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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Si aprono le danze... del corteggiamento

Seduzione: Si aprono le danze... del corteggiamento

Seduzione: Ballo e discoteche complici degli incontri amorosi La discoteca, il bar dell’aperitivo oltre che per ritrovarsi con gli amici, sono spesso un pretesto per fare nuove conoscenze … vediamo assieme come viene segnalata la disponibilità a flirtare.

Musica e luci che stordiscono, ampie zone buie conniventi e ammiccanti, piste da ballo in cui, nel muoversi, si finisce inevitabilmente addosso a qualcuno; ma anche un ambiente dove, per scusarci, mentre passiamo o inciampiamo su piedi di una persona è normale toccarla sulla spalla o sul braccio e in cui ci viene anche più naturale sorridere a uno sconosciuto o incrociare il suo sguardo.

Questa è la discoteca; un luogo, come prima lo erano la «sala da ballo» o «la balera», che sembra accrescere confidenza e affiliazione fra le persone, ma la cui esistenza è legata innanzitutto al fatto di fornire un contesto che renda più facile l’incontro fra i sessi. Il ballo di coppia che sia un lento o una samba mette letteralmente in bocca le parole del primo approccio: non c’è bisogno di inventarsi chissà quali battute spumeggianti o scervellarsi per trovare una frase simpatica; basta, avvicinarci alla persona e chiederle «vuoi ballare con me?». Un «rompi-ghiaccio» preconfezionato  decisamente comodo. La cura stessa che, in quell’occasione, uomini, ma in particolare, donne mettono nella scelta dei capi d’abbigliamento, di calzature, e look assomiglia molto all’ostentazione delle livree variopinte o all’allestimento di mirabolanti coreografie  che gli animali adottano per sedurre le controparti nella stagione degli amori. Su questo piano, le donne vincono alla lunga sui maschi: vestono in modo più appariscente, esuberante e vivace; pailettes e lustrini vanno sprecati; i colori rosso e nero, legati nell’immaginario collettivo alla sessualità, la fanno da padrone. In una circostanza come questa  non possono mancare nemmeno scollature, spacchi, tessuti semitrasparenti e spalline destinate «casualmente» a cadere.

Un indagine dell’etologo austriaco Karl Grammer e della sua equipe dell’Istituto di Etologia Urbana di Vienna ha messo in luce come l’esibizione di parti nude del corpo aumenti nel periodo ovulatorio, cioè quando la donna è più feconda. Anche le calzature hanno voce in capitolo … e che voce “quella del padrone”: quasi tutte le rappresentanti femminili scelgono, guarda caso per quella sera, scarpe dal tacco alto … un accessorio dell’abbigliamento del gentil sesso che non ha uguali in quanto a evocazione di suggestioni erotiche: queste calzature innanzitutto danno al piede una forma più flessuosa e curva; lo fanno apparire così più piccolo e sinuoso; in definitiva, intensamente femminile. Inoltre, danno l’impressione che le gambe siano più lunghe  … particolare che passa tutt’altro che inosservato agli occhi maschili. I muscoli dei polpacci appaiono più tesi  a simulare il tono e l’aspetto scattante che assume la muscolatura durante l’eccitazione sessuale. La presenza del tacco alto crea indubbi problemi di equilibrio, ma la compensazione che le donne adottano per camminare agevolmente «vale decisamente la candela»:  la schiena viene spinta verso il dietro e così la mancanza di stabilità viene bilanciata facendo leva sulle reni … soluzione che ha come «conseguenza» un sollevamento e una maggiore protrusione del seno. Infine, le scarpe con i tacchi accentuano il sobbalzo dei fianchi, così le donne risultano ancheggiare in modo più vistoso.

La necessità di mostrarsi più disinibiti e socievoli porta a consumare più alcolici. Gli effetti dell’alcool su pensiero, sensazioni e sessualità sono noti. Si è appurato, ad esempio, che l’alcool porta ad essere meno lucidi, più euforici ed eccitabili, ma anche più sciolti e rilassati; questo insieme di reazioni  è dovuto al fatto che l’alcool fa uso degli stessi circuiti cerebrali attivati da dopamina (un neurotrasmettitore coinvolto nella risposta sessuale), beta-endorfine (sostanze che riducono il dolore e hanno un effetto euforizzante) e dall’acido gamma-amminobutirrico (un composto simile alle benzodiazepine, cioè ai principi attivi dei tranquillanti). Nelle donne poi è stato dimostrato che cocktail e long drink procurano una maggiore sensibilità alle sollecitazioni sessuali; specie durante le mestruazioni e nell’immediato periodo che le segue. Questo effetto sembra attribuibile al fatto che in quel frangente l’alcool interagisce con il sistema ormonale provocando un picco nel livello di testosterone, l’ormone maschile responsabile dell’eccitazione sessuale anche nelle donne. E’ evidente che la consapevolezza di queste reazioni (pur nell’incoscienza delle cause biochimiche), abbiano reso diffidenti le donne nei confronti delle bevande «forti«; è quindi per loro che sono stati creati cocktail e long drink dai nomi esotici, rassicuranti e innocui come «caipiriñha» o «piña colada», dal sapore dolce (ma dalla gradazione alta), ornati da ombrellini, pezzi di frutta o zucchero che contorna il bordo del bicchiere.

Anche movenze, passi e ondaggiamenti a ritmo di musica contribuiscono a rendere più «scorrevoli» gli incontri con l’altro sesso. E’ accertatato, infatti,  che il movimento aerobico porta ad una maggiore produzione delle endorfine , mettendoci così di buon umore; inoltre, le donne, nel periodo fertile del ciclo, diventano fortemente sensibili alla grande diffusione dei fermoni maschili (sostanze volatili emesse dal corpo che si sono rivelate veri e propri afrodisiaci naturali) grazie all’intensa sudorazione e alla loro concentrazione (dovuta all’affollamento). Sempre nelle donne, ballare, innalza la soglia dell’eccitabilità, rendendole più sensibili alle sollecitazioni sessuali; è stato infatti dimostrato che l’esposizione a film dal contenuto erotico dopo un esercizio fisico suscita un maggiore «solletico» sessuale; misurazioni fisiologiche hanno dato prova che il flusso sanguigno della vagina e la contrattilità della sua muscolatura, in questa condizione, subiscono una significativa accentuazione.

D’altra parte, come non sentire l’impulso a sgambettare e dimenare fianchi e corpo intero quando si è in discoteca? Lo psicologo Neil Todd ha dimostrato che è un’intensità del suono come quella che ascoltiamo in quell’ambiente inganna i nostri sensi inducendo dei riflessi involontari che prenderebbero poi «forma» nel ballo. Il fenomeno è  dovuto alla stimolazione dell’organo dell’equilibrio, il sacculo vestibolare, che si trova nell’orecchio. Basta un suono superiore a 70 decibel (la misura acustica di suoni e rumori) per «provocarlo», ma la musica in discoteca supera facilmente i 100 db. Questa intensità determina nell’organo vestibolare le stesse sensazioni indotte dal muoversi; di conseguenza, questo mette in atto i riflessi muscolari che consentono al corpo di mantenere l’equilibrio … noi li avvertiamo ... e la musica ci fa venire così un irresistibile voglia di «scatenarci».

Muoversi nella pista da ballo o nella sala può essere molto provocante: lo sanno bene le donne che, in buona parte, sono in grado di «spargere la voce» circa la loro propria disponibilità all’approccio proprio attraverso il movimento nello spazio. Monica Moore della Webster University di St. Louis, ha notato come uno dei più comuni artifici adottati dal sesso femminile per farsi notare sia la cosiddetta «parata»: la donna si muove nella sala come sfilasse su una passerella di moda e  invece di  assumere un atteggiamento rilassato, esagera il movimento dei  fianchi, tiene la pancia in dentro, il petto in fuori e la testa alta.

Quando adocchia la preda, gli si avvicina e staziona a circa 70 cm – 1 metro – da lui. In genere, a questo punto,  l’uomo attacca bottone.  Un altro stratagemma molto usato è il «ballo solitario»: una donna si porta accanto ad un uomo e, senza guardarlo, e comincia a danzare a ritmo di musica. Di solito lui le si porta di fianco o davanti e riprende le movenze di lei. La donna può anche «parcheggiarsi» vicino al prescelto, muovendo solo piedi o fianchi ; lui, il più delle volte, la inviterà ad andare in pista.

Beate Striebel, ricercatrice al «Ludwig-Boltzman-Institute for Urban Ethology» di Vienna, ha determinato con un esperimento che anche le movenze del corpo nel ballo possono risultare più o meno attraenti, in particolare quelle delle donne; quanto più una donna riesce a muovere in modo sinuoso e coordinato la parte superiore del corpo: tronco, braccia e testa) tanto più risulta attraente; specie se il movimento è lento e ampio.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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