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Seduzione:
L’asso
nella manica del corteggiamento
Il
contatto fisico fra sconosciuti è
qualcosa che può suscitare, soprattutto se non
richiesto, sensazioni di rifiuto, di intrusione
o di minaccia. Contatti fuggevoli in una
biblioteca da parte di un bibliotecario hanno
dimostrato che l’individuo toccato sviluppava
un atteggiamento più positivo verso la
biblioteca e il suo personale
Altri
esperimenti hanno dimostrato che il contatto
può rendere più disponibili e generosi verso
l’altro: in uno studio, lo sperimentatore
lasciava una moneta in una cabina telefonica,
veniva poi chiesto al soggetto che usava il
telefono se l’avesse trovata. Nella quasi
totalità dei casi, la moneta veniva restituita
quando lo sperimentatore guardava e toccava il
soggetto contro un 63% di restituzioni se non
c’erano sguardo e contatto
Anche la condiscendenza aumenta dopo un
contatto; in una ricerca veniva chiesto a dei
partecipanti di firmare un petizione o di
completare un questionario; se venivano toccato,
in modo discreto, era ben più facile che
acconsentissero.
Il
contatto può essere anche rassicurante;
in un esperimento ai dei bambini venivano fatte
dei controlli dentistici; metà venivano toccati
sulle spalle e sulle braccia, mentre venivano
date loro rassicurazioni verbali e spiegazioni
del procedimento; all’altra metà venivano
solo date rassicurazioni verbali e spiegazioni.
Alla fine, chi era stato toccato mostrava
meno paura e un maggior piacere. Naturalmente,
il contatto la fa da padrone nella seduzione…
specie per il sesso debole.
Mentre
gli uomini, infatti,
sono stimolati soprattutto da
stimoli erotici visivi (come vedere uno
spacco o una scollatura), le donne sono più
sensibili a stimoli tattili. Il contatto
fisico in una coppia è sicuramente
l’esperienza più “toccante”, intima ed
eccitante.
Per questo nel corteggiamento diventa uno
strumento di cui non si può fare a meno. E’
bene, però sapere come, quando e se toccare: se
tocchiamo qualcuno che non gradisce per motivi
personali (perché ha timore del contatto fisico
o perché ha già una relazione, ad esempio) o
di circostanza (ci si trova in un ambiente in
cui l’interlocutore giudica che il contatto
sia sconveniente e inopportuno; come può essere
un luogo pubblico), possiamo produrre la
reazione inversa e cioè suscitare
imbarazzo o peggio ancora irritazione o
fastidio.
Così
è importante riconoscere i segnali che ci
indicano quando possiamo entrare in contatto con
l’altro o valutare che tipo di contatto
possiamo attuare in base all’ambiente e alla
situazione in cui ci troviamo.
Se
le circostanze sono favorevoli (cioè ci
troviamo al tavolino di un piano bar, in
discoteca o in un luogo appartato) le regole per
toccare sono le seguenti; possiamo toccare
l’altro quando:
-
L’altro
è stato lui o lei che ci ha toccato per
primo (in quel caso, automaticamente ci da
l’autorizzazione a contraccambiare).
-
Se,
dopo un nostro fuggevole contatto,
l’interlocutore ricambia la
“cortesia”.
-
Quando
la persona con cui ci troviamo ci tocca il
braccio o il polso, nel dirci un qualcosa
(serve a trattenere in genere anche
l’attenzione dell’interlocutore) e
prolunga il contatto per qualche attimo di
troppo.
-
Se
l’altro si tocca dopo essere stato toccato
da noi; specie nello stesso punto. Ad
esempio se abbiamo poggiato la mano
sull’avambraccio di una donna e,
una volta che non ci siamo staccati, lei si
accarezza nello stesso punto è segno che ha
gradito il contatto; al punto, di
prolungarne la stimolazione con un
autocontatto.
-
Qualora
la compagno o il compagno di conversazione
dia segnali di attrazione.
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