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Buon giorno, oggi è domenica 25 giugno 2017

No Martini! No Party!

Seduzione: No Martini! No Party!

Seduzione: Avere qualcosa con sé che attiri come essere accompagnati da cani, portare bambini o condividere la stessa esperienza può rendere più agevole e naturale l’approccio con l’altro sesso.

Lo scoglio più duro nel fare conoscenza in genere e di persone del sesso opposto in particolare è il momento dell’approccio. Il gentil sesso ha molte più frecce al proprio arco al riguardo; il suo “kit del pronto soccorso”  è piuttosto caratteristico, codificato ed efficace nell’attirare le attenzioni e le avance dei maschietti presenti. In genere, dopo aver mostrato disponibilità lanciando occhiate apparentemente distratte ai potenziali candidati, a qualcuno di preciso o anche agli arredi, vetrine o ad oggetti insignificanti, si mette in condizione di essere approcciata: si stacca dal gruppo,  cammina senza metà apparente, si avvicina al prescelto e si  gli “parcheggiandosi” a circa un metro e così via. Di solito, queste tattiche pagano: i maschi “sedotti” in questo modo, spesso cadono spesso nella rete. Indipendentemente dal proprio sesso, si possono adottare comunque degli stratagemmi che rendano più “agevole” questa delicata fase dell’incontro. Uno spunto interessante ci viene fornito da un indagine della psicologa inglese June McNicholas; questa ricercatrice ha dimostrato in modo rigoroso e scientifico che farsi accompagnare nelle proprie passeggiate da un cane si rivela uno straordinario “rompi-ghiaccio”. Studi precedenti hanno illustrato che la compagnia di “fido” rende gli incontri o gli scambi di battute più frequenti, le conversazioni inoltre in quel caso sono più lunghe. Lo stesso accade, seppure in misura più contenuta con altri animali come un coniglio o una tartaruga.

Per replicare ed approfondire i dati emersi in queste ricerche, la McNicholas ha ideato due esperimenti decisamente ben congegnati. Nel primo il conduttore dello studio, una donna, è stata affiancata da un labrador. Il cane è stato scelto per la sua natura quieta, per il suo aspetto tenero e rassicurante e perché era stato addestrato a ignorare i passanti nel muoversi. Per controllo, chi portava l’animale,  ha rifatto gli stessi percorsi da sola e per un numero di volte equivalente a quello seguito con il cane. La studiosa ha preferito evitare nei suoi giri con il cane luoghi come i giardini o le zone come i percorsi per lo jogging; questo per minimizzare il fatto che l’interazione potesse nascere dal fatto che l’animale incontrasse un altro cane portato al passeggio dal suo padrone. In questa condizione sperimentale, la sperimentatrice è stata avvicinata per un totale di 206 volte; 156 delle quali quando era in compagnia del cane! Questo dato già di per sé suggerisce che avere un’animale da compagnia e portarselo a fianco offre molte più chance di conoscere altre persone che se fatto in solitudine.

Di gran lunga più eclatante però è risultato l’abbinamento uomo-cane. Il complice della sperimentatrice era un uomo sui 35 anni, di corporatura e fattezze comuni. Il cane in questo caso non era granché carino.

Nonostante ciò, le interazioni quando era presente l’animale, rispetto a quelle in cui l’uomo era da solo sono aumentate del 1100%! Questo dato, di suo sorprendente, può essere spiegato dalla constatazione di psicologi e antropologi che specie per una donna avvicinare un uomo suscita cautela e diffidenza; ma questi sentimenti vengono superati più facilmente o passano in secondo piano, se questi è accompagnato da un cane che calamiti l’attenzione. Naturalmente, oltre che avere un cane che faccia da “specchietto per le allodole”, si può anche “educarlo” perché “molesti” le persone del sesso opposto; se poi gli altri sono “cane-muniti” si può anche lasciare fare tutto agli animali. “Lo stesso effetto (e forse anche maggiore) può essere ottenuto da un uomo che si presti a fare da baby sitter per i bambini degli amici: qui non solo è approcciato grazie al fascino dei piccoli, ma viene verosimilmente anche giudicato più affettuoso, simpatico e affidabile proprio in funzione del fatto di badare a dei bambini.

E’ il vecchio cliché che il macchinone funzioni da richiamo per le donne? Può funzionare … a patto che non si esca dall’auto come un mollusco che abbandoni la conchiglia! Anche interessi comuni possono fare da sparti acque: ad esempio, andare ad una conferenza, ad un concerto o ad una manifestazione crea un clima di socievolezza e di solidarietà che rende più spontanei e naturali lo scambio di sguardi e di battute. Funzionano benissimo al riguardo i corsi di ballo, soprattutto quelli latino-americani che prevedono nei passi un buon contatto fisico e in cui le coppie sono formate dagli istruttori.

Anche vivere la stessa esperienza facilita l’approccio soprattutto se si tratta di situazioni emozionanti: un noto esperimento in cui le persone venivano fatte incontrare su un ponte sospeso non solo ha provato che in quel caso aumenta la socievolezza, ma anche la percezione dell’attrazione dell’altro. Così, andare a fare del rafting, delle immersioni in mare o delle scalate in gruppo può essere un’ottima occasione di fare nuovi incontri. D’altra parte anche condividere circostanze più ordinarie come trovarsi in fila in banca o in sala d’attesa del medico rendono le persone più disponibili a fare quattro chiacchiere. Se poi si incontra qualcuno di frequente in posta, in banca o al mercato, questo fatto accresce la sensazione di familiarità: questa a sua volta porta a sentire gli sconosciuti come più innocui e perfino più attrenti!

Infine riportiamo una tecnica che lo psicologo Will Horton descrive nel suo libro "training your brain": secondo l'autore un modo efficiente per indurre le altre persone a rivolgerci la parola o a mostrarsi disponibili nei nostri confronti é rispecchiare per un po' il loro comportamento: così se siamo nel bar degli aperitivi possiamo ordinare da bere nel momento in cui lo fa l'altra persona, assumere la sua stessa posizione del corpo, fare degli autocontatti (come toccarsi un braccio o grattarsi la mano) in sincronia; dopo un po' che rispecchiamo qualcuno, dice lo studioso, questo ci rivolgerà la parola con un pretesto qualsiasi.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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