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Psicologia/La crescita personale

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La crescita personale

Che cos'è...

A un osservatore esterno l’universo della Crescita Personale può sembrare confuso, eterogeneo, e a volte persino contraddittorio. Solo un esame approfondito e minuzioso consente di distinguere i concetti-base specifici, che sotto formulazioni e presentazioni diverse rappresentano il nucleo di tutti i metodi di Crescita Personale, perché ne costituiscono il nocciolo teorico sul quale si appoggiano tecniche, esercizi e terapie.

L'ottimismo: banale solo in apparenza, questo concetto è sotteso a tutte le scuole di Crescita Personale. Contrariamente ai filosofi pessimisti che affermano l’influenza di determinismi di ogni genere sulla libertà individuale, la corrente ottimista crede nella realtà del potere – almeno relativo- di ogni essere umano: quello di realizzare se stessi, di migliorare la propria realtà interiore ed esterna, e quindi di progredire. Questo autosviluppo presuppone ovviamente la capacità di proiettarsi in un avvenire positivo, altrimenti perché seguire una psicoterapia o trovare in se stessi la motivazione necessaria a cambiare? Per la Crescita Personale, a eccezione di casi patologici che necessitano di altri trattamenti, qualsiasi persona può realizzare da sé e per sé dei cambiamenti positivi, almeno parziali.

L'autostima: La nozione di autostima deriva direttamente da quella dell’ottimismo: significa essere convinti del proprio valore, e quindi incoraggia l’individuo a offrirsi la possibilità di evolvere verso un più grande benessere. Punto di partenza di un fruttuoso lavoro di sviluppo personale – dato che bisogna credere almeno un po’ nel proprio potenziale per sperare di cambiare – l’autostima è il segno del suo compimento. In concreto, avere stima di sé coincide col disporre di risorse sufficienti in termini di motivazione e di creatività per proseguire il proprio processo di crescita nel tempo. Per la maggior parte di noi forse questa nozione sembra evidente e non richiede ulteriori commenti, ma chiunque abbia seguito una psicoterapia sa a che punto la stima di sé può essere la vittoria di una lotta lunga ed estenuante. Malgrado lo neghino, molte persone non credono né alla realtà del loro potere di azione, né al loro diritto di farne uso, e spesso le spiegazioni di questo comportamento sono di natura psicologica:

  • rifiuto inconscio di superare i genitori facendo meglio di loro
  • ricerca di approvazione dall’ambiente e accettazione di un certo conformismo
  • timore dell’ignoto e del cambiamento, anche se positivo
  • inerzia psicologica
  • pigrizia intellettuale, nella misura in cui il cambiamento passa per il rinnovamento delle proprie conoscenze e la necessità di rimettersi in questione

La stima di sé è quindi una forma particolare di rispetto che si porta a se stessi in quanto depositari di qualità che fondano il valore di un essere umano: capacità di cambiare, di evolvere, di migliorare; l’autostima ha dunque poco a che vedere con la vanità, l’egoismo o l’egocentrismo, e in effetti rispettare l’espressione dei talenti dell’umanità in sé significa rispettarla anche negli altri

La riconciliazione tra corpo e spirito: venti secoli di storia intellettuale occidentale segnati da sistemi filosofici e religiosi dualisti hanno prodotto un diffuso sospetto sul corpo, le emozioni e le manifestazioni psico-affettive. Rompendo con una lunga tradizione intellettuale, il movimento psicoterapeutico ha riabilitato il somatico, compresa l’importanza cruciale dei fenomeni psico-affettivi dell’essere umano. Qualsiasi pratica psicoterapeutica implica un lavoro sulle emozioni e la dimensione affettiva, e qualunque esercizio di Crescita Personale fa del corpo lo strumento stesso della trasformazione, a cominciare dalla sofrologia e dal rebirthing. La formula è brutale ma chiarissima: nel mondo della Crescita Personale sentirsi bene nella testa ha senso solo se ci si sente bene anche nel corpo, perché l’essere umano è considerato nella sua globalità e si aspetta di raggiungere un miglioramento generale della sua vitalità. Dormire meglio, resistere allo stress quotidiano, mantenere il peso ideale, non sentirsi distrutti dopo il minimo sforzo fisico o intellettuale: sono queste le rivendicazioni del pubblico, e quello che esso concretamente intende per sviluppo del potenziale vitale. Da qui deriva molto probabilmente il successo di tutti gli approcci basati sul corpo, dal rilassamento alla gestione dello stress, dalla ginnastica ai programmi dietetici diversi e variati. Ma attenzione: lo Yoga, l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese non sono tecniche di Crescita Personale…

La trasformazione di sé con il pensiero: i sistemi di Crescita Personale condividono unanimemente questo postulato: attraverso l’uso ragionato del pensiero l’uomo può trasformare la realtà. In altre parole, in una certa misura e in certe condizioni, il pensiero soggettivo può influenzare la realtà oggettiva. Pensare, cioè associare concetti e rappresentazioni in un’unità logica, equivale a creare, cioè a trasformare la nostra percezione della realtà, e successivamente la realtà stessa. La Crescita Personale coincide purtroppo spesso con una presunta onnipotenza del pensiero, quando è invece nello specifico e solo lavorando in un certo modo su di sé che questo cambiamento può avvenire almeno parzialmente; viceversa, il pensiero diventa magia e le illusioni di ogni natura non sono lontane. Con un approccio giudizioso e l’uso controllato del pensiero si può invece raggiungere una certa efficacia, perché il principio messo in opera è in realtà molto semplice: programmare il pensiero, per esempio attraverso la ripetizione volontaria di una formula, induce una modifica del comportamento.

Il valore dei rapporti con gli altri: il concetto di rapporto interpersonale, cioè della gestione razionale delle relazioni tra individui, è il cuore pulsante della Crescita Personale. Statisticamente parlando, la maggior parte delle persone che ha per obiettivo principale o secondario il perfezionamento delle proprie qualità relazionali deve imparare a esprimersi meglio per essere capita meglio, a comunicare con più efficacia, ad affermarsi all’interno di gruppo e a farsi accettare e apprezzare dagli altri. Vita privata e professionale forniscono un numero infinito di occasioni di mettere alla prova e perfezionare le tecniche dedicate alla comunicazione, e in effetti la nostra vita sociale è un esercizio permanente di comunicazione. Ma che cos’è una comunicazione riuscita? Tornando un po’ indietro, potremmo dire che la concretizzazione dei nostri obiettivi più intimi richiede spesso il concorso degli altri; dalla scuola all’impresa, alla famiglia, le relazioni interpersonali operano in maniera interdipendente. Per riprodurre lo schema reso popolare dalla scuola di Palo Alto, la comunicazione funziona secondo questo schema:

emittente: persona che trasmette un messaggio

messaggio: qualsiasi messaggio viene trasmesso attraverso un medium che può essere fisico (un computer collegato a internet, una rivista, una radio) o non fisico (la scena di un teatro)

ricevente: la persona alla quale è destinato il messaggio

feedback: il ciclo di comunicazione è concluso quando l’emittente si è assicurato che il ricevente ha capito il messaggio e quindi è in grado di rispondere in modo appropriato

Quando il messaggio è scritto, questo concetto di comunicazione è perfino banale, ma nei rapporti quotidiani la fase di feedback è quasi sempre trascurata, anche perché dare o ricevere un feedback richiede di rendersi disponibili per l’altro. Senza arrivare all’ascolto attivo dello psicoterapeuta o dell’analista, qualsiasi candidato alla Crescita Personale deve imparare ad aumentare le sue capacità di ascolto, e questo investimento non è mai a fondo perduto tanto sono ricercate le persone che sanno ascoltare senza sentirsi immediatamente obbligate a pontificare, moraleggiare o giudicare…

L'assertività: l’assertività o affermazione di sé tocca tutti gli aspetti dello sviluppo personale: costruzione della stima di sé, gestione degli obiettivi nel tempo, addestramento mentale, espressione orale, comunicazione interpersonale… L’assertività è il metodo più impiegato nella risoluzione positiva dei conflitti, soprattutto nell’ambito delle imprese. Si tratta di un concetto trasversale nella misura in cui tutte le tecniche di Crescita Personale contribuiscono a rinforzarlo, anche se l’analisi transazionale e la PNL mettono l’accento ancora più fortemente sulla gestione della comunicazione assertiva. L’assertività non consiste nel rendersi diversi dagli altri a loro spese, ma al contrario nel favorire scambi equilibrati, gestiti in modo adulto. Una persona che adotta un comportamento assertivo impara a sviluppare alcune qualità:

  • capacità di esprimere il proprio punto di vista in totale indipendenza di spirito ma senza aggressività

  • ascolto attivo, rispetto delle differenze di opinione di apprezzamento

  • possibilità di liberarsi, se necessario, del conformismo dell’ambiente

  • capacità di dialogare, di argomentare senza cercare lo scontro o il rapporto di forza

L’interazione tra autostima e assertività è abbastanza evidente: una persona che si svaluta senza sosta avrà molte difficoltà ad affermare il proprio punto di vista, perciò prima di accedere alla comunicazione assertiva dovrà strutturare positivamente l’immagine che ha di se stessa. D’altro canto, l’apprendimento diretto delle tecniche di assertività (per esempio saper presentare la propria opinione senza suscitare l’opposizione spontanea degli altri) rinforza considerevolmente l’autostima, al punto che si può pensare a un programma di azione in due direzioni simultanee:

  • lavoro sull’immagine personale

  • tecniche di assertività

La rivendicazione del proprio benessere: alla domanda “che cosa ci si può aspettare dalla Crescita Personale”? La risposta più diretta è senza dubbio “l’accesso al benessere”. Sentimento soggettivo, questo “mi sento meglio” rappresenta la frase più tipica di un riuscito lavoro su di sé. Sviluppare il proprio potenziale equivale, tutto sommato, ad accettare di entrare consapevolmente in una dinamica di cambiamento: l’individuo abbandona gli schemi di pensiero che lo ostacolano, e adotta per qualche tempo nuovi comportamenti, i quali saranno a loro volta abbandonati a favore di altri che sono in miglior rapporto con gli obiettivi del momento, e così via…


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