|
Seduzione:
Rompere
il ghiaccio è uno degli scogli più duri nel
corteggiamento e visto che per tradizione questo
compito spetta al sesso forte, spesso crea
imbarazzi e titubanze…la psicologia sociale
però dimostra che tutto è più scorrevole e
facile se ci si abitua ad osservare.
Rompere
il ghiaccio nell’interazione con l’altro
sesso è, a detta di chiunque, il momento più
critico, imbarazzante e difficile. Buona parte
delle persone preferirebbe bypassare questa
passaggio per passare subito allo scambio
verbale… sicuramente, l’uso degli sms,
delle chat e di altre forme di incontro
virtuale è stato come una manna dal cielo per
queste. Tuttavia, se ci troviamo in una
situazione reale, il problema resta.
Tradizionalmente l’iniziativa è maschile ed
è quindi comprensibile come il sesso forte
senta maggiormente questo frangente come una
fatica…letteralmente d’ercole.
Per
allieviare questa sofferenza arriva una mano
dalla psicologia: l’approccio ha delle
regole, per quanto non esplicite, e gli
studiosi stanno cominciando a fare luce su quali
siano. La psicologa Monica Moore della Webster
Univerity di Saint Louis in America
ha, ad esempio,
studiato a fondo il momento
dell’approccio, filmando a loro insaputa
uomini e donne in luoghi di incontro
come bar e discoteche. La prima
conclusione che ha dedotto dalle sue
osservazione é che è pressoché
sempre la donna che determina e controlla
l’approccio attraverso i movimenti del proprio
corpo, le posture che assume, le occhiate che
lancia. Dal canto suo, lo psicologo sociale Tim
Perper ha osservato nei bar che le donne
spesso fanno una prima, quasi impercettibile,
mossa: di solito poco più che stare vicino al
loro bersaglio.
Gli uomini così credono di prendere
l’iniziativa nel corteggiamento ma, a loro
insaputa, lo fanno solo quando ricevono dei
sottili segnali di disponibilità da parte di
rappresentanti dell’altro sesso.
Questi
segnali generalmente sono colti in
modo inconsapevole e fanno sentire il
maschietto più sicuro di sé e lo inducono a
fare una battuta, a sorridere o ad avvicinarci
alla donna che lo ha puntato. In genere,
i maschi iniziano indirettamente con gli
inviti e l’attaccare bottone: ad esempio
usano, parole o atti indiretti o convenzionali;
se si accorgono che sono oggetto di attenzione
da parte di una donna di solito l’approccio
diventa più diretto e smaccato.
Un uomo diventa più solerte e sfacciato,
inoltre, quando ci sono dei potenziali rivali e
una donna mostra una chiara preferenza per lui.
In ogni caso, sono sempre le donne ad “aprire
le danze” con delle sollecitazioni non
verbali. Le rappresentanti del gentil sesso che
più facilmente vengono avvicinate, hanno un
comportamento tipico: si guardano attorno,
sorridono ai maschi, e si riavviano o si
accarezzano i capelli; inoltre, in misura
minore, lanciano brevi occhiate verso gli
uomini, si leccano le labbra, dondolano sulla
sedia e scuotono lateralmente la testa (in
questo modo anche i capelli si muovono – e i
capelli, specie se lunghi sono un elemento di
forte attrazione per gli uomini -.
Una
volta che il prescelto si è avvicinato, queste
annuiscono con più frequenza del solito, si
inclinano verso l’interlocutore, sussurrano
qualcosa al suo orecchio, lo toccano o lo
sfiorano e si mostrano attente quando ascoltano,
drizzando la testa, mentre l’altro parla.
Queste sottigliezze raramente sono
adottate dalle donne che ricevono pochi
approcci; queste ultime, di solito,
rivolgono la loro attenzione verso le
amiche. Le donne che agiscono così da farsi
avvicinare, non solo hanno un repertorio di
comportamenti di sollecitazione più ampio di
quelle che invece sono ignorate, ma li
esibiscono più di frequente.
Lo studio citato di Monica Moore dimostra
che le donne che mostrano questi comportamenti
di invito prima o poi sono avvicinate da un
maschio; ma solo alcune di loro ricevono le
attenzioni di più di un maschio.
In molti casi, queste ultime accettano
l’invito a ballare o di bere qualcosa, ma
qualche richiesta ovviamente è rifiutata.
Un
comportamento notato solo nella donne che
mostrano di voler essere avvicinate è quello di
prendere l’iniziativa; le altre non lo fanno
praticamente mai; inoltre, le donne che fanno le
“civette”, seppure non accettino qualsiasi
invito, prima o poi qualcuno lo accolgono.
Una donna che si mostri genericamente
“civetta”, sarà naturalmente avvicinata da
più maschi.
D’altra parte, è anche vero che può
indirizzare la sua manifestazione di
disponibilità solo nei confronti di un uomo
specifico, guardandolo o sorridendogli o
dondolandosi sulla sedia e così via.
L’esibizione di un comportamento di
corteggiamento non solo consente alla donna si
suscitare l’approccio dell’uomo, ma anche è
indicatrice di una maggiore abilità di
manipolare il corso dell’interazione; ad
esempio, muovendosi verso il suo interlocutore,
toccando brevemente (come sfiorando il ginocchio
di lui con il proprio); così facendo incoraggia
sottilmente l’uomo.
Per contro, una donna che si ritrae da un
uomo o non gli sorride o annuisce poco durante
la conversazione, lo allontana e smorza il suo
entusiasmo.
Insomma, alla fine, l’uomo non deve
esordire con chissà quali battute folgoranti o
inventarsi approcci spiritosi o rocamboleschi,
ma solo …guardarsi attorno e individuare la
donna
che già lo punta: a quel punto, il 90%
del lavoro è fatto!
|