Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buon giorno, oggi è domenica 25 giugno 2017

E' bello quello che piace

Seduzione: E' bello quello che piace

Seduzione: Per una storiella, non andiamo molto per il sottile: puntiamo a chi è fisicamente attraente; ma se cerchiamo un rapporto serio, le cose cambiano; cerchiamo di capire soprattutto con chi abbiamo a che fare.

Quando siamo colpiti da qualcuno e cerchiamo un legame, percepiamo qualcosa che va ben al di là della bellezza; finalmente anche la scienza lo conferma. In numerosi studi sull’attrazione, i partecipanti sono invitati ad osservare delle foto di emeriti sconosciuti; per di più le foto sono spesso ritoccate per esaltare gli aspetti del volto o del corpo che si intendono studiare. In sostanza, quello che queste persone sono indotte a fare è scegliere tra delle vere e proprie chimere, cioè delle figure inesistenti.

Ricerche basate su queste presupposti hanno dimostrato ad esempio che ci piace di più chi è più simmetrico oppure, nelle donne, chi ha un rapporto vita-fianchi in cui la prima sia ¾ degli ultimi. Il pregio di queste indagini è stato di poter isolare alcuni aspetti e valutarne l’impatto indipendentemente da altri fattori; il limite invece è stato sottovalutare il valore della personalità e del modo di fare: detto altrimenti, ci possono essere dei motivi, non legati all’aspetto fisico (e quindi impercettibili se non si conosce la persona) che possono attrarre e sedurre.

Prendere in esame lati del carattere come la disponibilità, la gentilezza, l’altruismo nel giudicare quanto giudichiamo attraente qualcuno, è in linea anche con la cosiddetta prospettiva evoluzionista molto in “voga” tra gli  scienziati che studiano i motivi dell’attrazione. Secondo questa teoria, formulata in origine da Charles Darwin, la selezione di alcuni aspetti, specie fisici, ma anche comportamentali e caratteriali sarebbe dettata dalla necessità di garantire la sopravvivenza propria e della propria  progenie. Viene quindi logico pensare che un uomo, o una donna, tendano a scegliere un partner che sia affidabile e amorevole piuttosto che qualcuno che sia una Venere  o un Adone, ma sia freddo sul piano umano. Naturalmente, le cose cambiano se ci troviamo a dover giudicare una persona come compagno di un’avventura o per una storia seria.

Nel primo caso, l’aspetto esteriore, la disponibilità sessuale e l’essere sexy sono pressoché gli unici fattori che contano. La personalità invece ha il suo peso soprattutto quando vogliamo un legame: in quel caso, ci importa che il partner sia affabile, leale, aperto e comprensivo. Anche l’intelligenza e la vitalità sono in genere tratti del carattere che vengono apprezzati da entrambi i sessi nel valutare qualcuno come partner.

Le indagini mettono in luce che i due sessi hanno criteri diversi nella valutazione del partner gli uomini, curve ai posti giusti e un volto di bell’aspetto hanno un’importanza considerevole anche se si sceglie la compagna della vita.

Le donne sono invece più di bocca buona quanto ad aspetto fisico, ma per loro contano parecchio la condizione sociale, la capacità di guadagno o l’impegno a costruire qualcosa assieme. Ora, è stata pubblicata una ricerca che finalmente restituisce il giusto peso al carattere e agli atteggiamento nella valutazione di quanto qualcuno ci piace.

Lo studio è stato condotto dall’antropologo Kevin Kniffin e da David Wilson, docente di scienze biologiche all’Università di Binghamton in America.

I due ricercatori hanno svolto tre studi sulla percezione della bellezza con persone che si conoscevano e con perfetti sconosciuti. Ai partecipanti che giudicavano dei conoscenti era stato chiesto di valutare l’avvenenza fisica e altri aspetti desiderabili come la piacevolezza, il rispetto e il talento; chi invece veniva invitato a giudicare degli estranei, doveva dire la sua solo sulla bellezza. Nel primo studio, i soggetti dovevano dare un giudizio in termini di attrazione delle persone ritratte nel “Libro scolastico del loro Liceo”; tra queste ultime c’erano individui sconosciuti e altri che avrebbero potuto frequentare.

Nel secondo, i membri della squadra sportiva e altre persone dovevano valutare ogni membro della squadra dandogli un punteggio solo in termini di avvenenza. Nella terza analisi, infine, degli studenti di una stessa classe dovevano dire trovavano piacenti i compagni; quest’ultima misura veniva presa il primo giorno del corso e sei settimane dopo al  termine delle lezioni.

Al momento di tirare le somme, gli studiosi si sono resi conto che le stesse persone, nel caso fossero sconosciute o note, provocavano un effetto profondamente diverso. Nel valutare gli estranei, la bellezza è l’unica cosa che conta. Ma le cose cambiano profondamente quando si deve giudicare il fascino di qualcuno che si conosce. In quel caso, erano la gentilezza, il tatto e la disponibilità a cooperare a rendere qualcuno più o meno attraente: chi era bello, ma antipatico o dal brutto carattere veniva addirittura “depennato” dalla possibile lista dei partner: insomma, se uno non è una vamp o un adone, non disperi; con l’approfondimento della conoscenza, può guadagnare molti punti.

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 19/04/2007

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati