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Buon pomeriggio, oggi è lunedì 21 maggio 2012

Le donne che diventano bambole gonfiabili

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Le donne che diventano bambole gonfiabili

Seduta in una caffetteria sento-pur non volendo perché ero in scrittura di un nuovo articolo. Dicevo,sento questa conversazione tra due amiche che parlavano di protesi corporee. Parlavano del loro corpo come se fosse un pupazzo da modellare,da riempire tutto di silicone. Un pupazzo perfetto con il chirurgo più di grido. I prezzi di cui parlavano per queste protesi erano assolutamente esosi,ma nulla ferma le donne che vogliono modellare il loro corpo. Diventare un’altra immagine in realtà, si risulta trasformati. Parecchie donne a lavoro finito - raccontavano le due donne in caffetteria-poi talvolta restavano deluse per bocche troppo gonfiate che davano l’idea di finto o per visi tirati per nascondere fino anche l’ultima rughetta appena pronunciata che si vede ancora:insomma reclamano anche per questi lavori di protesi e tiraggio fatti male.

In realtà diventano un’altra immagine, interviene in molti casi una vera e proprio disgregazione anche interiore oltre che estetica. Bisogna fare i conti col proprio Io, spappolato da un corpo che guardato allo specchio non coincide affatto con quello di prima. Si lamentavano queste due donne di un seno sesta misura che sembrava finto,ma che oramai non si poteva ricambiare. Questo seno così prorompente crea una persona diversa. Sento raccontare all’amica che non sa quasi che abbigliamento usare per uscire. Ora veste più di nero,più accollata,insomma il silicone sembra davvero sia stato un vero flop. C’è davvero un’atleta americana, Jana Pittman di 27 anni che si vedeva forse troppo muscolosa, troppo piatta,senza nessun senso distintivo. Lei afferma che quel silicone in più aiuterebbe ad essere(crede lei)meno superficiale, meno anonima.

Non ci si rende conto che è- in realtà - il contrario. Perchè diventare una bambolotta gonfiabile con zigomi, labbra e seno pieno di silicone? Molte povere attrici del passato  sono coperte totalmente da sostanze per gonfiare-tremo per loro. Sono diventate statuine senza una identità.

Il discorso qui fa la sua parte davvero. Dov’è l’anima di chi c’era dentro prima? In realtà molte donne hanno il coraggio di dirlo poi, altre donne si nascondono ma poi labbra ipergonfiate e seni da sesta misura parlano da soli. Si vergognano nel dirlo. In realtà il bisturi collega le imperfezioni,però pensateci ci ruba il nostro vero Io o no?

Infine scopriamo poi  che agli uomini queste barbie imbellettate e scombinate non piacciono. Sono senza una identità. Agli uomini piacciono le donne col loro seno, gli piacciono anche le loro imperfezioni, i difetti. Gli piace anche quella rughetta che si intravede e sta per diventare ruga vera. Perchè comunque anche così la donna è sempre molto misteriosa. Rughe e silicone…… addio! Ma questo è un parere del tutto personale,ovviamente.

Nei racconti di psicoterapeuti – talvolta - si leggono storie dall'aria assurda, donne che raccontano al proprio terapeuta di voler fare un intervento di protesi al seno per poi, dopo averlo fatto, lamentarsi dell'enormità corporea a cui sono arrivate. Donne in carne che non sanno più come vestirsi. Donne spessissimo rifiutate dagli uomini proprio per queste spropositate dimensioni. In una signora, conoscente di vecchia data, fu alienato il senso del proprio Io,ma chi sono....non mi riconosco più, la mia identità vera....ma quale è? Il proprio Io risulta fortemente disgregato, spappolato dalle proprie vanità un po' ignoranti del sentito dire e di altro ancora. Insomma questa signora 47enne si ritrova a parlare al proprio terapeuta di come poter fare ora ad accettarsi,si sente sgretolata, i figli la canzonano in casa, il marito imbestialito di un intervento di cui nemmeno sapeva. Questa persona si ritrova a fare i conti con la propria personalità,tra l'altro già disturbata dagli esordi di un disturbo bipolare.Il  suo terapeuta la invia ad un day hospital psichiatrico. L'accettano quasi immediatamente e la inseriscono all'interno di una serie di colloqui di base. La signora con un bipolarismo non ancora “scoperto”, lì....proprio in sede psichiatrica, viene fuori col suddetto disturbo in maniera eclatante. Il disturbo bipolare è già tra i disturbi più subdoli nel venire a galla,in lei ancora più subdolo. Alle sue smanie era spesso dato un generico nome di nevrosi o del vecchio esaurimento nervoso. In realtà solo lì,dopo colloqui e colloqui, la signora risultò affetta da un duplice disturbo, bipolarismo ed ance atrofia di una zona cerebrare, dell'arteria cerebrale anteriore.Quindi disturbo bipolare in piena regola. Venne messa subito in cura con farmaci ovviamente psichiatrici,ma il danno dell' ipergonfiabile era già stato fatto e la segnava di continuo con malumori e distruzione di oggetti in day hospital quando veniva contraddetta a malappena sul suo ipergonfiabile. Diventò una vita d'inferno, questa conoscente era già anche nota per le sue stravaganze ed un disturbo bipolare dietro le fila della sua vita davvero non ci voleva.

Voleva tornare indietro, riessere come era.Credo non potesse essere più possibile, aveva subito anche forti dosaggi ormonali che si scontravano per certi versi con i dosaggi psichiatrici ora in atto. Quando cominciò a spaccare mezza casa, a distruggere oggetti, a colpire il marito con bottigliette di plastica in maniera molto violenta ci si rese conto che la patologia stava andando in una escalation non più prevedibile. Fu inserita in reparto psichiatrico d'urgenza, si ridusse ad una larva di donna. Da quel suo seno rifatto partì tutta la sua follia, forse un bene se si pensa che dietro la sua vita si celava una patologia psichiatrica piuttosto sostanziosa.

Ebbi notizia che dopo parecchi mesi le fu trovato un chirurgo in grado di.....”sgonfiare” questo seno rifatto.Lei insisteva sulla impellente necessità di questo intervento. Difatti lo era,per una persona con tale patologia. A sgonfiamento avvenuto anche la sua patologia,sempre in atto, pote' essere curata al meglio pur con i sempre presenti segni di atrofia locale cerebrale nella zona prima menzionata. L'umore migliorò ma ci vollero diversi anni prima che tutto rientrasse in”certi canoni”.

Quindi, non rifatevi, è un piccolo urlo d'assalto da parte mia. Di certo siete migliori con le vostre imperfezioni ed i difetti che anche i vostri uomini apprezzano di più. Basta a queste Barbie davvero in forma perfetta. Il mito dell'imperfetto dovrebbe essere la chiave di tutto. La stessa Gina Lollobrigida che ogni tanto vedo passare per la coin della mia città è una figura gonfia,magra,devastata da interventi in cui nemmeno gli occhi quasi le si vedono più. Si vedono solo le strisce fatte anche male di rimmel ed eye liner. Perciò....pensateci bene!

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Pagina aggiornata al 02/05/2011

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