da interventi in cui nemmeno
gli occhi quasi le si vedono più. Si vedono solo le
strisce fatte anche male di rimmel ed eye liner.
Perciò....pensateci bene!
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