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Seduzione:
E’ proprio vero che la giovinezza vince tutte le battaglie? E qual è l’età in cui siamo più desiderabili, e perché? Il ruolo dell’età e il confronto con i pari nella valutazione dell’attrazione fisica.
In
un precedente articolo abbiamo preso in esame le
motivazioni biologiche dell’attrazione fisica.
In questa occasione approfondiremo invece
l’impatto di altri due aspetti che incidono
molto sulla valutazione della bellezza: l’età
e il confronto
con i pari. Numerosi
studi dimostrano che l’età è un parametro
che prendiamo in considerazione quando valutiamo
la bellezza di qualcuno.
Le
donne tendono a prediligere uomini più vecchi e
gli uomini donne più giovani. Più
precisamente, da queste investigazioni emerge
che esiste la fascia d’età in cui donne e
uomini sono più attraenti dipende dal sesso ed
è costante attraverso le diverse culture. Per
quanto riguarda il gentil sesso, il periodo in
cui sono ritenute più belle va in media dai
15 ai 25 anni; per il sesso forte invece, dai
30 ai 45 anni.
Queste
misure differenti riflettono i diversi criteri
in rapporto ai quali viene giudicata la bellezza
femminile e maschile: le donne sono preferite
giovani perché questa condizione garantisce una
più intensa fertilità. L’uomo invece è
ritenuto più ammaliante quando ha un’età più
matura che offra maggiori garanzie in termini di
affidabilità, premure e che più facilmente è
associata ad una posizione sociale più elevata
e più stabile.
Una
ricerca degli psicologi Jack Demarest e Hugo
Alonso dell’Università americana di Monmouth
nel New Jersey ha posto l’attenzione su un
punto particolare al riguardo: quando
cioè una
donna diventa sessualmente desiderabile. Per
verificarlo hanno mostrato ad un campione di 160
ragazzi una serie di foto di una modella di 12
anni. La teen-ager era stata truccata nei
diversi ritratti in modo da risultare più
giovane o più vecchia e per ogni immagine era
stata indicata un’età diversa (dai 9 ai 18
anni). Inoltre era stato forniti ai
“giudici” dei profili ideati ad arte sulla
carriera e sui suoi interessi della top-model.
Alla fine era stato domandato ai partecipanti di
dare un giudizio sul sua avvenenza e sul suo
sex-appeal. Ne è risultato che se
veniva ritenuta di 14 anni o più ragazzina
ancora, non
veniva trovata “appetibile”; mentre
suscitava sesso se le venivano attribuiti più
di quindici anni.
Se a grandi linee una donna viene giudicata
attraente se è giovane, quando
un uomo deve scegliere tra una partner giovane
qualunque e una bella donna, preferisce
quest’ultima. E’ quanto ha dimostrato lo
psicologo inglese George Fieldman.In
un’indagine ha mostrato ad un gruppo di uomini
i ritratti di una donna molto avvenente cui
veniva attribuita un’età di 36, 41 o 45 anni.
Assieme a questa venivano fatte vedere delle
immagini di altre donne di età tra i 20 e i 40
ma molto ordinarie. Quasi sempre gli uomini
hanno dato prova di gradire
la bellezza rispetto all’età:
indipendentemente dagli anni che le venivano
assegnati, la donna attraente era ritenuta la più
“papabile” come compagna.
D’altra parte
i segni dell’età possono rendere più
attraenti entrambi i sessi: si pensi ad
esempio alla Kim Basinger ventenne di uno dei
film di James Bond e alla stessa attrice, sex
symbol in “9 settimane e mezzo” o dotata di
un fascino conturbante in L.A.
Confidential, dove di anni ne aveva 10 in più.
O A Sean Connery, ultrasettantenne eppure ancora
uno degli uomini più desiderati. David Perrett,
Ian Penton-Voak e altri ricercatori della
Università di St. Andrews a Londra hanno messo
in evidenza che le
donne che abbiano avuto un
padre non giovane, tendono
a scegliere partner che siano abbastanza più
vecchi di loro. Gli studiosi commentano che
evidentemente il genitore dello stesso sesso fa,
almeno relativamente all’età, da riferimento
nella selezione del compagno.
La percezione della bellezza può anche derivare
dall’idea che si ha del proprio
appeal. In linea di massima, è stato
appurato come trovare
qualcuno “bello” sia preceduto o seguito da
una valutazione del proprio fascino.
Oltretutto, pare che nel giudicare l’aspetto
fisico delle persone che ci attraggono, specie
se intendiamo approciarle, inconsapevolmente
tendiamo a scegliere individui che non si
discostino granché da noi in quanto ad
avvenenza. Una ricerca recente ha messo in luce
che le donne che si ritengono attraenti scelgono
più spesso un uomo con un aspetto mascolino
rispetto a chi non si reputi bella. In modo
affine, le prime preferiscono partner che
possiedano una maggiore simmetria dei due lati
del volto, cioè in cui i due lati della faccia
siano più simili (in senso biologico è un
indice di un organismo sano). Un altro studio ha
dato prova che le
donne sono particolarmente sensibili al
confronto con persone dello
stesso sesso: alle partecipanti
dell’esperimento era stato chiesto
innanzitutto di compilare un questionario sulla
stima di sé. In seguito, era stato domandato
loro di valutare la bellezza di alcune donne in
base a delle foto; una terza fase invece
consisteva nel completare un altro test
sull’autostima. Chi aveva giudicato delle
donne di aspetto comune, manteneva inalterata
l’idea che avevano della propria persona; ma
chi per contro era stata esposta a ritratti di
donne attraenti, esibiva un significativo
ridimensionamento della propria immagine. In
un’indagine affine, con uno stratagemma, è
stata manipolata l’immagine di sé delle donne
che prendevano parte all’esperimento: dopo
questo “trattamento” è stato chiesto loro
come avrebbero reagito di fronte ad un invito a
uscire di un pretendente; coloro che avevano
subito una “lavata di capo” erano
notevolmente più ben disposte di chi aveva
ricevuto una valutazione positiva.
Possiamo trarre
un insegnamento da questa ricerche. Se un
uomo invita una donna bella, specie se
consapevole della sua bellezza e preziosa (un
indizio può essere il fatto che si specchi in
specchi, vetrine e vasi lucidi), può renderla
più “malleabile” e disponibile se la porta
in un ambiente frequentato da belle donne o
anche se le presenta delle amiche attraenti.
Questo però non vale se il corteggiamento è in
una fase avanzata e l’uomo desidera che la
serata finisca a “letto”; in questo caso, è
consigliabile che porti la sua partner in un
posto frequentato da donne di bellezza media; il
rischio è, altrimenti, di far sì che lei nel
confronto si senta brutta, non attraente e di
conseguenza non voglia che lui la tocchi. Nel
giocare la carta del confronto con le pari, è
importante che l’uomo si faccia un’idea
dell’immagine che la propria partner ha di sé:
una donna che di fondo ha una bassa stima di sé,
infatti, diviene più condiscendente se messa in
competizione con un'altra donna; al contrario,
una donna con una buona considerazione della
propria persona può al contrario risentirsi di
non venire trattata come “unica”.
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