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Grandi manovre (d'apporoccio) al mare

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Seduzione: Grandi manovre (d'approccio) al mare

Seduzione: Più o meno tutti sanno che il periodo del corteggiamento negli animali è la primavera, per le condizioni climatiche che lo indicano come momento ideale per il concepimento. L’essere umano ha mantenuto una qualche sorta di memoria genetica di queste implicazioni biologiche facendo concentrare la maggior parte dei matrimoni proprio nei mesi di aprile e maggio. Tuttavia se volessimo individuare una “stagione degli amori” per l’uomo, la potremmo rintracciare sicuramente nell’estate...

Durante questo periodo dell’anno ci sono diversi fattori che inducono l’uomo a fare con più insistenza il galletto e la donna a civettare con più leggerezza. L’allungarsi delle giornate porta a fare spesso le ore piccole e questo di per sé aumenta l’opportunità di fare incontri sociali e rende più estroversi e socievoli. L’estate è anche sinonimo di caldo, una condizione che rende potenzialmente più eccitabili, ci spinge a indossare abiti più succinti e quindi ad esporre maggiormente il nostro corpo e soprattutto, favorisce l’evaporazione degli odori personali e in particolare di quelle sostanze chiamate ferormoni che sono dei veri e proprio afrodisiaci naturali. Le premesse per il flirt o la storiella ci sono quindi tutte. Nonostante ciò, il corteggiamento rimane la forma di interazione interpersonale più complessa, elaborata ed equivoca. Il desiderio spesso si scontra con diverse paure come il venire rifiutati, il fare la scelta sbagliata, l’essere presi in giro. Per questi motivi flirtare diventa un gioco estremamente denso di rischi e di pericoli, ecco perché entrambi i sessi ci vanno spesso “in punta di piedi”.

Come un gioco, anche in questo caso, l’interazione è governata da regole: Il noto antropologo David Givens ne ha individuato la struttura; in un approccio, il primo passo è farsi notare; il secondo, dimostrarsi innocui; il terza, esaltare le caratteristiche del proprio genere sessuale e l’ultimo, il più impervio,  suscitare il desiderio di andare avanti! Cominciamo a vedere con il primo di una serie di articoli come realizzare il primo passo: fare breccia! Nel conseguire questo obiettivo, la donna sa essere decisamente più abile, astuta e preparata rispetto all’uomo. Recenti ricerche dimostrano che è quasi sempre lei a dare il “fischio d’inizio”, a stabilire se la persona è quella giusta (spingendola con finezza e destrezza a rivelarsi) e a fissare regole e limiti dell’interazione. Lo strumento che la donna utilizza per tirare le fila del rapporto è uno scaltro utilizzo del linguaggio del corpo.

Le donne...
Prendiamo ora come spunto le osservazioni sulle tattiche femminili di corteggiamento effettuate nelle discoteche dalla psicologa Monica Moore, docente e ricercatrice alla Webster University di St. Louis, e vediamo come queste rilevazioni possano essere calate nell’incontro in spiaggia.

Sei lei vuole suscitare l’attenzione dei “mosconi” o ha adocchiato qualcuno in particolare, adotta un insieme di tattiche di solito piuttosto efficaci: ad esempio, si stacca dalla compagnia o dalle amiche e si mette da sola appoggiata al bancone del bar sorseggiando una bibita, o sposta la sua sdraio in spiaggia, e mettendosi a sedere, si guarda attorno, in modo apparentemente distratto e disinteressato, ma con insistenza. Un altro modo che usa per “darsi lustro” è passeggiare sul lungo mare, lanciando occhiate di sottecchi ai maschi presenti. Se poi nota qualcuno che la “stuzzica”, gli si fa vicina con nonchalance, stazionando a circa un metro da lui e guardando tipicamente in direzione del mare: così da dare l’impressione di interessarsi all’orizzonte, ai bagnanti o alle imbarcazioni.

Se dopo un po’ non riceve alcun invito, può voltarsi verso di lui, facendo, con lo sguardo, una “carrellata” che va dagli ombrelloni più lontani al chiosco delle bibite. Immancabilmente, nel momento in cui intercetta la traiettoria della figura del prescelto, avrà un attimo di esitazione. Talvolta può fermarsi a dare un saluto all’amica con la sdraio più prossima al “candidato”, non mancando di lanciare brevi e frequenti occhiate verso di lui. In genere, il suo corpo tradirà la pretestuosità di questa “sosta”: il busto sarà orientato verso l’amica e le gambe o anche solo un piede in direzione di lui. Le osservazioni hanno messo in evidenza che chi è “puntato” in questo modo buona parte delle volte “casca nella rete” e fa una battuta non appena il suo sguardo e quello di lei si incrociano. La prontezza con cui la donna o la ragazza risponde, distogliendo l’attenzione dall’amica, spesso anche voltandole letteralmente le spalle è indice che si trattava proprio di una manovra di avvicinamento!

Accade anche di osservare due rappresentanti del gentil sesso che si muovano avanti e indietro lungo il bagnasciuga: il loro peregrinare ha anche in questo caso la funzione di “mettersi in luce”. Potrebbe sembrare un controsenso il fatto che camminino assieme invece di fare delle passeggiate solitarie. In realtà, questo “sodalizio” serve a entrambe …e allo scopo di ricevere approcci. In genere sono complici, per cui anche se “fanno coppia”, nel momento in cui una delle due è presa di mira l’amica si tira tranquillamente indietro o le fa da spalla, tenendosi sullo sfondo. Di solito una è più avvenente o carina e l’altra di bellezza media. La più bella sceglie appositamente un’amica meno appariscente proprio per offrire termine di paragone immediato agli occhi dei maschi che esalta il suo fascino. In altre parole, il fatto di percepire la prima a paragone dell’altra dà l’impressione a chi la guarda che sia più bella che non riferendola a un modello di bellezza standard. Detto in questi termini sembrerebbe che la più “bruttarella” non abbia che da perderci a presentarsi con l’amica più carina. Ma lo svantaggio è solo apparente. Infatti, l’amica attraente attira maschi che lei non sarebbe in grado di calamitare; se questa però non si mostra interessata a loro, questi, ormai in gioco, è facile che dirottino sulla “seconda scelta”. Si potrebbe pensare che la meno bella si prenda solo gli “avanzi”: tuttavia, magari la prima non è interessata ad un ragazzo bello, che però non è il suo tipo …ma potrebbe esserlo per l’altra.

... gli uomini
L’uomo, per attrarre, adotta più o meno stratagemmi simili, ma con risultati il più delle volte deludenti. Se la donna segnala la sua disponibilità a flirtare attira quasi sempre l’attenzione e provoca interesse nell’uomo. Al contrario, se le stesse cose le fa il maschio in genere non suscita facili entusiasmi. A lui, quindi, non rimane che prepararsi a “vagabondare”, tenendo gli occhi bene aperti, nell’attesa di … essere scelto. A quel punto può cominciare le manovre di avvicinamento.

Di solito, quando l’uomo si trova vicino alla donna, il “passi” perché lui attacchi bottone è segnalato dal fatto che lei lo guardi una seconda volta, dopo averlo puntato con gli occhi poco prima. Altri segnali dell’interesse di lei a iniziare le “danze”, sono incrociando il suo sguardo osservandolo, passarsi la lingua sulle labbra, lisciarsi i capelli con una mano, accarezzarsi una zona erogena come la parte anteriore del collo o la spalla. Quando lei dà a lui il “nulla osta”, non importa come lui esordisce … anche battute scontate o banali sono bene accette … le parole, in quel momento, hanno solo il valore di giustificare socialmente lo scambio, che però si svolge realmente su tutt’altro livello.

Tipicamente, lui fa un primo commento e se constata che lei ricambia e non lascia cadere il discorso, si fa più intraprendente mettendosi accucciato accanto a lei. Se poi la conversazione prende piede, lui le propone di lasciargli portare la propria sdraio o asciugamano li vicino: a quel punto le cose hanno già preso una buona piega. Da questo momento prende il via un fitto scambio di messaggi non verbali intesi a fare colpo, a sedurre e a indurre l’altro a svelarsi e manifestare sempre più palesemente le sue intenzioni.

I consigli di Marco Pacori

PER LUI:
Non startene sdraiato ruotando la testa per cercarne una carina li attorno e se ti muovi, tieni a mente che non ti trovi in un recinto per polli; per cui non limitarti a razzolare per un raggio di 10 metri attorno a te. Meglio allora un telo da mare che la sdraio o il lettino numerati…e rassegnati al nomadismo. Ogni tanto, dopo che per po’ non accade niente, fai armi e bagagli e sposta l’accampamento. Più ti muovi e più aumentano statisticamente le tue probabilità di trovarne una che ti piace e si mostri anche interessata a te.
Inoltre, non puntare necessariamente su “miss universo”; sarà la più ambita e contesa …e forse non ha alcun interesse di intrattenere nuove amicizie. Questo non significa che devi accontentarti; magari 100 metri più in là ce una ragazza altrettanto bella, ma attratta proprio da te! Cosa più importante: fatti scegliere! E’ il modo più sicuro per andare a segno; in altre parole, punta sulla tipa che ti dato dei segnali di interesse come quelli illustrati sopra. In ultimo, non scervellarti troppo su come rompere il ghiaccio: dopo che hai passato il provino “non verbale”, puoi dire qualsiasi cosa e sarai accettato (naturalmente, togliti dalla testa di uscirtene con cose del tipo “ho visto che mi guardavi”)…

PER LEI:
Da quanto emerge da numerose ricerche, le astuzie descritte nell’articolo dovrebbero far già parte del tuo repertorio. Se invece vuoi passare un’estate all’insegna della “caccia grossa”, ma non ti riconosci nelle scenette dipinte o sei di gusti difficili e ritieni che ci voglia una “marcia in più”, tieni a mente che proprio perché donna, hai un asso nella manica: il tuo corpo! Se esalti le caratteristiche femminili, mostrando curve e sinuosità anche assumendo semplicemente delle posture adeguate, puoi essere irresistibile. Se ancora non sai come fare, torna a “bussare a questa porta” fra breve...

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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