Il
Guiness dei Primati riporta che 1600 seicento
coppie se lo sono dato contemporaneamente nel
giorno di San Valentino del 1998; l’anno
dopo due partner brasiliano hanno continuato a
darsene per 62 giorni, otto ore e 15 minuti
…stiamo parlando del bacio; una delle
esperienze più intime e toccanti
che possano essere sperimentate in una
relazione. Nelle
favole gli vengono attribuite facoltà
taumaturgiche e magiche: può resuscitare i
morti (Biancaneve), risvegliare del coma
(Cenerentola) o di rendere belli (il rospo o la
“bestia” che si trasformano in principe).
Questo
gesto è così legato all’amore che
anche le prostitute, che pure concedono tutto il
resto del corpo a degli sconosciuti, si
rifiutano di darlo se non provano dei
sentimenti. Riguardo alle sue origini ci sono
due scuole di pensiero: secondo gli antropologi
nasce da una pratica materna chiamata “premasticazione”;
in sostanza, prima che fossero ideati gli
omogeneizzati, le madri masticavano e
sminuzzavano il cibo con denti per poi passarlo
nella bocca del neonato poggiando le labbra
sulle sue.
I
biologi invece sostengono che il comportamento
del bacio sia un modo per “assaggiare” le
molecole odorose del potenziale partner;
questo avrebbe la funzione di stabilire in modo
organolettico se la struttura del DNA
dell’altro sia compatibile con la propria e
possa, quindi dare luogo ad una progenie sana;
la saliva, come gli altri liquidi organici,
infatti contiene delle microscopiche particelle,
chiamate, MHC, che esprimono l’unicità di un
organismo (e che sono quelle che reagiscono in
caso nei trapianti e nelle trasfusioni di
sangue) e che contribuiscono all’odore
personale. Naturalmente, il tutto avverrebbe in
modo totalmente inconsapevole.
Sul
piano fisico, baciare è un’attività
estremamente complessa che, quando è
appassionata richiede la coordinazione di ben 34
muscoli facciali. Inoltre, oltre ad essere
un’esperienza emozionante,
questo gesto provoca un vero e proprio
tumulto nell’organismo: la salivazione
aumenta, così la temperatura e la sudorazione;
il cuore batte impetuosamente, la respirazione
accelera e contrazioni muscolari e flusso di
sangue raggiungono la pelvi provocando
l’eccitazione dei genitali. Anche il cervello
è in tempesta: vengono infatti secrete
epinefrina (il neurotrasmettitore della
vigilanza e della prontezza fisica), dopamina
(responsabile delle sensazioni di piacere), PEA
(fenil etililamina, una sorta di anfetamina
endogena) e ossitocina (che “promuove”
l’impulso ad abbracciare ed ad accarezzare).
Di
modi di baciare ce ne sono diversi e non tutti
sono legati alla sessualità: si baciano ad
esempio i bambini (in questo caso, le labbra
vengono portate sulle guance o sulla fronte);
anche gli amici, per altro,si possono baciare
come forma di saluto e lo fanno perfino, i capi
di stato nei paese europei: questa forma di
contatto: in quel contesto, ha lo scopo è di
mostrare disponibilità e collaborazione. Il
bacio può essere usato anche come modo per
stabilire una gerarchia: i preti cattolici
usano l’atto rituale di baciare i piedi degli
altri come segnale di umiltà; per contro, i
cardinali o i vescovi facilmente porgono la mano
perché sia baciata come gesto di riverenza.
Fino all’inizio del secolo scorso, il galateo
prevedeva che l’uomo appoggiasse le proprie
labbra sulla mano della donna come segno di
rispetto: ancora adesso c’è però chi dà la
mano, porgendo le sole dita e senza stringere.
Il significato di quest’azione è di
“reclamare”, in modo subdolo, un
comportamento di sudditanza da parte
dell’interlocutore: appunto il “baciamano”.
Il
bacio, per lo meno per i bambini, e soprattutto
se a darlo è la mamma, ha un effetto
analgesico: quando il bambino si fa male
porge la parte dolente alla madre perché con un
bacio tolga via il dolore: questo effetto, che
assomiglia molto al placebo, avrebbe invece
fondamenti fisici; alcuni studi, hanno in
effetti confermato che il contatto, specie se
intenso, provoca il rilascio di endorfina da
parte dell’epidermide: questa molecola ha la
proprietà di ridurre la percezione o la
trasmissione degli impulsi dolorifici. Nel
repertorio dei segnali non verbali è stato
individuato un microcomportamento che è molto
simile all’atto di baciare: è stato perciò
chiamato “bacio analogico”; in questo gesto,
le labbra appaiono socchiuse e sporte in avanti
come se si stesse mandando un bacio “aereo”;
non c’è però nessuna intenzione o coscienza
nel farlo. Il segno è associato a qualcosa che
piace o che si trova attraente e prende
“spunto” dall’atto di portare le labbra
all’esterno per adattarle al capezzolo
nell’atto della suzione: in altre parole,
l’argomento, la cosa o la persona verso cui
viene fatto è assimilata a qualcosa di
“appetitoso” e nutriente come lo era il seno
di nostra madre quando eravamo neonati.
Talvolta
i baci innocui dati per abitudine o
consuetudine possono rivelare qualcosa di più:
ad esempio, se quando due amici o conoscenti nel
salutarsi, invece di “centrare” la guancia,
slittano casualmente sull’angolo delle labbra,
forse il loro rapporto sta prendendo una piega
più passionale.
Per
contro, se il partner che abitualmente saluta la
moglie o il marito con un bacio sulle labbra,
“colpisce” solo il lato esterno della bocca,
può voler dire che non è più attratto dal
coniuge. Altri segnali possono suggerire invece
che i baci sono in arrivo. In un famoso studio,
l’antropologo Adam Kendon ha osservato che la
frequenza e l’intensità dei baci è quasi
sempre regolata dalla donna che, specie
attraverso la sua mimica facciale, fa capire al
compagno in che misura, e se, desidera essere
baciata. Altri ricercatori hanno notato che il
desiderio o l’impulso di baciare è preceduto
da alcune sottili sfumature del comportamento
non verbale.
Anche
gli altri studiosi hanno constatato che ad
esibire questi segnali è soprattutto la donna,
in generale più espressiva nel linguaggio del
corpo e più capace di gestirlo.I comportamenti
che andiamo ad illustrare sono mostrati quando
lui e lei sono vicini; spesso a 30 – 40 cm
l’uno dall’altra e probabilmente la loro
esibizione è
legata proprio a una distanza
interpersonale di questo tipo. Lei può
puntare lo sguardo a più riprese sulle labbra
di lui: spesso quest’azione è associata
ad una maggiore umidificazione dell’occhio
(che si traduce in uno sguardo patinato), mentre
la propria bocca è tenuta semi-aperta.
La
donna può segnalare questa intenzione anche
prendendo un gran respiro come quando uno prova
un’emozione intensa: quando fa
quest’inspirazione, il suo petto si solleva (e
questo probabilmente ha la funzione di sedurre
l’uomo) e il suo busto si inclina in avanti.
Le labbra sono aperte e talvolta
leggermente protese in avanti; analisi più
sottili hanno evidenziato che in alcuni casi si
nota solo un gonfiore e una modesta tensione
nella muscolatura che circonda la bocca.
Un
altro indizio è quando lei ascolta un uomo
che parla, e tiene le labbra dischiuse;
il suo sguardo è in direzione degli occhi di
lui e quasi fisso; le sue braccia appaiono
inerti e così il resto del corpo. Normalmente,
in una conversazione i due interagenti si
alternano il turno in cui parlano. Se lei, o
lui, invece di dire qualcosa quando l’altro ha
finito la frase o il discorso, lo guarda negli
occhi, invia il messaggio che vorrebbe passare a
qualcosa di più intimo.
Altri
modi di inviare questo messaggio sono far
oscillare ritmicamente il tronco avanti e
indietro ascoltando il partner parlare o
chiudere gli occhi per qualche istante. Un
incitamento a farsi avanti è anche quando la
donna guarda il compagno e muove lentamente un
dito sul labbro inferiore; la bocca in questo
caso è socchiusa, le pupille appaiono dilatate
e lo sguardo risulta lontano e sognante.