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Seduzione:
La
forma degli occhi, il loro colore, la dimensione
delle pupille e altri aspetti ancora meno
evidenti contribuiscono a renderli la parte del
corpo più attraente e ammaliante.
Se
chiediamo a chiunque qual è la prima cosa che
lo colpisce guardando qualcuno, con buona
probabilità risponderà: gli occhi.
Il motivo dell’attrazione di questo
particolare anatomico sta nel fatto che il
loro colore occhi, la forma che hanno, il loro
movimento, l’espressione e l’intensità
dello sguardo riflettono meglio di ogni altra
parte del corpo la personalità. Si dice che
guardando uno negli occhi possiamo capire tutto
di lui; in realtà, quello che osserviamo è
dato da un insieme di fattori che vanno dalla
dimensione del bulbo oculare, alla grandezza
dell’Iride (la parte colorata) e della
pupilla; dalla struttura delle ossa delle
sopracciglia, degli zigomi e del naso, alla
forma della cavità orbitale.
L’aspetto
della regione dell’occhio è innanzitutto
piuttosto diverso nei due sessi. In una
donna, ad esempio, le sopracciglia sono più
alte, curve e sottili , così l’occhio appare
più aperto e luminoso; mentre nell’uomo ha le
sopracciglia più basse e folte e l’ossatura
al di sotto di esse è più prominente;
inoltre, la pelle tra pelle e palpebre
del genere maschile è di solito più cadente e
da all’occhio un aspetto più squadrato. Per
altro, gli uomini tendono a tenere sollevata la
palpebra inferiore, che da curva diventa
praticamente una linea dritta: questo
atteggiamento è tipico soprattutto di uomini
molto virili, ma anche coriacei, aggressivi e
freddi.
Anche
la razza può determinare la forma
dell’occhio: quella caucasica
(l’europea) ha gli occhi più arrotondati;
mentre gli orientali hanno i tipici occhi più
allungati. Nonostante molte asiatiche ricorrano
alla chirurgia estetica per rendere l’occhio
più “occidentale”, è opinione dei
truccatori professionisti che la forma più
attraente dell’occhio sia proprio quella a
“mandorla”: nel trucco, l’eye liner o la
matita, suggeriscono, deve seguire il bordo
dell’occhio allungandosi verso l'alto nella
parte esterna e verso il basso nella parte
interna. Per principio, ogni linea di trucco che
viene eseguita sulla palpebra deve partire
sottile e all'allargarsi all'esterno. Un aspetto
dell’occhio che può influenzare la sua
bellezza, ma che di solito non viene colto
coscientemente è la sua luminosità. Si dice
che quando qualcuno pensa o vede la persona di
cui è innamorato gli si illuminano occhi o gli
brillano; non è solo un modo di dire:
l’occhio riflette più o meno luce in rapporto
alla secrezione lacrimale; quando non è
eccessiva (e quindi scivola fuori sotto forma di
“gocce”) “lustra” la superficie; questo
accade quando proviamo emozioni positive come la
felicità, l’entusiasmo, l’attenzione,
l’interesse e l’eccitazione sessuale.
La
percezione inconscia del significato dell’occhio
lucido fa , quindi, sì che appaia particolarmente
attraente. Anche la mobilità dell’occhio
fa il suo: piacciono soprattutto gli occhi
vivaci e mobili. Quando pero lo spostamento
dello sguardo è eccessivo e irrequieto,
commentano i ricercatori americani Sooha Park
Lee e Jeremy e Norman Bandler, da
l’impressione che l’interlocutore sia
ansioso e instabile. Per contro, se è pressoché
immobile e se perfino la pupilla si contrae
poco, lo sguardo appare spento, vuoto e non
vitale: è tipico infatti di chi è depresso.
Il
movimento deve essere “fluido” per dare un
effetto piacevole; Laura Costa e Lance O. Bauer
dell’Università americana del Connecticut
hanno scoperto che chi ha inclinazioni
antisociali tende a spostare gli occhi
in modo zoppicante e stentato. L’occhio
può anche apparire duro e fermo (è quanto
accade ad esempio quando qualcuno prova collera)
oppure distaccato (succede quando si prova
disprezzo o scetticismo ed è dato da un occhio
pressoché immobile accompagnato da
un parziale abbassamento della palpebra
superiore).
Un
particolare dell’occhio che colpisce è il colore
dell’iride; al riguardo, ci sono due
schieramenti; c’è a chi piacciono gli occhi
castani o scuri e chi preferisce quelli chiari.
Nel pensiero popolare, un’iride scura è
associata all’idea di una persona
“mediterranea”, passionale, impulsiva e
capace di grandi slanci emotivi. Gli occhi
cerulei o “sbiaditi”, invece, sono abbinati
ad un individuo più gelido e calcolatore. Per
una volta, le dicerie trovano però conferma
nella scienza. Senza generalizzare, numerosi
studi hanno comunque dimostrato che esiste
davvero una relazione tra colore dell’iride e
temperamento: chi ha gli occhi marroni o neri
tende ad essere più vivace, eccitabile e
focoso; chi, al contrario li ha “slavati” ha
l’inclinazione a mostrarsi più cerebrale,
logico e preciso.
La
ragione di queste disposizioni risiederebbe nel
fatto che la colorazione dell’occhio
dipende da un pigmento detto melanina; più
ce n’è e più l’occhio è scuro. La
concentrazione di melanina dell’occhio (eumelanina)
è la stessa del suo omologo cerebrale, la
neuromelanina; questa sostanza è una sorta di
additivo per il carburante” del sistema
nervoso e rende gli scambi tra i neuroni (le
cellule del cervello) più veloci. Sarebbe
proprio questo “accelerante” a rendere chi
ha gli occhi bruni più esplosivo e impulsivo.
Un'altra parte dell’occhio che incide molto
nella valutazione estetica di quest’organo è
la dimensione della pupilla. In uno
studio storico, lo psicologo americano Eckhard
Hess ha messo in luce che gli uomini
preferiscono le donne con le pupille larghe.
Il
motivo sarebbe che la dilatazione delle
pupille è un riflesso del desiderio sessuale
e dell’interesse; la donna con le pupille
dilatate sarebbe così, inconsciamente,
percepita come attratta da chi la guarda. In
questa indagine, venivano mostrate, ad un gruppo
di soggetti maschili, due foto di una stessa
donna; una delle quali era stata ritoccata in
modo da rendere le pupille più ampie. Bene,
pressoché tutti preferirono il ritratto
“modificato”, sebbene nessuno si fosse reso
conto di ciò che rendeva le due foto diverse.
In una replica più articolata di
quell’esperimento, gli psicologi canadesi
Selina Tombs e Irwin Silverman hanno dato una
riprova che al sesso maschile piacciono le
pupille dilatate e hanno dimostrato che le donne
preferiscono uomini con le pupille di dimensione
media. Parte delle partecipanti
all’esperimento prediligeva però le pupille
larghe nell’altro sesso. Approfondendo le
ragioni di questa preferenza, i due ricercatori
hanno scoperto che queste stesse donne gradivano
come partner i cosiddetti “mascalzoni” e,
facevano inconsapevolmente, un’associazione
tra la tendenza ad essere una “canaglia” e
il possedere pupille larghe. |