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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Attacco di cuore

Seduzione: Attacco di cuore

Seduzione: Le diverse persone hanno modi differenti di impostare i legami sentimentali: c’è chi si affeziona sin da subito; chi manterrà sempre le distanze e chi “non te lo scolli più di dosso. Vediamo assieme come distinguere questi stili e capire così a quali sono le nostre esigenze di attaccamento e quali quelle del nostro partner.

Il bisogno di creare un legame con qualcuno è una necessità non meno importante e vitale di bere o mangiare. Passata la buriana dell’euforia iniziale nell’innamoramento, subentra un’altra fase in cui si avverte il bisogno di stare accanto all’altro, di sentirlo, di averlo per sé. I neurobiologi spiegano che questa esigenza è condivisa anche dalle altre specie animali e in queste (e forse in parte anche per l’essere umano) è legata all’aumento di un neurotrasmettitore (una sostanza di comunicazione tra le cellule cerebrali) che è l’ossitocina nelle femmine e la vasopressina negli uomini. Lo Psicologo John Bowlby ha elaborato al riguardo la "teoria dell'attaccamento", precisando che il neonato possiede una spinta innata a cercare il contatto con chi si prende cura di lui. Questo attaccamento non è finalizzato ad alcunché, ma è fondamentale per acquisire la sicurezza e la fiducia che ci portano a esplorare il mondo esterno e ad imparare a padroneggiarlo. A seconda che i nostri legami precoci siano stati gratificanti o frustranti, svilupperemo un modello di rapporto che andremo a riproporre anche nelle nostre relazioni future. In base al tipo di legame desiderato, possiamo distinguere tre stili di personalità: individui Fiduciosi [secure] Ritrosi [avoidant] e Ansioso/Ambivalenti.

I primi si trovano a proprio agio in un rapporto quando c'è intimità e un maturo sentimento di dipendenza dall'altro. I Ritrosi invece evitano di impegnarsi e non rinunciano mai alla propria autonomia. Gli ultimi sono caratterizzati dal fatto di desiderare un contatto profondo, ma, al tempo stesso, di temere l'abbandono o il rifiuto da parte del partner.  I tre tipi hanno anche modi diversi di vivere l'approccio con l'altro sesso e di portare avanti una relazione romantica. Ad esempio, gli individui Ansiosi tendono ad innamorarsi a prima vista e ad idealizzare il partner. Inoltre, si rivelano morbosamente gelosi e ossessivi nel cercare continue conferme dell'affetto dell'altro; hanno paura di essere lasciati e in genere trovano che nel loro menage di coppia ci siano più momenti negativi che positivi.

Chi tende a essere Ritroso si sente minacciato dall'intimità, tiene sempre a "debita" distanza il coniuge e non soffre più di tanto di fronte ad una separazione o ad una rottura. Anche questi ultimi ritengono che nelle loro relazioni ci sia più insoddisfazione che piacere.  Infine, le persone fiduciose sono contraddistinte da un sentimento condiviso e ricercato di dipendenza dal partner e da sincerità e impegno nel rapporto. Queste categorie di individui hanno anche un particolare modo di comunicare. Le persone ansiose o ritrose si confidano poco con il compagno; gli ansioso/ambivalenti si mostrano maldestri o privi del giusto tatto nei momenti intimi e quando devono inviare dei messaggi neutri o negativi sono piuttosto equivoci. Nel complesso, inoltre, sia gli ansiosi che i ritrosi trovano difficile mettersi nei panni del partner e capire le sue emozioni o i suoi sentimenti.

Le psicologhe Joan Ticker e Sherry Anders hanno ora esaminato il comportamento non verbale dei diversi caratteri e hanno così ottenuto un "quadro" del linguaggio del corpo tipico dei tre stili. Gli individui fiduciosi nell'interagire con il partner tendono a ridere e sorridere di frequente, toccano spesso l'altro e facilmente incrociano lo sguardo di lei o lui; sono anche piuttosto animati ed espressivi nel comunicare. Appaiono anche particolarmente affiatati con il coniuge e decisamente innamorati; sono in genere attenti a ciò l'altro dice o fa e sanno essere buoni ascoltatori.

Chi ha una tendenza a "tenersi per le sue", al contrario, tocca e lancia sguardi al partner con la stessa frequenza e trasporto che ci metterebbe ad avere a che fare con l'esattore delle tasse e esibisce un'espressività paragonabile a quella della Barby o di Big Gim. Infine, mostra in generale meno entusiasmo nel conversare o nell'interagire e da sempre l'impressione di essere un po' sulle spine e sulla difensiva. Gli individui Ansioso/Ambivalenti hanno pochi contatti con il compagno mentre interagiscono; appaiono non poco inibiti e freddi. Inoltre, benché dalle osservazioni in laboratorio non risulti in modo marcato, le ricercatrici ritengono che chi ha questa inclinazione nella vita privata mostri atteggiamenti controversi: ad esempio, sia al contempo aperto verso il partner, lo tocchi, lo guardi, ma alterni queste azioni con lamentele, espressioni seccate o colleriche e così via.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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