Teoria
e pratica del Modello, i suoi stadi e i suoi punti
di forza, e un esempio di applicazione.
Esistono momenti della vita in
cui ognuno di noi si è trovato ad affrontare il
cambiamento di un proprio comportamento, di una
propria abitudine. Noi siamo responsabili del nostro
cambiamento. Per cambiare dobbiamo agire e per agire
dobbiamo essere in grado di vedere la
possibilità di una scelta reale e avere la
volontà di assumercene
la responsabilità.
Ogni giorno tenta di
insegnarci qualcosa, ogni giorno ci offre dei
momenti di risveglio, degli istanti di chiarezza
in cui si ottengono dei nuovi insight
(Johnston D.H., 2001). I risultati possono essere
più o meno positivi. Affinché questi insight
siano utili è necessario capirne il significato:
una volta compreso, esso porta a una nuova
consapevolezza,
e l’esperienza di vita viene vista diversamente.
Aprirsi al cambiamento è più
difficile nei momenti di benessere, che non in
quelli di difficoltà. Imparare a cercare il
cambiamento, anche in presenza di benessere, può
condurre a una vita più significativa e vitale. La
difficoltà maggiore verso il cambiamento consiste
nel fronteggiare la
responsabilità,
la scelta e l’azione. Per migliorare la nostra
vita dobbiamo valutare la situazione, individuare ciò
che siamo in grado di controllare, compiere una
scelta, e infine agire.
Secondo
Di Clemente C.C. (1997)
non esiste un atteggiamento univoco rispetto alla
possibilità di cambiare, ma
esistono invece degli stadi in cui questi processi
sono più o meno importanti e attivi,
e altri in cui l’individuo non è accessibile ad
alcun cambiamento.
Il
cambiamento: teoria e pratica Introduciamo
ora, con una breve e semplice descrizione teorica,
uno dei più importanti approcci al cambiamento euna sua possibile applicazione alla
cessazione dell’abitudine di fumare sigarette,
a titolo esemplificativo.
Il Modello
Transteorico del Cambiamento (Prochaska J.O.
e DiClemente C.C., 1983; Prochaska J.O., Di
Clemente C.C e Norcoss J.C., 1992; Prochaska
J.O. e Velicer W.F., 1997) descrive come
le persone modificano un problema oppure
acquisiscono un comportamento positivo. Il
modello è stato applicato in vari ambiti in cui
si è resa necessaria una modifica a livello di
comportamento (es. controllo del peso corporeo,
gestione dello stress, cambiamenti
organizzativi, ecc.).
Il Modello Transteorico è un
modello del cambiamento intenzionale che si
focalizza sul processo
decisionale dell’individuo. Il Modello
prende in esame emozioni, cognizioni e
comportamenti. Questo Modello si basa sul concetto
di stadio,
in quanto il
cambiamento è un processo che si compie nel tempo.
I 5 stadi del
Modello Sono
stati individuati 5
stadi:
1.Precontemplazione:
in cui non vengono prese in considerazione
possibilità di cambiamenti nel corso dei
successivi sei mesi. Le persone possono trovarsi
in questo stadio per la
carenza o l’assenza di informazione sulle
conseguenze del proprio comportamento, oppure
possono aver tentato di cambiare senza riuscirci,
e per questo si sentono demoralizzate e sfiduciate
nelle loro capacità di cambiamento
2. Contemplazione:
in cui si comincia ad avere l’intenzione di
cambiare nei sei mesi successivi: è presente la
consapevolezza dei pro e dei contro del
cambiamento, che può generare una profonda
ambivalenza e può condurre a una contemplazione
cronica, oppure a una procrastinazione del
cambiamento
3. Determinazione:
in cui si ha intenzione
di agire nei sei mesi successivi, in base a un
piano di azione
4. Azione:
in cui si
mettono in atto le modifiche pianificate del
proprio stile di vita. Il cambiamento, quindi, non
coincide con l’azione: l’azione
è solo una fase delcambiamento.
In questo stadio è necessario essere molto
attenti al rischio delle ricadute, che vengono
considerate come eventi nella storia del soggetto
mentre attraversa questo stadio. Le ricadute,
quindi, sono dei processi
di riadattamento alla normalità
5. Mantenimento:
in cui ci si sforza di mantenere
ciò che si è raggiunto. In questo stadio ci
si sente meno tentati dalle ricadute e ci si sente
più fiduciosi
di essere in grado di continuare il proprio
processo di cambiamento.
I
punti di forza del Modello I
punti di forza del Modello Transteorico sono:
Non
fa assunzioni su quanto le persone siano
pronte al cambiamento: esso riconosce che
individui differenti si trovano in diversi
stadi e che devono essere progettati
interventi appropriati per ognuno. Come
risultato si riscontra un’alta
partecipazione alle iniziative che si
avvalgono del Modello
Il Modello Transteorico
è stato sviluppato per creare degli interventi
che vanno incontro ai bisogni specifici dei
soggetti coinvolti, per questo il tasso di
abbandono durante il processo di cambiamento
è molto basso
Il Modello Transteorico
può fornire delle misure
accurate dei progressi, che si basano sui
cambiamenti cognitivi, emotivi e
comportamentali, oltre a riconoscere e a
rinforzare anche i minimi passi
Può facilitare l’analisi
dei meccanismi di mediazione, che
consentono il passaggio da uno stadio
all’altro, al fine di modificare e
migliorare l’intervento
Infine, è possibile valutare
accuratamente il risultato
Un
esempio di applicazione del Modello Un esempio di applicazione del
Modello: cessazione
dell’abitudine del fumo
A.
Processo del Cambiamento: Esperienziale
Aumento
della consapevolezza:
ci si ricorda delle informazioni che ci sono
state date riguardo lo smettere di fumare
Sollievo
intenso:
si reagisce emotivamente agli avvertimenti
sullo smettere di fumare
Rivalutazione
dell’ambiente:
si prende in considerazione il fatto che
fumare può essere dannoso per l’ambiente
Liberazione
sociale: ci si rende conto che la
società cambia in modi che rendono la
vita più facile ai non fumatori
Auto-Rivalutazione:
la propria dipendenza dalle sigarette ci
fa sentire insoddisfatti di noi stessi
B. Processo di
cambiamento: Comportamentale
Controllo
dello stimolo: si tolgono dalla
propria casa tutti gli oggetti che ci
ricordano il fumo
Relazioni
che aiutano: si ha qualcuno che ci
ascolta quando si ha bisogno di parlare
della propria abitudine alle sigarette
Contro
Condizionamento: si scopre che fare
altre cose con le proprie mani costituisce
un buon sostituto del fumo
Gestione
del rinforzo: ci si premia quando non
si fuma
Liberazione
di se stesso: ci si impegna a non
fumare più
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