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Fin
dagli inizi del suo intervento il terapeuta deve
impegnarsi a portare il paziente a precisare e
formulare i suoi obiettivi essenziali, che possono
essere benefici tangibili attesi dalla terapia o
dall’apprendimento di tecniche di Crescita
Personale, desideri profondi…; una volta terminata
questa indagine preliminare, segue una seconda fase
alt4ettanto importante, cioè lo studio di un
programma di azione. I disturbi minori come il
timore degli insetti o la paura di volare possono
essere trattati in una ventina-trentina di sedute
ripartite su qualche mese, ma spesso anche in tempi
molto più brevi. Altre patologie invece richiedono
interventi relativamente lunghi, fino a 6-8 mesi di
sedute settimanali della durata media di un’ora.
Che si scelga di lavorare da soli o con l’aiuto di
un terapeuta, la gestione degli obiettivi presenta
criteri che non variano, e che sono i seguenti:
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l’obiettivo
è realistico?
L’influenza dell’ambiente, il
condizionamento socio-culturale, le
rappresentazioni collettive e i fantasmi
personali possono spingere una persona a imporsi
obiettivi senza alcun rapporto con le sue vere
capacità e aspirazioni. In questo caso
l’eccesso di prodenza è nettamente
preferibile alla tracotanza, tanto sono numerose
le persone pronte a sovrastimare le proprie
possibilità
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l’obiettivo
è coerente?
Senza rendersene conto molte persone si fissano
obiettivi troppo diversi quando non francamente
contraddittori, per esempio desiderare di
trasferirsi in campagna e accrescere il proprio
giro di conoscenze, oppure volere più tempo
libero ma accettare nuovi incarichi al lavoro.
Qualsiasi strategia efficace sugli obiettivi
contempla il rispetto assoluto del principio di
coerenza, e qui spessissimo il ruolo del
terapeuta si rivela di fondamentale importanza
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l’obiettivo
è motivante?
Nella misura in cui l’azione da intraprendere
deve essere pensata nel tempo, è bene
assicurarsi che l’interesse non decadrà
strada facendo. Per esempio nel caso di una
persona che vuole smettere di fumare bisognerà
regolarmente ritornare sui vantaggi legati alla
sconfitta del vizio
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l’obiettivo
è misurabile?
In altri termini, come sappiamo che un obiettivo
è stato raggiunto? Per esempio riuscire a
prepararsi per gli esami in un dato periodo di
tempo oppure “sentirsi meglio” nella vita
quotidiana sono obiettivi di natura
completamente diversa. Nel primo caso il
criterio di apprezzamento è evidente: si è
promossi oppure bocciati, ma nel secondo diventa
indispensabile identificare più criteri
intermedi a partire dai quali si può giudicare
l’evoluzione verso un sentimento di
accresciuto benessere: per esempio, alzarsi al
mattino di buon umore e smettere di trovare
tutte le scuse per restare a letto, dare il
giusto valore ai rapporti interpersonali invece
di evitarli a priori, superare più facilmente
le difficoltà di tutti i giorni invece di
venirne travolti, e così via
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l’obiettivo
è desiderabile?
La domanda può sembrare superflua, ma non lo è;
per esempio una persona può desiderare di
acquisire una certa notorietà personale senza
aver però misurato gli aspetti negativi del suo
desiderio, come la pressione dell’ambiente,
gli obblighi sociali, la mancanza di
disponibilità per le persone che si amano, ecc.
Stabilire
un obiettivo
realistico, concreto
e misurabile
presuppone un esame molto lucido della situazione di
partenza, per evitare di credere che chiunque possa,
attraverso sforzi minimi, raggiungere qualsiasi
risultato. In un piano di Crescita Personale la
gestione degli obiettivi si basa invece su tre
parametri indissociabili: la definizione
dell’obiettivo perseguito, che si accompagna
sempre a un’analisi serrata delle proprie
motivazioni profonde; la gerarchizzazione
delle azioni da intraprendere, cioè la messa in
opera di un sistema graduale che conduce ai
risultati attesi; e infine la valutazione
nella durata, perché nel tempo un obiettivo può
evolversi e trasformarsi.
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