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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Anorgasmia e frigidità

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Anorgasmia e frigidità

Diversa dall’anorgasmia, cioè dalla capacità di provare piacere senza però raggiungere l’orgasmo, la frigidità, cioè l’assenza totale di desiderio sessuale e di piacere,  non è un destino né una fatalità, ma una disfunzione che può avere origini organiche ma più spesso psicologiche, e che si può risolvere a entrambi i livelli con l’aiuto di uno specialista.

Si parla di anorgasmia primaria quando una donna non ha mai provato un orgasmo, e di anorgasmia secondaria quando questa disfunzione è comparsa a seguito di un trauma, di un parto o di un lutto. Spesso legata alla volontà di controllare tutto e alla conseguente incapacità di lasciarsi andare all’altro e alle proprie sensazioni, l’anorgasmia può anche essere retaggio di un condizionamento educativo sessuofobico e rigido, secondo il quale il piacere femminile è tabù – oppure a una scarsa conoscenza del proprio corpo e delle proprie dinamiche sessuali.

Quest’ultima ragione è spesso la causa dell’anorgasmia nelle donne giovani all’inizio della vita sessuale, quando mancano l’esperienza e la confidenza necessarie a raggiungere il piacere. Se però una donna riesce a godere attraverso la masturbazione clitoridea ma non raggiunge mai l’orgasmo con il proprio partner, la causa più probabile dell’anorgasmia è da attribuirsi a una insufficiente comunicazione di coppia, oppure all’inesperienza del partner.

Se pensate invece di essere frigide, la prima cosa da fare è consultare un ginecologo per scartare tutte le cause organiche che possono eventualmente essere all’origine della vostra impossibilità di provare piacere. Infatti, alcune donne possono soffrire di problemi ormonali, presentare una malformazione organica, oppure la loro frigidità può essere indotta dall’assunzione di alcuni medicinali.

Anche la frigidità può infatti essere causata da ragioni squisitamente psicologiche. Se per esempio una donna ha avuto per modello una madre che viveva la propria femminilità con disagio o sentendosene sminuita, è difficile che poi sviluppi le caratteristiche seduttive e sensuali che favoriscono un rapporto intimo sereno e rilassato. Altre potrebbero avere assorbito nella loro educazione l’idea sbagliata che il piacere non si addice alle donne e che il sesso è comunque un tabù, o in altri casi una donna può rifiutarsi più o meno inconsciamente di provare piacere se il rapporto con il partner è seriamente compromesso, psicologicamente insoddisfacente, oppure se il compagno è sessualmente brutale e indelicato.

Infine, anche le donne possono sperimentare gli effetti nefasti dell’ansia da prestazione: sforzandosi di raggiungere l’orgasmo si metteranno infatti in una posizione di attesa nevrotica che impedirà loro non solo di godere e assaporare tutto quanto avviene in un rapporto prima del godimento, ma finiranno per ridurre l’atto sessuale a una sfida, ciò che è radicalmente contrario all’abbandono richiesto dai sensi.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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