Prendendo
spunto da alcuni episodi di razzismo sessuofobo contro
omosessuali, la mia memoria torna al famoso film di Rainer
Fassbinder “Querelle”.
Sentendo
varie storie omosessuali di persone che
conosco la situazione è talvolta tragica parlando
di questo argomento, sembra che il mondo non sia mai
andato avanti, mentre il “Querelle” di
cui sopra ha fatto epoca nella storia del cinema.
Lo sto citando perché è il primo film
sull’omosessualità che vidi nel 1982 ed è ad
oggi il migliore. Lo vidi sul grande schermo circa
25 anni fa (oramai è storia) e lo vidi con
un’amica senza esattamente sapere che cosa
stessimo andando a vedere. Non eravamo preparate al
film nessuna delle due, ma ne avevamo sentito
parlare con belle recensioni ed un grande Fassbinder.
Impossibile
difatti non esserne affascinati nella rutilanza
scenografica di un grande regista. Ma vedi i gusti?
Vedi la critica di vedute talvolta diversa? La mia
amica ne restò quasi scandalizzata, ricordo certe
sue parole “troppa omosessualità nel film”,
che di per sé non vuol dire nulla. Diceva lei
“troppo ostentato, credevo in un film d’autore,
in un noir particolare, qui tutto è ripetitivo,
forse anche confuso.
Convenni con lei che la pensavamo in due modi
diametralmente opposti. Io, poi, stavo –dal canto
mio– cominciando a leggere le prime cose, i primi
trattati di psicologia che avrebbero seguito poi il
mio percorso in psicologia clinica.
Iniziai
a spulciare su trattati vari in qua e là e ogni
tanto qualcosa sul circuito gay mi veniva fuori. Mi
capitò anche di fare qualche reportage su magazine
di allora.
Scoprì che esisteva un locale dal nome “Cassero”
nella città di Bologna; stavo ancora scrivendo per
un magazine inglese, tanto lavoro, tanti campi di
interesse. Su quel magazine inglese trovai alcuni
articoli sull’argomento omosessualità e mi venne
la voglia di scandagliare un po’ di più.
Lessi
il nome “Cassero” e di colpo mi resi
conto che parlavano del nostro Cassero Italiano. Fui
incuriosita dalla cosa e una volta in Italia andai
in questo locale di Porta Saragozza. Scoprii un
po’ un mondo che non conoscevo.
Al suo interno luci da vecchia psichedelia (in fondo
erano appena finiti gli anni settanta) ed il mio
senso da curiosa Miss Marple mi portò di
piombo una bella sera invernale al suo interno.
Un
bel bar a luci fluorescenti, una piccola discoteca,
la biblioteca, le sale relax ai piani superiori,
gente che chiacchierava animatamente scartabellando
un libro e l’altro.
Conobbi ovviamente qualcuno con cui chiacchierare ed
ancora oggi ricordo quel buon bel boccale di birra
bevuto proprio lì, col mio nuovo amico gay, Alex.
Bei momenti, lui critico cinematografico, mi portò
con le parole in un mondo luminoso e fluorescente,
mentre io lo portai nel mio percorso verso la
psicoterapia e la psicologia clinica.
Qualche
anno più tardi si iscrisse a psicologia con tesi
d’azzardo ”La mia omosessualità non me la
toglierà mai nessuno”. Bei ricordi e quanti
anni sono passati! Citare “Querelle” per
me ha voluto dire citare il più bel film
omosessuale che mi sia capitato di vedere nel corso
degli anni. Credo che apprezzare un film di questo
calibro non sia da tutti!
Per
chi non lo avesse visto qualche dettaglio sul film,
vicenda che ha come protagonista il marinaio ”Querelle”,
la regia già detta di un grande Rainer Fassbinder
con Jeanne Moreau, Franco Nero, Brad Davis.
Querelle
è uno stupendo marinaio che sembra non accorgersi
di lui e che però è attratto dagli uomini e
dall’omicidio. Frequenta il più celebre ed
elegante bordello della città con una successione
di eventi ed accadimenti legati al mondo della
ricettazione, di poliziotti ambigui, di accuse di
omosessualità. Esce in Italia anche il libro di
Vincenzo Patanè (2005). E’ l’ultima opera di
Fassbinder.
Dopo
aver rischiato il Leone d’oro a Venezia,dove il
presidente Marcel Carnè lottò strenuamente, è
stato censurato in Italia ed è uscito (con un Brest
in più nel titolo) tagliato di 150 secondi, quelli
in cui Querelle è sodomizzato. Fassbinder ha letto
il film in una chiave religiosa, come un cammino
rituale di passione verso la purificazione.
Querelle
è un “Angelo della solitudine” che
uccide in preda ad una sensuale follia omicida, ma
anche come estremo atto d’amore-un clant
d’amour, che vive sull’esaltazione della carne e
in assenza di sentimenti facendosi sodomizzare. Film
forte, strong, dai toni decisamente fortissimi.
Querelle
è un personaggio tipicamente Genetiano, “un
allegro suicida morale“, schiavo di
quell’eccitazione che lo porta in alto. E’ una
figura forte, come già detto e se ne resta colpiti.
Come se ne resta colpiti dal film stesso, girato in
pochi giorni in studio a Berlino, dove tutto è
elegantissimo. Le scenografie di uno spazio
fortemente simbolico, dai moltissimi elementi
fallici e dalle luci aranciate e violette, le
recitazioni sincopate, le frasi tratte da Genet e le
canzoni di una struggente malinconia ed un bel brano
cantato da Jeanne Moreau.
Bella
è anche la “Ballata del carcere di Reading”
di Oscar Wild con musica di Peer Raben.