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Seduzione:
Stando alle ricerche, il 60% delle nostre comunicazioni è di natura non-verbale e avviene attraverso 700.000 segnali fisici e 250.000 espressioni
facciali…
Questi
numeri impressionanti dovrebbero farci capire a
colpo d’occhio quanto è importante tutto ciò
che comunichiamo attraverso i nostri gesti, la
nostra mimica e la nostra attitudine corporea.
Inutile negare che esista una relazione
strettissima tra la nostra mente e il nostro
corpo, ed è quasi superfluo ricordare che ogni
gesto ha un valore simbolico.
I nostri gesti possono confermare o negare ciò
che dicono le nostre parole, ma allo stesso
tempo esprimono anche tutto ciò che proviamo
inconsciamente, e ogni pensiero o gruppo di
pensieri può così venire tradotto da
un’espressione facciale o da una postura
corporea. Per esempio, la maniera in cui una
persona si siede davanti a noi è quasi sempre uno
dei marchi di fabbrica della sua personalità,
ma è anche un indice del clima
mentale in
cui si trova in quel momento; se si siede e
appoggia le mani sulle cosce è in posizione di
sottomissione; se si siede sul bordo della
sedia, molto probabilmente è scoraggiata,
mentre se si siede di traverso esprime il
bisogno di proteggersi perché si sente
minacciata o dominata, e così via.
Ma
quanto possiamo controllare o cambiare
i nostri gesti?
Senz’altro dovremmo cercare di modificare i
gesti che ci squalificano o che offrono di noi
un’immagine negativa: dovremmo imparare a
identificarli per poterli cambiare o
controllare, fatto che diventa importantissimo
in situazioni critiche come un incontro
professionale o un esame scolastico. Eppure
questo non è un compito facile, perché i
nostri comportamenti sono molto ritualizzati.
Per esempio tutti dormiamo sempre allo stesso
modo o stringiamo la mano allo stesso modo,
insomma, tutti abbiamo dei rituali che uno
psichiatra ha chiamato “ritornelli
gestuali”,
cioè gesti che riproduciamo più spesso degli
altri. Alcuni sono molto evidenti, altri più
difficili da notare perché sono quelli più
spesso legati a un contesto emotivo, e quando
sono spinti all’estremo possono indicare un
comportamento nevrotico.
Il linguaggio della
seduzione
Grazie
agli studi dell'Istituto Boltzmann
dell'università di Vienna, e alle ricerche
condotte su 48 coppie di estranei in una sala
d’attesa, oggi noi sappiamo molto di più di
un fenomeno già noto, quello della sincronizzazione:
non solo due persone che si piacciono tendono a
ripetere gesti e posizioni reciproci, ma si
creerebbe tra di loro una sorta di ritmo, una
specie di danza amorosa diversa per ogni singola
coppia. In genere è la donna a dare
il ritmo,
perché è lei che deve manifestare il suo
interesse in un modo non troppo evidente e
verificare se l’uomo è compatibile. I segnali
femminili
di seduzione sono quelli classici: toccarsi i
capelli, sbattere le ciglia, passarsi la lingua
sulle labbra, giocherellare con gli anelli,
dondolare i fianchi. Gli uomini
in vena di conquiste, invece, allargano le
spalle per mettere in mostra i pettorali ben
stirati, sollevano il mento, allargano le gambe
e a volte modificano perfino la voce, facendole
assumere un tono più nasale…
Un corpo, anzi tre
A volte
sembra il corpo viva di vita propria: vuole la
torta quando abbiamo deciso di metterci a dieta,
è stanco proprio
quando abbiamo voglia di uscire o è
“troppo” diverso da come lo vorremmo. Perché
questa relazione è così complicata?
Il nostro corpo non è solo un agglomerato di
organi e tessuti, una macchina che ci fa vivere
- ma è anche un corpo fantasmatico, sognato,
costruito dalle immagini interiori che noi ce ne
facciamo e in cui l’inconscio gioca la sua
parte, e infine è un corpo istituzionale,
quello che dobbiamo
avere in funzione delle norme culturali e delle
convenzioni sociali: è il corpo
prediletto dalla moda,
dall’estetica, dalla dietetica e dalle regole
del comportamento. Sembra complicato? Pensiamo a
un buongustaio: chi ama mangiare non nutre
solamente il suo corpo biologico, ma alimenta
anche la mente di una gamma enorme di piaceri
che a volte desidera condividere anche con gli
altri. In genere però uno “dei
corpi” finisce per prevalere sugli altri due
- per esempio nelle persone affette da patologie
alimentari il corpo fantasmatico è quello che
domina: l’anoressica non vede il suo corpo così
com’è nella realtà, ma vuole dimostrare che
è possibile vivere senza mangiare e sfuggire
così alle leggi del corpo-macchina,
all’istituzione dei pasti.
L’immagine del corpo
L’immagine
del corpo è una nozione complessa che solleva
problemi diversi e sembra quindi difficile da
afferrare.
In sintesi, l’immagine del corpo è basata
essenzialmente sulla coscienza del
corpo, e
si costruisce a partire dalle sensazioni
cenestesiche (cioè la sensazione dei movimenti
del proprio corpo e capacità di controllarli).
Se non fosse così, i non vedenti non avrebbero
alcuna immagine corporea perché non hanno la
possibilità di vedersi. Il loro schema corporeo
è invece perfettamente costituito ed essi sanno
portare un cucchiaio alla bocca, praticare uno
sport e mantenersi in equilibrio.
-
il
modello posturale
è la conoscenza (più o meno consapevole)
che in ogni istante abbiamo della situazione
del nostro corpo e delle sue diverse parti.
Ciò conduce alla localizzazione
del corpo
rispetto all’ambiente (al centro di una
stanza o sul bordo di una roccia), alla sua posizione
(seduto, in piedi, sdraiato…), al suo spostamento
(camminare, correre…), o al suo movimento
(mangiare, pettinarsi…). Senza modello
posturale non potremmo portare un cucchiaio
alla bocca senza guardare oppure, come fanno
i bambini, lo avvicineremmo alla guancia. Il
modello posturale ci consente di camminare
senza sbandare o di correre, e il suo
affinamento e allenamento sono
indispensabili per tenerci in perfetto
equilibrio. E’ quello che Bonnier chiamava
stato
di non vertigine
-
lo
schema corporeo
è la sintesi dell’insieme delle
espressioni che provengono dal nostro corpo.
La base dell’Io è rappresentata da questa
perpetua coscienza del corpo,
e comprende le sensazioni tattili, termiche,
relative al moto e allo spazio, ecc.. Questa
coscienza globale del corpo comprende anche
il modello posturale
-
l’immagine
del corpo
è la rappresentazione immaginaria
di tutto il nostro corpo nella nostra mente.
Essa include quindi lo schema corporeo, che
a sua volta integra il modello posturale, più
tutto l’immaginario, cioè tutto quello
che aggiunge il versante affettivo, libidico,
narcisistico e psico-sociale.
L’immaginario introduce diverse distorsioni
dell’immagine
in rapporto al corpo, per esempio riguardo
alle proprie dimensioni, alla propria forma,
alla propria bellezza o forza, alla propria
desiderabilità, e così via
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