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Seduzione:
Ballo e discoteche complici degli incontri amorosi La discoteca, il bar dell’aperitivo oltre che per ritrovarsi con gli amici, sono spesso un pretesto per fare nuove conoscenze … vediamo assieme come viene segnalata la disponibilità a flirtare.
Musica
e luci che stordiscono, ampie zone buie
conniventi e ammiccanti, piste da ballo in cui,
nel muoversi, si finisce inevitabilmente addosso
a qualcuno; ma anche un ambiente dove, per
scusarci, mentre passiamo o inciampiamo su piedi
di una persona è normale toccarla sulla spalla
o sul braccio e in cui ci viene anche più
naturale sorridere a uno sconosciuto o
incrociare il suo sguardo.
Questa
è la discoteca;
un luogo, come prima lo erano la «sala da ballo»
o «la balera», che sembra accrescere
confidenza e affiliazione fra le persone, ma la
cui esistenza è legata innanzitutto al fatto di
fornire un
contesto che renda più facile l’incontro fra
i sessi. Il ballo di coppia che sia un lento
o una samba mette letteralmente in bocca le
parole del primo approccio: non c’è bisogno
di inventarsi chissà quali battute spumeggianti
o scervellarsi per trovare una frase simpatica;
basta, avvicinarci alla persona e chiederle «vuoi
ballare con me?». Un «rompi-ghiaccio»
preconfezionato
decisamente comodo. La cura stessa che,
in quell’occasione, uomini, ma in particolare,
donne mettono nella scelta dei capi
d’abbigliamento, di calzature, e look
assomiglia molto all’ostentazione delle livree
variopinte o all’allestimento di mirabolanti
coreografie
che gli animali adottano per sedurre le
controparti nella stagione degli amori. Su
questo piano, le donne vincono alla lunga sui
maschi: vestono in modo più appariscente,
esuberante e vivace; pailettes
e lustrini vanno sprecati; i colori rosso e
nero, legati nell’immaginario collettivo alla
sessualità, la fanno da padrone. In una
circostanza come questa
non possono mancare nemmeno scollature,
spacchi, tessuti semitrasparenti e spalline
destinate «casualmente» a cadere.
Un
indagine dell’etologo austriaco Karl Grammer e
della sua equipe dell’Istituto di Etologia
Urbana di Vienna ha messo in luce come
l’esibizione di parti nude del corpo aumenti
nel periodo ovulatorio, cioè quando la donna è
più feconda. Anche le calzature hanno voce in
capitolo … e che voce “quella del
padrone”: quasi tutte le rappresentanti
femminili scelgono, guarda caso per quella sera,
scarpe
dal tacco alto … un accessorio
dell’abbigliamento del gentil sesso che non ha
uguali in quanto a evocazione di suggestioni
erotiche: queste calzature innanzitutto danno al
piede una forma più flessuosa e curva; lo fanno
apparire così più piccolo e sinuoso; in
definitiva, intensamente
femminile. Inoltre, danno l’impressione
che le gambe siano più lunghe
… particolare che passa tutt’altro
che inosservato agli occhi maschili. I muscoli
dei polpacci appaiono più tesi
a simulare il tono e l’aspetto
scattante che assume la muscolatura durante
l’eccitazione sessuale. La presenza del tacco
alto crea indubbi problemi di equilibrio, ma la
compensazione che le donne adottano per
camminare agevolmente «vale decisamente la
candela»:
la schiena viene spinta verso il dietro e
così la mancanza di stabilità viene bilanciata
facendo leva sulle reni … soluzione che ha
come «conseguenza» un sollevamento e una
maggiore protrusione del seno. Infine, le scarpe
con i tacchi accentuano il sobbalzo dei fianchi,
così le donne risultano ancheggiare
in modo più vistoso.
La
necessità di mostrarsi più disinibiti e
socievoli porta a consumare più alcolici. Gli
effetti dell’alcool su pensiero, sensazioni e
sessualità sono noti. Si è appurato, ad
esempio, che l’alcool porta ad essere meno
lucidi, più euforici ed eccitabili, ma anche più
sciolti e rilassati; questo insieme di reazioni
è dovuto al fatto che l’alcool
fa uso degli stessi circuiti cerebrali attivati
da dopamina (un neurotrasmettitore coinvolto
nella risposta sessuale), beta-endorfine
(sostanze che riducono il dolore e hanno un
effetto euforizzante) e dall’acido
gamma-amminobutirrico (un composto simile alle
benzodiazepine, cioè ai principi attivi dei
tranquillanti). Nelle donne poi è stato
dimostrato che cocktail
e long
drink procurano una maggiore sensibilità
alle sollecitazioni sessuali; specie durante le
mestruazioni e nell’immediato periodo che le
segue. Questo effetto sembra attribuibile al
fatto che in quel frangente l’alcool
interagisce con il sistema ormonale provocando
un picco nel livello di testosterone, l’ormone
maschile responsabile dell’eccitazione
sessuale anche nelle donne. E’ evidente che la
consapevolezza di queste reazioni (pur
nell’incoscienza delle cause biochimiche),
abbiano reso diffidenti le donne nei confronti
delle bevande «forti«; è quindi per loro che
sono stati creati cocktail
e long
drink dai nomi esotici, rassicuranti e
innocui come «caipiriñha» o «piña colada»,
dal sapore dolce (ma dalla gradazione alta),
ornati da ombrellini, pezzi di frutta o zucchero
che contorna il bordo del bicchiere.
Anche
movenze,
passi e ondaggiamenti
a ritmo di musica contribuiscono a rendere
più «scorrevoli» gli incontri con l’altro
sesso. E’ accertatato, infatti,
che il movimento aerobico porta ad una
maggiore produzione delle endorfine , mettendoci
così di buon umore; inoltre, le donne, nel
periodo fertile del ciclo, diventano fortemente
sensibili alla grande diffusione dei fermoni
maschili (sostanze volatili emesse dal corpo che
si sono rivelate veri e propri afrodisiaci
naturali) grazie all’intensa sudorazione e
alla loro concentrazione (dovuta
all’affollamento). Sempre nelle donne,
ballare, innalza la soglia dell’eccitabilità,
rendendole più
sensibili
alle sollecitazioni sessuali; è stato
infatti dimostrato che l’esposizione a film
dal contenuto erotico dopo un esercizio fisico
suscita un maggiore «solletico» sessuale;
misurazioni fisiologiche hanno dato prova che il
flusso sanguigno della vagina e la contrattilità
della sua muscolatura, in questa condizione,
subiscono una significativa accentuazione.
D’altra
parte, come non sentire l’impulso a
sgambettare e dimenare fianchi e corpo intero
quando si è in discoteca? Lo psicologo Neil
Todd ha dimostrato che è un’intensità del
suono come quella che ascoltiamo in
quell’ambiente inganna
i nostri sensi inducendo dei riflessi
involontari che prenderebbero poi «forma»
nel ballo. Il fenomeno è
dovuto alla stimolazione dell’organo
dell’equilibrio, il sacculo vestibolare, che
si trova nell’orecchio. Basta un suono
superiore a 70 decibel (la misura acustica di
suoni e rumori) per «provocarlo», ma la musica
in discoteca supera facilmente i 100 db. Questa
intensità determina nell’organo vestibolare
le stesse sensazioni indotte dal muoversi; di
conseguenza, questo mette in atto i riflessi
muscolari che consentono al corpo di mantenere
l’equilibrio … noi li avvertiamo ... e la
musica ci fa venire così
un irresistibile voglia di «scatenarci».
Muoversi
nella pista da ballo o nella sala può essere
molto provocante:
lo sanno bene le donne che, in buona parte, sono
in grado di «spargere la voce» circa la loro
propria disponibilità all’approccio proprio
attraverso il movimento nello spazio. Monica
Moore della Webster University di St. Louis, ha
notato come uno dei più comuni artifici
adottati dal sesso femminile per farsi notare
sia la cosiddetta «parata»:
la donna si muove nella sala come sfilasse su
una passerella di moda e
invece di
assumere un atteggiamento rilassato,
esagera il movimento dei
fianchi, tiene la pancia in dentro, il
petto in fuori e la testa alta.
Quando
adocchia la preda, gli si avvicina e staziona a
circa 70 cm – 1 metro – da lui. In genere, a
questo punto, l’uomo
attacca bottone.
Un altro stratagemma molto usato è il «ballo
solitario»: una donna si porta accanto ad un
uomo e, senza guardarlo, e comincia a danzare a
ritmo di musica. Di solito lui le si porta di
fianco o davanti e riprende le movenze di lei.
La donna può anche «parcheggiarsi» vicino al
prescelto, muovendo solo piedi o fianchi ; lui,
il più delle volte, la inviterà ad andare in
pista.
Beate
Striebel, ricercatrice al «Ludwig-Boltzman-Institute
for Urban Ethology» di Vienna, ha determinato
con un esperimento che anche le movenze del
corpo nel ballo possono risultare più o meno
attraenti, in particolare quelle delle donne;
quanto più una donna riesce a muovere in modo
sinuoso e coordinato la parte superiore del
corpo: tronco, braccia e testa) tanto più
risulta attraente; specie se
il movimento è lento e ampio.
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