Fare pace con i cibo Non sempre i
programmi di rieducazione alimentare sono
sufficienti, e molte persone hanno bisogno di un
sostegno psicologico per riuscire a instaurare con
il cibo un rapporto sano e sereno. La sofrologia
può essere d’aiuto?
Specialmente
quando i chili da perdere non sono pochi succede
spesso che il dietologo e lo psicologo si
scontrino con un avversario di tutto rispetto,
l’inconscio. Alla dieta classica diventa quindi
imperativo aggiungere un approccio
psicoterapeutico, e la sofrologia può essere
adatta a rimuovere alcuni blocchi affettivi
inconsci che risalgono all’infanzia. Come per
qualunque altro tipo di terapia psicologica, il
punto di partenza rispetto al paziente è sempre
lo stesso: sovraccarico ponderale e sovraccarico
emotivo sono due facce della stessa medaglia, ecco
perché è molto difficile raggiungere risultati
soddisfacenti e duraturi lottando su un fronte
solo. La sofrologia può essere di aiuto come
molte altre terapie brevi, il cui ciclo si
conclude in genere in 3-6 mesi, dato che chi
soffre di sovrappeso si aspetta quasi sempre di
ottenere risultati rapidi. Quando
la persona dice “io voglio dimagrire” ma il
suo inconscio dice di no, la sofrologia può
contribuire a rompere l’ingranaggio perverso
desensibilizzando per esempio da uno shock
affettivo rimosso. Il meccanismo della
rimozione ha l’obiettivo di spingere
nell’inconscio i ricordi la cui carica emotiva
è superiore a quella che la persona può
sopportare: la rimozione aiuta a vivere, in un
certo senso, ma impedisce l’armonia tra corpo e
spirito e spesso dà luogo a diversi problemi, tra
i quali i disturbi del comportamento alimentare.
La sofrologia propone molte tecniche mentali per
affrontare in modo diverso le
compulsioni di cui sono vittime le persone bulimiche
in generale quelle che soffrono di qualche
dipendenza. Una persona obesa o anche solo in
sovrappeso e che ha una cattiva immagine di sé
viene incoraggiata a concentrarsi sulla percezione
del proprio corpo, e poco a poco imparerà a
investirlo in modo diverso. In stato sofronico il
paziente viene allenato a visualizzarsi magro,
leggero, radioso, e questa immagine,
“inserita” nella sua mente durante la seduta,
sarà sempre a sua disposizione, soprattutto di
fronte alle tentazioni alimentari. In altri casi
si libera il paziente da una dipendenza molto più
ristretta, per esempio condizionandolo ad
associare il fumo a un odore disgustoso, e
aiutandolo perciò a liberarsi del vizio. In altre
parole la sofrologia consente soprattutto di reprimere
i sintomi e di mettere in luce i problemi
emotivi che invece necessitano di una psicoterapia
molto più approfondita.
Un’apertura sull’inconscio?
Le sedute iniziali della sofrologia servono a
“decodificare l’inconscio” e per cercare di
stabilire il modo in cui i sintomi sono nati. Il
terapeuta aiuterà poi il paziente a sfruttare le
proprie capacità
di autoguarigione, di cui tutti disponiamo ma
che quasi sempre rimangono inutilizzate. La seduta
comincia con una fase di rilassamento che pone il
paziente in uno stato detto “sofroliminale”,
cioè al limite tra sonno e veglia, perché solo
in questo stato la persona accetterà di svelare i
suoi segreti e di liberarsi dalle influenze
degradanti. Attraverso la suggestione e la
visualizzazione il paziente viene “deprogrammato”
dai dati negativi, e “riprogrammato”
positivamente. Affrontare paure e angosce in stato
sofronico consente di liberarsene per far spazio a
una calma interiore rapida e duratura. Applicata
ai problemi
di peso, la sofrologia consentirebbe perciò
di restaurare con il cibo una relazione sana e
serena, di rompere
le dipendenze affettive che inducono quelle
alimentari e di ricreare un’immagine di sé
troppo spesso degradata fin dall’infanzia.
L’interesse della sofrologia e il suo obiettivo
consisterebbero perciò proprio in questo: rapidità
nell’ottenere risultati, sviluppo
dell’autonomia del paziente attraverso il
potenziamento delle sue capacità di
autoguarigione
Altre
applicazioni
La sofrologia
clinica si applica al trattamento di alcuni
disturbi in quadro medico, paramedico e
psicoterapeutico: malattie psicosomatiche (asma,
costipazione…), nevrosi (fobie, ossessioni,
angosce, depressione…) dipendenze (alimentari,
da tabacco, alcoolismo…). La sofrologia
profilattica si esercita anche nel campo delle
scienze umane in pedagogia, nello sport,
nell’accompagnamento alla morte o nella gestione
dello stress nelle imprese.
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