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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Gli uomini ragionano ancora con "le parti basse"

Seduzione: Gli uomini ragionano ancora con "le parti basse"

Seduzione: La diceria popolare che l’uomo pensi con i propri “tesori” ha trovato le prime conferme scientifiche.

Se per la donna l’attrazione e l’approccio passano per un coinvolgimento quasi sempre mentale; per l’uomo, specie nel caso di un rapporto occasionale, queste due fasi sono spesso promosse da istinti ben più bassi… o almeno questa è la credenza popolare. La scienza dimostra ora che in effetti questo “stereotipo” un fondamento ce l’ha davvero.

Nelle specie inferiori, il comportamento di accoppiamento nel maschio è regolato dal rilascio di ormoni; più precisamente, la percezione di stimoli sessuali come l’odore, il contatto o la vista della regione genitale della femmina suscita la reazione dell’ipotalamo, la struttura cerebrale che “si occupa” della risposta sessuale. Da qui, partono delle sostanze, chiamata gonadotropine, che spingono la nostra ghiandola madre, l’ipofisi, a produrre testosterone (l’ormone maschile) ed ormone luteinizzante. Quest’ultimo arriva dritto ai testicoli, dove viene “spremuto” altro testosterone e viene attivata la secrezione di spermatozoi. Contemporaneamente, si assiste all’inizio dei rituali di corteggiamento.

Molti studiosi si sono chiesti se nell’attrazione e nel corteggiamento, l’uomo moderno possa essere ancora influenzato da questi “bassi istinti” o se ne sia emancipato. Esteriormente, in effetti sembra che l’atteggiamento dell’uomo quando si trova di fronte a una donna da cui è attratto segua comunque regole ataviche; ad esempio, l’etologo austriaco Karl Grammer ha rilevato come quando flirtano, gli uomini esibiscano comportamenti dominanti come tenere le mani sui fianchi, le gambe larghe, massaggiarsi il torace o sollevare le maniche della camicia per mostrare i muscoli; atteggiamenti che non sono dissimili da quelli osservati in altri primati come i gorilla o gli scimpanzé. Queste esibizioni negli animali sono “promosse” proprio dal lievitare del livello di testosterone.

Numerosi studi hanno, poi, messo in luce che dopo aver assistito a film a “luci rosse” o aver guardato foto erotiche, il sesso forte ha un escalation degli ormoni sessuali. Nessuno studio aveva ancora però dimostrato che il testosterone aumentasse dopo uno scambio vero e proprio di un maschietto con una donna. Così, ci hanno pensato James Roney, Stephen Mahler e Dario Maestripieri dell’Università di Chicago a vedere chiaro al riguardo. A questo scopo, hanno reclutato un gruppo di 21 donne e 20 uomini. L’esperimento consisteva nel verificare il tasso di testosterone prima e dopo una conversazione di un maschio con una ragazza (o nella condizione di controllo con un proprio simile) e nello stabilire se l’ormone fosse legato all’attrazione per questa e alle eventuali avance nei suoi confronti. Per prima cosa, era stato preso un campione di saliva a ciascun maschio per stabilire la concentrazione in questo fluido dell’ormone.

Poi, il soggetto veniva chiamato in una stanza dallo sperimentatore ed entrambi venivano raggiunti poco dopo dalla donna (o dall’uomo) che veniva spacciata come una collaboratrice. Con un pretesto, lo studioso si allontanava, lasciando quindi il partecipante e la propria partner soli per una manciata di minuti. Il tutto era filmato in modo nascosto. L’assistente (e lo stesso era stato suggerito ai collaboratori maschi) doveva scambiare quattro chiacchiere amichevoli con il “convitato” per 5 minuti. Allo scadere del tempo, si accomiatava e, rientrava lo sperimentatore;  quest’ultimo raccoglieva un secondo campione di saliva dopo 20 minuti dall’inizio dei “balli”. Questo intervallo era stato scelto perché la latenza fra la presentazione di stimoli sessuali e le prime tracce del rilascio di testosterone richiede all’incirca questo tempo. Nel frattempo, al soggetto veniva chiesto di compilare un questionario in cui esprimeva (se aveva avuto a che fare con la ragazza) quanto gli era piaciuta. I risultati non hanno deluso le aspettative.

Gli uomini dopo la chiacchierata con una donna mostravano tutti un consistente aumento del testosterone; sebbene il livello di questo ormone non andasse pari passo con la valutazione della desiderabilità della partner. L’ammontare del testosterone era però legato alla propria esperienza in campo sessuale: chi aveva avuto rapporti sessuali recenti o era navigato mostrava i valori più alti; mentre chi non aveva una relazione amorosa o non faceva sesso da tempo, non aveva pressoché nessuna variazione del testosterone. L’analisi dei filmati, aveva messo in luce un altro aspetto interessante: chi tendeva a flirtare di più, aveva anche un più alto accrescimento del livello di testosterone e valutava la donna con cui si era intrattenuto particolarmente attraente. Insomma, alla fine, lo possiamo proprio dire: per lo meno di primo acchito, gli uomini ragionano proprio con le “cosiddette”!

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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