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Buon pomeriggio, oggi è lunedì 21 maggio 2012

Querelle e omosessualità

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Querelle e omosessualità

Prendendo spunto da alcuni episodi di razzismo sessuofobo contro omosessuali, la mia memoria torna al famoso film di Rainer FassbinderQuerelle”.

Sentendo varie storie omosessuali di persone che conosco la situazione è talvolta tragica parlando di questo argomento, sembra che il mondo non sia mai andato avanti, mentre il “Querelle” di cui sopra ha fatto epoca nella storia del cinema. Lo sto citando perché è il primo film sull’omosessualità che vidi nel 1982 ed è ad oggi il migliore. Lo vidi sul grande schermo circa 25 anni fa (oramai è storia) e lo vidi con un’amica senza esattamente sapere che cosa stessimo andando a vedere. Non eravamo preparate al film nessuna delle due, ma ne avevamo sentito parlare con belle recensioni ed un grande Fassbinder.

Impossibile difatti non esserne affascinati nella rutilanza scenografica di un grande regista. Ma vedi i gusti? Vedi la critica di vedute talvolta diversa? La mia amica ne restò quasi scandalizzata, ricordo certe sue parole “troppa omosessualità nel film”, che di per sé non vuol dire nulla. Diceva lei “troppo ostentato, credevo in un film d’autore, in un noir particolare, qui tutto è ripetitivo, forse anche confuso. Convenni con lei che la pensavamo in due modi diametralmente opposti. Io, poi, stavo –dal canto mio– cominciando a leggere le prime cose, i primi trattati di psicologia che avrebbero seguito poi il mio percorso in psicologia clinica.

Iniziai a spulciare su trattati vari in qua e là e ogni tanto qualcosa sul circuito gay mi veniva fuori. Mi capitò anche di fare qualche reportage su magazine di allora. Scoprì che esisteva un locale dal nome “Cassero” nella città di Bologna; stavo ancora scrivendo per un magazine inglese, tanto lavoro, tanti campi di interesse. Su quel magazine inglese trovai alcuni articoli sull’argomento omosessualità e mi venne la voglia di scandagliare un po’ di più.

Lessi il nome “Cassero” e di colpo mi resi conto che parlavano del nostro Cassero Italiano. Fui incuriosita dalla cosa e una volta in Italia andai in questo locale di Porta Saragozza. Scoprii un po’ un mondo che non conoscevo. Al suo interno luci da vecchia psichedelia (in fondo erano appena finiti gli anni settanta) ed il mio senso da curiosa Miss Marple mi portò di piombo una bella sera invernale al suo interno.

Un bel bar a luci fluorescenti, una piccola discoteca, la biblioteca, le sale relax ai piani superiori, gente che chiacchierava animatamente scartabellando un libro e l’altro. Conobbi ovviamente qualcuno con cui chiacchierare ed ancora oggi ricordo quel buon bel boccale di birra bevuto proprio lì, col mio nuovo amico gay, Alex. Bei momenti, lui critico cinematografico, mi portò con le parole in un mondo luminoso e fluorescente, mentre io lo portai nel mio percorso verso la psicoterapia e la psicologia clinica.

Qualche anno più tardi si iscrisse a psicologia con tesi d’azzardo ”La mia omosessualità non me la toglierà mai nessuno”. Bei ricordi e quanti anni sono passati! Citare “Querelle” per me ha voluto dire citare il più bel film omosessuale che mi sia capitato di vedere nel corso degli anni. Credo che apprezzare un film di questo calibro non sia da tutti!

Per chi non lo avesse visto qualche dettaglio sul film, vicenda che ha come protagonista il marinaio ”Querelle”, la regia già detta di un grande Rainer Fassbinder con Jeanne Moreau, Franco Nero, Brad Davis.

Querelle è uno stupendo marinaio che sembra non accorgersi di lui e che però è attratto dagli uomini e dall’omicidio. Frequenta il più celebre ed elegante bordello della città con una successione di eventi ed accadimenti legati al mondo della ricettazione, di poliziotti ambigui, di accuse di omosessualità. Esce in Italia anche il libro di Vincenzo Patanè (2005). E’ l’ultima opera di Fassbinder.

Dopo aver rischiato il Leone d’oro a Venezia,dove il presidente Marcel Carnè lottò strenuamente, è stato censurato in Italia ed è uscito (con un Brest in più nel titolo) tagliato di 150 secondi, quelli in cui Querelle è sodomizzato. Fassbinder ha letto il film in una chiave religiosa, come un cammino rituale di passione verso la purificazione.

Querelle è un “Angelo della solitudine” che uccide in preda ad una sensuale follia omicida, ma anche come estremo atto d’amore-un clant d’amour, che vive sull’esaltazione della carne e in assenza di sentimenti facendosi sodomizzare. Film forte, strong, dai toni decisamente fortissimi.

Querelle è un personaggio tipicamente Genetiano, “un allegro suicida morale“, schiavo di quell’eccitazione che lo porta in alto. E’ una figura forte, come già detto e se ne resta colpiti. Come se ne resta colpiti dal film stesso, girato in pochi giorni in studio a Berlino, dove tutto è elegantissimo. Le scenografie di uno spazio fortemente simbolico, dai moltissimi elementi fallici e dalle luci aranciate e violette, le recitazioni sincopate, le frasi tratte da Genet e le canzoni di una struggente malinconia ed un bel brano cantato da Jeanne Moreau.

Bella è anche la “Ballata del carcere di Reading” di Oscar Wild con musica di Peer Raben.

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Pagina aggiornata al 20/06/2011

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