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Psicologia/La crescita personale

psicologia
 
 

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La crescita personale

Metodi, discipline e terapie

La PNL: elaborata nel 1972, la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) è il prodotto della modellizzazione degli studi condotti dagli specialisti di scienze umane e di comunicazione. I suoi fondatori, Richard Bandler e John Grinder, hanno sistematizzato le ricerche di Milton Erickson sull’ipnosi e si sono largamente ispirati ai lavori di Gregory Bateson sulla teoria della comunicazione. Insieme a Paul Watzlawick, Bateson fu una delle figure più importanti della famosa scuola di Palo Alto, l’istituto californiano dedicato allo studio e all’interpretazione dei fenomeni psicologici e sociali per mezzo della teoria dei sistemi e della logica formale. Prima di formalizzare ciò che sarebbe poi diventata la PNL, Grinder e Bandler, psicologi, hanno accumulato vaste conoscenze in numerose discipline: linguistica, neurologia, informatica, teoria dei sistemi, cibernetica, matematica… per adottare un postulato di lavoro molto empirico: a partire dall’osservazione meticolosa dei professionisti della comunicazione (terapeuti, insegnanti, pedagoghi…) deve essere possibile estrapolare delle strategie di comportamento, consce o inconsce, e poi modellizzarle per riprodurle, insegnarle e farle evolvere. Obiettivo principale: costruire un modello di comunicazione interpersonale efficace, e che sia allo stesso tempo uno strumento di crescita personale di primissimo ordine. Citiamo alcuni tra i più emblematici pilastri concettuali della Programmazione Neuro-Linguistica:

-          qualunque comunicazione riuscita avviene attraverso un rapporto a priori con l’interlocutore, rapporto che presuppone un’empatia (sintonismo) momentanea tra l’emittente del messaggio e il suo ricevente

-          la comunicazione è sia verbale (e quindi necessita di un’analisi sottile del linguaggio, delle parole ricorrenti, della costruzione dei periodi…), sia non verbale; per quest’ultima la PNL ha elaborato una vera e propria cartografia psicologica dei gesti, dei movimenti dei globi oculari, del modo di respirare…

-          la comunicazione è un sistema multidimensionale aperto nel quale noi siamo costantemente immersi, e che dobbiamo imparare a organizzare per il nostro massimo vantaggio personale

-          ciascun individuo funziona a partire da una certa mappa del mondo, cioè dalla sua codificazione della realtà e delle esperienze passate. In altre parole noi non possiamo mai pretendere di cogliere “la” realtà, ma solo coglierne la lettura che ne facciamo sotto l’influenza dei nostri condizionamenti e determinismi specifici

-          il controllo personale passa attraverso la gestione degli stati interni e la mobilitazione volontaria degli stati-risorsa, cioè della facoltà di mettersi da soli in condizione di trarre il miglior partito da tutte le situazioni della vita corrente (famiglia, lavoro…). Uno stato risorsa è accessibile attraverso una serie di tecniche specifiche, tra la quali l’ancoraggio

Perché “Programmazione Neuro Linguistica”?

-          programmazione: fin dall’infanzia veniamo programmati a seguire certi comportamenti che danno forma alla nostra personalità e alle nostre idee sulla vita e sugli altri. Utilizzati volontariamente, questi condizionamenti possono funzionare a nostro vantaggio, perché cambiando i postulati personali ci diamo i mezzi per trasformare la nostra esperienza concreta della vita, allargando la nostra area di scelta;

-          neuro: il nostro sistema fisio-psico-nervoso è il supporto concreto della programmazione, e attraverso l’impiego di tecniche appropriate è possibile intervenire sulla nostra struttura psico-neurologica per adattare il comportamento ai bisogni, soprattutto in materia di comunicazione

-          linguistica: il nostro linguaggio determina in gran parte la qualità della nostra comunicazione, e perciò imparare a controllarlo, cioè a regolarlo in funzione delle circostanze in cui ci troviamo, è sia una necessità, sia un potente esercizio di crescita personale

Grazie al suo pragmatismo e al suo ottimismo di principio, la PNL è oggi uno dei metodi più diffusi, anche nelle imprese. Centrata sul miglioramento della comunicazione interpersonale, la PNL trova numerose applicazioni nel mondo economico: negoziazione commerciale, gestione delle riunioni, addestramento al comando, risoluzione dei conflitti, gestione del clima aziendale, e così via.

Istituto italiano di PNL

L'Analisi Transnazionale: Come la PNL, anche l’Analisi Transazionale è nata negli Stati Uniti, dai lavori del dr. Eric Berne, che ne pose le basi teoriche e pratiche negli anni ’50. Psichiatra e psicoanalista, Berne intendeva definire un certo numero di transazioni, cioè di modi di relazione tra le persone. L’Analisi Transazionale identifica i tipi di comportamento comunicativo e poi ne propone una modellizzazione, cioè un’interpretazione globale che dà luogo a numerosi adattamenti operativi: crescita personale, miglioramento delle capacità relazionali, direzione d’impresa e psicoterapia. Dai lavori di Berne nascerà il famoso concetto dei tre stati dell’Io, base dottrinale del suo metodo:

stato genitore, che ci costituisce tra i 2 e i 6 anni e risulta dall’interiorizzazione dei comportamenti normativi di tipo autoritario e parentale

stato adulto, che si sviluppa tra i 3 e i 12 anni di età e continua a evolvere per tutto il resto della vita. Questo stadio è contraddistinto dalla capacità della persona di formulare un giudizio obiettivo, di adottare comportamenti razionali e di assumere le proprie responsabilità, soprattutto nell’ambito dei rapporti e della comunicazione interpersonali. A partire da questo stadio l’individuo può iniziare un processo di evoluzione personale verso l’equilibrio e l’autonomia. È lo stadio dell’Io che raccoglie ed elabora le informazioni provenienti dal Genitore, dal Bambino e dall’ambiente esterno

stato bambino: è il più arcaico di tutti, e si crea dalla nascita se non addirittura dal concepimento, per trasformarsi poco dopo il raggiungimento dei 6 anni di età. Questo stadio è contraddistinto dal predominio di attitudini e di motivazioni infantili, anche se bisogna distinguere tra il “bambino adattato”, espressione di rispetto dell’influenza dei genitori, dal “bambino naturale”, espressione dei bisogni affettivi e delle manifestazioni spontanee proprie dei bambini. È lo stadio della creatività, del gusto della distruzione, della ribellione o dell’ubbidienza

Questi tre stati o “persone” coabitano in ogni individuo, con un dominio più o meno accentuato di uno stadio sugli altri. L’azione terapeutica consisterà dall’esame del modo in cui avviene la transazione tra due individui; schematicamente, una transazione è detta “complementare” quando gli interlocutori sono connessi sullo stesso stato dell’Io, e “incrociata” quando cercano di comunicare a partire da stati dell’Io diversi. La persona è quindi incoraggiata a scoprire gli effetti e le interazioni dei tre stati dell’Io ma soprattutto a identificare i suoi scenari più comuni di funzionamento; a partire da questa fase di introspezione, l’individuo potrà quindi comprendere in quale maniera i suoi modi di comunicare influenzano le sue relazioni con gli altri. Un fatto importante: l’Analisi Transazionale viene impiegata frequentemente come metodo di terapia di coppia, o in altre parole, questa tecnica si situa sulla frontiera tra crescita personale, introspezione psicologica, comunicazione interpersonale e lavoro terapeutico

Associazione italiana di Analisi Transnazionale

L'Eneagramma: il termine “enneagramma” deriva dal greco ennea, cioè nuovo; e da gramma, cioè figura, e forma un diagramma in nove parti. Messo a punto nel 1971 da due sudamericani, Oscar Ichazo e Claudio Naranjo, l’ennegramma descrive nove profili di personalità: il Perfezionista, rigoroso, esigente con se stesso e con gli altri; l’Altruista, che cerca di rendersi indispensabile per farsi amare; il Lottatore, un leader, spesso alla ricerca dell’approvazione altrui; il Romantico, idealista e melanconico; il Capo, che ama la lotta ma sa essere protettivo; l’Osservatore, che privilegia la riflessione, il Leale-scettico, che è fedele a una causa ma spesso si immagina scenari catastrofici; l’Epicureo, gradevole ma anche incostante; il Mediatore, che è d’accordo su tutto perché non si preoccupa di niente… lo scopo dell’ennegramma è di consentire di cogliere le dinamiche personali per scoprire quelle dominanti nel proprio carattere, e riuscire ad avvantaggiarsene. Nei suoi princìpi, l’enneagramma insiste su due idee fondamentali:  

-          in sé, non esiste una personalità buona o cattiva, perché tutte presentano vantaggi e inconvenienti come i due lati di una medaglia; la crescita personale passerà perciò attraverso una vera e propria strategia di gestione delle risorse psicologiche specifiche a ciascun tipo di carattere

-          capire l’enneagramma è impossibile se non lo si associa a una teoria psicologica secondo la quale l’uomo è dotato di un’intelligenza tridimensionale che funziona a partire da tre centri: istintivo, emotivo, mentale

 

 

Ciascuno di noi avrebbe un centro di predilezione a partire dal quale giudica le sue esperienze e costruisce la sua interpretazione della realtà; l’obiettivo è imparare ad armonizzare i diversi centri impiegando al meglio le qualità del proprio. Nell’enneagramma, i tipi 1, 8 e 9 preferiscono il centro istintivo; i tipi 2, 3 e 4 il centro emotivo; i profili 5, 6 e 7 prediligono invece il centro mentale. In un’ottica di crescita personale l’ennegramma consente di scoprire le proprie linee di forza comportamentali, di modificarle se necessario, e di imparare a capire meglio il funzionamento psicologico altrui. Le tipologie psicologiche devono essere usate con attenzione, perché il loro interesse è più che altro indicativo e istigatore di riflessione su se stessi; per questo Oscar Ichazo, dopo vent’anni di pratica, ha creduto di dover rivedere e adattare alcune definizioni dell’enneagramma che lui stesso aveva inventato

Enneagramma.Com

Il Rebirthing: Creato nel 1974 in California da Leonard Orr, il Rebirth o Rebirthing intende far rivivere il trauma emotivo della nascita; una volta superato il processo di rinascita – da cui prende origine il nome del metodo – l’individuo può liberare il suo potenziale e crescere affettivamente e intellettualmente, imparando “l’arte di godere pienamente della vita”. Ispirandosi in parte ai lavori di Arthur Janov, creatore della teoria dell’urlo primordiale, e soprattutto all’opera di Leboyer, Nascita senza violenza, Orr mette a punto una tecnica originale: attraverso la respirazione iperventilata, detta respirazione connessa o cosciente, la persona può accedere al suo universo emotivo profondo, portare alla luce le sue inibizioni e sostituirvi consapevolmente delle programmazioni positive sotto forma di affermazioni. Inizialmente le sedute di Rebirthing si praticavano immersi in un elemento liquido – bagno, piscina o sauna…) tanto più che Orr assegna fin dal principio alla sua tecnica una dimensione e una missione mistica. La respirazione cosciente sarebbe pertanto un modo per sperimentare l’energia cosmica divina nella misura in cui ciascuno di noi ospita la divinità, e perciò il Rebirthing può contribuire alla liberazione spirituale dell’umanità. Orr è un teorico del New Age, e nel suo testo di accompagnamento al libro-manifesto scritto con Sondra Ray nel 1977, leggiamo: “potete arrivare da soli alla salute perfetta, alla felicità senza sforzo, alla prosperità, alla giovinezza perpetua e perfino all’immortalità fisica”. Secondo Orr, cinque sono i freni principali alla crescita personale:

  • il trauma della nascita
  • la sindrome della disapprovazione parentale
  • le negazioni specifiche, cioè le credenze negative individuali che il terapeuta deve scoprire nel suo paziente durante le sedute di Rebirthing
  • il desiderio inconscio di morte
  • le vite precedenti

Ripulita dai presupposti spiritualisti, questa tecnica si adatta a un percorso terapeutico o di Crescita Personale grazie a un insieme di esercizi, in particolare grazie al lavoro sui processi cognitivi attraverso la tecnica delle affermazioni

A.R.A.T. Associazione Rebirthing

Un approccio diverso: la Sofrologia . Dal greco sos, armonia, e phren, spirito, la sofrologia è un metodo psicoterapeutico creato dal neuropsichiatra colombiano Alfonso Caycedo nel 1960.

L’obiettivo del metodo creato da Caycedo consiste nel raggiungere (attraverso speciali esercizi di rilassamento, respirazione, lavoro sulle sensazioni corporee e rappresentazioni mentali), la coscienza sofronica o livello sofroliminale, cioè lo stadio intermedio tra la veglia e il sonno più favorevole ai processi di autosuggestione e autoipnosi. Posto in questo stato, l’individuo può trasformare alcune situazioni limitanti con l’aiuto della suggestione positiva e delle immagini mentali. Per creare il suo metodo Caycedo, appassionato di orientalismo, si è avvalso dell’apporto di molte fonti: il training autogeno e i lavori di Pavlov sui riflessi condizionati, ma soprattutto di numerose tecniche dello Yoga come posizioni, esercizi respiratori, metodi di meditazione, e così via. La sofrologia si può prestare a diverse letture, a rischio di provocare una certa confusione. Così i consulenti di impresa la considerano un metodo efficace di crescita personale dei quadri stressati, gli allenatori sportivi un modo per calmare le squadre prima di una gara importante, e molti terapeuti ne fanno invece un metodo di realizzazione di sé olistico, cioè capace di coinvolgere tutte le dimensioni dell’umano.

Sul piano operativo la sofrologia presenta due interessi principali. Rompendo con la tradizione plurisecolare del dualismo all’occidentale, questo metodo terapeutico non oppone il corpo allo spirito ma incoraggia la loro interazione reciproca, all’insegna del motto “mens sana in corpore sano”. Anche se Caycedo ha sempre rifiutato qualsiasi parentela con i grandi nomi dell’ipnosi come Mesmer e Charcot, la sua tecnica di intervento sui processi cognitivi e comportamentali ha luogo in stato alfa, cioè in stato di trance o autoipnosi. L’accesso a questi stati sottili è la via migliore per programmare il pensiero nel senso desiderato, ma è anche un mezzo potente per combattere l’ansia e lo stress.

Princìpi teorici
La sofrologia si richiama al rilassamento, statico o dinamico, alla visualizzazione e alla suggestione, e consente di raggiungere il benessere fisico e mentale attraverso il rilascio delle tensioni muscolari e l’abbandono delle preoccupazioni mentali. Si tratta quindi di un addestramento alla distensione profonda, che consentirebbe di affrontare e gestire meglio le inevitabili difficoltà della vita. In sofrologia si parte dal principio che il rilassamento del corpo è strettamente legato a quello dello spirito, e che per accedere alla distensione mentale bisogna per forza passare da quella fisica.

Metodo
Le sedute si svolgono individualmente o in gruppo. La sofrologia accompagna il paziente verso uno stato di rilassamento attraverso ingiunzioni del tipo “sentirai il tuo respiro che va e viene” o “tu ti stiri, ti allunghi e senti tutte le tue membra distendersi” o ancora “immagina e senti un’onda di calore che attraversa il tuo corpo”. I pazienti sono incoraggiati a “sentire” il proprio corpo e a raggiungere una sensazione di benessere attraverso la visualizzazione e l’immagine. In uno spazio di ascolto accogliente i pazienti imparano a rilassare corpo e mente, e a sviluppare e rafforzare le proprie risorse interiori

Associazione Sofrologia Caycediana

» FARE PACE CON IL CIBO

La Bioenergia: secondo il suo creatore Alexander Lowen, la bioenergia è “lo studio della personalità umana a livello dei processi energetici dell’organismo”. Superando la tecnica psicoterapeutica basata sul solo aspetto analitico, Lowen integra una dimensione supplementare: l’energia vitale. Qualsiasi trattamento terapeutico avrebbe come obiettivo l’armonizzazione di ciò che Lowen chiama l’orgone (energia vitale fondamentale) e la ricerca dell’equilibrio corporeo (lavoro sulle tensioni e sui blocchi muscolari, sulla respirazione….). Lowen si ispira direttamente ai concetti di Wilhelm Reich, allievo di Freud, che aveva intuito la necessità di integrare la dimensione corporea nel trattamento psicoanalitico. Le riflessioni di Reich sono all’origine dei temi fondamentali della “rivoluzione sessuale”

Assisi Accademy Net

L'ipnosi di Erickson: tutte le tecniche di ipnosi fanno intervenire nel loro processo la messa in stato di rilassamento e di ricettività del soggetto. Il metodo creato da Milton H. Erickson (1901-1980), psichiatra e psicologo americano, è più pragmatico ed è basato sulla qualità degli scambi interpersonali tra paziente e terapeuta. Erickson ha notevolmente allargato l’accezione del termine “ipnosi”: secondo le sue teorie, il fenomeno ipnotico ha inizio quando ci distacchiamo dall’ambiente esterno per immergerci nella nostra coscienza interna, per esempio quando ci abbandoniamo all’immaginazione. L’azione del terapeuta mira a indurre nel paziente un leggero stato di trance per permettergli di entrare in contatto con gli strati profondi della sua psiche, perché secondo Erickson l’accesso all’inconscio è l’unico modo di penetrare in uno straordinario “bacino di risorse” come fonte di creatività, e quindi di cambiamento. L’ipnosi ericksoniana supera quindi il quadro teorico dell’ipnosi tradizionale, cioè la trasformazione della coscienza per suggestione diretta. Come molti altri approcci, la psicoterapia ericksoniana funziona in tre grandi tappe: identificazione dei problemi, esplorazione approfondita in fase di ipnosi, scelta delle soluzioni più adatte dopo aver fatto appello alle energie dell’inconscio.

Scuola Italiana di Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana

Il training-autogeno: messo a punto dal psicoterapeuta tedesco Johannes-Heinrich Schultz, il training autogeno, a differenza da altre tecniche che fanno esplicitamente appello all’azione congiunta del rilassamento e dell’autoipnosi, è molto anteriore alla nascita dei movimenti di Crescita Personale e del New Age: nato nel 1884, Schultz elabora il suo metodo poco prima della Prima Guerra Mondiale. Ciononostante, il training autogeno deve molto all’autoipnosi e ai processi di autosuggestione, e del resto Schultz si era interessato da vicino alle scoperte di Émile Coué. Sul piano pratico il metodo è composto da sei esercizi (muscoli, sistema vascolare, cuore, respirazione, organi addominali, testa) destinati a “produrre uno scollegamento generale dell’organismo, indotto da una modificazione volontario dello stato tonico”. Oltre a questo procedimento di rilassamento, il soggetto impara a focalizzare la propria attenzione su formule rilassanti del tipo “sono del tutto calmo”, oppure “il battito del mio cuore è calmo”… Insegnato agli inizi da un terapeuta, il training autogeno ha però la vocazione di essere praticato direttamente dall’individuo da solo, in totale autonomia.


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