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Seduzione:
Una
nuova ricerca dimostra che le donne intuiscono
dai tratti del volto di un uomo che
sarebbe un padre dedito e in base a
questo atteggiamento tendono a preferirlo come
partner.
L’indagine
scientifica sulla scelta del partner ha
dimostrato che le donne adottano criteri
estetici diversi a seconda del tipo di rapporto
che intendono avere. Se sono alla ricerca di
un compagno per la vita o per lo meno di una
storia seria, scelgono uomini che appaiano
posati e gentili; il contrario avviene se
vogliono un’avventura: allora, puntano dritto
allo sciupafemmine! Questa scelta è dettata da
motivazioni psicologiche che nascono da profonde
radici biologiche: l’uomo dall’aspetto
rassicurante da l’idea di essere coscienzioso,
fedele e affidabile. L’uomo virile appare
invece impetuoso, donnaiolo e dominante.
Più
che dall’ambiente e dalla famiglia, queste due
diverse inclinazioni sono legate alla quantità
di testosterone, l’ormone maschile, in
circolo: più ce n’è, più le tendenze
maschili sono marcate. I segni esteriori di un
alto livello di questo ormone sono ad esempio
una corporatura muscolosa e robusta e, nel
volto, una
mascella squadrata, un
mento prominente, sopracciglia basse e
folte e cosi via. Gli omacci con queste
caratteristiche sono come “tori da monta”,
cioè capaci di trasmettere alla discendenza le
stesse caratteristiche forti e soprattutto un
sistema immunitario efficiente; inconsciamente,
quindi le donne li possono trovare desiderabili
proprio come “padri naturali” dei loro
figli.
A
partire da questi presupposti, un gruppo di
studiosi dell’Università della California
guidati dallo psicologo James Roney hanno
voluto verificare se sulla base dei tratti del
volto, le donne siano in grado di stabilire se
un uomo possa essere un buon padre o meno e se
questa considerazione sia in collegabile
all’aspetto più o meno virile della faccia.
Per accertarlo, Roney e i suoi colleghi hanno
ideato un semplice disegno sperimentale. Per
prima cosa, hanno reclutato 39 studenti maschi
di età fra i 18 e i 33 anni; li hanno quindi
fotografati chiedendo loro di assumere
un’espressione neutra e racchiudendo l’ovale
del volto in una cornice scura, così che il
taglio dei capelli non potesse influenza la
percezione di chi li valutava. Ai partecipanti
è stato poi chiesto un campione di saliva per
stabilire la concentrazione individuale di
testosterone. A quel punto, i ritratti sono
stati fatti osservare ad un campione di 29
ragazze tra i 18 e i 20 anni.
A
questo secondo gruppo è stato poi domandato,
sulla sola base delle foto, in che misura
trovassero i “modelli” mascolini,
fisicamente attraenti, gentili e quanto a questi
ultimi potevano piacere i bambini. In ultimo, le
partecipanti sono state invitate a commentare se
giudicassero i maschietti ritratti validi
candidati per un’avventura oppure per una
storia seria. Gli esiti hanno in parte ricalcato
quanto emerso in ricerche precedenti, ma hanno
anche fatto emergere alcuni dati sorprendenti.
Per prima cosa, le donne consideravano più
maschili i ragazzi, le cui analisi biologiche
indicavano un alto livello di testosterone;
questi ultimi erano anche i preferiti per una
“serata allegra”. Fin qui, niente di
sensazionale, ma l’aspetto più imprevedibile
è stato che gli uomini che le donne trovano più
inclini a fare il padre erano gli stessi che
avevano espresso la loro simpatia per i bambini!
Altro
aspetto sorprendente è stato che alcuni
uomini erano stati percepiti sia come virili sia
come individui cui piacevano i bambini e che
anche qui c’era la coincidenza tra preferenze
femminili e descrizione di sé dei partecipanti.
Questo vuol
dire che le donne guardando uno in volto sono
capaci di “distinguere” il “desiderio di
paternità; questa “lettura” non dipende
dall’impronta degli ormoni sul volto, ma da
qualche altro aspetto della fisionomia che gli
autori non sono stati in grado di cogliere. In
conclusione, attenti maschietti; il fiuto
femminile è infallibile; Il “buon partito”
ce l’ha stampato in “fronte” e le donne
sono in grado di leggerlo!
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