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Psicologia/Tutto sulle terapie

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Tutto sulle terapie

Il ruolo delle associazioni

Il ruolo delle associazioni: la SPI

La differenza tra Ordine e Società ?
Che si chiamino Società, Associazioni o Istituti, esistono in tutto il mondo organismi che riuniscono i professionisti della psicoterapia e della psicoanalisi. Alcune di queste organizzazioni hanno attivato una propria scuola di psicoterapia, altre no. Ma quali sono in realtà le prestazioni che queste Società offrono anche all’utente? Questa è la descrizione dell’attività svolta dalla Spi, la più antica e prestigiosa Società italiana del settore.

La Società o Associazione è una organizzazione gruppale paragonabile a una famiglia che dà nome e cognome e dà quindi una connotazione più specifica e specialistica, una identità dove si definisce quale è lo specifico orientamento teorico-clinico, e questa identità trova rinforzo nell'appartenenza a un organismo che attiva dei percorsi di formazione, sperimentazione, ricerca, con il contributo dei soci stessi. E' fonte di garanzia per l'utente rispetto alla autenticità della preparazione e della sua costante verifica e miglioramento. L'associazione ha uno statuto normativo che prevede anche una normativa etica, deontologica.

La Spi (Società di psicoanalisi italiana), è associazione onlus, e l'appartenenza è il punto finale di un iter formativo interno alla società, ma distinto in un organismo di Training Nazionale che demanda la formazione in parte ai Centri locali (5 in Italia), ciò che garantisce un terreno comune ma anche una stretta verifica sul campo di ogni singolo individuo. A livello nazionale è diretta da un esecutivo, cui fanno capo, con un collegamento di rappresentanti, i vari centri locali - a loro volta gestiti da un esecutivo locale che comprende diverse funzioni.

Terminato l'iter di formazione che prevede due tornate di pre-selezione con persone aventi funzioni di training diverse, cicli di lezioni settimanali per la durata di 4 anni, molti seminari semestrali residenziali, con produzione di lavori scritti. Inoltre, la formazione prevede il trattamento psicoanalitico di due pazienti - avviati in successione - supervisionati settimanalmente da due supervisori diversi, e la produzione finale di una dettagliata relazione sui casi da presentare a una commissione nazionale che giudicherà l'idoneità del candidato (tenuto conto del parere dei supervisori) . Qualora il giudizio finale avesse esito positivo, il riconosciuto psicoanalista chiede ai soci di essere accolto nella società. L'appartenenza, dunque, conclusa la formazione, può essere o meno convalidata dalla votazione dei soci.

Nel corso della vita societaria sono previsti altri livelli di riconoscimento, mediante presentazione e valutazione di lavori e di impegno societario, fino al riconoscimento della funzione di analista di training. L'associazione è caratterizzata da una vita attiva, tendente a promuovere ricerca, sperimentazione, evoluzione delle teorie e delle tecniche, in varie direzioni.

Nella Spi in particolare l'approfondimento è avvenuto nelle Patologie Gravi (psicosi) e nel campo della Psicoanalisi del bambino e dell'adolescente. La Spi ha attivato infatti negli ultimi anni anche un Training in Psicoanalisi del bambino e dell’adolescente, ma nei vari centri sono attivi da anni gruppi di lavoro chiamati Osservatorio di Psicoanalisi del Bambino e dell'Adolescente, cui partecipa la gran parte degli psicoanalisti esperti in quest'area che ha riferimenti teorico-clinici molto specifici. Il lavoro di questo gruppo è improntato alla comunicazione tra colleghi con uno spirito di ricerca e riflessione sulle varianti tecniche in relazione al mutamento dei modelli teorici e del contesto culturale, quindi del mutamento dei pazienti.

L'attività dell'associazione è rivolta anche a un contatto con l'esterno, per informare e proporre. Da anni è attivo un servizio clinico di prime visite, dove chiunque sia interessato può avere uno o più colloqui di orientamento, diagnosi, indicazione terapeutica, con l'indicazione dell'analista, che viene quindi contattato "sul caso specifico" per verificare la sua propria disponibilità. Ciò significa che si cerca di favorire un "accoppiamento" mirato, conoscendo il bisogno e la richiesta del paziente e la formazione specifica nonché le caratteristiche anche personali dell'analista. Ogni trattamento terapeutico ha una propria storia, e questa comincia con l'incontro tra paziente e psicoanalista, in un certo momento delle loro rispettive storie. Questo tipo di organizzazione è garanzia per il paziente di un accoglimento pensato in prospettiva dell'accompagnamento verso il "suo" terapeuta,  di un lavoro che lo aiuti nelle prime fasi di contatto a valutare l'esperienza che sta vivendo, e a riconoscere le sue possibilità di scelta.

L'associazione promuove con sempre maggiore impegno anche attività di formazione-supervisione su aree specifiche o particolari patologie per psicoterapeuti che abbiano già un certo grado di preparazione. Il costante collegamento scientifico tra psicoanalisti, a livello nazionale e internazionale, fa sì che vi sia una circolazione del pensiero verso l'integrazione di modelli diversi. Ma è costante lo scambio anche con altre discipline, nella prospettiva di un incremento di integrazione interdisciplinare. Convegni, seminari, pubblicazioni, gruppi di lavoro formali e informali sono pane quotidiano, insieme al lavoro coi pazienti nella stanza di analisi.

Non va infine trascurata la funzione etica dell'appartenenza a una istituzione specifica, sia nel fornire "rifornimento" alla solidità di una identità professionale definita da parametri teorico-clinici e comportamentali strettamente terapeutici, sia nell'esercitare un controllo di fatto attraverso appositi organismi.

All’Ordine degli Psicologi si ha diritto di iscrizione quando si è superato un esame di stato successivo alla laurea in psicologia. La preparazione prevede conoscenze teoriche a cui si aggiunge la richiesta di effettuazione di un tirocinio non necessariamente in ambito clinico. E' la prima tappa per essere riconosciuti come "psicologi" e poter esercitare questa professione, nell'ambito più generale ed generico possibile. L'ordine è una istituzione attiva, che si occupa di tutelare gli aspetti normativi e previdenziali della professione, e di dare risonanza alle proposte di formazione, che non riguardano solo l'intervento psicoterapeutico, ma anche quello dello psicologo in ambito scolastico, del lavoro, e così via.

L'Albo degli Psicoterapeuti è una istituzione relativamente recente, ed è interno agli ordini professionali (diversi per psicologi e psichiatri). Molti professionisti vi sono entrati per sanatoria, presentando una autocertificazione del percorso formativo e dell'attività professionale. Al momento attuale vi si accede con diploma rilasciato da una scuola di psicoterapia riconosciuta dal Ministero. Molte scuole sono state riconosciute, alcune molto buone. Le scuole devono corrispondere a dei criteri ministeriali, che prevedono anche una preparazione clinica con training e supervisioni. Ogni scuola ha un proprio orientamento teorico, e conseguenti modelli di tecnica clinica.

Qual è il ruolo delle associazioni di professionisti della psicoterapia, riconosciute dalla legge? L’importanza della supervisione, dei gruppi di lavoro, della formazione permanente.

Quali professionisti sono abilitati ad esercitare la psicoterapia?
Possono esercitarla i laureati in psicologia o in medicina e chirurgia che abbiano scelto di seguire una specifica formazione professionale della durata di almeno quattro anni.

Come si diviene psicoterapeuti?
Per conseguire l’abilitazione a esercitare la psicoterapia è necessario impegnarsi in un complesso percorso formativo teorico e pratico. Gli aspiranti psicoterapeuti sono tenuti a studiare approfonditamente l’indirizzo  teorico prescelto al fine  di  personalizzare le conoscenze e renderle fonte di continua riflessione. Nello stesso tempo tramite un confronto efficace con psicoterapeuti esperti, i candidati sono tenuti a chiarire la propria motivazione “ad aiutare”; accrescere ed affinare la consapevolezza dei propri limiti; descrivere la disposizione emotiva ed esistenziale in gioco nella pratica psicoterapeutica.

Per quali motivi è importante il percorso formativo garantito dai corsi di specializzazione in psicoterapia?
Poiché  spesso le psicoterapie possono durare molti mesi o anni è impossibile prevedere sin dal “contratto” terapeutico iniziale le situazioni di crisi. Per esempio alcune difficoltà impreviste dipendono dal peggioramento di sintomi fisici e/o psichici; altre da errori di valutazione dello psicoterapeuta. Diviene importante in previsione di queste difficoltà che  i professionisti possano garantire una prestazione adeguata ai propri clienti offrendo non solo un iter formativo adeguato ma anche approntando strumenti tecnicamente idonei nel corso delle psicoterapie.

E’ di fondamentale importanza che ogni psicoterapeuta ricorra ad un supervisore,  il quale, pur preservando la riservatezza e la fiducia alla base  del “contratto” terapeutico con il cliente, sia esperto  tanto nell’impostazione teorica quanto nella pratica clinica. Ogni psicoterapeuta dovrebbe adottare di routine il criterio della supervisione ma l’appartenenza ad un istituto di specializzazione può garantire una maggiore integrazione in un gruppo di lavoro con i conseguenti vantaggi per i clienti.

Il secondo aspetto a tutela dei clienti che si sottopongono ad una psicoterapia è dato dalla partecipazione del professionista  alle attività di ricerca  e di confronto relativamente alle esperienze cliniche. E’ opportuno che tutti gli psicoterapeuti accettino l’idea della “formazione continua”. I problemi psicologici che s' incontrano nell’attività clinica mutano tanto in espressione quanto in gravità e spesso un aggiornamento può derivare solo da un confronto  con colleghi di discipline differenti. Per questo motivo la partecipazione ad organizzazioni in grado di garantire un aggiornamento continuo può fornire un servizio più adeguato alla clientela.

Navigazione… e  tutela del cliente.
Fortunatamente, nonostante la gran varietà d'indirizzi teorici e d'istituti di specializzazione a loro collegate (ed il cliente non è tenuto fortunatamente a conoscerli tutti) sono previste dalla legislazione vigente alcune norme di tutela dei clienti. In caso d'abuso o di mancanze nell’esercizio della psicoterapia (e dopo una segnalazione formale da parte dei clienti) l’ordine degli psicologi può  infliggere alcune sanzioni (avvertimento, censura, sospensione e radiazione). Un secondo strumento di tutela deriva dal fatto che un percorso formativo omogeneo e coerente presso gli istituti di specializzazione riconosciuti legalmente garantiscono ancor più i clienti da un punto di vista teorico e clinico e la partecipazione alla vita associativa.

Esistono problemi particolarmente pressanti nell’area dell’intervento del disagio psichico?
Nel corso degli ultimi anni si sta diffondendo “un’area grigia” costituita da gruppi autoreferenziati che pur affermando di appartenere genericamente all’area terapeutica poco o nulla hanno a che spartire con la psicoterapia professionale. La causa principale di questa difficoltà è una conseguenza del fatto che si è allentato il tradizionale (ed un po’ logoro) confine tracciato dal mondo accademico tra intervento terapeutico e risposta al disagio globale.

L’attenzione si è andata spostando dal singolo all'ambiente familiare ed al gruppo sociale di riferimento. In questa  discrepanza trovano posto offerte centrate prevalentemente sul sostegno immediato e massiccio garantite da un gruppo di pari con l’esistenza centrale di una figura carismatica (che può essere un sacerdote, un educatore, oppure uno psicologo o uno psichiatra). Gli svantaggi della partecipazione a questi gruppi emergono spesso dopo un breve periodo sul piano del rispetto delle differenze di valori, delle attese, delle aspirazioni e degli interessi e qualche  volta si assiste direttamente o indirettamente alla richiesta di porre in comune risorse economiche e prestazioni lavorative gratuite.  E’ possibile che l’eccessiva attenzione per gli aspetti teorici e “tecnici” relativi alle psicoterapie individuali  e di coppia “tradizionali” abbia ostacolato una migliore informazione del pubblico riguardo ai rischi delle “terapie alternative” e alle nuove dinamiche sociali.

Informazione e tutela della salute
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la salute non nei termini d'assenza di malattie ma come capacità di esprimere le proprie potenzialità fisiche, psichiche e relazionali nel proprio ambiente di vita.  La psicoterapia si pone come obiettivo principale l’incremento del benessere individuale e/o di coppia anche se le modalità di intervento sono del tutto particolari. Potrebbe rivelarsi importante una collaborazione tra ordine degli psicologi, istituti di perfezionamento e le associazioni che raggruppano i professionisti coordinandone aggiornamento e attività scientifica nella direzione di una migliore informazione del pubblico  su temi quali i cambiamenti, la qualità dell’offerta di psicoterapie nel nostro Paese, l’attenzione per la deontologia professionale, gli strumenti d'informazione più adeguati ed efficaci. Un paio d'indicazioni nell’espressione del disagio possono chiarire meglio queste proposte.

Nel caso delle associazioni poste a tutela dei “Diritti dei Malati”, per esempio, è possibile affermare che si è allentata la “sottomissione” dei cosiddetti “pazienti” nei confronti dei medici e della pubblica amministrazione sanitaria. Ad ulteriore conferma di quest'affermazione è possibile prendere in considerazione la reazione del pubblico per problemi quali la depressione e certe forme di dipendenza patologica. Si è assistito ad una crescente capacità del pubblico di discutere e incrementare la propria consapevolezza ribadendo la necessità di un intervento professionale integrato. Non c’è dubbio che dal punto di vista della tutela  della salute un'accresciuta consapevolezza e intraprendenza delle persone unita ad una buona qualità dell’offerta di psicoterapia possano risultare decisive.

dr. Roberto Ferro


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