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Psicologia/Gli articoli

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Gli articoli

La psicosomatica

di Sonia Peretto

In origine il termine ‘psicosomatico’ venne utilizzato in ambito medico e con un’accezione prettamente patologica: con esso si designavano infatti sindromi e lesioni corporee che ad un’attenta analisi non rivelavano la presenza di cause organiche; si riteneva dunque che fossero determinate da fattori di tipo psicologico ed emozionale. I ‘disturbi cosiddetti psicosomatici’, che al pari dei disturbi isterici colpivano prevalentemente il corpo, a differenza di questi ultimi presentavano delle effettive lesioni funzionali, che sono invece del tutto assenti nell’isteria.

In seguito all’opera di pionieri come Frantz Alexander e Georg Groddeck, la psicosomatica è diventata una disciplina autonoma, con una base teorica ed applicazioni metodologiche specifiche. I cardini su cui si fonda sono:  

  • il superamento del dualismo cartesiano che ha per secoli dissociato arbitrariamente la mente dal corpo, influenzando tutti i rami del sapere, che si occupavano o dell’uno o dell’altro aspetto, senza mai considerarli in modo unitario. La psicosomatica invece afferma che non è possibile separare la mente dal corpo in quanto sono le due modalità o linguaggi con cui noi esprimiamo il nostro ‘essere nel mondo’, la nostra unicità che ha in sé entrambi gli aspetti; mente e corpo sono una cosa sola: la manifestazione dell’individualità di ciascuno di noi (unità psicosomatica)

  • la visione olistica dell’Universo: ogni cosa esistente in esso è influenzata e a sua volta influenza tutte le altre, per cui anche un piccolo mutamento in una sua parte si ripercuote sul tutto. L’uomo stesso partecipa a questa legge, essendo parte integrante dell’Universo  

  • la concezione qualitativa della malattia, per cui ogni disturbo (lieve o grave, fisico o mentale) è il segnale di un cambiamento che sta avvenendo dentro di noi, nella nostra unità psicosomatica, e ci avverte che il nostro equilibrio contingente è precario e va in parte modificato, altrimenti corriamo il rischio di stare ancora peggio. In quest’ottica, quindi, il sintomo non è considerato come qualcosa di inutile che va eliminato per tornare ad uno stato precedente (visione quantitativa), ma come un’opportunità da cogliere per migliorare la qualità della propria vita.

I pazienti psicosomatici tipicamente presentano disturbi fisici resistenti alle cure di tipo medico, sono ‘alessitimici’, cioè fanno molta fatica ad entrare in contatto con le proprie emozioni e pertanto ad esprimerle, hanno un pensiero di tipo prevalentemente operatorio: il disagio di tipo psichico non trova aperti i canali a lui solitamente deputati per esprimersi e si esterna nel corpo.

Le tecniche della psicosomatica
E proprio dal corpo prende avvio la terapia psicosomatica che attraverso tipologie diverse di tecniche di rilassamento porta inizialmente l’attenzione del paziente sulle sue sensazioni corporee e sulle emozioni ad esse connesse; in un secondo tempo si affianca a questo un lavoro sul piano analogico, utilizzando immagini e simboli che emergono spontaneamente nel corso delle sedute di rilassamento, dei colloqui, dei sogni… durante questo delicato processo che deve rispettare i tempi naturali del paziente, il terapeuta cerca di facilitare l’emergere delle immagini, utilizzando per primo modalità comunicative di tipo analogico (per esempio ‘sintonizzandosi’ sul canale espressivo privilegiato dal paziente, per riuscire a trovare un punto d’incontro); in alcuni casi può suggerire lui stesso un’immagine.

  • La psicosomatica attribuisce molta importanza alle immagini simboliche e alla loro trasformazione durante la terapia: ritiene infatti che siano uno dei mezzi principali per individuare prima e risolvere in seguito il dilemma rappresentato dai sintomi del paziente.  

Come in un percorso di individuazione (vedi Jung) la meta finale consiste nel raggiungimento del Sé che contiene gli opposti, in un percorso terapeutico la ‘guarigione’ non coincide con l’eliminazione dei sintomi, ma con la loro risoluzione e con l’integrazione del significato che veicolano all’interno di una più ampia consapevolezza individuale.


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