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L’ipnosi
e la sessualità sono comportamenti che sviluppano
nella persona una comune esperienza: e cioè la
regressione. L’ ipnosi è una tecnica di
apprendimento primario.
Infatti
non si è cominciato ad apprendere con il
raziocinio, che nel bambino non esisteva ancora,
almeno fino verso i tre anni; bensì i primi
apprendimenti li ha sviluppati attraverso la
suggestione, la fascinazione, la induzione
e semmai anche attraverso una certa intuizione
ipnotica, che meglio si potrebbe definire:
ammirazione. Quando arriva la ragione il bambino
sa già tutte le cose più importanti del vivere.
L’ipnosi riconduce il soggetto a quella età e a
quella esperienza, tutta irrazionale, ma che non è
antirazionale.
E’
perciò definita tecnica regressiva,
attraverso la quale si possono ricondurre alla
perfetta eccitazione di funzionalità tutte le
attività organiche, alterate o inibite da
suggestioni negative. Anche la sessualità è una
caratteristica della simbiosi infantile.
Giustamente
Freud afferma che quando il bambino succhia il latte
al seno materno vive la propria libido, impara, cioè,
a conoscere il piacere.
Conosciamo
l’espressione evangelica “se non tornerete ad
essere bambini non entrerete nel regno dei cieli”
(regno della felicità).
L’amore
non si fa da adulti, ma da bambini. L’amore non
è un’esperienza della razionalità, ma è
un’esperienza dell’irrazionale. L’amore è
un percepire il proprio corpo attraverso il corpo di
chi ti ama, e anche chi ti ama percepisce il proprio
corpo attraverso
te che lo ami, come nella simbiosi il bambino prova
un immenso piacere percependosi attraverso il corpo
della madre ed anche la madre si percepisce
attraverso il corpo del suo bambino. Queste
percezioni corporee
reciproche, sono fatte di sensazioni piacevoli
fortemente eccitanti.
Purtroppo
il corpo, per motivi vari, può perdere la ricchezza
delle sue sensazioni o addirittura desensibilizzarsi
e quindi diventa incapace di ogni eccitazione e di
ogni piacere.
L’ipnosi
pertanto
può intervenire a fare recuperare tutto il vissuto
infantile del corpo attraverso la regressione.
Freud definiva l’ipnosi una originaria
gratificazione dei bisogni inconsci di tipo edipico.
Più
comunemente gli autori formularono la teoria
dell’ipnosi come un’esperienza di regressione, o
di ritorno ad un livello di adattamento precedente,
al servizio dell’IO.
Questa
regressione avviene attraverso l’ instaurazione di
una relazione di tipo arcaico con l’ipnotista,
meglio definito con la terminologia di “transfert”,
alla quale corrisponde un “controtransfert”
da parte del soggetto ipnotizzato.
Tutto
questo procedimento ipnotico avviene per
suggestione. Ma dobbiamo capire bene che la
terminologia “suggestione” deriva da “sub-gerere”,
cioè: gestire i vissuti del soggetto al di fuori
della razionalità, ossia attraverso
l’irrazionale.
Tutto nella vita ci affascina, ci suggestiona, ci
coinvolge emotivamente, anche il male, le
disfunzioni, le inibizioni ecc. arrivano a noi per
suggestione. Le stesse paure sono purtroppo
suggestionanti; perciò si dice che le paure ci
scavano la fossa.
Allora
si deve capire che l’uomo può guarire solo
reinvestendo le stesse energie che ha investite per
star male. La
suggestione – chiamata effetto placebo -
la investiamo anche sul medico verso il quale
abbiamo fiducia, e sulle medicine alle quali
attribuiamo la capacità di guarirci. Se non
crediamo al medico o alle medicine: ostacoliamo, o
ritardiamo la guarigione. Sul piano sessuale le
interferenze fisiche e psichiche che suggestionano
negativamente e ostacolano il piacere della
tenerezza, della eccitazione, del godimento e
dell’orgasmo sono tantissime, forse più che in
ogni altra esperienza di vita. Ecco perché quasi
tutte le persone – individui o coppie- vanno
incontro a frustrazioni sessuali, almeno con il
passare degli anni. Queste interferenze,
specialmente se psichiche, ma non sono escluse anche
quelle fisiche, possono essere eliminate con
l’ipnosi. Si sono chiamate in causa anche le
interferenze fisiche perché si conosce bene
l’esperienza dell’ ”arto fantasma” che si fa
sentire con il piacere o con la sofferenza (questa
più comunemente) anche quando non esiste più,
poiché è stato amputato. Ciò dimostra che con
l’ipnosi si possono far rivivere anche organi
castrati.
Ma
come si è detto, l’ipnosi funziona solo
attraverso il transfert (investimento emotivo -
affettivo) ed il controtransfert. Nessuno,
infatti, può essere ipnotizzato contro voglia,
e tutti sono ipnotizzabili solo se lo desiderano.
Training
– autogeno
significa gestire autonomamente le proprie
energie possedute ma assopite, o inerti, o
inibite, o atrofizzate. Infatti, gli organi crescono
e si sviluppano con l’uso, ma si atrofizzano e si
perdono senza l’uso.
In
un soggetto che possegga
tutta la propria struttura sessuale integra
è evidente che, qualora non funzionasse, può
essere riattivata con la massima efficienza- se si
rimuovono tutte le causalità delle inibizioni. Il
metodo migliore è appunto quello del training
autogeno che Schultz (autore del metodo più
frequentemente adottato) definiva auto – ipnosi.
In tal caso non interviene più l’elemento
transfert, perché tutto agisce autonomamente, con
autosufficienza e con indipendenza totale.
Ovviamente
questo tipo di training autogeno è fatto di un
linguaggio tutto o prevalentemente rivolto alla
vitalità genitale e sessuale, all’eros che
investe tutto il nostro corpo e che viene riscoperto
e rivissuto, all’autostima, al piacere, che
determina tutti i comportamenti dell’uomo. Il
piacere infatti può definirsi il termometro della
nostra salute. Se un corpo gode i piaceri della vita
(orale, genitale, anale) è un corpo sano; se non sa
goder alcuni di questi piaceri: è un corpo non
sano.
Il
linguaggio del training – autogeno è il medesimo
dell’ipnosi ed ha queste caratteristiche:
-
È
un linguaggio lento e ripetitivo;
-
Si
ascolta in uno stato di rilassamento0 (sia a
letto, sia seduti su una comoda poltrona);
-
L’ambiente
deve essere silenzioso, isolato e con luminosità
molto bassa;
-
Il
corpo deve essere sciolto, senza alcun indumento
stretto;
-
L’ascolto
si fa preferibilmente con gli occhi chiusi.
Possiamo
definire il corpo “contenitore della nostra
persona” e sappiamo che il contenuto prende
forma dal contenitore. Quindi il trattamento
parte sempre dal corpo, dalle sue sensazioni e
dall’ armonia delle funzioni organiche che il
training autogeno ricerca costantemente attraverso
la propria ideomotricità.
L’uomo
è ciò che pensa! Chi pensa bene: sta bene; chi
pensa male: sta male. Il principio attivo del
training autogeno e dell’ ipnosi sta nel pensiero.
La
vita è sempre stata definita movimento interiore ed
esteriore. Ma non esiste il moto perpetuo,
all’infuori della divinità. Nell’uomo il moto
si governa con il moto e questa mobilitazione mai
come oggi è necessaria, perché esistono tanti
freni e tante devianze.
La
salute non è un capitale che ci permette di vivere
di rendita. Se facciamo qualcosa per star bene:
staremo bene! Se non facciamo nulla perché gli
organi – soprattutto quelli sessuali –
continuino a funzionare: purtroppo rischiamo di
atrofizzarli o di perderli o di alterarli per motivi
di origine psichica.
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