I
nostri rapporti interpersonali sono scanditi da
ritmi, schemi e regole implicite; se interagiamo
con uno sconosciuto o con un conoscente
affrontiamo temi diversi di conversazione, siamo
più o meno spontanei e, anche nel nostro
linguaggio del corpo, mostriamo atteggiamenti
differenti: stiamo più o meno vicini, tocchiamo
l'altro con maggiore o minore disinvoltura e
abbiamo anche un modo di guardare che non é lo
stesso. Uno
dei primi studi scientifici che hanno indagato
su quanto succede nel corteggiamento é stato
condotto negli anni ’60 da
Irenaus Eibl-Eibesfeldt, un’etologa del
Max Planck Institute in Germania. Questa
ricercatrice, munita di una macchina fotografica
ha girato il mondo a fare da “guardona” e
questo suo particolare “voyeurismo” ha dato
i suoi frutti.
Spostandosi
tra le isole Samoa, in Australia, in America, in
Brasile e in Europa, questa ricercatrice ha
scoperto che nelle interazioni amorose esiste
una vero e proprio “codice di comportamento”
con regole, rituali e gesti che sono universali.
Tra
gli esseri umani, uno di questi è tenere il
palmo della mano verso l’altro mentre si
parla: si tratta di un segnale che indica più o
meno “sono disarmato e le mie intenzioni sono
amichevoli”. Un messaggio analogo è dato dal
comportamento, più caratteristicamente
femminile, di sollevare le spalle: una postura
che trasmette il messaggio “sono indifeso”;
un modo per rendere questo segnale ancora più
“persuasivo” è inclinare la testa di lato:
quando si osserva è in genere indice che
tra i due si sta creando un clima “caldo”.
Non
si tratta di un’interazione lineare comunque:
a segni di disponibilità spesso ne seguono
altri di ritrosia o di reticenza:
specie le donne sanno usare con maestria
questa sequenza e concedersi così solo quando
sono sicure che il candidato abbia abboccato
all’amo.
Anche l'approccio e il modo di
procedere in una relazione amorosa ha le sue
regole. L'antropologo americano David Givens per
comprendere e decifrare quale sia il codice di
condotta che sottostà a queste interazioni ha
filmato di nascosto in bar e in altri posti di
incontro gli scambi fra i sessi. Lo studioso ha
poi esaminato le riprese e ha messo in luce i
meccanismi che disciplinano i diversi passaggi
di un'interazione sentimentale. Sulla base delle
sue osservazioni, Givens ha così individuato
cinque fasi.
La prima regola del “galateo” del
corteggiamento prevede che ci si metta in mostra
(il segnalarsi) e che si
manifestino intenzioni amichevoli (L'innocuità).
Lo scopo di questo primo “passaggio” è
rendere più fluida e naturale possibile la
conoscenza reciproca. La donna, come nelle altre
fasi del corteggiamento, ha al suo arco le
frecce migliori per segnalare l’idea di essere
abbordabile.
E’ questo l’obiettivo infatti di
comportamenti come peregrinare per la sala o fra
i tavoli senza una meta precisa oppure scostarsi
dal gruppo di amiche e appartarsi o, ancora,
migrare vicino ad uno sconosciuto (dopo averlo
“scrutato” con lo sguardo) e ballare nei
suoi paraggi. Lui è in genere più plateale e
diretto nei suoi ammiccamenti alle donne
presenti: ride a voce più alta per farsi
sentire, “dardeggia” occhiate piuttosto
dirette; si appoggia sul bancone del bar e
allarga i gomiti, facendo contemporaneamente una
panoramica con lo sguardo. Una volta che si è
stati notati, si passa alla fase delle
“dichiarazioni” implicite di non
belligeranza. In quel momemento, la donna deve
dare l'idea di essere arrendevole e ingenua; lui
invece deve apparire il più possibile
inoffensivo e rassicurante. Lei così può
socchiudere la palpebre, reclinare lateralmente
la testa, sedere con le punte dei piedi
convergenti, accoccolarsi o abbracciarsi il
torso. L'uomo esibisce questa intenzione,
scherzando amabilmente con amici ed amiche,
sorridendo più del solito ed evitando movimenti
bruschi o comportamenti aggressivi.
Se si supera l'esame si passa alla fase
successiva il contatto: i due
si guardano negli occhi per qualche istante (in
media 3 o 4 secondi); a questo primo scambio,
segue un timido abbassamento dello sguardo, e
quindi un nuovo incrocio. Di solido questi
sguardi sono accompagnati da altri segnali di
attrazione come passarsi una mano fra i capelli,
leccarsi le labbra, inclinare il busto in avanti
da seduti, dischiudere la bocca e altri ancora.
A quel punto, in genere cominciano i primi,
cauti, scambi verbali: é il momento del dialogo.
A dispetto di quello che si pensa, non servono
grandi battute d'esordio e nemmeno battute
fulminanti; una qualsiasi frase (purché non
offensiva o esagerata) può andare bene: il suo
solo scopo é avviare la conversazione;
L'autorizzazione all'interazione é infatti già
stata sancita sul piano non verbale.
Naturalmente, dopo il primo scambio si comincia
con il dialogo vero e proprio: lì si che le
parole contano; la conversazione deve essere
leggera, prendere in considerazione il punto di
vista dell'altro (specie per quanto riguarda lui
nei confronti di lei) e apparire briosa e
sciolta. Pur mettendo in preventivo il fatto di
doversi "accordare" (e quindi
accettando di buon grado qualche attimo di
imbarazzo e qualche silenzio), i due si
aspettano che l'interlocutore non parli di
faccende troppo personali, che non si esprimano
opinioni eccessivamente forti e che si evitino
polemiche e contrasti.
In quel mentre, i sorrisi la fanno da
padrone; un po' per lasciare trapelare un senso
di euforia o felicità che da l'interazione con
l'altro in parte per coprire gli imbarazzi e le
esitazioni per il fatto di conversare con uno
sconosciuto e, infine, per scaricare l'ansia che
genera questa situazione.
Può passare del tempo prima che
si arrivi alla fase successiva quella del contatto
fisico.
In genere questo momento è preceduto da
specifici segnali della donna: come accarezzarsi
una spalla o la parte alta del petto; portare il
tronco verso di lui, sussurrare, guardare più
spesso e più intensamente. Quando avviene, il
primo contatto a pelle-pelle e da l'impressione
di essere casuale, ma provoca sensazioni spesso
intense ad entrambi; ci si può sfiorare, ci si
tocca quasi distrattamente oppure si aggiusta
qualcosa dell'abito dell'altro o gli si toglie
una ciocca di capelli dalla fronte.
Rotto il ghiaccio, l'iniziativa spetta a
lui: l'uomo a quel punto prende la mano di lei,
la accarezza, sulla mano o sul braccio; le passa
il braccio attorno alla spalla, alla vita e
infine ... arriva l'idillio: le labbra si
uniscono in un bacio!
Il passo finale (che non necessariamente avviene
in quel frangente) é il rapporto
sessuale; in genere segue il bacio se
la conoscenza é vissuta come un'avventura;
mentre slitta in là se da parte di lei o di
entrambi c'é il desiderio di intrecciare una
relazione stabile.