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Psicologia/Gli articoli

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Gli articoli

La sessualità riscoperta con l'ipnosi e il training-autogeno

di Giovanni Basso

L’ipnosi e la sessualità sono comportamenti che sviluppano nella persona una comune esperienza: e cioè la regressione. L’ ipnosi è una tecnica di apprendimento primario.

Infatti non si è cominciato ad apprendere con il raziocinio, che nel bambino non esisteva ancora, almeno fino verso i tre anni; bensì i primi apprendimenti li ha sviluppati attraverso la suggestione, la fascinazione, la induzione e semmai anche attraverso una certa intuizione ipnotica, che meglio si potrebbe definire: ammirazione. Quando arriva la ragione il bambino sa già tutte le cose più importanti del vivere. L’ipnosi riconduce il soggetto a quella età e a quella esperienza, tutta irrazionale, ma che non è antirazionale.

E’ perciò definita tecnica regressiva, attraverso la quale si possono ricondurre alla perfetta eccitazione di funzionalità tutte le attività organiche, alterate o inibite da suggestioni negative. Anche la sessualità è una caratteristica della simbiosi infantile.

Giustamente Freud afferma che quando il bambino succhia il latte al seno materno vive la propria libido, impara, cioè, a conoscere il piacere. Conosciamo l’espressione evangelica “se non tornerete ad essere bambini non entrerete nel regno dei cieli” (regno della felicità).

L’amore non si fa da adulti, ma da bambini. L’amore non è un’esperienza della razionalità, ma è un’esperienza dell’irrazionale. L’amore è un percepire il proprio corpo attraverso il corpo di chi ti ama, e anche chi ti ama percepisce il proprio corpo  attraverso te che lo ami, come nella simbiosi il bambino prova un immenso piacere percependosi attraverso il corpo della madre ed anche la madre si percepisce attraverso il corpo del suo bambino. Queste percezioni  corporee reciproche, sono fatte di sensazioni piacevoli fortemente eccitanti.

Purtroppo il corpo, per motivi vari, può perdere la ricchezza delle sue sensazioni o addirittura desensibilizzarsi e quindi diventa incapace di ogni eccitazione e di ogni piacere.

L’ipnosi pertanto può intervenire a fare recuperare tutto il vissuto infantile del corpo attraverso la regressione. Freud definiva l’ipnosi una originaria gratificazione dei bisogni inconsci di tipo edipico. Più comunemente gli autori formularono la teoria dell’ipnosi come un’esperienza di regressione, o di ritorno ad un livello di adattamento precedente, al servizio dell’IO. Questa regressione avviene attraverso l’ instaurazione di una relazione di tipo arcaico con l’ipnotista, meglio definito con la terminologia di “transfert”, alla quale corrisponde un “controtransfert” da parte del soggetto ipnotizzato.

Tutto questo procedimento ipnotico avviene per suggestione. Ma dobbiamo capire bene che la terminologia “suggestione” deriva da “sub-gerere”, cioè: gestire i vissuti del soggetto al di fuori della razionalità, ossia attraverso l’irrazionale. Tutto nella vita ci affascina, ci suggestiona, ci coinvolge emotivamente, anche il male, le disfunzioni, le inibizioni ecc. arrivano a noi per suggestione. Le stesse paure sono purtroppo suggestionanti; perciò si dice che le paure ci scavano la fossa.

Allora si deve capire che l’uomo può guarire solo reinvestendo le stesse energie che ha investite per star male. La suggestione – chiamata effetto placebo -  la investiamo anche sul medico verso il quale abbiamo fiducia, e sulle medicine alle quali attribuiamo la capacità di guarirci. Se non crediamo al medico o alle medicine: ostacoliamo, o ritardiamo la guarigione. Sul piano sessuale le interferenze fisiche e psichiche che suggestionano negativamente e ostacolano il piacere della tenerezza, della eccitazione, del godimento e dell’orgasmo sono tantissime, forse più che in ogni altra esperienza di vita. Ecco perché quasi tutte le persone – individui o coppie- vanno incontro a frustrazioni sessuali, almeno con il passare degli anni. Queste interferenze, specialmente se psichiche, ma non sono escluse anche quelle fisiche, possono essere eliminate con l’ipnosi. Si sono chiamate in causa anche le interferenze fisiche perché si conosce bene l’esperienza dell’ ”arto fantasma” che si fa sentire con il piacere o con la sofferenza (questa più comunemente) anche quando non esiste più, poiché è stato amputato. Ciò dimostra che con l’ipnosi si possono far rivivere anche organi castrati.

Ma come si è detto, l’ipnosi funziona solo attraverso il transfert (investimento emotivo - affettivo) ed il controtransfert. Nessuno, infatti, può essere ipnotizzato contro voglia, e tutti sono ipnotizzabili solo se lo desiderano. Training – autogeno significa gestire autonomamente le proprie energie possedute ma assopite, o inerti, o inibite, o atrofizzate. Infatti, gli organi crescono e si sviluppano con l’uso, ma si atrofizzano e si perdono senza l’uso.
In un soggetto che possegga  tutta la propria struttura sessuale integra è evidente che, qualora non funzionasse, può essere riattivata con la massima efficienza- se si rimuovono tutte le causalità delle inibizioni. Il metodo migliore è appunto quello del training autogeno che Schultz (autore del metodo più frequentemente adottato) definiva auto – ipnosi. In tal caso non interviene più l’elemento transfert, perché tutto agisce autonomamente, con autosufficienza e con indipendenza totale.

Ovviamente questo tipo di training autogeno è fatto di un linguaggio tutto o prevalentemente rivolto alla vitalità genitale e sessuale, all’eros che investe tutto il nostro corpo e che viene riscoperto e rivissuto, all’autostima, al piacere, che determina tutti i comportamenti dell’uomo. Il piacere infatti può definirsi il termometro della nostra salute. Se un corpo gode i piaceri della vita (orale, genitale, anale) è un corpo sano; se non sa goder alcuni di questi piaceri: è un corpo non sano.

Il linguaggio del training – autogeno è il medesimo dell’ipnosi ed ha queste caratteristiche:

  • È un linguaggio lento e ripetitivo;

  • Si ascolta in uno stato di rilassamento0 (sia a letto, sia seduti su una comoda poltrona);

  • L’ambiente deve essere silenzioso, isolato e con luminosità molto bassa;

  • Il corpo deve essere sciolto, senza alcun indumento stretto;

  • L’ascolto si fa preferibilmente con gli occhi chiusi.

Possiamo definire il corpo “contenitore della nostra persona” e sappiamo che il contenuto prende forma dal contenitore. Quindi il trattamento parte sempre dal corpo, dalle sue sensazioni e dall’ armonia delle funzioni organiche che il training autogeno ricerca costantemente attraverso la propria ideomotricità.

L’uomo è ciò che pensa! Chi pensa bene: sta bene; chi pensa male: sta male. Il principio attivo del training autogeno e dell’ ipnosi sta nel pensiero.

La vita è sempre stata definita movimento interiore ed esteriore. Ma non esiste il moto perpetuo, all’infuori della divinità. Nell’uomo il moto si governa con il moto e questa mobilitazione mai come oggi è necessaria, perché esistono tanti freni e tante devianze. La salute non è un capitale che ci permette di vivere di rendita. Se facciamo qualcosa per star bene: staremo bene! Se non facciamo nulla perché gli organi – soprattutto quelli sessuali – continuino a funzionare: purtroppo rischiamo di atrofizzarli o di perderli o di alterarli per motivi di origine psichica.


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