Diversa
dall’anorgasmia, cioè dalla capacità di provare
piacere senza però raggiungere l’orgasmo, la
frigidità, cioè l’assenza totale di desiderio
sessuale e di piacere,
non è un destino né una fatalità, ma una
disfunzione che può avere origini organiche ma più
spesso psicologiche, e che si può risolvere a
entrambi i livelli con l’aiuto di uno specialista.
Si
parla di anorgasmia
primaria quando una donna non ha mai provato
un orgasmo, e di anorgasmia
secondaria quando questa disfunzione è
comparsa a seguito di un trauma, di un parto o di un
lutto. Spesso legata alla volontà di controllare
tutto e alla conseguente incapacità di lasciarsi
andare all’altro e alle proprie sensazioni, l’anorgasmia
può anche essere retaggio di un condizionamento
educativo sessuofobico e rigido, secondo il quale il
piacere femminile è tabù – oppure a una scarsa
conoscenza del proprio corpo e delle proprie
dinamiche sessuali.
Quest’ultima
ragione è spesso la causa dell’anorgasmia nelle
donne giovani all’inizio della vita sessuale,
quando mancano l’esperienza e la confidenza
necessarie a raggiungere il piacere. Se però una
donna riesce a godere attraverso la masturbazione
clitoridea ma non raggiunge mai l’orgasmo con il
proprio partner, la causa più probabile dell’anorgasmia
è da attribuirsi a una insufficiente comunicazione
di coppia, oppure all’inesperienza del partner.
Se
pensate invece di essere frigide, la prima cosa da
fare è
consultare un ginecologo per scartare tutte le cause
organiche che possono eventualmente essere
all’origine della vostra impossibilità di provare
piacere. Infatti, alcune donne possono soffrire di
problemi ormonali, presentare una malformazione
organica, oppure la loro frigidità può essere
indotta dall’assunzione di alcuni medicinali.
Anche
la frigidità può infatti essere causata da ragioni
squisitamente psicologiche. Se per esempio una
donna ha avuto per modello una madre che viveva la
propria femminilità con disagio o sentendosene
sminuita, è difficile che poi sviluppi le
caratteristiche seduttive e sensuali che favoriscono
un rapporto intimo sereno e rilassato. Altre
potrebbero avere assorbito nella loro educazione
l’idea sbagliata che il piacere non si addice alle
donne e che il sesso è comunque un tabù, o in
altri casi una donna può rifiutarsi più o meno
inconsciamente di provare piacere se il rapporto con
il partner è seriamente compromesso,
psicologicamente insoddisfacente, oppure se il
compagno è sessualmente brutale e indelicato.
Infine,
anche le
donne possono sperimentare gli effetti nefasti
dell’ansia da prestazione: sforzandosi di
raggiungere l’orgasmo si metteranno infatti in una
posizione di attesa nevrotica che impedirà loro non
solo di godere e assaporare tutto quanto avviene in
un rapporto prima
del godimento, ma finiranno per ridurre l’atto
sessuale a una sfida, ciò che è radicalmente
contrario all’abbandono richiesto dai sensi.